Questionario

Pesca dalla barca: bolentino, traina e scarroccio

Con una barca aperta o un gommone di 5–6 metri si pesca a bolentino, a traina e a scarroccio. Qui trovi quando uscire, con che mare e che vento, cosa montare e le regole e le dotazioni da avere a bordo.

Una piccola barca aperta con il tendalino, sola sul mare azzurro increspato.

Dalla barca si pesca in tre modi principali: a bolentino, con la barca ferma e l’esca sul fondo; a traina, con la barca in movimento che trascina un artificiale o un’esca viva; a scarroccio, con il motore spento e la barca che va col vento o con la corrente. Con una barca aperta o un gommone di 5–6 metri si esce con mare calmo o poco mosso e vento leggero, di giorno, e si rientra prima che il vento rinforzi. In più rispetto alla riva servono le dotazioni di sicurezza giuste per la distanza e l’abitudine di guardare il meteo prima di partire. Per ogni tecnica qui trovi come si fa e cosa montare, con i rimandi alle guide e alle schede dei pesci.

Che cos’è la pesca dalla barca e quale tecnica scegliere?

Tecnica Barca Cosa si fa Cosa si prende di solito
Bolentino ferma, all’ancora o quasi esca naturale sul fondo, lenza in verticale saraghi, pagelli, tanute, sciarrani, scorfani, gallinelle più al largo
Traina costiera in movimento, a qualche nodo artificiali o esche trainati sotto costa serra, palamite, sgombri, sugarelli, spigole
Traina col vivo in movimento, molto lenta calamaro o pesce vivo trainato vicino al fondo dentici, ricciole, grossi predatori
Scarroccio motore spento, va col vento o la corrente artificiale o esca trascinati lentamente sul fondo seppie, calamari, pesce di fondo
Drifting alla deriva, con pastura esche a pezzi nella scia della pastura tonni, alletterati, palamite

Chi comincia di solito parte dal bolentino: costa poco e si impara in fretta. La traina chiede più mano con la barca, il drifting al tonno attrezzatura pesante e permessi a parte.

Con che mare e che vento si esce a pescare in barca?

In barca il meteo non decide solo se si prende: decide se si esce. Non esiste una soglia di legge: le categorie di progettazione CE dicono per quale mare una barca è costruita, ma sono limiti di progetto, non di prudenza per chi pesca.

Oggi CastSignal, con la tecnica barca selezionata nella pagina della zona, segna le ore così (regola provvisoria, pensata per una barca aperta o un gommone di 5–6 metri):

Buone Al limite Fuori
Vento medio fino a 10 nodi da 10 a 13 nodi sopra 13 nodi
Raffiche fino a 15 nodi da 15 a 19 nodi sopra 19 nodi
Onda fino a 0,5 m da 0,5 a 0,8 m sopra 0,8 m
Mare vivo (onda alzata dal vento) fino a 0,3 m da 0,3 a 0,4 m sopra 0,4 m
Temporale nessuno nelle 6 ore previsto nell’ora o nelle 6 ore dopo: non si esce
Orario da un’ora prima dell’alba al tramonto

Il mare vivo pesa più del mare lungo: a parità di altezza l’onda corta alzata dal vento è molto più ripida, ed è quella che in gommone sbatte. Le raffiche contano quanto il vento medio. Contano anche pioggia e nebbia: sotto i 4 km di visibilità l’ora è al limite, sotto i 2 è fuori.

Con un cabinato di 7 metri si regge circa 3 nodi e 0,3 metri in più. Sono limiti prudenti e decide sempre chi guida: se il mare che vedi è peggio del previsto, si resta in porto. Poi, tre cose che il numero non dice:

  • Il vento da terra inganna: sotto costa il mare è una tavola, mezzo miglio più fuori ci sono le creste. I venti uno per uno sono nella guida con che vento si pesca.
  • Il vento rinforza nel pomeriggio. D’estate la brezza di mare cresce con il sole: programma il rientro prima delle ore al limite, non quando ci sei già dentro.
  • Il mare lungo arriva a serie: dopo minuti di calma entrano onde più grandi della media. Ne parliamo in quando andare a pescare al mare.

La pagina di ogni zona mostra onda, vento con le raffiche, mare e marea ora per ora, per oggi e per domani fino alle 06, e le ore buone della tecnica che scegli. Oggi quelle della barca finiscono al tramonto: chi esce la sera ai calamari guardi onda e vento della serata con gli stessi limiti. Trova la tua zona.

Dove si pesca dalla barca?

  • Secche e scogliere sommerse, i rilievi rocciosi che si alzano dal fondo: è il terreno classico del bolentino e della traina col vivo.
  • Fondali misti di sabbia, scogli e posidonia: pagelli, saraghi, tanute, e di notte calamari.
  • Fondali di sabbia e fango piatti: seppie a scarroccio tra i 5 e i 15 metri; più fondo, gallinelle e pesce piatto a bolentino.
  • Il bordo delle praterie di posidonia e le punte che fanno corrente: traina costiera a serra e palamite.
  • Più al largo, sulle mangianze di pesce azzurro: drifting e traina d’altura, dove la barca da 5 metri non basta più.

L’ecoscandaglio fa la differenza: mostra fondo, profondità e spesso il pesce.

Che attrezzatura serve per pescare in barca?

Cosa Bolentino Traina costiera
Canna 2,10–2,40 m entro i 30 m di fondo; più corta e robusta sotto i 50 m 1,60–2,20 m, robusta
Mulinello a bobina fissa o rotante, taglia media rotante, con frizione regolare e buona capacità
Filo trecciato, che fa sentire le mangiate anche in profondità e con corrente nylon o trecciato di diametro medio
Terminale fluorocarbon dallo 0,25 allo 0,35 fluorocarbon più robusto, secondo la preda
Piombo 30–60 g sotto costa; 80–150 g e oltre in profondità o con corrente zavorra a monte del terminale, se serve affondare

Sono misure indicative da guide di settore. Il trecciato conviene soprattutto quando si pesca fondo o con corrente: il nylon allunga e la tocca arriva smorzata.

Pesca a bolentino: come si fa e che montature usare?

Ci si ancora sul punto scelto, o si resta in leggero scarroccio se il vento è debole, si cala la lenza fino al fondo, si recupera circa un metro perché gli ami non stiano appoggiati, e si aspettano le tocche sul cimino. Ogni tanto si alza e si lascia ricadere la lenza: il movimento richiama il pesce.

La montatura classica è semplice:

  1. lenza madre di trecciato, con una girella;
  2. un terminale a più braccioli, di solito due o tre, corti e in fluorocarbon, con gli ami di misura adatta all’esca e al pesce;
  3. il piombo in fondo, con un filo più sottile di quello dei braccioli: se resta incagliato sugli scogli perdi solo il piombo.

Su fondale di sabbia si usa anche il piombo scorrevole sopra un solo terminale lungo, che lascia l’esca più libera. Per boghe, sugarelli e sgombri, anche da usare come esca, si usano i sabiki, terminali con tanti ami piccoli e piumette: molti di quelli in commercio hanno più ami di quanti la norma ne consenta (tre per canna, sei per le correntine, DPR 1639/1968, art. 138), quindi accorciali.

Il piombo giusto è il minimo che tiene la lenza in verticale: se il filo va obliquo, aumenta. Con poca corrente di solito bastano 50 g.

C’è poi il bolentino di profondità, dai 100 metri in giù, con piombi pesanti, spesso lontano dalla costa e con un meteo stabile per ore: non è terreno per la barca aperta di 5–6 metri.

Pesca alla traina: costiera, col vivo, con artificiali

Tra le varie trainate cambia soprattutto la velocità. Le fonti di settore danno valori diversi: prendili come punto di partenza.

  • Traina costiera con artificiali: su fondali tra i 10 e i 50 metri, intorno ai 3–5 nodi, c’è chi arriva a 7. Minnow, piumette, polpetti di silicone, spesso più lenze a profondità diverse; i minnow piccoli con paletta corta lavorano già a 2–3 nodi. Ogni artificiale ha una velocità oltre la quale gira su se stesso: trovala e traina appena sotto.
  • Traina col vivo: molto più lenta, spesso sotto i 2 nodi (le guide danno da 1,5 a 3), con un calamaro, un sugarello o un’aguglia vivi, portati vicino al fondo con un piombo o un affondatore. È la tecnica di dentici e ricciole, sulle secche.
  • Traina con esca morta: sardine o strisce di calamaro, piano, sotto costa per spigole e serra.

Il piombo guardiano è un piombo su un filo di lunghezza nota che si cala per portare l’esca a una certa profondità e sentire quando si tocca il fondo. Gli affondatori sono pensati per le andature lente: più si accelera, più l’esca sale e perde profondità.

Scarroccio e drifting: che differenza c’è?

Si usano spesso insieme, ma indicano cose diverse.

Lo scarroccio è la deriva lenta con il motore spento, spinti dal vento o dalla corrente, trascinando sul fondo un artificiale o un’esca: la tecnica di seppie e calamari. La deriva giusta è lenta, mezzo nodo o poco più; se il vento spinge troppo, un’ancora galleggiante la frena. Le montature per le seppie, con il piombo scorrevole o con il piombo in fondo, sono nella scheda pesca alla seppia.

Il drifting, nell’uso italiano, è la pesca dei grandi pelagici con la pastura: dalla barca alla deriva si gettano sarde intere e a pezzi a intervalli regolari e nella scia si calano le esche, a profondità diverse. È la pesca di tonni, alletterati e palamite. Chiede attrezzatura pesante e, per il tonno rosso, un permesso a parte: vedi la scheda pesca al tonno e, per il nulla osta e la quota, la guida al permesso di pesca in mare.

Come si pescano i calamari dalla barca?

Il calamaro si avvicina alla costa nella stagione fredda per riprodursi, e si pesca di sera e di notte su praterie di posidonia e fondali misti, fino a circa 30 metri. Dalla barca si lavora in due modi:

  • a scarroccio, lasciando scendere la totanara o l’egi e animandola con colpi brevi e pause, come si fa per la seppia;
  • in verticale, quasi sotto la barca, con un’esca più ferma e una canna sensibile, perché la mangiata del calamaro è spesso appena un peso.

Servono mare calmo e acqua limpida: il calamaro caccia a vista.

Una regola che molti ignorano: nella pesca sportiva le luci per attirare il pesce sono vietate (DPR 1639/1968, art. 140); restano accesi solo i fanali e la luce per vedere a bordo. La scheda sul calamaro, con periodo, colori ed esche, è in pesca al calamaro.

Che esche usare dalla barca?

  • Vermi (americano, coreano, muriddu): l’esca universale del bolentino.
  • Sarda, a pezzi o a filetti: bolentino, traina e pastura del drifting.
  • Calamaro e seppia a strisce: tengono bene sull’amo.
  • Gamberetti: a bolentino.
  • Esca viva: calamaro, sugarello, aguglia, per la traina col vivo.
  • Artificiali: minnow, piumette e polpetti per la traina; egi e totanare per seppie e calamari.

Che pesci si prendono dalla barca?

Le schede dei pesci, e come si prendono dalla barca:

Quali dotazioni di sicurezza servono e quali regole valgono?

Fin dove puoi andare. Il Codice della nautica da diporto (art. 27) dice che i natanti senza marcatura CE navigano entro 6 miglia dalla costa; quelli con marcatura CE nei limiti della loro categoria di progettazione e comunque entro 12 miglia (i natanti sono le unità fino a 10 metri). La patente nautica serve oltre le 6 miglia, oppure sotto costa con un motore sopra i 30 kW (40,8 CV) o sopra certe cilindrate (art. 39). Per pescare, però, il limite vero lo fanno quasi sempre il mare e la barca.

Le dotazioni minime le fissa l’Allegato V del regolamento della nautica (D.M. 146/2008, come aggiornato dal D.M. 133/2024, Gazzetta Ufficiale del 21 settembre 2024). Per una barca a motore:

Distanza dalla costa Cosa serve a bordo
Entro 300 metri nessuna dotazione obbligatoria
Entro 1 miglio giubbotti di salvataggio almeno categoria 100 per tutti a bordo; pompa o altro attrezzo per svuotare la sentina; pallone nero di fonda per le barche oltre i 7 m
Entro 3 miglia in più: salvagente anulare con cima, 1 boetta fumogena, 2 fuochi a mano a luce rossa, fanali regolamentari
Entro 6 miglia in più: boetta luminosa per il salvagente, una seconda boetta fumogena (2 in tutto), 2 razzi a paracadute a luce rossa
Entro 12 miglia in più, tra l’altro: zattera costiera, VHF, giubbotti di categoria 150 con luce al posto di quelli da 100

L’estintore: quello del manuale per le barche marcate CE, uno per i natanti senza marcatura. Di notte, da soli, il giubbotto va indossato. Per le emergenze in mare c’è il 1530 della Guardia Costiera, gratuito, oppure il 112.

Vicino alle spiagge. In stagione balneare la fascia davanti alle spiagge è dei bagnanti e le barche a motore restano fuori, salvo i corridoi di lancio. Le distanze le fissa l’ordinanza balneare della Capitaneria e cambiano da zona a zona: spesso 200 metri dalle spiagge e 100 dalle coste a picco, ma alcune chiedono di più alle unità a motore.

I sub. Il subacqueo si segnala con un galleggiante con bandiera rossa a striscia bianca diagonale, la stessa che issano le barche d’appoggio; all’estero si vede anche la bandiera Alfa del codice internazionale, bianca e blu. Le barche in transito devono restare ad almeno 100 metri dal segnale (D.M. 146/2008, art. 91); passando nei paraggi, rallenta.

Velocità sotto costa. Entro 500 metri dalla costa, dalle scogliere frangiflutti e dall’imboccatura dei porti si va al massimo a 8 nodi, e nei porti e nelle rade con barche all’ancora a non più di 3 nodi, salvo ordinanze locali (D.M. 146/2008, art. 91-bis, aggiunto nel 2024). La traina sta comunque sotto.

Temporali e rientro. Il temporale arriva in fretta, con raffiche improvvise e fulmini su un mare dove la barca è il punto più alto. Per questo CastSignal mette fuori ogni ora con un temporale previsto nelle 6 ore dopo: è una scelta prudente nostra, non una legge. Al primo tuono si salpa e si rientra.

Le regole della pesca valgono come da riva:

  • 5 kg di pescato al giorno a persona, salvo un singolo pesce più pesante (DPR 1639/1968, art. 142);
  • 5 canne al massimo a persona (art. 140);
  • niente luci per attirare il pesce (art. 140);
  • niente vendita del pescato;
  • almeno 500 metri dalle barche dei pescatori professionisti al lavoro (art. 139);
  • per pescare in mare serve la comunicazione gratuita annuale al Ministero, e chi pesca dalla barca e ha più di 16 anni deve anche registrarsi su RecFishing e dichiarare tonno rosso, pesce spada, lampuga e alalunga. Tutto nella guida al permesso di pesca in mare; Roberto Accardi ha scritto una guida pratica su come si usa l’app RecFishing.
  • Porti: la pesca è spesso vietata, salvo le zone e gli orari concessi dall’ordinanza della Capitaneria.
  • Aree marine protette: ognuna ha le sue zone e le sue regole; controlla prima di calare.

Gli errori da evitare

  • Non guardare il vento del pomeriggio. Al mattino è calmo, alle tre si rientra col mare in prua.
  • Uscire da soli senza dire a nessuno dove vai. Lascia a terra la zona e l’ora di rientro.
  • Giubbotti in un gavone chiuso. Tienili a portata di mano.
  • Ancorarsi dove passa gente: canali dei porti, corridoi di lancio, vicino alle boe dei sub.
  • Piombo troppo leggero a bolentino. Se la lenza va obliqua, gli ami si incagliano e le tocche non si sentono.
  • Trainare sempre alla stessa velocità. Prova di mezzo nodo in mezzo nodo.
  • Usare la lampada per i calamari. È vietato nella pesca sportiva.

Domande frequenti

Qual è la differenza tra bolentino e traina?

A bolentino la barca sta ferma, all'ancora o quasi, e si pesca a fondo con esca naturale: la lenza scende in verticale con il piombo e gli ami su braccioli corti. A traina la barca si muove e trascina l'esca, artificiale o viva, a una certa profondità: si cercano i predatori come spigole, serra, palamite e ricciole.

Con che mare si può uscire a pescare in barca?

Dipende dalla barca e da chi la guida. Per una barca aperta o un gommone di 5–6 metri oggi CastSignal segna le ore buone con vento fino a 10 nodi e onda fino a mezzo metro; al limite fino a 13 nodi e 0,8 metri; oltre è fuori, come con raffiche sopra i 19 nodi o un temporale previsto nelle 6 ore successive. Con un cabinato di 7 metri si regge circa 3 nodi e 0,3 metri in più. Sono limiti prudenti, non una regola di legge.

Quali dotazioni di sicurezza servono entro le 3 miglia?

Secondo l'Allegato V del regolamento della nautica, aggiornato nel 2024, entro le 3 miglia servono giubbotti di salvataggio di almeno categoria 100 per tutte le persone a bordo, un salvagente anulare con cima, una boetta fumogena, due fuochi a mano a luce rossa, i fanali regolamentari e la pompa o un altro attrezzo per svuotare la sentina. Entro 1 miglio bastano giubbotti e pompa di sentina, più il pallone nero di fonda sulle barche oltre i 7 metri. L'estintore è indicato nel manuale delle barche marcate CE; per i natanti senza marcatura ne serve uno.

Quante canne si possono usare in barca?

Al massimo 5 canne a persona, come da riva (DPR 1639/1968, art. 140). Il limite di pescato resta di 5 kg al giorno a persona, salvo un singolo pesce più pesante. Chi pesca dalla barca e ha più di 16 anni deve anche registrarsi sull'app europea RecFishing, oltre a fare la comunicazione gratuita annuale al Ministero.

Si possono pescare i calamari di notte con la lampada?

No, non nella pesca sportiva. Il regolamento della pesca (DPR 1639/1968, art. 140) vieta a chi pesca per sport di usare fonti luminose per attirare il pesce. La luce di via della barca e la frontale per vedere a bordo vanno bene; una lampada puntata in acqua per richiamare i calamari no.

Quanto ci si deve tenere lontani dai sub?

Il subacqueo segnala la sua presenza con un galleggiante con bandiera rossa a striscia bianca diagonale, e le barche in transito devono tenersi ad almeno 100 metri da quel segnale (regolamento della nautica, D.M. 146/2008, art. 91). Lo stesso segnale è issato sulle barche d'appoggio dei sub. Passando nei paraggi conviene rallentare; le ordinanze locali possono aggiungere altro.

Serve un permesso speciale per pescare il tonno dalla barca?

Sì. Per il tonno rosso, anche solo per prenderlo e rilasciarlo, oltre al tesserino serve il nulla osta della Capitaneria del porto base, intestato alla barca, e le catture vanno dichiarate. Il trattenimento è legato a una quota annuale che si può chiudere prima della fine della stagione: nel 2026 è stato chiuso dal 9 settembre. Tutti i dettagli sono nella guida al permesso di pesca in mare.