L’orata si pesca tutto l’anno, ma non sempre allo stesso modo. D’inverno, da novembre a gennaio, è la stagione delle orate grosse in scaduta, quando il mare cala dopo una mareggiata. Dalla primavera all’autunno si pesca con il mare calmo, all’alba, al tramonto e di notte. Da riva la tecnica principale è il surfcasting, con esche dure e selettive come bibi, cannolicchio e granchio, braccioli lunghi e ami robusti. Si pesca anche a bolognese vicino a foci e porti, e dalla barca a bolentino.
Qui sotto trovi il periodo mese per mese, con che mare uscire, dove cercarla, le esche e quando usarle, le montature con le misure, e le regole. Dove le fonti non sono d’accordo, lo diciamo.
Quando si pesca l’orata: il periodo mese per mese
L’orata (Sparus aurata) vive in tutto il Mediterraneo, su fondali di sabbia, scogli e prateria di posidonia, ed entra volentieri nelle lagune e negli estuari. Secondo la scheda della FAO i giovani restano entro i 30 metri di profondità e gli adulti di solito non scendono oltre i 50; il limite di circa 150 metri riportato da altre schede, come quella di ARPA Puglia, è il massimo segnalato, non dove la si trova di solito. Per chi pesca conta che sta vicino alla costa.
È un pesce ermafrodita proterandrico: nasce maschio e da adulto può diventare femmina. Si riproduce in mare aperto tra autunno e inverno: la FAO indica la nascita dei piccoli tra ottobre e dicembre, uno studio del 2013 nel golfo di Gabès, in Tunisia, una stagione da ottobre a febbraio, con il picco tra dicembre e gennaio. In primavera i giovani entrano nelle acque riparate, lagune e foci, ricche di cibo; a fine autunno tornano al largo. Mangia soprattutto molluschi bivalvi e crostacei, ed è per questo che cozza, cannolicchio e granchio funzionano.
| Mesi | Cosa aspettarsi |
|---|---|
| Novembre – gennaio | La stagione delle orate grosse da riva, nelle scadute dopo le mareggiate. Con il mare piatto, in inverno, conta molto la fortuna. |
| Febbraio – marzo | Mare spesso freddo e agitato: si pesca ancora nelle scadute, con meno occasioni. |
| Aprile – giugno | L’acqua si scalda e le orate si avvicinano a riva: si pesca con il mare calmo, all’alba e di sera. |
| Luglio – agosto | Si pesca soprattutto di notte e all’alba; di giorno le spiagge sono affollate e molte sono chiuse alla pesca da ordinanze balneari. Nelle foci e nei canali è la stagione della bolognese. |
| Settembre – ottobre | Chiudono i lidi e arrivano le prime mareggiate: per molti surfcaster è una delle stagioni migliori. |
Le fonti divergono su quale sia “la” stagione. Roberto Accardi, che pesca a surfcasting, indica da novembre a gennaio come i mesi migliori per le orate di taglia, che coincidono con la riproduzione, e spiega perché nella sua guida su come pescare le orate nei mesi invernali. La scheda sull’orata di Surfcastingblog indica invece primavera, estate e autunno nelle giornate calde, e anche altre guide puntano sulla stagione calda. Le due cose stanno insieme: d’estate se ne vedono di più, d’inverno si prendono le più grosse.
Con che mare e che vento si pesca l’orata?
Dipende dalla stagione, ed è qui che una buona previsione fa la differenza.
- D’inverno: la scaduta. Il momento giusto è quando il mare cala dopo una mareggiata e l’acqua resta torbida: le orate si avvicinano a riva a mangiare quello che l’onda ha scoperto, e sono meno sospettose. Rispondendo a un lettore, Accardi dice che anche un metro e mezzo d’onda va bene, purché non stia ancora montando. Il mare mosso da solo non basta: serve che stia calando. Come riconoscerla lo spieghiamo in scaduta di mare.
- In primavera ed estate: il mare calmo. Con l’acqua limpida l’orata diventa diffidente: si pesca all’alba, al tramonto e di notte, si lancia più lontano e si usano terminali più fini. Tutto il metodo è in surfcasting con mare calmo.
- La marea. Più dell’ora del giorno, Accardi lega l’attività dell’orata alla fase della mareggiata e alle ore intorno al picco dell’alta marea, di giorno o di notte; anche chi la pesca in foce o dalla barca punta sulle ore intorno al culmine dell’alta. Sul Tirreno l’escursione è piccola, ma vicino a foci e canali si sente: ne parliamo in alta o bassa marea per pescare.
- Il vento. Quello da mare porta onda e, poi, la scaduta; quello da terra spiana il mare sotto riva. Come leggerli spiaggia per spiaggia è in con che vento si pesca.
Per sapere se domani sarà il mare giusto guarda la previsione della tua zona: onda, vento e marea ora per ora, per oggi e domani fino alle 06. Con la tecnica surfcasting selezionata, oggi CastSignal segna come buone le ore dal tramonto meno 2 ore all’alba più 2, e di giorno durante la scaduta; l’onda diventa al limite sopra 1,2 metri e fuori sopra 1,5, e il mare che monta sopra gli 0,8 metri è al limite: il metro e mezzo di Accardi, per noi, è proprio il confine tra al limite e fuori. Se la scaduta sia buona per le orate, con l’acqua torbida ma non piena di alghe, lo devi valutare tu sulla spiaggia. Trova la tua zona.
Dove si pescano le orate?
- Spiagge con fondale misto: sabbia con zone di cozze, scogli sparsi o posidonia.
- Canaloni e buche tra una secca e l’altra: dopo una mareggiata la corrente vi accumula il cibo, e le orate li percorrono per entrare verso riva.
- Foci di fiumi e canali, dove l’acqua dolce porta nutrimento e la marea fa corrente: gli stessi posti della spigola.
- Sabbia ai lati degli scogli e dei moli: lancia di fianco, non oltre, o lasci il piombo tra i massi.
- Porti, scogliere frangiflutti e lagune collegate al mare, dove si pesca anche a bolognese. Nei porti controlla prima l’ordinanza.
Sulla scelta tra punta e canale in scaduta Accardi non dà una regola fissa: con l’onda ancora intorno al metro, metro e venti preferisce il canale; con il mare già quasi calmo la punta; la soluzione più comoda è pescare metà canale e il bordo della punta vicina.
Pesca all’orata a surfcasting
Il surfcasting, la pesca a fondo dalla spiaggia, è la tecnica con cui si prende la maggior parte delle orate da riva. Canna, mulinello e piombi sono quelli di sempre; per l’orata contano soprattutto esca, bracciolo e amo. Le basi sono nella pagina sul surfcasting.
L’orata mangia con prudenza: spesso tocca l’esca più volte prima di prenderla. Lascia che la vetta si pieghi decisa e che il filo si tenda prima di ferrare. Con le orate diffidenti, sulla corta distanza, molti tengono la lenza in bando, appena morbida, invece che tesa.
Quali sono le esche migliori per l’orata?
La divisione più utile, che fa anche Surfcastingblog, è tra esche selettive, che lasciano passare i pesci piccoli, ed esche catturanti, che prendono tutto.
| Esca | Che cosa fa | Quando usarla |
|---|---|---|
| Bibi | dura, resiste ai pesci piccoli; esca da orate di taglia | tutto l’anno, soprattutto quando c’è minutaglia |
| Cannolicchio | intero con il guscio è molto selettivo; senza guscio più catturante | inverno e scaduta; dove ci sono fondali misti |
| Granchio | duro e selettivo, i pesci piccoli lo lasciano stare | soprattutto in autunno, con mare calmo, pesca mirata |
| Arenicola | cattura molto, non sceglie | mare calmo, pesca di ricerca |
| Coreano e americano | catturanti, vengono spolpati in fretta da mormore e minutaglia | quando il pesce è poco, o per capire cosa c’è |
| Cozza | l’orata le mangia sugli scogli | vicino a scogli, porti, filari di cozze; in mezzo alla sabbia, nota Surfcastingblog, rende poco |
| Seppia | esca da orate grosse | inverno, in scaduta, anche insieme al cannolicchio |
Qualche dettaglio:
- Accardi, d’inverno, mette nell’ordine seppia, cannolicchio, bibi e granchio, e la sua preferita è un mix di seppia e cannolicchio.
- Il granchio vivo, spiega Surfcastingblog, si innesca accorciando un po’ le chele e fissandolo all’amo con il filo elastico, senza forare il ventre: così sul fondo resta vivo anche più di un’ora.
- Se in acqua c’è tanta minutaglia e le esche morbide tornano spolpate, passa a un’esca dura.
Ami per orata: misure e modelli
L’orata ha denti molariformi che rompono conchiglie e carapaci, quindi servono ami robusti con la punta molto affilata: beak a gambo corto e filo spesso per bibi e cannolicchio, aberdeen a gambo lungo, più leggeri, per i vermi. Surfcastingblog ha un articolo dettagliato su terminali e ami per orata in base all’esca, pensato per mare calmo o poco mosso. In sintesi:
| Esca | Amo | Terminale |
|---|---|---|
| Arenicola | n. 10, aberdeen | 0,20 mm, 120 cm |
| Americano | n. 6 o 4, aberdeen | 0,22 mm, fino a 150 cm |
| Cannolicchio | n. 6 o 4, beak (due ami con il guscio) | 0,22–0,25 mm, almeno 200 cm |
| Bibi | n. 4–2, beak con mare calmo, aberdeen con mare mosso | 0,22–0,25 mm, 150–200 cm |
Con il mare più mosso diametri e lunghezze si adattano. Altre fonti danno misure diverse, con terminali fino allo 0,35: sono tutte indicazioni, non regole.
Montatura per orata a fondo e a surfcasting
Il trave si fa di solito con un filo dello 0,50–0,60, robusto e visibile; il bracciolo è la parte che conta. Le montature più usate per l’orata:
- Long arm. Trave con un bracciolo lungo, fino a 2 metri, che lascia l’esca libera. È la montatura per la pesca selettiva, per esempio con il granchio, e per il mare calmo.
- Short rovesciato. Il piombo pende da uno spezzone di filo sotto lo snodo del bracciolo, come spieghiamo nella pagina sul surfcasting. Per l’orata Surfcastingblog lo consiglia quando vuoi un terminale più morbido o devi clippare l’esca, cioè agganciarla vicino al piombo durante il lancio, utile con le esche morbide.
- Minitrave. Pochi centimetri di trave con un solo snodo e un bracciolo anche molto lungo: una sola esca, lancio lungo, presentazione naturale. Con il mare mosso si aggroviglia.
- Bandiera o due ami. Per la pesca di ricerca, quando non si cerca solo l’orata.
Con il piombo fisso la montatura vola meglio e l’orata, prendendo l’esca, tende ad allamarsi da sola; la montatura scorrevole è più morbida ma lancia meno lontano, e si usa più da scogliera e moli. D’inverno, in scaduta con mare forte, Accardi usa travi a più girelle e dice che l’equilibrio tra lunghezza e diametro del terminale non si può scrivere senza vedere il mare di quel giorno.
Montatura bolognese per orata
A bolognese l’orata si cerca nelle foci, nei canali, nei porti dove si può pescare e sotto le scogliere frangiflutti, soprattutto nella stagione calda: chi la pesca in foce indica da maggio a fine settembre, e altri aprile e maggio come i mesi migliori sottocosta. Lo schema della montatura è quello di sempre: filo madre, galleggiante, pallini, girella, terminale, amo. Qui l’orata si prende con lenze più fini di quelle da surfcasting, perché si pesca vicino, in acqua bassa e spesso limpida.
- Galleggiante: leggero, da 1 a 3 grammi secondo la corrente; nelle foci molti partono da 2 grammi su un filo madre dello 0,20.
- Terminale: fine, in fluorocarbon dallo 0,12 allo 0,18 secondo l’esca e la taglia attesa, non troppo lungo: in foce c’è chi non supera i 70 centimetri.
- Amo: robusto a gambo corto, piccolo con il bigattino, indicativamente dal 12 al 16; più grande con la cozza o il verme.
- Esche: bigattino, cozza, verme coreano, gamberetto vivo, saltarello.
- Profondità: l’orata mangia sul fondo, quindi l’esca deve lavorare sul fondo o appena sopra, con i pallini raccolti in basso se c’è corrente.
- Pastura: fiondate di bigattini a intervalli regolari, tenendo conto di dove la corrente li porta; in alternativa cozze tritate.
Con un terminale così fine un’orata grossa va stancata con la frizione morbida, e conviene avere il guadino. Canne, galleggianti e pastura sono nella pagina sulla pesca a bolognese in mare; con il mare in scaduta e la corrente vedi bolognese con mare mosso e corrente.
Pesca alle orate dalla barca
Dalla barca l’orata si pesca a bolentino, all’ancora, su secche e fondali misti di scogli, sabbia e posidonia. Sulla profondità le fonti non sono d’accordo: la guida di Garmin consiglia di stare sotto costa ed evitare i fondali profondi, mentre due articoli di riviste di pesca dalla barca descrivono la pesca sulle secche tra i 30 e i 55 metri, e uno indica novembre e dicembre, tra i 33 e i 45 metri, come i mesi delle orate più grosse. Con l’acqua troppo torbida, scrive lo stesso articolo, rende meno.
- Pastura: sul fondo, con il pasturatore a sgancio, a intervalli regolari e senza esagerare: sarde, a cui si aggiungono cozze schiacciate.
- Montatura: pochi braccioli e più lunghi di quelli del bolentino classico, perché l’orata è diffidente. Due esempi dalle riviste: due braccioli da 60–100 centimetri in fluorocarbon dallo 0,23 allo 0,33, con il piombo in fondo; oppure un solo amo su un bracciolo di circa un metro e mezzo, con piombo scorrevole da 50–75 grammi appoggiato sul fondo.
- Piombo: quello che basta a tenere il fondo con la corrente del giorno; sulle secche intorno ai 35–40 metri si arriva a 80–150 grammi.
- Esche: sarda a pezzi, granchio, cozza, cannolicchio, bibi, vermi; la combinazione di sarda e granchio è tra le più citate.
- Mangiata: la toccata dell’orata è leggera e si vede a fatica sul cimino: guarda anche il filo, e ferra quando la vetta si piega decisa. Tieni la frizione regolata: le rotture avvengono spesso a pochi metri dalla barca.
Con la tecnica barca selezionata, oggi CastSignal segna fuori le ore con vento sopra i 13 nodi o onda sopra gli 0,8 metri, e non si esce con un temporale previsto nelle 6 ore. Barca, montature e dotazioni di sicurezza sono nella pagina sulla pesca dalla barca.
Le regole da sapere
- Taglia minima: 20 cm di lunghezza totale. È la stessa nel regolamento europeo (Reg. UE 2019/1241) e nel regolamento italiano della pesca (DPR 1639/1968, art. 87), che vale anche per chi pesca per sport. Le orate più piccole vanno rimesse in mare subito, con le mani bagnate.
- Al massimo 5 kg al giorno di pescato a persona, salvo un singolo pesce più pesante (DPR 1639/1968, art. 142).
- Al massimo 5 canne a persona, ognuna con non più di tre ami (artt. 140 e 138).
- Niente luci per attirare il pesce (art. 140).
- Niente vendita del pescato: la pesca sportiva è solo per sé.
- Almeno 500 metri dalle barche e dagli attrezzi della pesca professionale (art. 139).
- Porti: la pesca è spesso vietata, salvo le zone e gli orari concessi da un’ordinanza della Capitaneria. D’estate molte spiagge hanno limiti di orario per la balneazione.
- Tesserino: per pescare in mare serve la comunicazione gratuita al Ministero, da rinnovare ogni anno. Come si fa è in permesso pesca in mare.
Gli errori da evitare
- Bracciolo corto o troppo grosso. L’orata sente la resistenza e lascia l’esca.
- Ferrare alla prima toccata. Aspetta che la vetta si pieghi decisa.
- Ami sottili o spuntati. La bocca dell’orata è dura: un amo che si apre o non punge la perde.
- Esche molli con tanta minutaglia. Se l’esca torna spolpata, passa a bibi, cannolicchio o granchio.
- Pescare con il mare che monta. Aspetta che cali: la scaduta è il momento giusto.
