Si può pescare a bolognese con mare mosso, ma entro un limite preciso: con mare poco mosso o appena mosso e una corrente leggera la bolognese dà il meglio, perché la schiuma e il movimento dell’acqua portano il pesce sotto riva e nascondono la lenza. Oltre il mezzo metro abbondante di onda, o con una corrente che fa correre il galleggiante, la passata non si controlla più. Servono un galleggiante più portante, una spallinata più raccolta in basso e una pastura pensata per non disperdersi.
Qui trovi come cambiare l’attrezzatura dalla spiaggia e dalla scogliera, come la corrente sposta esca e pastura, e come leggere il dato di corrente prima di uscire. Se vuoi il quadro generale su quando conviene andare, parti da quando andare a pescare al mare.
Fin dove si spinge la bolognese con mare mosso
La bolognese funziona finché vedi il galleggiante e capisci quello che fa. Con il mare che sale succedono tre cose: l’antenna sparisce tra le onde, il moto ondoso alza e abbassa l’esca di continuo, la pastura si disperde prima di arrivare dove vuoi.
Nei bollettini il mare poco mosso va da 0,1 a 0,5 metri di altezza significativa, il mosso da 0,5 a 1,25 metri. Per molti bolognesisti il campo buono è il poco mosso e la parte bassa del mosso, con molta differenza tra un posto e l’altro: una scogliera riparata regge più mare di una spiaggia aperta.
Conta anche il periodo. Un mare vivo corto, alzato da un vento moderato, increspa e fa schiuma senza sollevare troppo il galleggiante. Un mare lungo, anche se basso, arriva a serie e alza e abbassa tutta la lenza. La differenza tra i due la spieghiamo in surfcasting con mare mosso, e vale anche qui.
Quando il mare va oltre, la scelta più sensata è cambiare tecnica: con mare formato dalla spiaggia si pesca a fondo, e dagli scogli si aspetta che cali.
Dalla spiaggia o dalla scogliera?
Dalla spiaggia
Dalla spiaggia la bolognese con mare mosso si fa soprattutto in scaduta, quando il mare sta calando dopo una mareggiata e l’acqua è ancora torbida. Si pesca nella prima fascia, dove l’onda ha appena rotto, spesso a pochi metri dalla riva: lì passano spigole, saraghi e orate a cercare quello che il mare ha smosso. Cos’è la scaduta e come riconoscerla la trovi in cos’è la scaduta di mare.
Il problema della spiaggia è la risacca: l’acqua che dopo ogni onda torna indietro tira il galleggiante verso il largo e poi lo riporta a riva. Una lenza più corta tra galleggiante ed esca, e piombi più in basso, aiutano a tenere l’esca vicino al fondo.
Dalla scogliera
Dalla scogliera e dai moli la bolognese nella schiuma è una pesca classica, soprattutto per il sarago. Dove l’onda sbatte sugli scogli si forma una fascia di acqua bianca e ossigenata, piena di cibo staccato dalla roccia, e il pesce ci entra a mangiare. Il galleggiante si lancia ai bordi della schiuma, non dentro, dove non si vedrebbe.
Sugli scogli il mare va rispettato. Con mare lungo le onde arrivano a serie: dopo minuti tranquilli ne entrano alcune ben più alte delle altre, che salgono dove eri asciutto. Con mare formato sulla tua esposizione, sugli scogli bassi non ci si va.
Galleggiante e spallinata con mare mosso
Il galleggiante
Con mare mosso il galleggiante deve fare due cose: restare stabile e restare visibile.
- Più portante di quello che useresti con mare calmo: un galleggiante leggero viene sballottato e l’esca sale e scende con lui.
- Corpo largo in alto, a pera o a goccia rovesciata: sta meglio sulle onde di un galleggiante affusolato.
- Antenna grossa e colorata, che si veda tra la schiuma; con poca luce, un’antenna luminosa.
La grammatura giusta non si trova sulla carta: si sale finché l’esca scende alla profondità che vuoi e ci resta.

La spallinata
La spallinata è il modo in cui distribuisci i pallini di piombo sulla lenza tra galleggiante e amo, e decide come scende l’esca.
| Spallinata | Come scende l’esca | Quando |
|---|---|---|
| a scalare, pallini distanziati | lenta e naturale | acqua calma, pesce a mezz’acqua |
| raccolta in basso, o torpilla | veloce, dritta verso il fondo | mare mosso e corrente |
| mista, gruppo in basso più pochi pallini sopra | veloce, con l’ultimo tratto più libero | quando il pesce è diffidente ma serve andare giù |
Con mare mosso e corrente si sposta quasi tutto il peso in basso, a qualche decina di centimetri dall’amo, così l’esca arriva in fretta dove sta il pesce invece di restare in superficie a ballare con le onde. Un terminale di lunghezza contenuta lascia all’esca un minimo di movimento senza farla salire troppo.
Il filo
Con vento e onde, una lenza madre che affonda si fa trascinare meno di una che galleggia. Quando il vento spinge il filo, si tiene la punta bassa e si affonda la lenza con un colpo di canna dopo il lancio.
La pastura con mare mosso
Pasturare con mare mosso è un equilibrio: la pastura deve attirare il pesce nel punto dove passa l’esca, e il mare tende a portarla via.
- Più compatta. Palle più dure, anche con un po’ di sabbia nell’impasto, scendono prima di sciogliersi e non vengono subito disperse in superficie.
- Poca e spesso. Una palla piccola a ogni passata tiene il pesce in zona; una grande all’inizio finisce lontano in pochi minuti.
- Base classica. Pane bagnato e sarda o formaggio, secondo il pesce che cerchi: il sarago è il bersaglio più comune con mare mosso.
- Nel posto giusto rispetto alla corrente, che è il punto più importante e merita un capitolo a parte.
Con la schiuma della scogliera, molti si limitano a poca pastura sul bordo della schiuma: il mare stesso fa da richiamo, staccando cibo dagli scogli.
Prima di lanciare la pastura, butta un pezzetto di pane in acqua e guarda dove va. Ti dice in dieci secondi da che parte tira l’acqua, meglio di qualsiasi previsione.
Bolognese in corrente: come la corrente sposta esca e pastura
La bolognese è una pesca in passata: il galleggiante si muove con l’acqua e l’esca lo segue. La corrente decide quanto lunga è la passata e dove arriva la pastura.
Da dove viene la corrente che senti
Quella che senti sul galleggiante è la somma di più correnti diverse.
- Corrente di marea. Nel Tirreno è debole quasi ovunque. Si fa sentire negli stretti, nei canali e nelle foci, dove cambia verso due volte al giorno; nello Stretto di Messina è fortissima.
- Corrente da vento. Il vento trascina l’acqua in superficie, di solito a una velocità pari a qualche centesimo della sua. Dopo ore di vento costante la deriva si sente anche sul galleggiante.
- Corrente lungo riva. Quando le onde arrivano di sbieco sulla spiaggia, l’acqua che frange scorre parallela alla riva. Sotto costa, con mare mosso, è quasi sempre questa a comandare.
- Risacca. Sulla spiaggia, l’acqua che torna indietro dopo ogni onda; sulla scogliera, il risucchio lungo la parete. Non è una corrente vera, ma sposta esca e pastura come se lo fosse.
Quanto si sposta l’acqua
La velocità della corrente si misura in nodi. Un nodo è circa mezzo metro al secondo: 0,3 nodi sono circa 15 centimetri al secondo, cioè 9 metri al minuto. Nel disegno qui sotto, visto dall’alto, una palla di pastura impiega un minuto ad arrivare sul fondo: con 0,15 nodi tocca il fondo circa 5 metri più in là di dove l’hai lanciata, con 0,3 nodi circa 9. Con 0,6 nodi, quasi 20.
Dove finisce la pastura con la corrente
Per questo la pastura si lancia a monte, dalla parte da cui arriva la corrente, e l’esca si fa passare nella scia della pastura che scende, non sopra il punto in cui è caduta.
Come si monta la bolognese in corrente
- Piombatura in basso: pallini raccolti o una torpilla vicino all’amo, perché l’esca vada giù subito.
- Galleggiante più portante, per reggere quel peso.
- Trattenuta: frenare il galleggiante con la canna o il mulinello rallenta la passata e fa salire leggermente l’esca davanti al galleggiante, un movimento che spesso fa decidere il pesce.
- Passate più corte con corrente forte: oltre una certa distanza l’esca esce dalla scia della pastura e non serve più.
Corrente leggera, corrente forte
Con una corrente leggera e costante la passata è naturale: pastura ed esca scendono insieme e il pesce le trova nella stessa scia. È la condizione che molti bolognesisti cercano. Con corrente forte, o che cambia verso, la pastura finisce lontano dall’esca e il galleggiante corre via prima che l’esca arrivi giù. Nelle foci e nei canali, il cambio di marea fa partire o fermare la corrente: lì l’orario della marea conta più che altrove, come spieghiamo in alta o bassa marea per pescare.
Cosa dice il dato di corrente su CastSignal
Nella pagina con i dati veri, sotto il grafico della giornata, la fascia Corrente dice ora per ora quanto tira e verso dove va: “leggera verso destra”, “si sente verso il largo”. Destra e sinistra sono quelle di chi guarda il mare dalla riva.
Le classi, sul valore arrotondato al decimo di nodo, sono queste:
| Classe | Velocità |
|---|---|
| quasi ferma | sotto 0,1 nodi |
| leggera | 0,1-0,2 nodi |
| si sente | 0,3-0,5 nodi |
| forte | da 0,6 nodi |
Sono soglie da pescatore, che affineremo con i riscontri di chi esce. Le barre sono su una scala fissa, così una corrente debole sembra debole. Il grafico qui sotto dice quanto sono rare le correnti forti: su 300 zone costiere italiane, la corrente tipica di metà delle zone resta sotto 0,10 nodi, solo 18 zone superano i 0,3 nodi e 4 superano i 0,6.
Quanto tira la corrente nelle zone costiere italiane
Cosa misura e cosa no:
- È la corrente in superficie, nel primo metro d’acqua, calcolata dal modello del Mediterraneo di Copernicus Marine (MED-PHY) su celle di circa 4 km, con la marea compresa.
- È il dato a qualche chilometro da riva. Ti dice la deriva generale dell’acqua davanti alla tua costa, utile soprattutto in barca e dalle punte di scogliera o dai moli che si affacciano sul largo.
- Non comprende la risacca né la corrente lungo riva che fanno le onde quando arrivano di sbieco sulla spiaggia. Sotto riva, con mare mosso, conta soprattutto quella, e la vedi solo sul posto.
Guardalo sulla tua zona, per esempio Sperlonga, insieme al vento: con il galleggiante, un vento di traverso sposta la lenza quanto e più di una corrente leggera. Come il vento cambia la pesca da riva lo trovi in con che vento si pesca.
Anche le ore buone della bolognese, nella pagina, usano per ora limiti d’esempio (vento fino a 8 nodi, onde fino a mezzo metro, dalle 6 alle 20): mostrano come funziona il calcolo, non sono una regola, e oggi non tengono conto della corrente.
Quando lasciar perdere
Ci sono giornate in cui la bolognese non si fa, e riconoscerle prima risparmia un’uscita.
- Il galleggiante sparisce tra le onde più di quanto lo vedi.
- La passata dura pochi secondi: la corrente o la risacca portano via tutto prima che l’esca arrivi giù.
- La pastura non resta in zona, nemmeno compatta e lanciata a monte.
- Il mare lungo cresce sugli scogli dove stai.
In quei casi dalla spiaggia si passa alla pesca a fondo, e dagli scogli si cerca un posto riparato o si aspetta la scaduta.
