Il sarago si pesca tutto l’anno, ma da riva la sua stagione è l’autunno inoltrato e l’inverno, con le mareggiate e soprattutto con la scaduta, quando il mare cala e l’acqua resta torbida: allora lascia gli scogli e viene a mangiare sotto la schiuma, a pochi metri dalla riva. Si cerca dove la sabbia confina con gli scogli, a surfcasting dalla spiaggia e a bolognese o a fondo dalla scogliera. Le esche più usate sono cannolicchio, seppia, sarda e bibi.
Prima di tutto, però, il sarago non è un pesce solo: in Italia ne peschiamo almeno quattro specie, con taglie minime diverse. Qui sotto trovi come riconoscerle, il periodo, con che mare uscire, dove cercarle, le montature da spiaggia e da scogliera, le esche e le regole. Dove le fonti non sono d’accordo, lo diciamo.
Quali saraghi si pescano in Italia?
I saraghi sono sparidi del genere Diplodus, parenti dell’orata. Da riva e dalla barca i più comuni sono quattro.
| Nome | Come si riconosce | Taglia | Minima UE |
|---|---|---|---|
| Sarago maggiore (Diplodus sargus) | cinque fasce nere verticali alternate a quattro grigie, macchia scura sulla coda | comune 22 cm, fino a 45 | 23 cm |
| Sarago pizzuto (Diplodus puntazzo) | muso appuntito, incisivi rivolti in avanti, sei o sette fasce scure alternate ad altre più chiare | comune 30 cm, fino a 60 | 18 cm |
| Sarago testa nera o fasciato (Diplodus vulgaris) | due fasce nere larghe, una sulla nuca e una sulla coda | comune 22 cm, fino a 45 | 18 cm |
| Sparaglione (Diplodus annularis) | piccolo, senza fasce verticali, anello scuro sulla coda, pinne ventrali gialline | comune 13 cm, fino a 28 | 12 cm |
Le taglie comuni e massime sono quelle di FishBase; le misure minime vengono dal regolamento europeo sulle taglie minime nel Mediterraneo (Reg. UE 2019/1241, allegato IX). Il pizzuto è quello che cresce di più, ma i saraghi da un chilo e oltre restano rari: Accardi tara gli ami già su un sarago sopra il mezzo chilo. Esiste anche il sarago faraone (Diplodus cervinus), con cinque fasce verticali larghe e scure: per FishBase vive tra i 30 e i 300 metri, quindi da riva si incontra di rado. Non ha una taglia specifica: vale il minimo generale di 7 cm per i pesci.
Per chi pesca la differenza conta soprattutto per la misura: gli accorgimenti sono gli stessi per qualunque sarago, risponde Accardi a un lettore, perché non sai quale specie abboccherà.
Quando si pesca il sarago: il periodo mese per mese
Le guide di pesca concordano che il sarago c’è tutto l’anno e che da riva rende di più con l’acqua fredda e le mareggiate. Surfcastingblog indica l’autunno inoltrato fino a dicembre come periodo migliore; Roberto Accardi, in come pescare il sarago, indica l’inverno, perché è la stagione con più mareggiate.
| Mesi | Cosa aspettarsi |
|---|---|
| Ottobre – dicembre | Le prime mareggiate portano il sarago sotto riva: per molti è il cuore della stagione a surfcasting e a bolognese nella schiuma. |
| Gennaio – febbraio | Inverno pieno: mareggiate frequenti e scadute, sarago grosso per chi lo cerca con mare formato. |
| Marzo – maggio | Si pesca ancora con le ultime mareggiate; con mare calmo vicino agli scogli. Il sarago maggiore è in riproduzione. |
| Giugno – settembre | Mare calmo quasi sempre: si pesca di notte, dalla scogliera e dalle spiagge con scogli sommersi, e dalla barca a bolentino. |
Le quattro specie non si riproducono negli stessi mesi. Uno studio sul Golfo di Tunisi, nel Mediterraneo centrale (Mouine e colleghi, Journal of the Marine Biological Association of the UK, 2012), indica il testa nera in inverno, il sarago maggiore soprattutto in primavera, lo sparaglione soprattutto in estate e il pizzuto in autunno. Altre fonti spostano le date di qualche settimana (FishBase dà il sarago maggiore da gennaio a marzo): dipende da latitudine e temperatura dell’acqua. Lo stesso studio dice che metà dei saraghi maggiori è matura intorno ai 21 centimetri, metà dei testa nera intorno ai 17 e metà dei pizzuti intorno ai 21,5, sopra la loro taglia minima di 18; gli autori consigliano di alzare le taglie minime. Un pizzuto di 18–20 centimetri, quindi, è legale ma con buona probabilità non si è ancora riprodotto.
Con che mare e che vento si pesca il sarago?
È qui che il sarago si distingue da tanti altri pesci: con il mare mosso si avvicina, con il mare calmo resta tra gli scogli.
- Mare mosso e scaduta. Con l’onda il sarago lascia scogliere e posidonia e viene a mangiare nella fascia di schiuma, dove il mare stacca cozze, vermi e piccoli crostacei. Secondo Surfcastingblog si tiene fermo nella corrente e prende il cibo al volo, senza inseguirlo; finita la mareggiata torna tra gli scogli, dove da riva è quasi impossibile pescarlo. Accardi riconosce la scaduta quando l’onda prevista scende da oltre 2 metri verso il metro, e scrive che va bene anche il mare montante. Come riconoscerla lo spieghiamo in cos’è la scaduta di mare e in surfcasting con mare mosso.
- Mare calmo. Il sarago diventa diffidente: si pesca vicino agli scogli, di notte, con terminali più fini. Vedi surfcasting con mare calmo.
- Vento. Il vento da mare alza la schiuma e mescola la prima fascia d’acqua, ed è la situazione che tanti surfcaster cercano per saraghi e spigole; il libeccio, sul Tirreno, porta spesso le alghe. Ne parliamo in con che vento si pesca.
- Spiagge miste. Surfcastingblog indica come posti migliori le spiagge vicino alle scogliere o con fondali misti. Con il mare grosso, però, una spiaggia piena di massi si mangia travi e piombi: meglio la sabbia accanto alla scogliera.
Cosa segnano le ore buone di CastSignal
Sulla pagina della tua zona trovi onda, mare lungo e mare vivo, vento e marea ora per ora, per oggi e per domani fino alle 06. Per il sarago da spiaggia seleziona surfcasting: oggi CastSignal segna buone le ore dal tramonto meno 2 ore all’alba più 2 e, di giorno, durante la scaduta. L’onda diventa al limite sopra 1,2 metri e fuori sopra 1,5; sopra gli 0,8 metri il mare che sale è al limite; il vento è al limite sopra i 12 nodi e fuori sopra i 15 da mare, i 14 di traverso e i 18 da terra; fuori anche il periodo sopra i 9 secondi e le raffiche sopra i 25 nodi.
Questo vuol dire una cosa precisa: la parte alta della scaduta di Accardi, quella sopra il metro e mezzo, per CastSignal è fuori, mentre tra 1,5 e 1,2 metri è al limite e sotto 1,2 è buona. Il pieno della mareggiata non lo segniamo come buono: lì decidono la spiaggia e la tua esperienza.
Dalla scogliera a bolognese i limiti sono molto più stretti: la tecnica bolognese è al limite con onda sopra i 40 centimetri e fuori sopra i 70, e con vento sopra gli 8 nodi; le ore buone vanno da un’ora prima dell’alba a due ore dopo il tramonto. Gran parte della bolognese nella schiuma, quindi, cade al limite o fuori. È voluto: sugli scogli il mare formato è prima di tutto un rischio. Un molo riparato o una scogliera che dà le spalle al mare reggono più della previsione al largo, ma quanto regge il tuo spot lo sai solo tu. Con il mare calmo dalla scogliera guarda invece il rockfishing: al limite con onda sopra mezzo metro o vento sopra gli 8 nodi, fuori con il mare che sale. Trova la tua zona, per esempio Fondi o Sperlonga.
Le ore “nei limiti” non vogliono dire sicure: dagli scogli guarda il mare per 20–30 minuti prima di scendere, non andare da solo e porta il giubbotto.
Dove cercare i saraghi
- Spiagge vicino alle scogliere. È il posto più citato da tutte le fonti: il sarago vive tra le rocce ed esce sulla sabbia accanto. Accardi preferisce le spiagge piccole chiuse tra due promontori o le spiagge grandi con scogli al largo; con il mare molto forte si sposta su spiagge più profonde.
- Scogliere e frangiflutti. Il posto della bolognese: lungo la parete, dove l’onda rompe, e vicino ai massi sommersi.
- Moli e imboccature dei porti, dove l’ordinanza lo consente.
- Fondali misti e posidonia, dalla barca: bordi delle praterie, franate, secche basse.
Sarago a surfcasting: montature e piombi
È la pesca del sarago grosso da riva. Le due fonti che seguiamo, entrambe di surfcaster esperti, partono dallo stesso principio, il sarago mangia fermo e non insegue, ma arrivano a montature diverse.
| Surfcastingblog | Roberto Accardi | |
|---|---|---|
| Montatura | pater noster | eclettica a due ami con ami al centro, o monoamo (short rovesciato) |
| Trave | lunga da 150 a 220 cm | filo dallo 0,50 allo 0,70, secondo piombo e lancio |
| Braccioli | corti, da 20 a 40 cm | da 50 cm in giù secondo la forza del mare; fino a 70–80 nella versione lunga; raramente sotto lo 0,30 |
| Ami | dal 4 all’8, a gambo corto | robusti, gambo corto, punta verso il gambo; il modello che consiglia arriva al 5/0 |
| Canna | da 150–200 g, morbida, con vetta sensibile | |
| Mulinello | da 6000 a 8000 |
Una seconda pagina di Surfcastingblog, la scheda del sarago, descrive un pater noster con trave dello 0,60 da 230 centimetri e tre braccioli dallo 0,22 in su, in fluorocarbon dallo 0,22 allo 0,28, con ami dal 2 al 6.
La differenza vera è sulla taglia dell’amo, e qui ci sono due scuole. Surfcastingblog sta sugli ami medi, dal 4 all’8 (dal 2 al 6 nella scheda), con braccioli corti e sottili. Accardi scrive che è meglio un amo adatto a un sarago sopra il mezzo chilo, rinnovando l’esca ogni dieci minuti per colpa dei saraghetti, che un amo piccolo che li allama; e se prendi un pesce ogni cinque mangiate, dice, c’è qualcosa che non va. Con l’amo grande perdi qualche mangiata e salvi il novellame; con quello medio ferri di più, ma devi misurare e rilasciare più spesso. Decidi tu, guardando quanti saraghetti ci sono sul tuo spot.
Per i piombi vale quello che vale per la mareggiata: piramide o palla da 125 a 200 grammi prima delle punte, il minimo che tiene il fondo. Lo trovi spiegato in surfcasting con mare mosso, e l’attrezzatura di base nella pagina sul surfcasting.
Dove lanciare. Di solito corto, nella prima o nella seconda fascia di schiuma, e ai lati degli scogli, non sopra: il sarago mangia dove l’onda ha appena rotto e smosso il fondo.
Sarago a bolognese dalla scogliera
Dalla scogliera e dai moli la bolognese nella schiuma è la pesca classica del sarago con il mare scaduto o appena mosso. Il galleggiante si lancia al bordo della schiuma, non dentro, dove non lo vedresti; l’esca deve scendere in fretta vicino alla parete.
- Galleggiante più portante di quello da mare calmo, corpo largo in alto e antenna grossa e colorata. Con mare calmo, per saraghi e occhiate, basta un galleggiante da 1,5 grammi.
- Spallinata raccolta in basso, a qualche decina di centimetri dall’amo, così l’esca arriva sotto senza ballare con l’onda.
- Filo e terminale. In bobina dallo 0,14 allo 0,20, terminale tra lo 0,08 e lo 0,14: più sottile con l’acqua limpida, più robusto e in fluorocarbon vicino agli scogli e con l’acqua velata.
- Pastura poca e compatta, sul bordo della schiuma: il mare stesso fa da richiamo staccando cibo dalla roccia.
Come scegliere galleggiante, spallinata e pastura con l’onda lo spieghiamo per esteso in bolognese con mare mosso e corrente; canne, fili e montature di base nella pagina sulla pesca a bolognese in mare.
Sarago a fondo dagli scogli e con mare calmo
Quando il mare è calmo e la schiuma non c’è, il sarago si cerca a fondo vicino agli scogli, quasi sempre di notte.
- Dalla spiaggia con scogli sommersi, più leggeri, con terminali lunghi e sottili ed esche piccole.
- Da moli e scogliere, con una canna media, un piombo leggero e un terminale corto calato lungo la parete o tra i massi. Ne parliamo nella pagina sulla pesca a fondo.
- Light game. Con canna corta, testina da un paio di grammi e piccole gomme, dalla scogliera bassa si prendono saraghi insieme a scorfani e sciarrani: è il rockfishing come lo intendiamo in CastSignal.
Sarago dalla barca: bolentino
Dalla barca il sarago si pesca a bolentino, all’ancora o in leggera deriva, su fondali misti, bordi della posidonia e secche basse, insieme a pagelli, tanute e sciarrani. Il piombo giusto è il minimo che tiene la lenza in verticale, e dipende da fondale e corrente. Esche: cozza, gamberetto, calamaro o seppia, cannolicchio. Ricorda i tre ami per canna: molti terminali in commercio ne hanno di più. Il resto è nella pagina sulla pesca dalla barca: per il bolentino CastSignal non ha un profilo a parte, guarda le ore della tecnica barca.
Qualcuno cerca il sarago anche con il palamito: per chi pesca per sport il limite è di 100 ami per barca, contando quelli a bordo e quelli calati, e serve un’autorizzazione annuale della Capitaneria, con il numero marcato sull’attrezzo. Lo trovi in permesso pesca in mare.
Le esche per il sarago
Le esche più citate per il sarago sono quelle che reggono il mare e hanno una dimensione adatta alla sua bocca piccola.
- Cannolicchio. Per Accardi è l’esca principe, insieme alla seppia. Si consuma in fretta con l’onda e i pesciolini: va controllato spesso.
- Seppia. In striscia, da sola o abbinata: con mare mosso Accardi monta cannolicchio e una striscia di seppia, un innesco più duro che resiste.
- Sarda. Surfcastingblog la mette tra le esche naturali migliori; Accardi trova interessante anche un piccolo innesco di sardina.
- Bibi. Il verme più duro e regge il lancio: per Surfcastingblog è tra i migliori, e anche Accardi gli dà importanza.
- Calamaro in striscioline, citato da Surfcastingblog insieme alla seppia, e fasolare, citato da Accardi.
- Vermi più morbidi: americano, coreano, arenicola. Qui le fonti non sono d’accordo. Surfcastingblog mette americano e coreano tra le esche migliori del sarago; Accardi lascia a casa i vermi, perché costringono ad ami piccoli e portano saraghetti sotto misura. Con il mare mosso, poi, l’arenicola non regge.
- Dalla scogliera a bolognese: bigattino, cozza, gamberetto, sarda a pezzetti. La cozza e il gamberetto sono quello che il sarago trova staccato dalla roccia.
Artificiali. Il sarago si prende anche con le piccole gomme del light game dalla scogliera, con mare calmo. Per i saraghi grossi, però, da riva si usa quasi sempre l’esca naturale.
Le regole da sapere
- Taglie minime, specie per specie. Il regolamento europeo (Reg. UE 2019/1241, allegato IX) fissa 23 cm per il sarago maggiore, 18 cm per il pizzuto, 18 cm per il testa nera o fasciato e 12 cm per lo sparaglione. Il regolamento italiano della pesca (DPR 1639/1968, art. 87), che vale anche per chi pesca per sport, non ha una voce per i saraghi: nessuna taglia specifica, vale il minimo generale di 7 cm per i pesci. Lo stesso vale per il sarago faraone, che non è nemmeno nell’elenco europeo. Le taglie europee formalmente non vincolano chi pesca per sport, ma per non sbagliare rispetta la misura più alta, quella europea; se non sei sicuro della specie, usa i 23 cm. In Sardegna e in Sicilia, che hanno regole proprie sulla pesca, controlla anche quelle regionali. La lunghezza si misura dalla punta del muso, a bocca chiusa, alla fine della coda.
- Al massimo 5 kg al giorno a persona, salvo un singolo pesce più pesante (art. 142).
- Al massimo 5 canne a persona (art. 140), ciascuna con non più di tre ami (art. 138); le correntine fino a sei.
- Niente fonti luminose (art. 140, lettera f): la norma vieta “l’uso di fonti luminose” e non distingue la luce chimica sulla vetta o lo starlight sul galleggiante. Nel dubbio chiedi alla Capitaneria.
- Porti: la pesca è spesso vietata, salvo le zone e gli orari concessi da un’ordinanza della Capitaneria.
- Aree marine protette: possono vietare la pasturazione, il bigattino o la pesca da riva in certe zone. Leggi il regolamento dell’area.
- Niente vendita del pescato: la pesca sportiva è solo per sé.
- Tesserino: per pescare in mare serve la comunicazione gratuita al Ministero, da rinnovare ogni anno. Come si fa lo trovi in permesso pesca in mare.
Gli errori da evitare
- Ami troppo piccoli dove ci sono tanti saraghetti. Li allamano in profondità e li ammazzano. Se il novellame è tanto, sali di amo e cambia l’esca più spesso.
- Braccioli troppo lunghi con il mare grosso. L’esca balla e si attorciglia; il sarago non la insegue.
- Lanciare troppo lontano. Con la scaduta il pesce sta nella schiuma vicino a riva.
- Spiagge piene di massi con il mare grosso. Si perdono travi e piombi, e si pesca poco.
- Non misurare il pesce. Quattro specie, quattro misure: tieni un metro nella borsa e, nel dubbio, rilascia.
- Sottovalutare gli scogli. Con il mare formato la scogliera bassa non è un posto dove stare.
