In breve. Per pescare in mare in Italia non serve una licenza a pagamento, ma una comunicazione gratuita al Ministero dell’agricoltura (MASAF), che tutti chiamano tesserino. Si fa online con SPID, CIE o CNS, si stampa subito e dura un anno. Riguarda chiunque abbia compiuto 16 anni e peschi da riva, dalla barca o in apnea. Dal 2026 chi pesca dalla barca o in apnea deve anche usare l’app europea RecFishing per quattro specie: tonno rosso, pesce spada, lampuga e alalunga.
Sotto trovi la procedura passo per passo, cosa è cambiato nel 2026, le regole su quantità, attrezzi e taglie minime e le multe. Abbiamo controllato tutto sulle fonti ufficiali, che trovi collegate; dove le norme non sono chiare lo diciamo. Informazioni aggiornate al 15 ottobre 2026.
Cosa è cambiato nel 2026
- Il tesserino dura un anno, non tre. Il decreto del 2010 lo faceva valere tre anni; dal 2024 il Ministero lo indica come annuale, e la nota del 28 aprile 2026 lo conferma. Molti articoli in rete dicono ancora “triennale”.
- RecFishing. Dal 7 maggio 2026 (decreto del 24 aprile 2026, Gazzetta Ufficiale n. 104) chi pesca dalla barca o in apnea deve registrarsi sull’app e dichiarare tonno rosso, pesce spada, lampuga e alalunga. Non riguarda chi pesca da riva.
- Le multe sono state riscritte. La legge 21 aprile 2026 n. 75, in vigore dal 29 maggio 2026, ha cambiato le sanzioni della pesca: quella non professionale ha ora un articolo suo, il 13-octies del decreto legislativo 4/2012.
Serve la licenza per pescare in mare?
No, nessuna licenza a pagamento. Il decreto ministeriale del 6 dicembre 2010 dice che chiunque effettua la pesca a scopo sportivo o ricreativo in mare comunica l’esercizio dell’attività al Ministero. Quella comunicazione è il tesserino.
- Chi deve farlo: chi pesca da riva, dagli scogli, dalla barca e in apnea, dai 16 anni compiuti.
- Sotto i 16 anni si pesca accompagnati da un maggiorenne che ha il tesserino.
- Costo: nessuno. Lo conferma la Guardia Costiera: “non ha alcun costo”, il rilascio è immediato.
- Stranieri e turisti: devono farlo anche loro, da un’area del portale dedicata, senza SPID.
- Acque interne: la licenza regionale per fiumi e laghi (tipo B e simili) non vale in mare. Servono tutte e due se peschi in entrambi.
Come fare il tesserino, passo per passo
La comunicazione si fa sul portale SIAN del Ministero. I collegamenti aggiornati sono sulla pagina del MASAF dedicata alla pesca sportiva.
- Entra sul portale dal servizio Comunicazione pesca sportiva con SPID, CIE o CNS. Nome, cognome e codice fiscale si compilano da soli.
- Se è la prima volta il portale apre direttamente il modulo “Nuova comunicazione”; altrimenti trovi il riepilogo della tua comunicazione.
- Compila i dati statistici: tipo di pesca, attrezzi che usi, località. Sono obbligatori.
- Indica l’associazione di pesca di cui sei socio, se ce n’è una.
- Premi “Inserisci” e stampa l’attestato in PDF: ha il numero di tessera.
- Ogni anno rinnovalo da “Gestione comunicazioni”. Da lì lo puoi anche modificare o ristampare se lo perdi.
Se peschi dalla barca o in apnea, prima registrati su RecFishing (sotto spieghiamo come) e inserisci il codice RecFishing quando fai o rinnovi il tesserino.
Stranieri senza identità digitale italiana: c’è un’area per utenti stranieri con nome utente e password. Secondo le FAQ del Ministero si entra da “Entra in My SIAN” e, quando il sistema chiede l’azienda, si scrive “no company”.
Se qualcosa non funziona: l’assistenza del portale risponde a helpdesk@l3-sian.it e al numero verde 800 365024.
Al controllo il pescatore deve mostrare l’attestato. Il decreto del 2010 prevede che chi ne è senza sospenda la pesca e, entro 10 giorni, faccia la comunicazione oppure mostri quella già fatta.
Da riva, dalla barca, in apnea: cosa serve
| Come peschi | Cosa serve |
|---|---|
| Da riva: surfcasting, bolognese, spinning, rockfishing, eging | Solo il tesserino annuale |
| Dalla barca, più di 16 anni | Tesserino con codice RecFishing; dichiarare in app tonno rosso, pesce spada, lampuga e alalunga, anche se rilasciati |
| In apnea, più di 16 anni | Come la barca |
| Tonno rosso e pesce spada | Anche il nulla osta della Capitaneria per la barca, pure in catch and release |
| Palangaro | Anche l’autorizzazione della Capitaneria, per l’anno solare |
RecFishing: chi deve usarla e come
RecFishing è l’app ufficiale della Commissione europea per la pesca ricreativa. Nasce dal regolamento europeo sui controlli della pesca (Reg. UE 2023/2842), che dal 10 gennaio 2026 chiede agli Stati un sistema elettronico di registrazione e dichiarazione delle catture.
In Italia il decreto del 24 aprile 2026 (D.D. n. 194803, protocollato il 27 aprile) la rende obbligatoria dal 7 maggio 2026 per chi:
- ha più di 16 anni, e
- pesca dalla barca (unità da diporto) o in apnea.
Il decreto dice “di età maggiore ai sedici anni”: se hai appena compiuto 16 anni e peschi dalla barca, registrati comunque, è la scelta più prudente.
Le specie da dichiarare sono quattro: tonno rosso, pesce spada, lampuga e alalunga, anche quelle rilasciate, ogni specie a parte, prima di rientrare in porto e comunque entro le 23:59 del giorno di pesca.
Come si fa:
- Scarica l’app RecFishing e registrati con EU Login.
- Nella sezione “Profilo” trovi il tuo codice RecFishing.
- Inseriscilo sul portale SIAN quando fai o rinnovi il tesserino.
Fino al 31 dicembre 2026 è sospeso l’obbligo di aprire una “sessione di pesca” in app all’inizio dell’uscita; resta l’obbligo di dichiarare le catture. L’app trasmette solo la zona statistica, non la posizione GPS esatta. Altre informazioni sulla pagina della Guardia Costiera. Chi non si registra o non dichiara rischia una sanzione, che dopo la riforma del 2026 dovrebbe essere quella da 1.000 a 3.000 euro per le violazioni della pesca sportiva. Per problemi con l’app: censimentopescasportiva@masaf.gov.it.
Le regole da rispettare
Le regole principali stanno nel regolamento della pesca marittima, il DPR 1639/1968, e nei regolamenti europei.
Quanto pesce si può tenere
- Massimo 5 kg al giorno tra pesci, molluschi e crostacei messi insieme, salvo il caso di un singolo pesce più pesante (art. 142).
- Massimo una cernia al giorno, di qualsiasi specie.
- Questi limiti non valgono per chi partecipa a gare autorizzate (art. 144).
- Niente vendita. Il pescato sportivo è solo per sé.
Attrezzi
- Massimo 5 canne a persona, ognuna con al massimo 3 ami. Le correntine possono averne fino a 6 (artt. 138 e 140).
- Fonti luminose: la norma ne vieta l’uso, tranne la torcia nella pesca subacquea e una lampada nella pesca con la fiocina (art. 140, lettera f). Se usi luci chimiche o starlight sul vettino, chiedi conferma alla tua Capitaneria.
- Palangaro: serve l’autorizzazione della Capitaneria, valida per l’anno solare; al massimo 100 ami per barca, attrezzo marcato con il numero di autorizzazione. È vietato usarlo per tonno, pesce spada e le altre specie altamente migratorie.
- Vietati per chi non è professionista: reti trainate, reti da circuizione, ciancioli, draghe, reti da imbrocco, tramagli e incastellate (Reg. CE 1967/2006, art. 17).
- Almeno 500 metri di distanza dalle barche dei pescatori professionisti al lavoro.
Taglie minime dei pesci più pescati da riva
Il pesce sotto misura va rimesso in mare. Queste sono le misure minime del regolamento europeo (Reg. UE 2019/1241, allegato IX, Mediterraneo), lunghezza totale, scritte per la pesca professionale:
| Specie | Taglia minima |
|---|---|
| Spigola | 25 cm |
| Orata | 20 cm |
| Sarago maggiore | 23 cm |
| Sarago pizzuto e sarago testa nera (fasciato) | 18 cm |
| Sparaglione | 12 cm |
| Pagello fragolino | 15 cm |
| Mormora | 20 cm |
| Pagro | 18 cm |
| Cefalo | 20 cm (DPR 1639/1968) |
| Sgombro | 18 cm |
| Sugarello | 15 cm |
| Triglie | 11 cm |
| Sogliola | 20 cm |
| Cernie | 45 cm |
In Italia il regolamento della pesca marittima (DPR 1639/1968, artt. 87 e 91) obbliga anche chi pesca per sport a rimettere in mare il pesce sotto misura, con alcune misure più basse di quelle europee: per non sbagliare rispetta quelle della tabella. Per dentice e ombrina non c’è una misura specifica e vale il minimo generale di 7 cm del DPR; per seppia e polpo non abbiamo trovato una misura nazionale. Possono esserci ordinanze locali.
Dove non si può pescare
- Aree marine protette: la cattura è vietata salvo quanto permette il regolamento di ogni area (legge 394/1991), e le regole cambiano da un’area all’altra: in alcune zone si pesca solo con l’autorizzazione dell’ente gestore o solo se residenti. Leggi il regolamento dell’area prima di uscire.
- Spiagge in estate: le distanze dai bagnanti per chi pesca con la canna le fissano le ordinanze balneari delle Capitanerie, di solito dal 1° maggio al 30 settembre, e cambiano da zona a zona.
- Porti: sono aree demaniali dove la pesca è spesso vietata, salvo zone e orari concessi da un’ordinanza della Capitaneria.
- Pesca in apnea: almeno 500 metri dalle spiagge frequentate dai bagnanti e 100 metri da reti da posta e impianti fissi, mai dal tramonto all’alba, sempre con il segnale (galleggiante con bandiera rossa a striscia bianca, visibile da 300 metri) e restando entro 50 metri da questo. Chi pesca in apnea non può raccogliere molluschi.
Tonno rosso e pesce spada
Per pescare tonno rosso e pesce spada dalla barca, anche solo in catch and release, serve, oltre al tesserino, il nulla osta dell’Autorità marittima del porto base. Vale tre anni in tutta Italia, è intestato alla barca (non si rilascia per barche straniere) e copre chiunque sia a bordo. Le catture vanno comunicate alla Capitaneria prima di rientrare e dichiarate per iscritto entro 24 ore dallo sbarco, oltre che su RecFishing.
Per il tonno rosso la pesca sportiva ha una quota annuale. Nel 2026 la quota è stata quasi esaurita e il Ministero ha chiuso il trattenimento dalle 00:00 del 9 settembre 2026: da quel giorno il tonno rosso non si può più tenere, ma resta consentito il catch and release nei termini del decreto direttoriale n. 156886 del 1° aprile 2026. Prima di ogni stagione controlla date e quota sulla pagina del Ministero o in Capitaneria.
Le multe, dal 29 maggio 2026
Le sanzioni sono nel decreto legislativo 4/2012 come modificato dalla legge 75/2026.
| Violazione | Sanzione |
|---|---|
| Violazione delle regole della pesca sportiva e ricreativa | 1.000 – 3.000 € |
| Più di 5 kg al giorno (da 5 a 10 kg) | 500 – 3.000 € |
| Più di 5 kg al giorno (da 10 a 50 kg) | 2.000 – 12.000 € |
| Più di 5 kg al giorno (oltre 50 kg) | 12.000 – 50.000 € |
| Vendita del pescato | 4.000 – 12.000 € |
| Pesce sotto misura (fino a 5 kg) | 100 – 600 € |
| Attrezzi vietati | 1.000 – 6.000 € |
| Pesca in zone o periodi vietati | 1.000 – 6.000 € |
| Pesca vietata in area marina protetta | Può essere reato: arresto fino a 6 mesi o ammenda (legge 394/1991, art. 30), più le sanzioni del regolamento dell’area |
Per il tonno rosso le sanzioni per le violazioni della pesca sportiva e per il superamento dei 5 kg aumentano di un terzo. Pescato e attrezzi non conformi vengono confiscati. Pagando entro 5 giorni dalla contestazione, l’importo ridotto previsto dalla legge si abbassa di un ulteriore 30%.
Arriverà una licenza a pagamento?
Ad oggi (15 ottobre 2026) no: nessuna norma in vigore prevede una licenza a pagamento per il mare, e non ci risultano provvedimenti in arrivo. Se ne è parlato in passato, ma le proposte non sono passate. La legge 75 del 2026, per la pesca sportiva, ha cambiato solo le sanzioni.
E se vai a pescare in Croazia?
In Croazia per la pesca ricreativa in mare serve un permesso a pagamento, che si compra anche online sul portale del Ministero croato per 1, 3 o 7 giorni (al 15 ottobre 2026: 10, 25 e 45 euro), oltre a formule più lunghe. Con il permesso ricreativo è vietata la pesca con il fucile subacqueo. Il tesserino italiano lì non vale.
Prima di uscire
Il permesso è la parte facile: si fa una volta l’anno in dieci minuti. La parte che cambia ogni giorno è il mare. Per sapere se domani si pesca, con che vento e a che ora, guarda la previsione della tua zona.
