Questionario

Rockfishing: spinning, light game ed eging in scogliera

Pescare dagli scogli con gli artificiali, dal minnow per la spigola alla testina da un grammo per lo scorfano fino all'egi per seppie e calamari. Ecco quando si esce, con che mare, cosa montare e come tornare a casa asciutti.

Un pescatore lancia da uno scoglio alto sul mare, con le onde che si frangono sotto.

Il rockfishing, come lo intendiamo in CastSignal, è la pesca dalla scogliera con gli artificiali: lo spinning da scogliera per spigole, serra e lecce, il light game (light rock fishing) con testine da pochi grammi per scorfani, saraghi e sugarelli, e l’eging per seppie e calamari. Le ore migliori sono il crepuscolo e il buio, il mare giusto è calmo o poco mosso, e prima ancora della canna conta una cosa: sapere quando gli scogli non sono un posto dove stare.

Qui sotto trovi quando uscire, con che mare, cosa montare, che pesci aspettarti e una sezione sulla sicurezza da leggere anche se peschi da vent’anni.

Cos’è il rockfishing, e perché la parola confonde

Letteralmente è la “pesca sulle rocce”. In Italia, però, la stessa parola si usa per almeno tre pesche diverse:

  • la pesca pesante a fondo dalle scogliere a picco, con esca naturale o viva, canne da 80–150 grammi e mulinelli grandi, per dentici, gronghi e cernie: è il rockfishing di cui parla Surfcastingblog nella sua lezione sul rockfishing con esca naturale;
  • lo spinning pesante nella schiuma, con artificiali grandi e mare mosso, per la spigola;
  • il light rock fishing, nato in Giappone, con canne leggerissime e gomme da un paio di grammi.

In CastSignal la tecnica rockfishing raccoglie le pesche con gli artificiali dalla scogliera: spinning, light game ed eging. Le ore buone che vedi nella pagina della tua zona sono pensate per queste, e soprattutto per le versioni leggere, con mare calmo. Se per te rockfishing è la pesca a fondo con l’esca naturale, questa pagina parla d’altro: le nostre ore buone del rockfishing per quella pesca saranno spesso troppo strette, e quelle del surfcasting sono fatte per la spiaggia, non per lo scoglio. Lì onda e vento li leggi ora per ora nella pagina della zona e il posto lo giudichi a vista.

Quando si fa rockfishing e con che mare?

L’orario

Le fonti di settore concordano: alba, tramonto e prime ore di buio sono le fasce migliori per il light game e per l’eging. Di notte i porti illuminati concentrano i pesciolini e i predatori che li cacciano. Per lo spinning alla spigola nella schiuma c’è chi sostiene che l’orario conti poco e che conti solo il mare.

Il mare: dove le fonti non sono d’accordo

Qui bisogna distinguere, perché le tre pesche vogliono mari diversi:

  • light game ed eging: mare calmo o poco mosso e acqua limpida. Le gomme da un grammo non lavorano con la risacca forte, e seppie e calamari cacciano a vista;
  • spinning alla spigola: molti spinner la cercano proprio con il mare mosso, nella fascia di schiuma dove l’onda rompe sugli scogli, o nella scaduta, quando il mare cala e l’acqua resta bianca. Tutto il discorso è nella guida sulla scaduta di mare.

Il vento leggero aiuta a muovere l’artificiale; quello forte e di traverso rende difficile sentire le mangiate leggere, soprattutto con le testine da pochi grammi. Per capire quale vento è “da terra” e quale “da mare” sulla tua costa c’è la guida su con che vento si pesca.

Le ore buone di CastSignal per il rockfishing

Nella pagina della tua zona scegli la tecnica rockfishing e vedi le ore buone di oggi e domani, fino alle 06, insieme a onda, vento, mare e marea ora per ora. Oggi CastSignal considera le ore da un’ora prima del tramonto a un’ora dopo l’alba. Le ore di giorno, fuori da quella fascia, sono segnate fuori orario: è uno stato a parte, che non dice niente sul mare. Dentro l’orario, ogni ora è buona, al limite o fuori per le condizioni (è la regola di oggi, provvisoria):

Buone Al limite Fuori
Onda fino a 0,5 m sopra 0,5 m sopra 0,8 m
Vento fino a 8 nodi sopra 8 nodi sopra 12 nodi da mare o di traverso, sopra 14 da terra
Mare che monta sempre fuori

Sono soglie da mare calmo, pensate per il light game e l’eging: su uno scoglio basso anche il mezzo metro di previsione può già bagnare.

Se cerchi la spigola nella schiuma, le ore buone del rockfishing non fanno per te. Il mare mosso e la scaduta che servono allo spinning sono proprio quelli che CastSignal segna al limite o fuori, e la scaduta di giorno cade fuori orario. Oggi non c’è una regola dedicata allo spinning con mare formato: guarda direttamente onda e vento ora per ora nella pagina della zona, e la scelta resta tua, con tutte le cautele della sezione sulla sicurezza.

Una cosa va detta chiara: condizioni nei limiti non vuol dire sicurezza. La previsione è una media su un tratto di costa; lo scoglio dove stai tu può ricevere onde più grandi. Prima di scendere guarda il mare per 20–30 minuti, non pescare mai da solo e metti il giubbotto. Trova la tua zona.

Dove si fa rockfishing

  • Scogliere naturali con fondale che scende vicino: per lo spinning e per i pesci di taglia.
  • Scogliere basse e piane rocciose con poca acqua, chiazze di sabbia e posidonia: per il light game, per la spigola a pelo d’acqua e per le seppie.
  • Scogliere artificiali, frangiflutti e pennelli: i massi pieni di buchi sono la casa di scorfani, ghiozzi e bavose.
  • Moli e dighe foranee, soprattutto dove guardano il largo: c’è corrente, c’è pesce foraggio e ci arrivano i predatori.
  • Porti, di notte, sotto la luce dei lampioni: il posto classico per light game ed eging, ma solo dove un’ordinanza lo consente (vedi le regole più sotto).

L’attrezzatura base

Le misure qui sotto sono indicative e mettono insieme diverse guide di settore, che non sempre coincidono: prendile come punto di partenza.

Spinning da scogliera

Cosa Misure indicative
Canna 2,40–2,70 m, potenza fino a 30–45 g, azione veloce di punta
Mulinello taglia 3000–5000, frizione dolce
Filo trecciato 0,12–0,16 mm, circa 20 libbre
Terminale fluorocarbon 0,28–0,35 mm; fino a 0,45–0,50 dove la roccia taglia

La canna lunga aiuta a tenere il filo lontano dagli scogli e a guidare il pesce sotto riva; il terminale spesso protegge il trecciato, che sulla roccia si taglia in un attimo. Per il serra, che ha denti affilati, c’è chi passa a terminali più grossi.

Light game

Cosa Misure indicative
Canna 2,10–2,40 m, potenza fino a 5–8 g (fino a 10 g per porti e scogliere profonde)
Mulinello taglia 1000–2000
Filo trecciato PE 0.3–0.5, o un fluorocarbon sottile diretto
Terminale fluorocarbon 0,14–0,22 mm

Le canne con la punta piena e morbida segnalano le mangiate più timide con le testine leggerissime.

Eging

Canna da 2,40–2,70 m per egi 2–3.5, mulinello 2500–3000, trecciato PE 0.6–0.8 e terminale di fluorocarbon 0,20–0,30. Colori, recupero e misure dell’egi sono spiegati nella scheda della seppia: vale anche per il calamaro, con le differenze che trovi nella scheda del calamaro.

Da tenere in tasca

Forbici per il trecciato, che con le forbicine normali si sfilaccia; una pinza per slamare, soprattutto con le ancorette dei minnow e i denti del serra; un guadino a manico lungo, perché dagli scogli alti il pesce non si solleva a mano.

Le montature principali

Nel rockfishing con gli artificiali la “montatura” è poca cosa: trecciato, un nodo di giunzione al terminale di fluorocarbon (FG o simili), e in fondo l’artificiale, legato diretto o con una piccola girella o un moschettone. Quello che cambia è come si innesca la gomma:

  • Testina piombata (jig head). La più usata nel light game: da mezzo grammo a 3 grammi, più leggera sulle scogliere basse, più pesante dove c’è fondo o corrente. L’amo è scoperto, quindi tra le rocce si incaglia.
  • Texas. Piombo a ogiva scorrevole e amo offset con la punta nascosta nella gomma: è la scelta per i fondali sporchi di alghe e pietre.
  • Cheburashka. Una zavorra snodata separata dall’amo, che lascia la gomma più libera: buona su fondali misti e rocciosi.
  • Drop shot. Il piombo in fondo al terminale e l’amo più in alto: per pescare in verticale sotto le banchine e lungo le pareti.

Roberto Accardi le spiega una per una, con le misure degli ami, in come innescare le esche siliconiche nello spinning.

Per l’eging da riva la montatura è ancora più semplice: la più comune è l’egi agganciato al terminale con un piccolo moschettone, di solito senza girella; su fondali profondi o con corrente si aggiunge una zavorrina sulla testa dell’egi.

Esche e artificiali

  • Minnow e long jerk: le imitazioni di pesciolino, il classico dello spinning alla spigola. I minnow da 10–12 cm per lavorare sotto la frangenza, i long jerk più lunghi per lanciare lontano.
  • Popper e WTD: artificiali di superficie, per le piane con alghe e per i predatori che attaccano in superficie, come il serra.
  • Jig metallici: per lanciare lontano o scendere in fretta dalle scogliere a picco.
  • Gomme (soft bait): vermi, gamberetti, piccoli pesci e “creature” da 2 a 8 cm, la base del light game.
  • Egi: per seppie, calamari e a volte polpi.

Una regola che vale per tutte e tre le pesche: in acqua limpida colori naturali, in acqua torbida o con poca luce colori vivaci o scuri che facciano sagoma.

Quali pesci si prendono

Pesca Pesci principali
Spinning da scogliera spigola, serra, leccia stella, barracuda, occhiata e sugarello
Light game scorfano, sciarrano, perchia, sarago, ghiozzo, bavosa, sugarello; a volte piccole spigole, cefali e orate
Eging seppia, calamaro, a volte polpo

Dalle scogliere che danno sul profondo arriva a volte anche qualche pelagico più grosso, ma per la pesca al tonno la barca resta la strada più frequente.

La sicurezza sugli scogli

Ogni anno lungo le coste italiane ci sono incidenti di persone travolte o trascinate in acqua da moli e scogliere. Le regole qui sotto vengono dalle linee guida australiane sul rock fishing (servizio meteorologico e governo del Nuovo Galles del Sud) e dai consigli che la Società Nazionale di Salvamento ha pubblicato quest’anno nella sua rubrica sulla sicurezza in mare con Civonline.

Perché le onde sorprendono

  • Le onde arrivano a serie. Secondo il servizio meteorologico australiano (BOM), una serie può contare da 3 a più di 15 onde grandi di fila, e tra una serie e l’altra possono passare pochi minuti o mezz’ora e più. Una lunga pausa fa sembrare il mare calmo proprio prima che entri la serie successiva.
  • Il mare lungo inganna. L’onda lunga, con un periodo lungo tra una cresta e l’altra, porta più energia: al largo sembra innocua, ma quando arriva sul basso rallenta e cresce. Può esserci mare lungo anche senza vento.
  • L’altezza della previsione è una media. L’altezza significativa è la media del terzo più alto delle onde: il BOM dice che è normale aspettarsi onde alte il doppio di quella previsione, come spieghiamo anche nella guida sulla scaduta di mare.
  • La marea che sale può far arrivare le onde dove prima restava asciutto e chiudere il passaggio da cui sei entrato. Vedi la guida su alta o bassa marea.

Prima di scendere

  • Guarda il mare per almeno 20–30 minuti dal punto dove vuoi pescare, prima di metterci piede. Le linee guida del governo del Nuovo Galles del Sud dicono almeno mezz’ora.
  • Pensa a come sarà tra qualche ora, con la marea e il vento che cambiano, e scegli prima da dove uscire se qualcosa va storto.
  • Non scegliere il punto più esposto né quelli dove si arriva saltando da una roccia all’altra. Le superfici coperte di alghe sono le più scivolose.
  • Chiedi a chi pesca lì: chi conosce lo spot sa dove arrivano le onde.

Mentre peschi

  • Mai da soli, e di’ a qualcuno che non viene con te dove vai e quando torni.
  • Giubbotto salvagente, anche autogonfiabile. In Australia è obbligatorio per legge nelle scogliere dichiarate pericolose; da noi non ci risulta un obbligo nazionale per chi pesca da riva (controlla le ordinanze locali), ma secondo la Società Nazionale di Salvamento nelle zone più esposte può essere un presidio essenziale.
  • Scarpe antiscivolo, con suola in feltro o chiodata sulla roccia bagnata e con le alghe.
  • Vestiti leggeri: se cadi in acqua, stivali e giacconi pesanti ti tirano giù.
  • Non voltare mai le spalle al mare. È l’errore più comune: ci si concentra sulla canna e si perde di vista l’onda.
  • Stai lontano dal bordo quando il mare comincia a crescere, e vattene presto: schiuma che aumenta, vento che rinforza e onde che salgono sono il segnale per rientrare, senza aspettare la mareggiata.
  • Frontale sempre in testa quando peschi al buio, per vedere dove metti i piedi.

Se qualcuno cade in acqua

Non buttarti dietro di lui: è il consiglio della Società Nazionale di Salvamento, che chiede di non esporsi allo stesso pericolo. Lanciagli qualcosa che galleggi, una ciambella, un giubbotto, una cima, chiama subito i soccorsi, il 112 o il 1530 della Guardia Costiera per le emergenze in mare, dando la posizione più precisa che puoi, e non perderlo di vista: onde e corrente lo possono allontanare in fretta.

Le regole da sapere

  • Tesserino: per pescare in mare serve la comunicazione gratuita al Ministero, da rinnovare ogni anno. Tutto quello che serve è nella guida al permesso di pesca in mare.
  • Al massimo 5 kg al giorno di pescato a persona, salvo un singolo pesce più pesante (DPR 1639/1968, art. 142).
  • Al massimo 5 canne a persona (art. 140).
  • Niente luci per attirare il pesce (art. 140): la luce del porto va bene, una lampada puntata in acqua no.
  • Niente vendita del pescato.
  • Porti e moli: la pesca è spesso vietata, salvo le zone e gli orari concessi da un’ordinanza della Capitaneria. Leggi quella del porto prima di pescare. Lo stesso vale per le aree marine protette, che hanno regole proprie.

Gli errori da evitare

  • Fidarsi solo della previsione. Le ore buone ti dicono che il mare dovrebbe essere nei limiti, non che quello scoglio è sicuro: guardalo prima.
  • Scendere sullo scoglio durante la pausa tra due serie. È il momento in cui il mare sembra più calmo.
  • Pescare da soli, di notte, su uno scoglio esposto. Tre rischi in uno.
  • Usare attrezzatura troppo pesante nel light game. Con una canna da spinning e una testina da un grammo non senti niente e non lanci.
  • Trascurare il terminale. Il trecciato da solo sulla roccia si taglia: controlla il fluorocarbon spesso e rifai il nodo se è rovinato.
  • Restare sempre fermi. Il rockfishing con gli artificiali è una pesca di movimento: pochi lanci per punto, poi ci si sposta, ma sempre guardando dove si mettono i piedi.

Domande frequenti

Cos'è il rockfishing?

Letteralmente è la pesca dagli scogli. In Italia la parola si usa per cose diverse: per molti, e per esempio per Surfcastingblog, è la pesca pesante a fondo con esca naturale o viva dalle scogliere a picco; per altri è lo spinning nella schiuma o il light rock fishing con le gomme da pochi grammi. In CastSignal la tecnica rockfishing vuol dire pesca dalla scogliera con gli artificiali: spinning da scogliera, light game ed eging per seppie e calamari. Le sue ore buone sono pensate per queste pesche, non per la pesca a fondo.

Che differenza c'è tra light game e spinning da scogliera?

La misura di tutto. Lo spinning da scogliera usa canne intorno ai 2,40 o 2,70 metri che lanciano artificiali da 10 a 40 grammi circa, per spigole, serra e lecce. Il light game, o light rock fishing, usa canne corte e leggerissime che lanciano da mezzo grammo a 7 o 8 grammi, con piccole gomme su testine piombate, per scorfani, sciarrani, saraghi e sugarelli.

Qual è l'orario migliore per il rockfishing?

Alba, tramonto e le prime ore di buio sono le fasce indicate da quasi tutte le fonti, sia per il light game sia per l'eging. Per lo spinning alla spigola nella schiuma, invece, molti dicono che conta più il mare dell'orario. Oggi CastSignal considera per il rockfishing le ore da un'ora prima del tramonto a un'ora dopo l'alba; quelle di giorno le segna fuori orario.

Si può fare rockfishing con il mare mosso?

Dipende da cosa peschi. Chi cerca la spigola a spinning va proprio con il mare mosso e la schiuma; il light game e l'eging vogliono invece mare calmo e acqua limpida. Le ore buone di CastSignal per il rockfishing sono pensate per il mare calmo: oggi segnano al limite l'onda sopra il mezzo metro e fuori l'onda sopra 0,8 metri e il mare che monta, cioè proprio le condizioni dello spinning nella schiuma. Per quella pesca le ore buone non ti aiutano: guarda onda e vento ora per ora e decidi tu, sapendo che con mare formato sugli scogli il rischio di essere presi da un'onda cresce molto. Se non conosci bene il posto, cambia tecnica o spot.

Serve il giubbotto salvagente per pescare dagli scogli?

Non ci risulta una norma nazionale che lo imponga a chi pesca da riva, ma controlla le ordinanze locali della Capitaneria e del Comune, che per moli e scogliere possono avere regole proprie. In Australia, nelle scogliere dichiarate pericolose del Nuovo Galles del Sud, è obbligatorio per legge, e il governo di quello stato scrive che la cosa più sicura è indossarlo ogni volta che si pesca dagli scogli. La Società Nazionale di Salvamento scrive che in alcune situazioni, specialmente nelle zone più esposte, il giubbotto può essere un presidio di sicurezza essenziale.

Che canna serve per il light rock fishing?

Una canna corta, intorno ai 2 o 2,40 metri, con potenza di lancio fino a 5, 7 o 10 grammi a seconda di quanto è profondo il posto, abbinata a un mulinello piccolo, taglia 1000 o 2000, trecciato sottilissimo e un terminale di fluorocarbon fine.

Serve il permesso per il rockfishing?

Per pescare in mare da riva serve la comunicazione gratuita al Ministero, da rinnovare ogni anno; non serve altro. Valgono le regole generali della pesca sportiva: al massimo 5 kg di pescato al giorno, niente vendita, niente luci per attirare il pesce. Nei porti la pesca è spesso vietata salvo le zone concesse da un'ordinanza della Capitaneria.