Questionario

Pesca al tonno rosso: periodo, regole, tecniche ed esche

Il tonno rosso si pesca dalla barca, d'estate, con un permesso apposta e regole più strette di ogni altro pesce. Ecco quando si può uscire, con che mare, come si pesca a drifting, a traina e a spinning, e cosa si può tenere.

Un tonno salta fuori dall'acqua grigia del mare aperto, con il corpo scuro sul dorso e argenteo sui fianchi.

Il tonno rosso si pesca dalla barca, d’estate, e con regole sue. Le tecniche sono tre: il drifting, alla deriva con la pastura di sarde; la traina, trascinando artificiali o esche; lo spinning sulle mangianze, lanciando popper e stickbait quando i tonni cacciano in superficie. Si può trattenere dal 16 giugno al 14 ottobre, ma il trattenimento chiude prima se finisce la quota: nel 2026 dal 9 settembre. Il catch and release invece è consentito tutto l’anno. Si tiene al massimo un tonno al giorno per barca, solo sopra i 30 kg o i 115 cm, e per tutto, anche per il rilascio, serve il nulla osta della Capitaneria.

Una cosa da chiarire subito, perché è una delle ricerche più frequenti: il “tonnetto rosso” che si vede saltare nelle mangianze è quasi sempre un tonno rosso giovane. Stessa specie, stesse regole: sotto i 30 kg o i 115 cm non si trattiene, va rilasciato. I “tonnetti” veri, alletterato, tombarello e palamita, sono specie diverse con regole diverse: ne parliamo in fondo.

Qui sotto trovi quando uscire, con che mare, dove cercarlo, come si pesca nelle tre tecniche e le regole da sapere. Dove le fonti non sono d’accordo, lo diciamo.

Quando si pesca il tonno rosso: il periodo mese per mese

Il tonno rosso (Thunnus thynnus) entra nel Mediterraneo dall’Atlantico in primavera per riprodursi. Secondo una rassegna dei ricercatori dell’ICCAT, la commissione internazionale per i tonni, nel Mediterraneo la deposizione avviene di norma dalla seconda metà di maggio a luglio, con il picco a giugno. Le aree principali sono le Baleari, il Tirreno meridionale, il mare a sud di Sicilia e Malta e il Mediterraneo orientale, dove si comincia già a inizio maggio; alle Baleari si parte una o due settimane dopo il Mediterraneo centrale. Di solito i tonni cominciano a deporre con l’acqua sopra i 20,5 °C circa, ma non è un limite rigido: serve uno strato caldo di almeno una decina di metri sopra il termoclino, e sopra i 26 °C in superficie le condizioni non sono ritenute adatte.

Per chi pesca, il calendario lo fissa la legge prima del pesce:

Mesi Cosa aspettarsi
Fino al 15 giugno Trattenimento non consentito; solo catch and release, con il nulla osta.
16 giugno – luglio Si apre il trattenimento: drifting e traina, le prime mangianze.
Agosto Per molti pescatori il mese delle mangianze più frequenti.
Settembre Mangianze e tonni giovani sotto costa; ma il trattenimento può essere già chiuso, come nel 2026 dal 9 settembre.
1 – 14 ottobre Ultime due settimane di trattenimento, se la quota è ancora aperta.
Dal 15 ottobre Trattenimento chiuso; resta il catch and release, con il nulla osta.

Alcune guide di settore parlano di una stagione “da maggio a ottobre” con il picco in agosto: è il periodo in cui i tonni si vedono, non quello in cui li puoi tenere. Per il trattenimento vale la data della Guardia Costiera.

Con che mare e che vento si va a tonni?

Qui la domanda è prima di tutto se si può uscire in sicurezza: un tonno grande si combatte anche per ore, quindi serve una finestra di mare buono lunga.

  • Mare. Calmo o poco mosso. Con l’onda il drifting diventa faticoso, la scia di pastura si disperde e le mangianze si vedono molto peggio: i gabbiani che si tuffano e le bollate in superficie si leggono bene solo con l’acqua piatta.
  • Vento. Leggero. Nel drifting il vento, insieme alla corrente, decide la deriva della barca e quindi la direzione della scia di pastura; con vento forte la barca scarroccia troppo veloce e le esche non restano nella scia.
  • Ore. Per lo spinning alba e tramonto sono i momenti indicati più spesso, perché le mangianze sono più frequenti; il drifting si fa di giorno, finché c’è pastura.
  • Temporali. Su una barca piccola, al largo, con canne di carbonio alzate: se ne è previsto uno, non si esce.

Per una barca aperta o un gommone di 5–6 metri, oggi CastSignal segna le ore buone da un’ora prima dell’alba al tramonto, con vento al limite sopra i 10 nodi e fuori sopra i 13, raffiche fuori sopra i 19 nodi, onda al limite sopra mezzo metro e fuori sopra gli 0,8 metri; con un temporale previsto nelle 6 ore successive la barca non esce. Sono limiti prudenti per una barca piccola, non una regola di legge. La pagina di ogni zona mostra onda, vento e mare ora per ora per oggi e domani: con la tecnica barca selezionata vedi le ore buone. Le correnti al largo e le mangianze, invece, le trovi solo uscendo. Trova la tua zona.

Vale la pena dirlo chiaro: un tonno rosso adulto può superare i 100 kg, e da una barca di 5 metri è un rischio reale. Tira la barca, può strappare la canna dal portacanne, la lenza tesa taglia le mani. Più avanti trovi le precauzioni minime.

Dove cercare il tonno rosso

  • Dove c’è il pesce foraggio, sarde, alici, sgombri: il tonno lo segue, spesso al largo.
  • Sulle mangianze: gabbiani che si tuffano ripetutamente, schiuma e bollate in superficie, pesciolini che saltano in fuga, chiazze scure che si muovono. L’ecoscandaglio aiuta a vedere i tonni sotto, a profondità diverse.
  • Mai addosso ai pescherecci: la pesca sportiva deve stare ad almeno 500 metri dalle unità della pesca professionale al lavoro.

Il tonno non sta in un posto fisso: le zone buone cambiano di anno in anno.

Come si pesca il tonno a drifting

Il drifting è la tecnica più classica in Italia. Dalla barca alla deriva, o all’ancora se la corrente porta via la scia, si getta pastura di sarde, intere e a pezzi, in modo continuo, e nella scia si calano le esche innescate a profondità diverse.

  • Pastura. Una guida di settore parla di 2–3 cassette di sarde fresche (8–9 kg l’una) per una giornata, con una pasturazione iniziale più abbondante e poi una scia continua e regolare. Se la scia si interrompe, il tonno se ne va.
  • Le esche. Sarda intera, sarda senza testa o tranci di sarda; anche sgombro, boga o sugarello. L’esca deve scendere come la pastura, senza girare.
  • Le quote. Un assetto tipico a tre canne: una con il palloncino come galleggiante, lontana dalla barca, con l’esca a 30–40 metri; una più vicina con l’esca a 15–20 metri; una libera, senza piombo né galleggiante, che scende nella scia come le sarde della pastura.
  • All’ancora serve una boa ben visibile sulla cima, per poterla mollare e seguire il tonno.

Il drifting chiede pazienza e un equipaggio: le guide indicano come ideale una barca con almeno tre o quattro persone, una al timone, una alla canna e chi aiuta.

L’attrezzatura da drifting

Cosa Misure indicative
Canna stand-up, corta (circa 1,70–1,80 m), classe 50 o 80 libbre
Mulinello rotante a tamburo, frizione a leva o a stella, abbinato alla classe della canna
Lenza madre nylon, oppure trecciato con un tratto di nylon in testa
Terminale fluorocarbon o nylon, al massimo 2–2,5 m; diametro da circa 0,8 mm per tonni medi fino a 1,3 mm e oltre per quelli sopra i 100 kg
Amo circle, dal 6/0 al 9/0

Sulla classe dell’attrezzatura le fonti divergono: una guida indica da 30 a 80 libbre, con il 50 libbre come compromesso; un’altra va dalle 30 libbre per esperti fino alle 130 libbre per esemplari sopra i 150 kg, e consiglia l’80 libbre a chi comincia. Il criterio è sempre lo stesso: più è pesante l’attrezzatura, più breve è il combattimento, e un combattimento breve è meglio per te e per il tonno, se va rilasciato.

L’amo circle è quello da preferire: tende ad agganciare nell’angolo della bocca e non in gola, il che rende il rilascio molto più sicuro. Con il circle non si ferra con uno strappo: si lascia andare in tensione e l’amo lavora da solo.

La traina al tonno

A traina si trascinano artificiali o esche naturali dietro la barca in movimento. È il modo per cercare il pesce su un’area larga, quando non ci sono mangianze in vista.

  • Velocità. Le guide di settore stanno di solito tra 5 e 8 nodi, ma dipende dall’artificiale: i minnow vanno in crisi oltre i 6–6,5 nodi, kona e octopus reggono dai 7 nodi in su; le esche vive vanno più piano. Come per ogni traina, trova la velocità oltre la quale l’artificiale gira su se stesso e stai appena sotto.
  • Artificiali. Minnow di taglia generosa (dai 14 cm in su) per lavorare appena sotto la superficie; kona e artificiali con gonnellino per le velocità più alte.
  • Esche vive. Pesci come sgombri o sugarelli, innescati vivi e trainati più piano degli artificiali.

Per la traina con la barca, le canne e i mulinelli, trovi la tecnica spiegata nella guida alla pesca dalla barca.

Lo spinning sulle mangianze

Lo spinning al tonno è la tecnica più spettacolare: si trova una mangianza, ci si avvicina e si lancia l’artificiale nel punto in cui i tonni cacciano.

  • Avvicinati piano. Motore al minimo, e fermati a distanza di lancio, fuori dalla mangianza, senza entrarci con la barca. Inseguire il branco a motore acceso lo fa sparire.
  • Lancia oltre la mangianza, non al centro, e recupera attraverso la zona dove il pesce caccia.
  • Popper e stickbait galleggianti all’alba, quando i tonni sono in superficie; stickbait affondanti quando il pesce sta più basso. Roberto Accardi ricorda nella sua guida al popper che è una delle esche più usate proprio per il grande tonno rosso.
  • Varia il recupero: lineare veloce quando il branco è attivo, a strappi lunghi con lo stickbait affondante. Se non attaccano, cambia artificiale prima di cambiare mangianza.
Cosa Misure indicative
Canna 7–8 piedi (2,10–2,40 m), azione veloce, lancio 80–150 g
Mulinello a bobina fissa, taglia 8000–14000, frizione potente
Filo trecciato PE 6–8 (80–100 libbre), circa 400 m in bobina
Terminale fluorocarbon 100–150 libbre, 1,5–2 m
Artificiali popper e stickbait, galleggianti e affondanti

Sono misure per tonni grandi. Sulle mangianze di tonni giovani, che vanno comunque rilasciati, c’è chi usa attrezzature più leggere: ricorda però che un combattimento lungo stanca il pesce e ne riduce le possibilità di sopravvivere al rilascio.

Il combattimento e la sicurezza a bordo

Su una barca piccola il momento pericoloso è la cattura, non la navigazione.

  • Coltello affilato a portata di mano, sempre, per tagliare la lenza in un attimo se qualcosa va storto.
  • Mai avvolgere la lenza o il terminale attorno alle mani o al polso. Si usano i guanti e si molla se il tonno riparte.
  • Canne legate al portacanne con una sagola: una mangiata di un tonno grande può strapparle via.
  • Cintura da combattimento (renale) per lo stand-up: la canna si appoggia lì, non sulla pancia.
  • Chi è al timone segue il pesce, chi è alla canna recupera: da soli è molto difficile gestire le due cose. Decidete i compiti prima di uscire, non durante la fuga.
  • Non stringere la frizione mentre il tonno scappa. Più lenza esce, più cresce la resistenza sulla bobina: le guide consigliano semmai di allentarla.
  • Il tonno si porta sul fianco della barca, lontano dall’elica, dove la lenza non si può impigliare.
  • La cima dell’ancora deve potersi mollare subito, con la boa, se il tonno abbocca mentre sei ancorato.
  • Giubbotti indossati e la radio VHF accesa. Al largo, avvisa qualcuno a terra di dove vai. Per le emergenze c’è il 1530 della Guardia Costiera.

Se il tonno va rilasciato, lascialo in acqua: niente foto sollevandolo, niente raffio. Avvicinalo alla barca, slama o taglia il terminale vicino all’amo, e lascialo ripartire.

I tonnetti: alletterato, tombarello e palamita

Con “tonnetti” si intendono di solito alletterato (Euthynnus alletteratus), tombarello (Auxis rochei) e palamita (Sarda sarda). Sono specie diverse dal tonno rosso: le regole del tonno rosso (nulla osta, quota, 30 kg, un esemplare per barca) non valgono per loro, e restano le regole generali della pesca sportiva, compresi i 5 kg al giorno. Hanno le loro misure minime nel regolamento della pesca marittima (DPR 1639/1968, art. 87):

Specie Taglia minima
Palamita 25 cm
Alletterato (nel regolamento “tonnetto”) 30 cm
Tombarello nessuna misura specifica: vale il minimo generale di 7 cm

Il regolamento europeo sulle taglie (Reg. UE 2019/1241) non ne elenca nessuno dei tre per il Mediterraneo.

Come riconoscerli:

  • tonno rosso giovane: dorso uniforme, senza disegni; file di punti chiari verticali sul ventre;
  • alletterato: linee scure ondulate solo nella metà posteriore del dorso, macchie nere sotto la pinna pettorale;
  • palamita: strisce oblique dritte sul dorso e denti evidenti;
  • tombarello: le due pinne dorsali ben separate, corpo piccolo, di solito 20–40 cm.

Se il dorso è liscio, trattalo come un tonno rosso finché non sei sicuro.

I tonnetti si pescano a traina costiera con piccoli artificiali e a spinning sulle mangianze; la palamita, tra fine estate e autunno (molti indicano settembre–novembre come il periodo più regolare), anche da riva, a spinning con metal jig e artificiali da lancio, dalle scogliere e dalle dighe che danno su acqua profonda. Nei porti controlla prima che la pesca sia consentita.

Le regole da sapere

Il tonno rosso è il pesce con le regole più rigide della pesca sportiva. Queste sono le principali; i dettagli e i riferimenti sono nella guida al permesso di pesca in mare.

  • Periodo: si trattiene dal 16 giugno al 14 ottobre di ogni anno, secondo la Guardia Costiera. Il catch and release è consentito in ogni periodo dell’anno (decreto direttoriale n. 156886 del 1° aprile 2026, art. 11), con il nulla osta.
  • Quota: il trattenimento dipende da una quota nazionale per la pesca sportiva. Nel 2026 è chiuso dalle 00:00 del 9 settembre per esaurimento della quota; da quel giorno le barche autorizzate possono continuare solo in catch and release, come prevede lo stesso art. 11. Prima di ogni stagione controlla date e quota.
  • Taglia minima: 30 kg o 115 cm alla forca, anche per chi pesca per sport (Reg. UE 2023/2053, art. 19).
  • Al massimo un tonno al giorno per barca, non a persona (Reg. UE 2023/2053, art. 24). Va sbarcato intero, al più eviscerato e senza branchie.
  • Nulla osta: serve, oltre al tesserino (la comunicazione gratuita annuale al Ministero), il nulla osta dell’Autorità marittima del porto base. È gratuito, vale tre anni in tutta Italia, è intestato alla barca e copre chi è a bordo. Serve anche per il catch and release.
  • Avviso prima del porto: prima di entrare, comunica la cattura alla Capitaneria con la radio VHF o al telefono.
  • Dichiarazione entro 24 ore dallo sbarco, per iscritto, alla Capitaneria del porto di sbarco, con il modulo ufficiale.
  • RecFishing: chi pesca dalla barca e ha più di 16 anni deve dichiarare il tonno rosso sull’app, anche se rilasciato, prima di rientrare e comunque entro le 23:59 del giorno di pesca. Accardi ha scritto una guida pratica su come si usa l’app RecFishing.
  • Niente vendita. Il tonno pescato per sport non si vende.
  • Palamito per tonni: vietato. Il palamito, o palangaro, è vietato a chi non è professionista per il tonno e le altre specie altamente migratorie (Reg. CE 1967/2006, art. 17). Il tonno si pesca con la canna, al massimo 5 a persona e con non più di 3 ami ciascuna.
  • Distanza: almeno 500 metri dalle barche della pesca professionale al lavoro.

Gli errori da evitare

  • Uscire senza nulla osta “tanto lo rilascio”. Il nulla osta serve anche per il catch and release.
  • Tenere un tonnetto rosso. Se è un tonno rosso sotto i 30 kg o i 115 cm, va rilasciato.
  • Dimenticare la dichiarazione. Avviso prima del porto, modulo entro 24 ore e RecFishing: sono tre cose diverse.
  • Inseguire la mangianza a motore. Il branco si immerge e non torna.
  • Attrezzatura troppo leggera. Il combattimento si allunga e il tonno, anche se lo rilasci, rischia di non farcela.
  • Uscire con una finestra di mare corta. Un tonno può tenerti attaccato per ore, e il rientro con il mare che monta su una barca piccola è il momento peggiore.
  • Essere da soli a bordo. Con un tonno grande non si gestiscono barca e canna insieme.

Domande frequenti

Quando si può pescare il tonno rosso?

Secondo la Guardia Costiera la pesca sportiva e ricreativa del tonno rosso è consentita dal 16 giugno al 14 ottobre di ogni anno: è la finestra in cui si può trattenere. Il catch and release, cioè la cattura con rilascio del tonno vivo, secondo il decreto del Ministero del 1° aprile 2026 è consentito in ogni periodo dell'anno, sempre con il nulla osta. Il trattenimento dipende anche da una quota nazionale: quando si esaurisce, il Ministero lo chiude prima. Nel 2026 il tonno rosso non si può più tenere dalle 00:00 del 9 settembre. Prima di ogni stagione controlla date e quota in Capitaneria.

Qual è la taglia minima del tonno rosso?

30 kg oppure 115 cm alla forca, anche per chi pesca per sport (regolamento UE 2023/2053). Sotto questa misura il tonno va rilasciato subito, in acqua. Per questo il tonnetto rosso, cioè il tonno rosso giovane che si vede nelle mangianze, quasi sempre non si può tenere.

Quanti tonni rossi si possono tenere?

Al massimo un esemplare al giorno per barca, non per persona, e solo se è sopra misura, se la barca ha il nulla osta e se la quota non è chiusa. Il tonno va sbarcato intero e non si può vendere.

Serve un permesso per pescare il tonno rosso?

Sì. Oltre al tesserino della pesca in mare serve il nulla osta della Capitaneria del porto base, intestato alla barca: è gratuito, vale tre anni in tutta Italia e copre chi è a bordo. Serve anche per il catch and release. Chi pesca dalla barca deve inoltre dichiarare il tonno rosso sull'app RecFishing, anche se lo rilascia.

Si può pescare il tonno con il palamito?

No. Il palamito, o palangaro, per chi non è pescatore professionista richiede un'autorizzazione della Capitaneria ed è comunque vietato per il tonno, il pesce spada e le altre specie altamente migratorie. Il tonno rosso si pesca con la canna.

Qual è la differenza tra tonnetti e tonno rosso?

Con tonnetti si indicano di solito alletterato, tombarello e palamita, che sono specie diverse dal tonno rosso e non hanno le sue regole (nulla osta, quota, 30 kg). Hanno però le loro misure minime: 25 cm la palamita e 30 cm l'alletterato (DPR 1639/1968, art. 87); per il tombarello non c'è una misura specifica e vale il minimo generale di 7 cm. Il tonno rosso giovane ha il dorso uniforme, senza disegni; l'alletterato ha linee scure ondulate sulla parte posteriore del dorso, la palamita strisce oblique dritte, il tombarello due pinne dorsali ben separate. Se il dorso è liscio, trattalo come un tonno rosso finché non sei sicuro.

Quali artificiali usare per i tonni?

A spinning sulle mangianze si usano soprattutto popper e stickbait, galleggianti all'alba e affondanti quando il pesce sta più basso; a traina minnow di taglia generosa, più lenti, e artificiali con gonnellino come i kona, più veloci: in tutto di solito tra 5 e 8 nodi. Le misure dipendono dalla taglia dei tonni che hai davanti: gli 80–150 g di lancio delle canne da spinning sono indicativi.