Questionario

Pesce serra: come pescarlo, esche, artificiali, montature

Il pesce serra è il predatore dell'estate: caccia in branco sotto costa, attacca gli artificiali con violenza e taglia il filo con i denti. Ecco quando uscire, con che mare, cosa montare e come toglierlo dall'amo senza farsi male.

Illustrazione del 1898 di un pesce serra che nuota: corpo allungato verde azzurro e coda forcuta.

Il pesce serra si pesca da fine primavera all’autunno, con l’estate come stagione forte e fine estate–inizio autunno per i pezzi più grossi. Da riva si prende a spinning con artificiali veloci, all’alba e al tramonto, e a surfcasting con il trancio di cefalo tenuto a galla; dalla barca sulle mangianze. In ogni caso serve un terminale che resista ai denti: cavetto d’acciaio con l’esca naturale, fluorocarbon grosso con gli artificiali.

Qui sotto trovi quando uscire, con che mare, dove cercarlo, cosa montare e come maneggiarlo senza farti male. Dove le fonti non sono d’accordo, lo diciamo.

Che pesce è il pesce serra?

Il pesce serra (Pomatomus saltatrix, in inglese bluefish) è un predatore pelagico che vive in quasi tutti i mari caldi e temperati, Mediterraneo compreso. Ha il corpo affusolato, il dorso grigio-verde e i fianchi argentati, la coda forcuta. La scheda di FishBase indica una lunghezza comune di 60 cm e un massimo di 130 cm, con un peso massimo pubblicato di 14,4 kg. Da riva si prendono soprattutto pesci piccoli e medi: Roberto Accardi racconta che nel golfo di Oristano 99 catture su 100 restano entro i due chili.

  • I denti. Affilati, appiattiti, in un’unica fila: tagliano il nylon come una forbice e feriscono seriamente una mano.
  • Il branco. I giovani cacciano in branchi compatti, gli adulti in gruppi più sciolti che attaccano i banchi di cefali. FishBase lo descrive come vorace e aggressivo.
  • Perché ce n’è di più. Non è una specie aliena, ma ama le acque calde, e l’ISPRA lo cita, insieme all’alaccia, come esempio delle specie ad affinità calda che si stanno espandendo verso nord con il riscaldamento del mare. La scheda dell’ARPA Puglia lo descrive come apparso in modo consistente negli ultimi decenni.

A livello mondiale, invece, la Lista rossa IUCN lo classifica come vulnerabile (2014): più frequente da noi non vuol dire che stia bene ovunque.

Quando si pesca il pesce serra: il periodo mese per mese

Secondo la scheda dell’ARPA Puglia il serra si riproduce soprattutto tra la primavera e l’autunno, ed è la stagione in cui lo si trova sotto costa.

Mesi Cosa aspettarsi
Maggio – giugno Con l’acqua che si scalda arrivano i primi branchi sotto costa.
Luglio – agosto Stagione piena: mangianze all’alba e al tramonto, molti esemplari piccoli e medi.
Settembre – ottobre Per molte guide il periodo dei pezzi più grossi; dalla barca, a traina, c’è chi lo pesca fino a fine autunno.
Novembre – aprile Stagione povera; qualcuno resta, soprattutto nei porti e nelle zone più calde del Sud.

Le guide non danno un calendario unico: c’è chi indica l’estate come stagione migliore e chi l’inizio dell’autunno per la taglia.

Con che mare e che vento si pesca il pesce serra?

Qui le fonti di pesca non sono del tutto d’accordo, e conviene dirlo.

  • Mare. Per la maggior parte delle guide allo spinning il mare ideale è leggermente mosso, con l’acqua un po’ velata: il serra si fida di più e attacca meglio. Col mare piatto e l’acqua limpida il serra è più diffidente e selettivo, ma si pesca lo stesso, soprattutto all’alba, al tramonto e di notte: le guide consigliano walking the dog, artificiali realistici e pause più lunghe. Il mare molto agitato non lascia lavorare l’artificiale e su moli e scogliere esposte diventa pericoloso.
  • Scaduta. Per il trancio dalla spiaggia vale la regola del surfcasting: la scaduta di una mareggiata è uno dei momenti buoni. Ne parliamo nella guida alla scaduta di mare.
  • Corrente. Le punte dei moli e delle scogliere, dove la corrente è più forte, concentrano il foraggio e quindi il serra.
  • Luce. Alba, tramonto e prime ore di buio sono i momenti più indicati da tutte le fonti. Nelle ore calde il serra tende a scendere più al largo.

Per sapere se domani il mare sarà quello giusto guarda la previsione della tua zona: onda, vento, mare e marea ora per ora, fino alle 06 del giorno dopo, e le ore buone per la tecnica che scegli. Per lo spinning dalla scogliera scegli rockfishing: oggi CastSignal segna le ore dal tramonto meno un’ora all’alba più un’ora, con vento al limite sopra gli 8 nodi e onda al limite sopra il mezzo metro. Sono ore pensate per il mare calmo: il leggermente mosso sotto il mezzo metro ci rientra; con onda più formata guarda onda e vento ora per ora e decidi tu. Per il trancio dalla spiaggia scegli surfcasting, che regge più onda e più vento e include le ore di scaduta anche di giorno. Che l’acqua sia velata o limpida lo devi valutare tu sul posto. Trova la tua zona.

Dove cercare il pesce serra

  • Foci di fiumi e canali, dove si radunano cefali e pesce piccolo.
  • Punte di moli, dighe foranee e scogliere, soprattutto sul lato della corrente.
  • Spiagge sabbiose con canaloni e cambi di fondale, oltre il primo banco di sabbia.
  • Porti, di notte vicino alle luci, nel rispetto delle ordinanze (vedi più sotto).
  • Mangianze: acqua che ribolle, pesciolini che saltano, gabbiani che si tuffano. Se le vedi, il serra è lì sotto. Se lo spot non dà segni di vita, spostati.

Come pescare il pesce serra a spinning

Si lancia un artificiale e lo si recupera veloce, come un pesciolino che scappa. Per la tecnica in generale vedi la pagina sul rockfishing.

L’attrezzatura

Cosa Misure indicative
Canna 2,10–3,00 m, casting 10–40 o 20–60 g, azione veloce
Mulinello taglia 4000–5000, recupero veloce, frizione progressiva
Filo trecciato da 20–30 libbre, almeno 200–300 m
Terminale fluorocarbon, vedi sotto i diametri

Una cosa su cui le guide insistono: la punta deve essere veloce. Il serra combatte con testate, fughe e salti, e una punta morbida lascia il filo lento proprio quando il pesce scuote la testa: è lì che si slama.

Gli artificiali per il pesce serra

Artificiale Misure Quando
Popper 12–17 cm Pesce in superficie, mangianze, mare mosso
Walking the dog 11–15 cm Mare piatto o poco mosso
Stickbait e needle 12–24 cm Pesce attivo ma selettivo; il needle lancia lontano anche col vento
Minnow e long jerk 12–18 cm Pesce sotto la superficie, recupero lineare
Metal jig 20–60 g Distanza, corrente, pesce profondo
Siliconico su testa piombata testa 20–40 g Fondali più profondi, acqua torbida, notte
  • Colori: naturali (acciuga, cefalo, aguglia) di giorno col sole alto; chiari, acidi o fosforescenti all’alba, al tramonto e di notte.
  • Recupero: veloce. Alterna recupero lineare, jerkate, stop and go con pause di 1–2 secondi: molti attacchi arrivano nella ripresa dopo la pausa. Se non succede niente, cambia velocità e profondità prima di cambiare esca.

Il terminale anti-taglio: fluorocarbon o acciaio?

È la domanda più discussa, e le guide danno numeri molto diversi:

  • Fluorocarbon grosso, dallo 0,60 allo 0,70 mm e c’è chi sale fino allo 0,90, per chi mette al primo posto il non perdere l’artificiale;
  • Fluorocarbon più sottile, da circa 0,35 a 0,50 mm, per chi pesca in acqua limpida e vuole più attacchi, accettando qualche taglio;
  • Cavetto d’acciaio lungo tutto il terminale: sconsigliato a spinning dalla maggior parte delle guide perché appesantisce la punta dell’artificiale e ne rovina il nuoto, e secondo alcuni riduce gli attacchi in acqua limpida;
  • Il compromesso: un terminale di fluorocarbon con un corto spezzone di acciaio o titanio, 15–30 cm, solo vicino all’esca. Il titanio costa di più ma non resta piegato.

Chi usa il fluorocarbon sostiene che il serra attacca l’artificiale da dietro o di lato, coi denti sul corpo dell’esca più che sul filo; con artificiali piccoli, ingoiati interi, il rischio di taglio sale. Per cominciare, un fluorocarbon rigido intorno allo 0,50 è una via di mezzo. Anche sulla lunghezza le guide variano, da 50–70 cm a oltre un metro.

Come pescare il pesce serra a surfcasting: il trancio

Dalla spiaggia il serra si pesca anche a fondo, con l’esca naturale. Per la tecnica in generale vedi la pagina sul surfcasting.

Roberto Accardi, che lo pesca a surfcasting soprattutto nel golfo di Oristano, ha scritto una guida dettagliata alla pesca del serra col trancio. I punti principali:

  • L’esca: filetto di cefalo, o di altro pesce, che deve restare a galla, sollevato dal fondo. Si lega lungo l’amo e il cavetto un pezzo di materiale galleggiante (polistirolo o una striscia di pop-up), poi si appoggia sopra il filetto e si chiude tutto col filo elastico. La prova: buttato in un secchio d’acqua, l’innesco deve salire.
  • L’esca viva: Accardi racconta di preferire l’anguilla viva al trancio, innescata per la coda perché resta vitale. Oggi però l’anguilla europea è in pericolo critico per la IUCN e la sua pesca è molto regolata: noi non la consigliamo. Il pesce vivo, come il cefalo, funziona ma rovina presto il cavetto.
  • Il piombo: pesante, da 150 a 200 g, per lanciare oltre il banco di sabbia e per aiutare l’allamata.
  • La canna: potente, almeno 200 g di potenza se in due pezzi, 230–250 g se in tre. Le canne troppo sensibili fanno slamare.
  • Il mulinello: taglia 8000–10000, nylon tra 0,25 e 0,28.

Secondo Accardi, se arrivano tante mangiate a vuoto le cause sono due: trancio troppo grosso o amo troppo piccolo, piombo troppo leggero o frizione troppo aperta. Riduci l’innesco, aumenta amo o piombo, stringi un po’ la frizione o passa al piombo scorrevole.

Con il mare formato o in scaduta vale anche quello che diciamo nella guida al surfcasting con il mare mosso.

Le montature per il pesce serra

Montatura col trancio a surfcasting

  1. Trave: un minitrave di circa 10 cm con il piombo, oppure un piombo scorrevole se le mangiate non si concretizzano.
  2. Bracciolo: nylon dello 0,60, lungo intorno ai 2 metri, da regolare sulla profondità della spiaggia.
  3. Cavetto d’acciaio: 20–25 cm tra la girella e l’amo. Deve essere abbastanza lungo da restare tra i denti quando il pesce ingoia l’esca.
  4. Amo: gambo corto, misure tra il 3/0 e il 5/0, con la punta ben scoperta. Se ne usi due, montali in tandem, girati nello stesso verso, non contrapposti.

Il terminale in acciaio fatto in casa

Sul blog Surfcasting Blog c’è la spiegazione passo per passo di come costruire il terminale per il serra: 35 cm di filo d’acciaio da 15 libbre, un amo 2/0 fissato con un’asola e un manicotto da stringere con la pinza, un’altra asola all’estremità opposta e un collegamento senza nodi a uno spezzone di nylon dello 0,50 lungo 120 cm, che dà un po’ di elasticità nelle partenze.

Come pescare il pesce serra dalla barca

Dalla barca il serra si pesca in due modi.

  • Spinning sulle mangianze. Ci si mette sopravento o sopracorrente, si lancia oltre l’acqua che ribolle e si attraversa la mangianza con l’artificiale, con la stessa attrezzatura dello spinning da riva.
  • Traina costiera. Lungo i bordi delle secche, le punte e le imboccature dei porti. La rivista Nautica indica circa 2 nodi con l’aguglia viva, 3 con l’aguglia morta e 3–4 con gli artificiali (minnow, piumette bianche o gialle di una decina di centimetri), con due sole canne e le esche ad almeno 30 metri dalla poppa, perché il serra salta e incrocia le lenze. Qui il cavetto d’acciaio è considerato indispensabile, davanti a un terminale lungo di nylon.

Le ore sono le stesse, alba e tramonto, ma con l’aguglia viva i serra grossi mangiano anche in piena luce. Per traina, bolentino e dotazioni vedi la pagina sulla pesca dalla barca.

Per un’uscita con la barca aperta oggi CastSignal segna le ore dall’alba meno un’ora al tramonto, e indica di non uscire se è previsto un temporale nelle sei ore successive.

Come maneggiare il pesce serra senza farsi male

È la parte da prendere più sul serio. Negli Stati Uniti, dove il serra è una delle prede più pescate, la scheda del New York Sea Grant avverte che i denti possono tranciare un dito e che i bambini non dovrebbero mai slamarlo; quella dello Stato del Maine parla di morso che può causare ferite gravi.

  • Non mettere mai le dita vicino alla bocca, nemmeno quando il pesce sembra fermo: fuori dall’acqua si agita all’improvviso.
  • Tienilo fermo con un panno umido sul corpo o con una pinza boga, appoggiato su una superficie bagnata. Non tenerlo appeso per la bocca a lungo.
  • Togli l’amo con una pinza lunga. Con le ancorette ancora di più: sostituirle con ami singoli, o schiacciare l’ardiglione, rende la slamatura più rapida e sicura. Se l’amo è in gola, taglia il terminale.
  • Guadino o raffio: i denti rovinano le reti, e negli Stati Uniti si usa spesso il raffio. Da riva è più pratico un guadino capiente con rete gommata, che si impiglia meno con le ancorette; Accardi, in 26 anni di pesca, il raffio lo considera soldi risparmiabili. In spiaggia spesso basta accompagnarlo sulla sabbia con l’onda.
  • Se ti morde, lava bene la ferita, disinfettala e falla vedere a un medico: la bocca dei pesci è piena di batteri.

Le regole da sapere

  • Taglia minima: non c’è una misura specifica. Né il regolamento europeo sulle taglie minime (Reg. UE 2019/1241) né il regolamento italiano della pesca (DPR 1639/1968) fissano una misura per il pesce serra. Vale solo il minimo generale: sotto i 7 cm qualsiasi pesce è novellame (art. 87). Lasciare andare i serra piccoli resta una buona abitudine: secondo la scheda dell’ARPA Puglia i primi maturano già da circa 17 cm, a un anno d’età, mentre FishBase indica 30 cm come lunghezza media di prima maturità.
  • Al massimo 5 kg al giorno di pescato a persona, salvo un singolo pesce più pesante (DPR 1639/1968, art. 142).
  • Al massimo 5 canne a persona (art. 140), ognuna con non più di 3 ami (art. 138).
  • Niente luci per attirare il pesce (art. 140): le luci del porto vanno bene, una lampada puntata in acqua no.
  • Niente vendita del pescato.
  • Almeno 500 metri di distanza dalle barche dei professionisti al lavoro (art. 139).
  • Porti: la pesca è spesso vietata, salvo le zone e gli orari concessi da un’ordinanza della Capitaneria. Leggila prima di pescare da un molo.
  • Tesserino: per pescare in mare serve la comunicazione gratuita al Ministero, da rinnovare ogni anno; chi pesca dalla barca deve anche registrarsi sull’app RecFishing. Tutto quello che serve sapere è nella guida al permesso per la pesca in mare.

Gli errori da evitare

  • Montare il nylon senza protezione. Con l’esca naturale il serra lo taglia al primo morso.
  • Recuperare piano e sempre uguale. Il serra insegue le prede che scappano: varia velocità e pause.
  • Non controllare ami e terminale. Dopo ogni cattura guarda se l’amo è piegato o il filo segnato.
  • Restare fermi senza segni di vita. Il serra si muove in branco: se non ci sono mangianze né attacchi, cambia posto.

Domande frequenti

In che periodo si pesca il pesce serra?

Da fine primavera all'autunno. Le guide di pesca concordano che l'estate è la stagione con più pesci sotto costa; molte indicano la fine dell'estate e l'inizio dell'autunno per gli esemplari più grossi. In inverno se ne prende ancora qualcuno, soprattutto nei porti, ma è la stagione più povera.

Qual è l'orario migliore per il pesce serra?

L'alba e il tramonto, con le prime ore di buio. Nelle ore centrali delle giornate calde il serra tende a stare più al largo e più in profondità. Di notte si pesca bene vicino alle luci dei porti, dove si concentra il pesce piccolo.

Che artificiali usare per il pesce serra?

Quelli che si lanciano lontano e si recuperano veloci: popper e walking the dog in superficie, stickbait e needle, minnow e long jerk tra i 12 e i 18 centimetri, metal jig da 20 a 60 grammi per la distanza e la corrente. Di giorno colori naturali, all'alba, al tramonto e di notte colori chiari o fluo.

Serve il cavetto d'acciaio per il pesce serra?

Dipende dalla tecnica. A surfcasting e con l'esca viva il cavetto è considerato indispensabile, perché il serra ingoia l'esca e taglia il nylon. A spinning la maggior parte delle guide preferisce un fluorocarbon grosso, perché l'acciaio peggiora il nuoto dell'artificiale; sui diametri non sono d'accordo e vanno da circa 0,35 a 0,70 millimetri e oltre. C'è anche chi aggiunge solo un corto spezzone d'acciaio o titanio vicino all'esca.

C'è una taglia minima per il pesce serra?

No. Né il regolamento europeo sulle taglie minime né il regolamento italiano della pesca fissano una misura specifica per il pesce serra. Vale solo il minimo generale di 7 centimetri, sotto il quale qualsiasi pesce è considerato novellame. Restano le regole generali della pesca sportiva: al massimo 5 kg al giorno, salvo un singolo pesce più pesante, e nessuna vendita.

Il pesce serra morde?

Sì, e può fare male sul serio. Ha denti affilati e appiattiti, in un'unica fila, e una volta fuori dall'acqua si agita molto. Tienilo fermo con un panno o una pinza boga, togli l'amo con una pinza lunga, tieni le dita lontane dalla bocca e non far slamare il pesce ai bambini.

Perché ci sono sempre più pesci serra?

Il pesce serra è una specie del Mediterraneo, non aliena, ma ama le acque calde. L'ISPRA lo cita come esempio delle specie ad affinità calda che si stanno espandendo verso nord con il riscaldamento del mare, e la scheda dell'ARPA Puglia lo descrive come apparso in modo consistente negli ultimi decenni.