La pesca a fondo è la tecnica più semplice per pescare dal mare: un piombo che tiene l’esca sul fondo, uno o più ami, la canna in appoggio e la vetta da guardare. Si fa dalla spiaggia, dai moli, dalle scogliere, dalle banchine dei porti e dalla barca, dove si chiama bolentino. Rende soprattutto al tramonto, di notte e all’alba, con il mare calmo o poco mosso, e le prede più comuni sono orate, saraghi, mormore, e d’inverno i gronghi.
Il surfcasting è la sua forma più potente, dalla spiaggia e spesso con il mare formato: ha la sua pagina, il surfcasting, e non la ripetiamo. Qui restiamo sulla pesca a fondo leggera: moli, scogli, porti e il beach ledgering dalla spiaggia col mare calmo.
Cos’è la pesca a fondo, e dove finisce il surfcasting?
Il confine non è netto e i pescatori non lo tracciano tutti allo stesso modo. Surfcastingblog, nella sua guida per iniziare, chiama surfcasting vero quello nella schiuma, col mare formato, e pesca a fondo (PAF) quella col mare calmo. Nel parlato si dice surfcasting per tutte e due.
In pratica cambiano tre cose:
| Surfcasting | Pesca a fondo leggera | |
|---|---|---|
| Dove | spiaggia | spiaggia, molo, scogliera, porto |
| Canna e piombi | 4,20–4,50 m; piombi di solito 80–150 g, fino a 200 con la mareggiata | più leggera, di solito sotto i 4 m, fino a 100 g di potenza; piombi 30–100 g |
| Mare | anche formato, montata e scaduta | calmo o poco mosso |
| Lancio | spesso lungo, oltre i frangenti | da pochi metri a 50–80 m |
| Terminali | robusti col mare mosso | fini, braccioli lunghi |
Sono ordini di grandezza. Il punto è che col mare calmo il pesce vede bene filo ed esca, e un’attrezzatura leggera sente meglio le mangiate piccole.
Della famiglia fa parte anche il bolentino, la pesca a fondo dalla barca: si cala la lenza in verticale, si recupera un metro e si aspettano le tocche. Ha regole e montature sue, e le trovi nella pagina sulla pesca dalla barca.
Quando si pesca a fondo: stagione e orari
Si pesca tutto l’anno, ma cambia il pesce.
| Periodo | Cosa aspettarsi |
|---|---|
| Aprile – giugno | L’acqua si scalda, orate e mormore si avvicinano; si torna a pescare la sera dai moli e dalla spiaggia. |
| Luglio – settembre | Mare calmo quasi sempre: è la stagione del beach ledgering alle mormore, di notte, e delle orate dai moli. Di giorno le spiagge sono piene. |
| Ottobre – dicembre | Ancora orate e mormore; arrivano saraghi e i primi gronghi dalle scogliere. |
| Gennaio – marzo | Acqua fredda, meno mangiate: saraghi e gronghi dagli scogli e dai moli foranei, spigole vicino alle foci. |
Sugli orari c’è un accordo largo: tramonto, prime ore di buio e alba. Con poca luce il pesce si avvicina e si fida di più. Nei porti, con l’acqua torbida, qualcosa si prende anche di giorno. Quanto contino la luna e la marea è discusso: ne parliamo in luna e pesca e in alta o bassa marea per pescare. Sul Tirreno la marea è di pochi decimetri, ma col mare calmo molti pescatori a fondo la usano come orologio, nelle due ore prima e dopo il picco.
Con che mare e che vento si pesca a fondo?
La pesca a fondo leggera vuole il mare calmo o poco mosso. È il contrario del surfcasting, dove un po’ di onda aiuta: qui un piombo da 40 grammi non tiene in una risacca, e un trave sottile si aggroviglia appena l’acqua si muove.
- L’onda. Dalla spiaggia, fino a mezzo metro si pesca leggeri; sopra, si passa al surfcasting e alla guida sul mare mosso. Da moli e scogli l’onda conta anche per la sicurezza: lo vediamo più sotto.
- Il vento. È il primo nemico della pesca leggera. Di traverso fa la pancia al filo e trascina il piombo; da mare accorcia il lancio; da terra spiana il mare sotto riva e aiuta. I venti uno per uno sono in con che vento si pesca.
- La corrente. Leggera aiuta, perché porta l’odore dell’esca. Forte sposta il piombo: se si muove sempre dalla stessa parte, sali di peso o metti un piombo con le punte.
- L’acqua. Limpida, si va più fini e si aspetta il buio; torbida dopo una mareggiata, nei porti e alle foci, il pesce mangia anche di giorno.
Come si pesca la spiaggia col mare piatto, dove lanciare e come leggere il fondale lo spieghiamo a lungo in surfcasting con mare calmo.
Le ore buone di CastSignal per la pesca a fondo
CastSignal non ha un profilo dedicato alla pesca a fondo. Nella pagina della zona scegli la tecnica più vicina al tuo posto, sapendo per cosa è stata pensata.
| Dove peschi | Profilo da guardare | Cosa segna | I suoi limiti per te |
|---|---|---|---|
| Spiaggia | surfcasting | vento al limite sopra 12 nodi, fuori sopra 15 da mare, 14 di traverso, 18 da terra; onda al limite sopra 1,2 m, fuori sopra 1,5; ore dal tramonto meno 2 all’alba più 2, e di giorno in scaduta; mare sotto 0,5 m col sole alto al limite | è tarato su attrezzatura da surfcasting: col beach ledgering un mare di un metro, “buono” per il profilo, per te è già troppo |
| Molo o banchina col mare calmo | bolognese | vento al limite sopra 8 nodi, fuori sopra 13 da mare o di traverso, 14 da terra; onda al limite sopra 0,4 m, fuori sopra 0,7; corrente forte al limite; ore da un’ora prima dell’alba a due dopo il tramonto | è fatto per il galleggiante, che soffre il vento più del piombo, e finisce due ore dopo il tramonto: la notte piena risulta fuori orario anche se a fondo dal molo si pesca bene. Di notte confronta vento e onda ora per ora con queste soglie |
| Scogliera col mare calmo | rockfishing | vento al limite sopra 8 nodi, fuori sopra 12 da mare o di traverso, 14 da terra; onda al limite sopra 0,5 m, fuori sopra 0,8; mare lungo che entra sulla costa fuori sopra 0,4 m; mare che monta fuori; ore dal tramonto meno 1 all’alba più 1 | nasce dalla sicurezza sugli scogli: è il più prudente, e va bene così |
| Barca, a bolentino | barca | vento al limite sopra 10 nodi, fuori sopra 13; onda al limite sopra 0,5 m, fuori sopra 0,8; temporale nelle 6 ore: non si esce | pensato per una barca aperta di 5–6 metri, da un’ora prima dell’alba al tramonto |
In tutti i profili un temporale in arrivo manda l’ora fuori. Sono regole provvisorie, che cambiano con i riscontri di chi pesca, e non una promessa di pesce: quanto mare regge il tuo molo, e se il porto è riparato da quel vento, lo sai tu. Trova la tua zona.
Dove si pesca a fondo
- Moli e banchine dei porti. Fondo spesso di sabbia e fango, acqua riparata, luce dei lampioni: orate, saraghi, cefali, spigole di notte. Si lancia di poco, verso il centro del canale o lungo la base dei massi, dove il fondo cambia. Prima, però, l’ordinanza del porto: vedi le regole.
- Moli foranei e dighe. Acqua più profonda e pulita: la sabbia ai piedi della scogliera e, d’inverno, il grongo tra i massi.
- Scogliere. Il fondo misto, roccia, sabbia e posidonia, è il regno del sarago. Si pesca vicino, ai piedi degli scogli o nei canali di sabbia tra le rocce, e si mette in conto di perdere piombi.
- Spiagge col mare calmo. È il terreno del beach ledgering: mormore e orate sui fondali di sabbia, a distanza di lancio, con le punte di sabbia e i canaloni da cercare come spiega la guida al mare calmo.
- Foci e porti canale. Acqua che si muove, nutrimento, cefali e spigole. Attenzione al confine: dentro la foce di un fiume di solito sei in acque interne, con licenza e regole della regione.
L’attrezzatura per la pesca a fondo leggera
| Cosa | Misure indicative |
|---|---|
| Canna | da beach ledgering, fino a 100 g di potenza, telescopica o in tre pezzi, con vettini intercambiabili; di solito sotto i 4 m; sugli scogli per pesci piccoli anche 20–70 g |
| Mulinello | taglia 4500–6000 a bobina fissa, frizione fluida |
| Filo in bobina | dalla spiaggia uno 0,18 con shock leader conico; dal molo un nylon dello 0,26, spesso senza shock leader |
| Trave | fino allo 0,30 col beach ledgering; più grosso se sali di piombo |
| Braccioli | 0,12–0,20 per mormore e orate su sabbia; più robusti sugli scogli |
| Piombi | 30–50 g scorrevole dal molo, fino a 60 con corrente; 50–100 g dalla spiaggia; piramide su sabbia |
| Appoggio | treppiede basso o picchetto; sul molo un treppiede con i piedi larghi |
Il pezzo che cambia la pesca è la vetta: un vettino sensibile, spesso intercambiabile, da scegliere il più morbido che piombo e corrente permettono, perché mostri anche la mangiata timida dell’orata.
Sono ordini di grandezza presi da poche guide: sulla pesca a fondo da moli e scogli si scrive meno che sul surfcasting. Per la spiaggia le misure vengono dall’articolo di Surfcastingblog sul beach ledgering, che nota anche come con le canne di oggi un piombo da 75 grammi, un tempo impensabile oltre i 50 metri, arrivi quasi alle distanze del surfcasting. Per il molo, dalla guida di Pesca dal porto alle orate dal molo, che fa a meno dello shock leader: serve dalla spiaggia, quando lanci lontano con un filo sottile.
Le montature per la pesca a fondo
La regola generale è la stessa del surfcasting: col mare calmo terminali lunghi e sottili, con acqua mossa e scogli montature corte. Le più usate da moli, scogli e spiagge leggere sono queste.
Piombo scorrevole
Il piombo, forato, scorre libero sul filo madre; sotto, una perlina salvanodo, una girella e un terminale lungo, anche un metro e mezzo. Quando il pesce prende l’esca e si sposta, il filo scorre nel piombo e il pesce non sente peso. È la montatura dei pesci diffidenti, l’orata prima di tutti, su fondo pulito di sabbia e fango, ed è quella classica da molo e banchina. Il limite: con corrente o lanci forti il terminale lungo si avvolge sul filo madre.
Con le orate dal molo, quando le mangiate sono sospettose, c’è chi pesca con l’archetto aperto, come racconta la stessa guida di Pesca dal porto: il filo esce libero, e quando parte veloce si chiude l’archetto e si ferra. Le montature per orata, minitrave e long arm compresi, le trovi nella scheda dell’orata.
Trave a bandiera
Un trave con due snodi e due braccioli lunghi, uno alto e uno basso. È la montatura dei pesci di branco, la mormora prima di tutti: due esche ad altezze diverse, e a volte la doppietta. Misure del trave, dei braccioli e degli ami sono nella scheda della mormora.
Pater noster corto
Braccioli corti, da una quindicina a una trentina di centimetri, fissati sul trave sopra il piombo. Restano staccati dal fondo e non si incastrano tra le rocce: è la montatura dei fondali misti e degli scogli, per i saraghi. Si aggroviglia poco anche con un po’ di risacca.
Il piombo a perdere sugli scogli
Su fondo di roccia il piombo prima o poi si incastra. Il trucco, lo stesso che si usa a bolentino sui fondali di roccia, è legarlo su uno spezzone di filo più sottile del resto della lenza: se resta incagliato, tiri e perdi solo il piombo, non montatura, ami e pesce.
Quanti ami? Il regolamento della pesca sportiva ammette canne con non più di tre ami (DPR 1639/1968, art. 138). Una bandiera a tre braccioli è già il massimo; molte montature in commercio, sabiki compresi, ne hanno di più e vanno accorciate.
Le esche per la pesca a fondo
| Esca | Per cosa | Dove |
|---|---|---|
| Arenicola, coreano, americano | mormore, orate, saraghi, quasi tutto | spiaggia e porti, sabbia |
| Bibi | orate, saraghi; resiste ai pesci piccoli | spiaggia, molo |
| Granchio | orate, soprattutto in autunno | molo, scogli, spiaggia vicino agli scogli |
| Cozza, cannolicchio | orate e saraghi | moli e scogliere con le cozze |
| Sarda, strisce di seppia o calamaro | gronghi, saraghi, spigole | scogliere e porti, di notte |
Con l’acqua limpida l’esca va innescata piccola e pulita, e va controllata spesso: in porto e sugli scogli granchi, donzelle e perchie ripuliscono l’amo in pochi minuti.
Per il cefalo a fondo, in porti e foci, si usa il pasturatore al posto del piombo: lo spieghiamo nella scheda del cefalo.
Come si pesca a fondo, passo per passo
- Scegli il punto prima dell’esca: un cambio di fondale, la base di un masso, la sabbia tra gli scogli.
- Lancia e accompagna il piombo con il filo in leggera tensione, così i braccioli non si avvolgono sul trave.
- Metti la canna in appoggio e recupera finché la vetta si piega appena; bassa, il vento la muove meno.
- Scegli tra tiro e bando. Con il filo in tensione vedi la mangiata subito; con il filo un po’ lento, in bando, il pesce diffidente non sente resistenza. Non c’è una regola fissa: si parte in un modo e, se non arrivano segnali, si prova l’altro.
- Muovi l’esca ogni tanto sulla sabbia: qualche giro lento di mulinello fa alzare una nuvola al piombo e può smuovere un branco apatico. Come si fa con le mormore lo spieghiamo nella loro scheda.
- Ferra con decisione ma senza strappo quando la vetta si piega e resta piegata, o quando il filo si allenta di colpo: è il pesce che è venuto verso di te.
Regole e sicurezza
- Comunicazione al Ministero: per pescare in mare serve la comunicazione annuale, gratuita. Come si fa lo spieghiamo in permesso pesca in mare.
- Al massimo 5 canne a persona (art. 140), ciascuna con non più di tre ami (art. 138).
- Al massimo 5 kg di pescato al giorno a persona, salvo un singolo pesce più pesante (art. 142), e niente vendita.
- Taglie minime: il pesce sotto misura va rimesso in acqua. Le misure sono nella pagina sul permesso e in ogni scheda dei pesci.
- Fonti luminose (art. 140, lettera f): la norma vieta “l’uso di fonti luminose”. La frontale per muoverti sì, una lampada puntata in acqua no. La luce chimica sulla vetta la usano in tanti, ma la norma non la distingue: se vuoi esserne sicuro chiedi alla Capitaneria della tua zona.
- Porti: la pesca è spesso vietata, salvo le zone e gli orari concessi dall’ordinanza della Capitaneria. Leggila prima.
- Spiagge in estate: le ordinanze balneari limitano la pesca dalle spiagge frequentate, in certi mesi e orari. Cambiano da zona a zona.
Sulla sicurezza, da moli e scogli valgono le regole di chi pesca sugli scogli, che trovi per esteso nel rockfishing: prima di scendere guarda il mare per 20–30 minuti, perché le onde arrivano a serie; non pescare da solo, soprattutto di notte; scarpe con la suola scolpita, mai sugli scogli verdi e bagnati; giubbotto se peschi vicino all’acqua. Sul molo foraneo tieni l’attrezzatura lontana dal bordo esposto al mare. Col temporale, una canna in carbonio è un parafulmine: via dalla riva e dal molo.
Attenzione alla tracina, che capita a fondo sulla sabbia: ha spine velenose sulla prima pinna dorsale e sugli opercoli, e si slama solo con la pinza. Se ti punge, il veleno teme il calore: secondo l’Ospedale Bambino Gesù si immerge la parte nell’acqua più calda che si sopporta, senza scottarsi, finché il dolore cala, poi si tolgono i residui di spina con una pinzetta pulita e si disinfetta. Il ghiaccio non serve: il veleno si inattiva col calore, non col freddo. Se il dolore non passa o compaiono malori, gonfiore esteso o difficoltà a respirare, vai al pronto soccorso o chiama il 112.
Gli errori da evitare
- Pescare pesante col mare calmo. Trave grosso, braccioli corti e piombo da 150 grammi: col mare piatto il pesce vede tutto e la vetta rigida non segna niente.
- Lanciare sempre lontano. Dal molo e dagli scogli il pesce sta spesso ai piedi dei massi, a pochi metri.
- Lasciare l’esca ore senza guardarla. In porto, dopo dieci minuti, sull’amo spesso non c’è più niente.
- Non guardare la previsione. Il vento che gira di traverso rovina la serata più del mare: per scegliere quella giusta parti da quando andare a pescare al mare.
