Questionario

Surfcasting: cos'è, quando si pesca, montature ed esche

Il surfcasting è la pesca a fondo dalla spiaggia, con il piombo lanciato oltre l'onda e la canna sul picchetto. Qui trovi quando uscire, con che mare, cosa montare e quale esca mettere, con i link alle guide che vanno più a fondo.

Un pescatore di spalle sulla battigia lancia con una canna lunga verso le onde che rompono.

Il surfcasting è la pesca a fondo dalla spiaggia: si lancia un piombo con una o più esche oltre i frangenti, si appoggia la canna sul picchetto e si aspetta che la vetta si muova. Si pesca tutto l’anno, ma rende di più al tramonto, di notte e all’alba, e nelle giornate di scaduta, quando il mare cala dopo una mareggiata e l’acqua resta torbida. Le prede tipiche sono spigola, orata, mormora, ombrina e sarago.

Cos’è il surfcasting, e la differenza con la pesca a fondo

Il nome viene dall’inglese, surf (l’onda che frange) e casting (il lancio). In senso stretto, come spiega la guida completa per iniziare di Surfcastingblog, il surfcasting si fa nella schiuma, con il mare formato, in montata o in scaduta, e cerca il pesce nei canaloni scavati dalle mareggiate. Con il mare calmo si parla piuttosto di pesca a fondo (PAF). Nel parlato di tutti i giorni, però, si dice surfcasting per tutte e due, e noi facciamo lo stesso.

Cambia il modo di pescare, non la base: canna lunga, mulinello grande, piombo, uno o più braccioli con l’amo, picchetto. Con il mare mosso si pesca corto, robusto e semplice; con il mare calmo lontano, fine e nelle ore di poca luce.

Quando si pesca a surfcasting: stagione e orari

Non c’è un calendario unico, e chi pesca la stessa spiaggia da anni lo conosce meglio di qualsiasi tabella. Le indicazioni che seguono sono l’esperienza condivisa dei surfcaster del Tirreno.

Periodo Cosa aspettarsi
Ottobre – dicembre Per molti la stagione migliore: chiudono i lidi, arrivano le prime mareggiate, si cercano orate, ombrine, mormore e le prime spigole.
Gennaio – marzo Mare spesso formato e acqua fredda: è la stagione delle scadute e della spigola, con meno uscite ma pesci spesso più grossi.
Aprile – giugno Mare più calmo, si torna a pescare la sera; mormore e orate in avvicinamento.
Luglio – settembre Mare calmo e spiagge affollate: si pesca di notte, soprattutto la mormora, rispettando le ordinanze balneari.

Sugli orari le fonti sono d’accordo: tramonto, notte e alba sono le ore classiche, perché con poca luce il pesce si avvicina a riva ed è meno sospettoso. Di giorno si pesca bene soprattutto quando l’acqua è torbida, cioè durante la scaduta. La luna divide i pescatori e le prove sono deboli: ne parliamo in luna e pesca. La marea, sul Tirreno, si muove di pochi decimetri e conta soprattutto vicino a foci e canali: vedi alta o bassa marea per pescare.

Con che mare e che vento si pesca a surfcasting?

È la domanda che decide l’uscita. Il surfcasting è l’unica tecnica da riva in cui un po’ di mare aiuta: l’onda smuove il fondo, scopre vermi e molluschi, intorbida l’acqua e porta il pesce sotto riva. Il limite arriva quando il piombo non tiene più, le alghe coprono il filo o i frangenti rompono così larghi che non riesci a pescare dove vuoi.

Le tre situazioni tipiche hanno ciascuna una guida:

Il vento conta quanto l’onda, e conta da dove arriva rispetto alla tua spiaggia: da mare intorbida e accorcia il lancio, da terra spiana e schiarisce, di traverso trascina il piombo lungo riva ed è spesso il più fastidioso. La guida è con che vento si pesca.

Le ore buone per il surfcasting su CastSignal

Nella pagina di ogni zona trovi onda, vento, mare e marea ora per ora, per oggi e per domani fino alle 06. Scegliendo la tecnica surfcasting, ogni ora viene segnata come buona, al limite o fuori. Oggi CastSignal considera le ore dal tramonto meno 2 ore all’alba più 2 ore, e di giorno quelle durante la scaduta; le altre ore di giorno risultano fuori orario, che non vuol dire mare sbagliato. Dentro quell’orario segna così, con regole provvisorie che possono cambiare:

Cosa guarda Al limite Fuori
Vento sopra 12 nodi sopra 15 nodi da mare, 14 di traverso, 18 da terra
Onda sopra 1,2 m sopra 1,5 m
Mare che monta sopra 0,8 m –
Mare piatto sotto 0,5 m con il sole alto –

Il vento da terra ha la soglia più alta perché spiana il mare sotto riva; quello di traverso è il primo a mandarti fuori. Il mare che monta è al limite: le prime ore di montata sono una finestra breve, poi la mareggiata cresce. Il mare piatto con il sole alto è al limite, non fuori: si può pescare, ma di solito rende di più al buio. Oltre a questi numeri contano anche le raffiche, il periodo dell’onda, la pioggia e i temporali in arrivo.

Sono limiti prudenti, non una promessa di pesce: barre, buche e fondale della tua spiaggia li conosci tu, e il dato dell’onda è quello che arriva davanti alla costa, non quello che rompe sui tuoi piedi. Trova la tua zona.

Dove si pesca a surfcasting

Su quasi tutte le spiagge di sabbia, ma non ovunque allo stesso modo. Il pesce passa dove il fondale cambia: Roberto Accardi lo riassume nel dire che le esche vanno lanciate vicino ai dislivelli, il primo gradino sotto riva, il secondo più al largo, i bordi delle secche e dei canali. Se il fondale non ha dislivelli, si cerca qualcosa che rompa la monotonia della sabbia: scogli, posidonia, un corpo morto.

I posti più frequentati:

  • Spiagge con barre e canaloni, dove con mare mosso le onde disegnano il fondo con la schiuma. Come leggerle è spiegato nella guida al mare mosso.
  • Foci di fiumi e canali, che portano nutrimento e corrente: spigole, orate, ombrine.
  • Sabbia vicino agli scogli e ai moli, per saraghi e orate. Lancia ai lati degli scogli, non oltre, o lasci il piombo sul fondo.
  • Spiagge profonde, dove l’acqua alta arriva a tiro di lancio anche di giorno.

Una spiaggia lunga, dritta e bassa, con il sole alto e il mare piatto, di solito dà poco: lì conviene aspettare il tramonto o cambiare posto.

L’attrezzatura di base: canna, mulinello, filo

Le misure qui sotto sono ordini di grandezza, da adattare alla spiaggia e al pesce.

Cosa Misure indicative
Canna 4,20–4,50 m; potenza 80–150 g per mare calmo, 100–200 g per mare formato e spiagge basse da lanciare lontano
Mulinello a bobina fissa, con bobina conica da lancio; attorno a 6000–6500 con piombi da 110–150 g, da 8000 in su con piombi pesanti, lancio a terra e mare mosso
Filo in bobina nylon dallo 0,16–0,18 con mare calmo allo 0,25–0,28 con mare molto mosso
Shock leader spezzone più grosso davanti al filo madre, a diametro costante o conico
Piombi piramide o palla, di solito tra 80 e 150 g; con mareggiata fino a 200 g
Picchetto o treppiede il treppiede con mare calmo, il picchetto con mare mosso e vento forte

Sulla canna, la telescopica è pratica e si monta in fretta; quella a innesti, in due o tre pezzi, è più rigida e lancia più lontano con piombi pesanti, e serve per il lancio a terra (ground cast). Per chi comincia molti consigliano una telescopica attorno ai 4,20 metri e il lancio sopra la testa (above cast).

Sul mulinello le guide non sono d’accordo sulla taglia. Accardi la lega alla potenza della canna (4000–5000 per le canne da beach fino a 100 grammi, 6000–6500 con piombi da 110–150, da 8000 in su con piombi pesanti), Surfcastingblog consiglia 10000 o 14000, e la numerazione cambia da marca a marca. Più che il numero conta che la bobina sia larga e ben riempita, perché il filo esca senza attrito. Una o due bobine di ricambio con diametri diversi ti fanno coprire quasi tutti i mari con un solo mulinello.

Il filo è la scelta che cambia di più con il mare. Accardi ha una tabella dettagliata in scegliere il diametro giusto; in sintesi, con mare calmo 0,16–0,18 (lo 0,12–0,14, che lui definisce molto pericoloso, solo per chi ha esperienza), con mare intermedio lo 0,20 come compromesso, con mare molto mosso non meno dello 0,25 e lo 0,28 come punto di partenza, perché alghe e risacca rompono i fili sottili.

Lo shock leader

Lo shock leader è uno spezzone di filo più grosso legato davanti al filo madre: regge lo strappo del lancio, che con 100–150 grammi di piombo spezzerebbe un nylon sottile. Senza, con un filo fine, a ogni lancio rischi di perdere piombo e montatura, e di colpire qualcuno.

Il diametro non si calcola con una formula unica: dipende dal piombo, dalla canna e dallo stile di lancio. Per dare un’idea, nelle tabelle di Accardi con 150 grammi i minimi sono circa 0,35–0,37 sopra la testa, 0,35–0,40 di lato e 0,60–0,65 lanciando a terra, un lancio che con la telescopica non si fa. Sono valori minimi: con il conico si prende quello o la misura sopra. Quello a diametro costante si taglia in modo da avere qualche giro sulla bobina e circa un metro oltre la vetta, meno con le montature corte; quello conico, lungo di solito 12–15 metri, passa gradualmente dal diametro del filo madre a quello pieno e permette un nodo di giunzione più piccolo, che regge meglio il lancio.

Le montature da surfcasting

La montatura (il trave, o calamento) è la parte che porta i braccioli con gli ami, tra lo shock leader e il piombo. La regola generale è semplice: con mare calmo, terminali lunghi e sottili; con mare mosso, montature corte e stabili. Le principali:

  • Trave lungo (long arm): un bracciolo lungo, fino a 2 metri, che lascia l’esca libera di muoversi. Per l’orata con il mare calmo.
  • Bandiera a due o tre braccioli: più esche ad altezze diverse, per pesci di branco come la mormora, con la possibilità di doppiette. Con il mare formato si toglie il bracciolo più vicino al piombo, il primo ad aggrovigliarsi.
  • Short rovesciato: il piombo è su un tratto di filo sotto la girella, così lo snodo resta lontano dal fondo. È stabile e si aggroviglia poco: è la montatura di molti per spigole e ombrine in mareggiata o con corrente forte.
  • Pater noster: braccioli corti, anche 20 centimetri, fissati sopra il piombo. Per i saraghi nella schiuma.

Il minitrave

Il minitrave è una montatura cortissima, da pochi centimetri a una decina o poco più, con un solo snodo a cui si lega il bracciolo. Di solito porta una sola esca, e una montatura con un solo bracciolo lancia più lontano di una con tre, e accetta braccioli anche molto lunghi: l’esca scende in modo naturale, e un pesce diffidente come l’orata ha il tempo di prenderla bene. Con il mare mosso, invece, la girella sta troppo vicina al piombo e il bracciolo si aggroviglia.

Accardi, che sul minitrave ha scritto parecchio, propone una soluzione d’emergenza per il mare mosso, il minitrave rovesciato: tra il minitrave e il piombo si lega uno spezzone di filo grosso, 0,50–0,60, lungo un metro e mezzo o poco più, così lo snodo si allontana dal piombo e il groviglio si riduce. In pratica il minitrave diventa uno short rovesciato. Molti grovigli, però, non dipendono dal mare ma dal lancio: se il finale si avvolge sullo shock leader, la parabola è troppo alta o hai frenato il filo troppo tardi, e va fermato poco prima che il piombo tocchi l’acqua.

Le esche per il surfcasting

L’esca segue il mare più ancora del pesce.

Mare Esche più usate Perché
Calmo o poco mosso arenicola, coreano, americano; bibi e granchio per l’orata con l’acqua limpida serve un innesco piccolo, fresco e pulito
Mosso e scaduta cannolicchio, bibi, americano, strisce di seppia o calamaro, sarda reggono l’onda e si fanno sentire nell’acqua torbida
Spigola grossa vivo, per esempio il cefalo, o trancio di cefalo il predatore caccia sotto riva, a pochi metri dalla battigia

Due regole valgono sempre. L’esca morbida va legata con il filo elastico, altrimenti il lancio e l’onda la portano via. E va controllata spesso: con mare mosso la lava il mare, con mare calmo la ripuliscono i pesci piccoli. L’arenicola e il coreano vivono poco fuori dall’acqua: tienili al fresco e all’asciutto, non nel secchio d’acqua di mare al sole.

Quali pesci si prendono a surfcasting

  • Spigola: il predatore delle mareggiate e delle notti d’inverno; caccia nella prima schiuma, spesso più vicino di quanto si pensi.
  • Orata: diffidente, cerca sabbia mista a cozze e scogli sparsi; terminali lunghi, bibi e granchio, alba e scaduta.
  • Mormora: pesce di branco dei fondali di sabbia, la regina delle notti d’estate con il mare calmo.
  • Ombrina: vuole un po’ d’acqua mossa e torbida, l’autunno è il suo periodo.
  • Sarago: dove la sabbia confina con gli scogli, nella schiuma.
  • Serra: dove c’è, in branchi, di solito con il trancio di pesce; denti taglienti, quindi braccioli più robusti.

Ai margini capitano anche il cefalo, che peraltro molti usano come esca per la spigola, e d’inverno il grongo. Sono abitudini osservate dai pescatori, che cambiano con la stagione e con la spiaggia.

Le regole da sapere

  • Comunicazione al Ministero: per pescare in mare serve la comunicazione annuale, gratuita. Come si fa è spiegato in permesso pesca in mare.
  • Al massimo 5 canne a persona (DPR 1639/1968, art. 140). A surfcasting è la regola che si rischia più spesso di dimenticare.
  • Al massimo 5 kg di pescato al giorno a persona, salvo un singolo pesce più pesante (art. 142).
  • Niente fonti luminose (art. 140, lettera f): una lampada puntata in acqua no; la frontale serve per muoverti. La luce chimica sulla vetta, per vedere la mangiata, la usano quasi tutti, ma la norma non la distingue: se vuoi esserne sicuro chiedi alla Capitaneria della tua zona.
  • Niente vendita del pescato.
  • Ordinanze balneari: d’estate in molti Comuni la pesca dalle spiagge frequentate è vietata o limitata in certe ore. Controlla quella del tuo Comune.
  • Porti e moli: la pesca è spesso vietata, salvo le zone e gli orari concessi da un’ordinanza della Capitaneria.

Sicurezza in spiaggia

  • Il lancio: prima di lanciare guarda dietro e di lato. Un piombo da 150 grammi che parte male è pericoloso, e uno shock leader troppo sottile si rompe proprio nel lancio.
  • Le onde a serie: con mare formato, dopo minuti tranquilli entra qualche onda più grande della media. Tieni attrezzatura e picchetti lontani dalla battigia e non stare con l’acqua alle ginocchia.
  • La notte: frontale, telefono carico, qualcuno che sa dove sei. Meglio in compagnia.
  • I temporali: una canna da quattro metri e mezzo in carbonio su una spiaggia aperta è un parafulmine. Le indicazioni della Protezione Civile: se di sera o di notte vedi lampi lontani, è il momento di andare via; se senti i tuoni, il temporale è a pochi chilometri. Allontanati dalla riva, lascia le canne e riparati in un edificio o in auto, con portiere e finestrini chiusi. E prima di uscire guarda se la previsione dà temporali.

Gli errori da evitare

  • Lanciare sempre il più lontano possibile. Con mare mosso e in scaduta il pesce è spesso nella prima buca, a pochi metri.
  • Pescare con il mare piatto come con il mare mosso: terminale grosso, esca enorme, lancio corto. Con l’acqua limpida si va più fini e più lontani.
  • Filo troppo sottile in mareggiata. Le alghe lo spezzano, e con il piombo perdi anche il pesce.
  • Troppe canne. Con il vento di traverso passi la notte a sbrogliare; due canne seguite bene pescano di più.
  • Arrivare tardi alla scaduta. La finestra buona sono le prime ore, non il giorno dopo.
  • Non guardare la previsione. Il vento che gira e l’onda che cala si vedono ora per ora: per scegliere la sera giusta parti da quando andare a pescare al mare.

Domande frequenti

Cos'è il surfcasting?

È la pesca a fondo dalla spiaggia: si lancia un piombo con una o più esche oltre i frangenti, si appoggia la canna su un picchetto o un treppiede e si aspetta la mangiata guardando la vetta. Il nome inglese vuol dire lancio nell'onda. C'è chi distingue il surfcasting vero, con il mare formato, dalla pesca a fondo con il mare calmo; nel parlato si usa surfcasting per tutte e due.

Qual è il periodo migliore per il surfcasting?

Per molti surfcaster del Tirreno l'autunno e l'inverno, quando arrivano le mareggiate e le spiagge si svuotano. Si pesca però tutto l'anno: d'estate di sera e di notte con il mare calmo, per le mormore, d'inverno nelle scadute per spigole e orate. Ogni spiaggia ha il suo calendario.

A che ora si pesca a surfcasting?

Soprattutto al tramonto, di notte e all'alba, quando la poca luce rende il pesce meno diffidente e lo porta più vicino a riva. Di giorno si pesca bene soprattutto con l'acqua torbida, durante la scaduta dopo una mareggiata.

Che filo usare per il surfcasting?

Dipende dal mare. Con mare calmo molti usano uno 0,16-0,18 in bobina, con mare intermedio uno 0,20, con mare molto mosso da 0,25 in su, perché alghe e onda rompono il filo sottile. Davanti al filo madre serve uno shock leader più grosso, che regge lo strappo del lancio.

Cos'è il minitrave nel surfcasting?

È una montatura cortissima, di pochi centimetri, al massimo una decina o poco più, con un solo snodo a cui si lega un bracciolo anche molto lungo. Porta una sola esca, lancia lontano e la presenta in modo naturale, per questo piace per l'orata. Con il mare mosso si aggroviglia, perché la girella sta vicino al piombo.

Quali sono le esche migliori per il surfcasting?

Con mare calmo i vermi, arenicola, coreano e americano, innescati piccoli. Con mare mosso e in scaduta esche che reggono: cannolicchio, bibi, americano, strisce di seppia o calamaro, sarda. Per la spigola grossa il vivo o il trancio di cefalo.

Quante canne si possono usare a surfcasting?

Al massimo 5 canne a persona, secondo il regolamento della pesca sportiva in mare. In pratica molti ne usano due o tre: canne seguite bene pescano più di tante canne abbandonate, soprattutto con vento di traverso.