“Mi dava 1,5 metri, ce n’erano 50 centimetri”
È una delle prime risposte arrivate al nostro questionario, e prima o poi capita a chiunque peschi, con i numeri che cambiano. A volte il mare è più grosso del previsto, a volte molto più calmo. Quasi mai è colpa di un errore di calcolo. Le cause sono poche, e conoscerle aiuta.
Da dove vengono gli errori
Il modello vede una griglia, non la tua spiaggia
Ogni modello meteo divide il mare e la terra in caselle: alcuni da 2 km, altri da 9 km o più. Il valore che leggi è quello medio della casella. Un promontorio, un’insenatura, una valle che incanala il vento non ci stanno dentro.
Le brezze locali
D’estate il vento del pomeriggio sotto costa è spesso la brezza di mare, che nasce dal sole che scalda la terra. I modelli più larghi la vedono male. Lo stesso vale per i venti che scendono dalle valli la notte.
I tempi del tempo
Un fronte che arriva con tre ore di ritardo cambia la giornata di pesca, ma per il modello è un errore piccolo. Spesso la previsione è giusta su cosa succederà e sbagliata su quando.
Il fondale sotto riva
I modelli d’onda calcolano il mare al largo, a qualche chilometro. Sotto riva il fondale che sale, le secche e le barre di sabbia cambiano le onde: le alzano, le fanno rompere prima, le smorzano.
Una previsione sola, e vecchia
Molte app mostrano un solo modello, e non sempre l’ultimo aggiornamento. Se quel modello oggi sbaglia, non hai modo di accorgertene.
I segnali per non fidarsi troppo
- I modelli non sono d’accordo. Se modelli diversi danno numeri molto diversi per la stessa ora, nessuno sa davvero come andrà. È il segnale più utile che esista, e quasi nessuno lo mostra.
- Mancano più di tre giorni. Oltre i tre giorni le previsioni perdono precisione in fretta, soprattutto su orari e intensità.
- Temporali in giro. Temporali estivi e rovesci sono locali e difficili da prevedere: dove arrivano cambia tutto, a due chilometri di distanza no.
- La previsione è vecchia. I modelli si aggiornano più volte al giorno. Una previsione di ieri sera è già meno buona di quella di stamattina.
- Il tuo posto è particolare. Golfi chiusi, foci, posti riparati: lì i modelli sbagliano più spesso, e chi ci pesca da anni lo sa.
In acqua: quando i segnali dicono “incerto”, decidi con margine. Se i tuoi limiti sono 12 nodi e la previsione incerta dice 10, metti in conto che possano essere 15.
Come lo mostra CastSignal
Nella pagina con i dati veri CastSignal legge più modelli meteo (ICON, IFS, AIFS e, dove copre, AROME) e per l’onda il modello del Mediterraneo di Copernicus Marine. Per ogni ora serve il modello con l’aggiornamento più fresco.
- La fascia chiara attorno al vento è quanto i modelli aggiornati sono in disaccordo tra loro: più è larga, meno c’è da fidarsi. Dove ne risponde uno solo, l’affidabilità resta bassa.
- L’affidabilità in fondo al grafico la riassume ora per ora.
- Quando un valore viene da una previsione vecchia, accanto trovi la scritta non aggiornato.
- In fondo alla pagina, sotto Da dove vengono i dati, vedi a che ora è stata generata la previsione e quando arriva la prossima.
Per migliorare servono i riscontri di chi esce. Sotto le previsioni c’è Com’era davvero?: in trenta secondi ci dici se la previsione di quel giorno era giusta. Ogni risposta viene salvata con zona e giorno, per confrontarla con la previsione di quel giorno: è così che si scopre dove i modelli sbagliano.