Questionario

Cos'è la scaduta di mare e perché si pesca bene

Per tanti surfcaster è la giornata da non perdere: la mareggiata è passata, il mare cala ma resta vivo, l'acqua è sporca. Ecco cos'è, perché funziona e come vederla arrivare in una previsione.

Una spiaggia dopo la mareggiata: onde ancora lunghe e l'acqua torbida sotto riva.

Cos’è la scaduta di mare? È la fase in cui il mare cala dopo una mareggiata: il vento che l’ha alzata si è fermato o è girato, le onde perdono altezza ma restano larghe e regolari, e l’acqua sotto riva è ancora torbida e smossa. Per molti surfcaster del Tirreno è il momento migliore per pescare, perché il fondo rimescolato porta cibo e il pesce si avvicina alla riva con l’acqua ancora sporca.

In una previsione la riconosci da tre segni insieme: onda che cala, mare vivo che sparisce mentre resta il mare lungo, vento che cala o gira. Sotto vediamo cosa vuol dire ciascuno, con una scaduta vera nel grafico, e quanto può durare.

Cos’è la scaduta, in pratica

Una mareggiata ha tre fasi. C’è la montata, quando il vento soffia e il mare cresce ora dopo ora. C’è il picco, quando il mare è al massimo. E c’è la scaduta, quando il vento ha mollato e il mare si sgonfia.

In scaduta in spiaggia vedi onde più larghe e ordinate di quelle del giorno prima, che arrivano a serie e rompono più al largo. L’acqua è color caffellatte nella prima fascia, a volte con alghe e detriti a riva. Il vento è poco, oppure è girato da terra e sta già pettinando le creste.

È una situazione diversa dal semplice mare mosso. Con il mare che monta si pesca quasi sempre male; con il mare che cala, anche se l’altezza è la stessa, la giornata cambia. Se ti interessa come muoverti col mare ancora alto, trovi tutto nella guida sul surfcasting con mare mosso.

Perché con la scaduta si pesca bene?

Qui conviene separare quello che si sa da quello che dice l’esperienza.

Il fatto fisico è che una mareggiata rimescola il fondo. Le onde grandi smuovono la sabbia sotto riva, scavano e spostano buche e barre, e mettono in sospensione quello che vive sepolto: vermi, piccoli molluschi, crostacei. L’acqua resta torbida per ore, a volte per giorni.

L’esperienza di generazioni di pescatori dice il resto: con l’acqua sporca e il cibo scoperto, pesci come spigole, orate, saraghi e ombrine si avvicinano a riva a mangiare, e sono meno sospettosi perché vedono meno. È per questo che in scaduta si pesca anche di giorno, quando con l’acqua limpida si aspetterebbe il buio.

Non c’è una regola che garantisca il pesce. Ci sono scadute vuote e giornate piatte piene. Ma tra le situazioni che i surfcaster indicano come favorevoli, questa è quella su cui sono più d’accordo.

Dove cercare il pesce

Con la scaduta il pesce sta spesso più vicino di quanto pensi: nella prima buca dietro la riva, nei canaloni che la mareggiata ha scavato, dove l’acqua che torna al largo passa più forte. Lanciare lontanissimo non è sempre la scelta giusta. Le buche nuove si leggono dalla spiaggia: dove l’onda rompe meno, di solito sotto c’è più fondo. Il disegno qui sotto mostra la spiaggia di lato, con la barra dove rompono i frangenti, la buca sotto riva e il canalone.

Dove lanciare, la spiaggia vista di lato

RivaPrima bucaBarra: i frangentiCanalone oltre la barraLargoLancio corto: dovel'onda scava e smuoveLancio lungo: oltrela schiuma della barra
Con mare formato l'onda rompe sulla barra e scava la buca sotto riva. Il pesce cerca cibo nella schiuma e nei canaloni: il lancio corto nella prima buca spesso rende quanto quello lungo oltre i frangenti.Disegno d'esempio, non in scala: ogni spiaggia ha barre e buche sue, e si leggono meglio con il mare calmo.

Mare formato e periodo dell’onda: le due parole da capire

Per riconoscere una scaduta in previsione servono due concetti che si sentono spesso e si spiegano poco.

Mare formato

Quando il vento soffia, il mare cresce. Ma non all’infinito: per ogni forza di vento c’è un’altezza massima, raggiunta quando il vento ha soffiato abbastanza a lungo e su abbastanza spazio di mare libero (il fetch). A quel punto il mare è formato: anche se il vento continua uguale, le onde non crescono più.

Nel Tirreno il fetch è limitato dalle coste, e una mareggiata da libeccio o da scirocco può formarsi su centinaia di chilometri. Più è lungo lo spazio di mare e più dura il vento, più grosso e lungo sarà il mare che arriva da te. Nel parlato “mare formato” si usa anche per dire semplicemente mare grosso e ben sviluppato.

Periodo dell’onda

Il periodo è il tempo in secondi tra un’onda e la successiva. Il mare vivo, alzato dal vento che soffia in quel momento, ha periodi corti; il mare lungo, che resta quando il vento è finito o arriva da una mareggiata lontana, ha periodi più lunghi. Sul Mediterraneo, dove il fetch è corto, “più lunghi” vuol dire spesso 6-8 secondi: i 10 e oltre arrivano solo dopo le mareggiate più grosse.

Periodo Che mare è, di solito Cosa succede quando cala il vento
fino a 5 secondi mare vivo, alzato dal vento del posto si spegne in fretta, in qualche ora
5-8 secondi mare lungo tirrenico, o misto continua ad arrivare per ore, calando piano
da 9 secondi in su mare lungo di mareggiate grosse o lontane può durare un giorno o due

Nelle previsioni trovi due periodi diversi: il periodo di picco, quello delle onde che portano più energia, e il periodo medio, che fa la media di tutte le onde, comprese quelle piccole, ed è di solito più corto. Se confronti due fonti, controlla quale dei due stanno mostrando.

Il periodo conta perché, in acqua profonda, l’energia che il mare porta verso riva ogni secondo cresce col quadrato dell’altezza e con il periodo. Due onde alte uguali non sono uguali: quella a 8 secondi porta verso costa il doppio dell’energia di quella a 4. Ecco perché un metro di scaduta sotto riva si fa sentire più di un metro di mare vivo corto.

Come riconoscere la scaduta in una previsione

Prendi la previsione ora per ora e cerca questi tre segni nello stesso arco di tempo.

  1. L’altezza dell’onda ha superato il picco e scende. Non conta quanto è alta, conta la direzione: dopo il massimo, ora dopo ora cala.
  2. Il mare vivo sparisce e resta il mare lungo. Nelle previsioni che separano i due, il mare vivo va a zero appena il vento molla, mentre il mare lungo cala piano. Il periodo non si accorcia: resta uguale o si allunga un po’ mentre l’altezza scende.
  3. Il vento cala o gira. Spesso dopo una mareggiata da sud il vento passa da nord-ovest o da nord: maestrale o tramontana. Su una spiaggia che guarda a sud diventa vento da terra, che spiana le creste. Su come leggere il vento rispetto alla costa c’è la guida con che vento si pesca.

Nel grafico qui sotto c’è una scaduta vera, a Sperlonga. L’8 ottobre 2026 il vento soffia da sud, da mare, tra 7 e 15 nodi, e l’onda sale fino a 1,26 metri verso le 21, con mare vivo e mare lungo insieme. Intorno alle 23 il vento gira da nord e cala a pochi nodi: da lì il mare vivo va a zero in quattro ore. La mattina del 9 l’onda è ancora intorno al metro, tutta mare lungo, e cala di qualche centimetro l’ora fino a sera, quando è a mezzo metro. Il periodo di picco resta fermo sui 6 secondi per tutto il tempo: la scaduta non si riconosce dai secondi che salgono, ma dal mare vivo che sparisce.

Una mareggiata e la sua scaduta: Sperlonga, 7–10 ottobre 2026

00,5011,50mScadutamer 7gio 8ven 9sab 10Onda totaleMare lungoMare vivo00,5011,50mScadutamer 7gio 8ven 9sab 10
051015nodimer 7gio 8ven 9sab 10051015nodimer 7gio 8ven 9sab 10
L'onda sale a 1,2 metri la sera dell'8, poi il vento gira da nord (da terra) e quasi si ferma. La mattina dopo l'onda è ancora sopra il mezzo metro, quasi tutta mare lungo: è la scaduta. Sotto, il vento nelle stesse ore.Onda: Copernicus Marine MED-WAV; vento: modelli via Open-Meteo. Previsione servita da CastSignal il 7 ottobre 2026.
Vedi i dati in tabella
GiornoOnda max (m)Mare lungo max (m)Vento max (nodi)
mer 71,000,9913,4
gio 81,261,1115,0
ven 91,201,0410,1
sab 100,720,719,0

Se l’onda cala e sparisce anche il mare lungo in poche ore, era una mareggiata corta di mare vivo: lascia un mare piatto quasi subito, e l’acqua torna limpida in fretta. Se il mare lungo cresce ancora, sei ancora in montata, anche se il vento sul posto è già calato.

Quanto dura la scaduta?

Non c’è un numero fisso. Dipende da quanto è stata forte e lunga la mareggiata, da dove veniva il mare e da come è fatta la tua spiaggia.

  • Dopo una mareggiata breve di mare vivo, con periodi corti, la scaduta dura poco: qualche ora e il mare è già calmo.
  • Dopo una mareggiata lunga, con mare lungo ben formato, l’onda può continuare a calare lentamente per uno o due giorni. Nella scaduta di Sperlonga qui sopra, l’onda ha impiegato un giorno intero per passare da 1,26 a 0,5 metri.
  • L’acqua torbida spesso dura più dell’onda. Dipende dal fondale: dove ci sono foci o fondo fangoso resta sporca più a lungo.

Molti pescatori considerano il momento più buono la prima parte della scaduta, quando il mare ha appena girato e l’acqua è ancora molto mossa, piuttosto che la fine, quando è quasi calmo e torna limpido. È un’indicazione d’esperienza, non una legge: c’è chi preferisce proprio la fine, con la lenza più gestibile.

Pesca dopo la mareggiata: come si pesca in scaduta

Indicazioni generali, da adattare alla tua spiaggia.

  • Piombi. All’inizio, con il mare ancora sostenuto, serve un piombo che tenga: meglio uno in più che vedere la lenza tornare a riva. Man mano che il mare cala si può alleggerire.
  • Distanza. Prova prima corto, nella buca dietro la prima onda, poi allunga. In scaduta il pesce è spesso più vicino del solito.
  • Esche. Quelle che la mareggiata scopre funzionano bene: vermi come arenicola e americano, cannolicchio, cozza legata con l’elastico. Esche resistenti, perché il moto ondoso le sbatte.
  • Terminali. Con l’acqua sporca non serve un filo sottilissimo: meglio un terminale che regga le alghe e il fondo smosso.
  • Alghe. Nelle prime ore possono essere tante. Se il filo si riempie a ogni lancio, sposta la postazione o aspetta un’ora.
  • Ore. Con l’acqua torbida si pesca anche di giorno; molti preferiscono comunque il tramonto e le prime ore di buio, quando alla torbidità si somma la poca luce.

Bolognese e scogli in scaduta

Anche da moli e scogliere la scaduta ha i suoi appassionati: con il mare che cala e l’acqua ancora bianca di schiuma, molti cercano il sarago con la bolognese o a fondo, dove l’onda rompe contro la roccia e stacca cozze e piccoli crostacei. La spuma copre l’esca e il pesce si avvicina alla parete.

Con la bolognese l’onda lunga che passa sotto il galleggiante lo alza e lo abbassa: servono un galleggiante più portante del solito e una lenza che scenda in fretta, altrimenti la passata non sta in pesca. Quando la risacca tira forte lungo la scogliera, la pastura va calata dove la corrente la porta verso il punto di pesca, non direttamente sopra. Tutto il discorso su corrente e passata è nella guida sulla bolognese con mare mosso.

In scogliera la scaduta va presa con rispetto: il mare lungo arriva a serie, e dopo minuti tranquilli possono entrare onde più grandi della media. Quella che chiamiamo altezza dell’onda è un’altezza significativa, la media del terzo più alto delle onde: in una serie lunga qualche onda può essere molto più grande, vicina al doppio.

In acqua: in scaduta guarda la tendenza, non il numero. Un metro che cala, con il mare vivo sparito, è un’altra giornata rispetto a un metro che sale.

Come la vedi su CastSignal

Nella pagina con i dati veri apri la tua zona, per esempio Fondi, e guarda la fascia Mare lungo e mare vivo: l’area piena è il mare lungo, il tratteggio il mare vivo, i numeri sono il periodo di picco in secondi. Una scaduta si vede come il tratteggio che sparisce mentre l’area piena si abbassa piano e i numeri restano uguali o crescono.

Sopra, la fascia Vento da mare o da terra ti dice quando il vento gira. Il dato del mare viene dal modello d’onda del Mediterraneo di Copernicus Marine (MED-WAV), su celle di qualche chilometro: è il mare che arriva davanti alla tua spiaggia, non quello che rompe sui tuoi piedi, dove il fondale lo cambia.

Per capire come la scaduta si inserisce nel resto della decisione (stagione, luce, affidabilità della previsione) parti dalla guida su quando andare a pescare al mare.

Domande frequenti

Quanto tempo dopo una mareggiata si va a pescare?

Quando l'onda ha smesso di crescere e inizia a calare, e il vento è girato o è calato. Spesso è il giorno dopo il picco, a volte la sera stessa. Il momento esatto lo dice la tendenza dell'onda, non l'orologio.

Si pesca durante la mareggiata?

Di solito male: il piombo ara, le alghe si attaccano al filo e la risacca rende difficile tenere la lenza. In più su scogli e moli è pericoloso. Conviene aspettare che il mare inizi a calare.

Cosa vuol dire mare formato?

È il mare che ha raggiunto la sua altezza massima per quel vento, perché il vento ha soffiato abbastanza a lungo su abbastanza spazio di mare. Da lì in poi non cresce più anche se il vento continua. Si usa anche, più alla buona, per dire mare grosso e ben sviluppato.

Che pesci si prendono con la scaduta?

Da riva sul Tirreno soprattutto spigole, orate, saraghi e ombrine, che si avvicinano per mangiare quello che la mareggiata ha scoperto sul fondo. Non è una garanzia: dipende da stagione, spiaggia e da quanto è stata forte la mareggiata.

Cos'è il periodo dell'onda nelle previsioni?

È il tempo in secondi tra il passaggio di un'onda e quello della successiva. Un periodo corto, sotto i 5 secondi, indica mare vivo alzato dal vento locale; uno più lungo, che sul Tirreno vuol dire spesso 6-8 secondi, indica mare lungo che resta dopo una mareggiata o arriva da lontano, e porta più energia a riva a parità di altezza.