Questionario

Pesca alla seppia: periodo, esche e come pescarla

Dall'autunno alla primavera la seppia si avvicina alla costa e si pesca da riva con l'egi o dalla barca a scarroccio. Ecco quando uscire, con che mare, cosa montare e le regole da sapere.

Una seppia comune vista di fronte, sospesa sopra una prateria di posidonia.

La seppia si pesca dall’autunno alla primavera, quando si avvicina alla costa: da riva con l’eging, cioè con un artificiale a forma di gamberetto chiamato egi, e dalla barca a scarroccio, lasciandosi portare dal vento o dalla corrente sui fondali di sabbia e posidonia. Servono mare calmo e acqua limpida, perché la seppia caccia a vista, e le ore migliori sono il crepuscolo e il buio.

Qui sotto trovi quando uscire, con che mare, dove cercarla, come montare la canna da riva e dalla barca, e le regole che valgono per chi la pesca. Dove le fonti non sono d’accordo, lo diciamo.

Quando si pescano le seppie: il periodo mese per mese

La seppia comune (Sepia officinalis) vive su fondali di sabbia, fango e prateria, dalla riva fino a circa 200 metri. Nel corso dell’anno si sposta: gli studi sull’Adriatico la trovano più al largo d’inverno e più vicina alla costa tra primavera ed estate, quando si riproduce.

Per chi pesca le fonti di settore concordano su un punto: la stagione va dall’autunno alla primavera, e l’estate calda è il periodo peggiore. Sul resto non c’è un calendario unico.

Mesi Cosa aspettarsi
Ottobre – novembre Molti pescatori la danno come la stagione migliore da riva, soprattutto al Sud.
Dicembre – febbraio Si pesca ancora, spesso nei porti riparati o dalla barca, più al largo.
Marzo – maggio Le seppie grandi si avvicinano a costa per riprodursi: per molti è il periodo dei pezzi più belli.
Giugno – settembre Da riva è la stagione più povera; in Adriatico a giugno e luglio le seppie stanno ancora sotto costa per deporre. Ad agosto e settembre si vedono le seppioline nate in primavera, da lasciare crescere.

In Adriatico gli studi descrivono una migrazione chiara: d’inverno la seppia sta al largo, tra i 50 e i 60 metri, e da marzo si avvicina alla costa per riprodursi, tra i 10 e i 30 metri. Lì la stagione forte sotto costa è quindi la primavera. Per il Tirreno le schede FAO sulla piccola pesca nel Cilento indicano i mesi invernali e primaverili; l’esperienza di chi pesca da riva dice da fine settembre ad aprile.

Con che mare e che vento si pescano le seppie?

È la domanda che conta di più, ed è quella su cui le fonti sono più d’accordo: mare calmo o appena mosso, acqua limpida. La seppia vede la preda e la caccia: se l’acqua è torbida, non vede l’egi.

  • Mare. Calmo o poco mosso. Con l’onda che rompe sotto riva l’egi non lavora e la seppia si sposta. Dopo una mareggiata aspetta che l’acqua torni chiara: spesso ci vogliono uno o due giorni.
  • Vento. Leggero va bene, anzi aiuta a muovere l’egi; forte e di traverso rende difficile sentire la mangiata. Dalla barca una brezza leggera è quella che dà la deriva giusta.
  • Luce. Alba, tramonto e prime ore di buio sono i momenti migliori. Di notte i porti illuminati concentrano i pesciolini e quindi le seppie.
  • Luna. Qui le opinioni divergono: c’è chi preferisce la luna piena, chi le notti buie con colori fluo. Non c’è niente di dimostrato: prova e segna le uscite.

Per sapere se domani il mare è quello giusto guarda la previsione della tua zona: l’onda ora per ora ti dice se sotto riva sarà calmo, il vento se e da dove soffierà. Con la tecnica rockfishing selezionata le ore buone sono quelle dal tramonto all’alba con onda sotto il mezzo metro e vento sotto gli 8 nodi. L’acqua sporca dopo una mareggiata, invece, la devi valutare tu. Trova la tua zona.

Dove cercare le seppie

  • Fondali di sabbia con chiazze di posidonia o alghe, anche in pochi metri d’acqua: è lì che la seppia caccia gamberetti e pesciolini.
  • Fondali misti di sabbia e scogli, ai bordi delle praterie.
  • Porti e moli, di notte, dove le luci attirano il pesce piccolo. Attenzione alle regole: vedi più sotto.
  • Dalla barca, fondali piatti di sabbia e fango tra i 5 e i 15 metri.

Come pescare le seppie da riva: l’eging

L’eging è la tecnica più usata da riva. Si lancia un egi, un artificiale a forma di gamberetto con una corona di aghi senza ardiglione, lo si fa scendere sul fondo e lo si anima con colpi di canna e pause. La seppia lo attacca e resta agganciata per i tentacoli agli aghi.

L’attrezzatura

Cosa Misure indicative
Canna 2,40–2,70 m da spiaggia e scogli, 2,10–2,50 m dal porto; azione veloce ma morbida sotto carico, per egi 2–3.5
Mulinello taglia 2500–3000, frizione dolce
Filo trecciato PE 0.6–0.8 (circa 0,12–0,15 mm)
Terminale fluorocarbon 0,20–0,30, lungo 1–2 m
Egi misura 3.0 la più versatile; 2.5 su fondali bassi o con seppie piccole

La misura dell’egi indica la lunghezza, non il peso: un 2.0 è lungo circa 6 cm, un 3.0 circa 9 cm e pesa di solito 15–16 g, un 3.5 circa 20 g. Su fondali più profondi o con corrente si aggiunge una zavorrina da 3–5 g sulla testa dell’egi.

I colori dell’egi

Roberto Accardi ha scritto una guida dettagliata ai colori degli egi. In sintesi:

  • acqua limpida e luce forte: blu, argento o colori naturali;
  • alba e tramonto: rosso e ambra;
  • acqua sporca o fondale basso: arancio fluo;
  • notte senza luna: nero, che fa sagoma;
  • cielo coperto o luce piatta: rosa fluo;
  • porti illuminati: giallo.

Più del colore conta il contrasto con lo sfondo: la seppia non distingue i colori come noi, vede soprattutto chiaro e scuro. A questo aggiungiamo un consiglio nostro: se le seppie seguono l’egi senza attaccarlo, prova un altro colore prima di cambiare posto.

Il recupero

  1. Lancia e lascia scendere l’egi fino al fondo, contando i secondi: ti dice quanto è profondo il posto e quando sei vicino al fondo.
  2. Due o tre colpi di canna decisi ma corti, che fanno saltare l’egi verso l’alto.
  3. Pausa di 5–10 secondi, con il filo appena teso, mentre l’egi ricade.
  4. Ripeti fino a riva.

La maggior parte degli attacchi arriva nella pausa o nella ricaduta. Non si sente un colpo secco: si sente un peso, come se l’egi si fosse impigliato in un’alga. A quel punto si recupera con calma e costanza, senza strappi, con la frizione che lascia scorrere: la seppia non è agganciata in bocca ma sugli aghi, e uno strappo le stacca i tentacoli.

L’errore più comune è recuperare troppo in fretta. Se non arrivano mangiate, allunga le pause.

Per l’attrezzatura specifica trovi una spiegazione di Accardi su perché la canna da eging è diversa.

Come pescare le seppie dalla barca

Dalla barca si pesca a scarroccio: si spegne il motore e ci si lascia portare dal vento (lo scarroccio vero e proprio) o dalla corrente, trascinando lentamente l’artificiale sul fondo.

  • Dove: fondali piatti di sabbia e fango, di solito tra i 5 e i 15 metri.
  • Deriva: lenta, mezzo nodo o poco più. Se il vento spinge troppo, un’ancora galleggiante la frena.
  • Montatura con piombo scorrevole: un piombo scorrevole da 10–40 g, di più solo con corrente o fondali più profondi, fermato da una girella; sotto, un terminale di fluorocarbon 0,25–0,30 lungo da 1,5 a 3 metri, con la totanara o l’egi. Va bene su sabbia e fango.
  • Montatura con piombo in fondo: il piombo sta al fondo della lenza e l’artificiale su un bracciolo più in alto, così lavora sollevato dal fondo e si incaglia meno. Lega il piombo con un filo più sottile: se resta tra gli scogli perdi solo quello.

Di solito si cala un solo artificiale; c’è chi ne monta due su braccioli separati, ma si aggrovigliano più facilmente.

Esche naturali

L’egi non è l’unica possibilità. Dalla barca e dai moli funzionano anche:

  • pesce piccolo morto, sarda, boga o sugarello, legato su un’asticella o in una gabbietta con la corona di aghi;
  • gamberetto vivo, usato da alcuni pescatori dalla barca e dai moli.

Il trucco di strofinare l’egi su una sarda aperta per dargli odore lo raccontano in molti; non ci sono prove, ma non costa niente.

Le regole da sapere

  • Taglia minima: non c’è. Né il regolamento europeo sulle taglie minime (Reg. UE 2019/1241) né il regolamento italiano della pesca (DPR 1639/1968) fissano una misura per la seppia. Possono però esserci ordinanze locali, per esempio nelle aree marine protette. Rilascia comunque le seppie piccole: sono quelle di quest’anno.
  • Al massimo 5 kg al giorno di pesce, molluschi e crostacei messi insieme, salvo un singolo pesce più pesante (DPR 1639/1968, art. 142). Le seppie contano nei 5 kg.
  • Al massimo 5 canne a persona (art. 140).
  • Niente luci per attirare il pesce: la pesca sportiva non può usare fonti luminose (art. 140). Le luci del porto vanno bene, una lampada puntata in acqua no; la frontale serve solo per vedere dove metti i piedi.
  • Niente vendita del pescato: la pesca sportiva è solo per sé.
  • Porti: sono aree demaniali dove la pesca è spesso vietata, salvo le zone e gli orari concessi da un’ordinanza della Capitaneria. Prima di pescare da un molo leggi l’ordinanza del porto.
  • Tesserino: per pescare in mare serve la comunicazione gratuita al Ministero, da rinnovare ogni anno.

Gli errori da evitare

  • Recuperare troppo veloce. È il primo motivo per cui non si prende niente.
  • Ferrare con uno strappo violento. Basta un colpo breve e composto, o anche solo mettere in tensione; uno strappo forte stacca i tentacoli.
  • Tirarla fuori dall’acqua senza guadino. Si stacca proprio in quel momento.
  • Prenderla a mani nude. Spruzza il nero e può mordere: tienila con un panno o mettila subito in un secchio.
  • Uscire con l’acqua sporca. Meglio aspettare un giorno in più.
  • Restare sempre sullo stesso colore. Se seguono e non attaccano, cambia.

Domande frequenti

In che periodo si pescano le seppie?

Dall'autunno alla primavera. Le fonti di pesca concordano che la stagione va da fine settembre o ottobre fino ad aprile e maggio, e che l'estate calda è il periodo peggiore. Molti pescatori indicano ottobre e novembre come i mesi migliori da riva, altri la primavera, quando la seppia si avvicina alla costa per riprodursi.

Qual è l'orario migliore per pescare le seppie?

Il crepuscolo, all'alba e soprattutto al tramonto, e le prime ore di buio. Di giorno la seppia sta spesso ferma o mezza interrata nella sabbia; di notte è più attiva e caccia. Nei porti illuminati si pesca anche a notte fonda, dove le luci attirano i pesciolini di cui si nutre.

Si pescano le seppie con il mare mosso?

Si pesca molto peggio. La seppia caccia a vista, quindi serve acqua limpida e mare calmo o appena mosso. Dopo una mareggiata conviene aspettare che l'acqua torni chiara, spesso uno o due giorni: con l'acqua sporca le catture calano.

Che colore di egi usare per le seppie?

Con acqua limpida e luce di giorno colori naturali, blu o argento; all'alba e al tramonto rosso o ambra; con acqua sporca arancio fluo; di notte senza luna il nero, che fa sagoma. Più del colore conta il contrasto con lo sfondo: se non abboccano, prova un altro colore prima di cambiare posto.

C'è una taglia minima per la seppia?

No. Né il regolamento europeo sulle taglie minime (2019/1241) né il regolamento italiano della pesca (DPR 1639/1968) fissano una misura minima per la seppia; possono però esserci ordinanze locali, per esempio nelle aree marine protette. Valgono comunque le regole generali della pesca sportiva: al massimo 5 kg di pescato al giorno e nessuna vendita. Le seppie piccole, sotto il palmo della mano, è buona regola rilasciarle.

Si possono pescare le seppie nei porti?

Dipende dal porto. I porti sono aree demaniali dove la pesca è spesso vietata, salvo le zone e gli orari concessi da un'ordinanza della Capitaneria. Prima di pescare da un molo controlla l'ordinanza del porto: cambia tutto da porto a porto, dalle zone agli orari al numero di canne.

Serve il guadino per le seppie?

È meglio averlo. La seppia è attaccata agli aghi dell'egi senza ardiglione e si stacca facilmente se la sollevi fuori dall'acqua. Metti il guadino in acqua prima che arrivi in superficie e guidala dentro senza strappi.