La mormora si pesca tutto l’anno, con i mesi migliori da maggio a ottobre, quasi sempre a fondo dalla spiaggia con il mare calmo, dalla sera all’alba. È un pesce di branco dei fondali di sabbia: si cerca con un trave a bandiera a due braccioli, terminali fini dello 0,18, ami piccoli a gambo lungo e un’esca su cui tutti sono d’accordo, l’arenicola. Taglia minima: 20 centimetri.
Qui sotto trovi quando uscire, con che mare, dove cercarla, come montare la canna e le regole. Dove le fonti non sono d’accordo, lo diciamo.
Com’è fatta la mormora
La mormora (Lithognathus mormyrus) è uno sparide, parente di orata e sarago. Si riconosce dal corpo argenteo con bande verticali scure sui fianchi, alternate più scure e più chiare, e dal muso allungato, che usa per frugare nella sabbia in cerca di vermi, piccoli crostacei e molluschi. Vive su fondali di sabbia e sabbia fangosa, anche bassissimi, spesso vicino alle praterie di posidonia, e si muove in branchi: dove ne prendi una, spesso ce ne sono altre. FishBase la dà di solito tra 10 e 20 metri di fondo, con una lunghezza comune attorno ai 30 centimetri.
C’è una cosa da sapere per pescarla bene: secondo la maggior parte degli studi la mormora è ermafrodita proterandrica: nasce maschio e da una certa taglia diventa femmina. Uno studio nell’Adriatico settentrionale, riportato da FishBase, colloca il cambio di sesso soprattutto tra 24 e 35 centimetri; uno studio nel mare di Tracia (Kallianiotis e altri, Scientia Marina, 2005) tra 21 e 30 centimetri. Le mormore grosse, quindi, sono quasi tutte femmine. Vale la pena ricordarlo quando ne tiri su una d’estate.
Quando si pescano le mormore: il periodo mese per mese
Una cosa è sicura: la mormora c’è tutto l’anno. Cambiano quante, quanto grandi e quanto vicine.
| Mesi | Cosa aspettarsi |
|---|---|
| Gennaio – marzo | Acqua fredda, branchi meno attivi. Si prende ancora nelle serate calme, soprattutto dove l’acqua profonda arriva a tiro di lancio. |
| Aprile | L’acqua si scalda e i branchi si avvicinano a riva. Si torna a pescare la sera col beach ledgering. |
| Maggio – luglio | Per Surfcastingblog i mesi migliori della bella stagione. Mare spesso calmo, si pesca di notte. Comincia la riproduzione. |
| Agosto | Mormore tante, ma per lo più piccole, “formato portachiavi” secondo Surfcastingblog. Picco della riproduzione. |
| Settembre – novembre | Settembre e ottobre, e in parte novembre, sono per Surfcastingblog i mesi migliori dell’autunno. Le spiagge si svuotano. |
| Dicembre | Meno pesce, ma nelle serate senza vento le mormore ci sono ancora: Surfcastingblog racconta una pescata di 21 mormore a dicembre, alla Feniglia, dopo un libeccio girato a tramontana. |
Le fonti cambiano un po’ da regione a regione, e va detto. Roberto Accardi, che pesca in Sardegna, nella sua guida su come pescare la mormora scrive di incontrarla in ogni mese in ventisei anni di pesca, e ricorda che quando ha cominciato si diceva che le mormore arrivassero a settembre, con le più grosse a settembre e ottobre: convinzioni che la sua esperienza ha smentito in parte. Surfcastingblog, che pesca tra Lazio e Toscana, indica come migliori maggio, giugno e parte di luglio, poi settembre, ottobre e parte di novembre; agosto è pieno di mormore piccole.
Sulla frega le fonti vanno d’accordo. Lo studio sul mare di Tracia trova la riproduzione da maggio a settembre, con il picco tra giugno e agosto; Accardi dà gli stessi mesi nel suo articolo sul rispetto del mare, e nella guida alla mormora indica luglio e agosto come il picco. D’estate, quindi, le femmine grosse sono piene di uova.
A che ora
Le ore classiche sono la notte e l’alba. Per Surfcastingblog l’orario migliore parte almeno un’ora dopo il tramonto e dura tutta la notte; di giorno la mormora si prende soprattutto in condizioni particolari, con la scaduta o la montata. Con il mare calmo e l’acqua limpida, quando la luce cala il branco si avvicina, a volte fino al gradino sotto riva: Accardi ricorda che il gradino è un ottimo posto di pascolo, tanto più quanto la spiaggia è profonda. E aggiunge che la mormora c’è anche di giorno: se la si prende meno, è perché pescare con la luce chiede più tecnica.
Sulla marea le due fonti non coincidono. Accardi, rispondendo a un lettore, dice di aver trovato spesso buona attività sugli apici, soprattutto con l’alta; Surfcastingblog consiglia le due ore attorno ai picchi e trova più prolifici quelli di bassa. Sul Tirreno l’escursione è di pochi decimetri, ma col mare calmo, quando niente altro muove l’acqua, molti la usano come orologio: lo spieghiamo in alta o bassa marea per pescare. Sulla luna le opinioni sono divise e le prove deboli: luna e pesca.
Con che mare e che vento si pescano le mormore?
È la domanda che decide l’uscita, e per la mormora quasi tutti rispondono allo stesso modo: mare calmo o poco mosso.
- Mare. Sotto il mezzo metro è la condizione classica, ma non l’unica: Accardi mette “la mormora si pesca con il mare piatto” tra le convinzioni di quando ha cominciato, e con il mare medio la pesca accorciando i braccioli; col mare formato la mormora si prende meno, e la spiaggia è delle spigole e delle orate. Un mare calmo dopo qualche giorno di onda, con l’acqua appena velata, è spesso una buona serata.
- Vento. Il problema più frequente. Con piombi da 50–100 grammi e terminali lunghi, un vento di traverso fa la pancia al filo, trascina il piombo e aggroviglia i braccioli. Il vento da terra spiana il mare e aiuta il lancio; quello da mare lo accorcia. I venti uno per uno sono in con che vento si pesca.
- Corrente. Una corrente laterale fa correre il piombo e attorciglia i terminali: Surfcastingblog consiglia allora di salire un po’ di diametro nei braccioli.
- Acqua. Limpida di giorno vuol dire pesce lontano e diffidente; di notte la limpidezza conta molto meno.
La guida che va più a fondo su questa pesca è surfcasting con mare calmo: distanze di lancio, come trovare barre e canaloni senza onda, terminali fini e le ore di poca luce.
Le ore buone per la mormora su CastSignal
Nella pagina della tua zona trovi onda, vento, mare e marea ora per ora, per oggi e per domani fino alle 06. Scegliendo la tecnica surfcasting, oggi CastSignal considera le ore dal tramonto meno 2 ore all’alba più 2, e di giorno quelle in scaduta. Dentro quell’orario il vento è al limite sopra i 12 nodi e fuori sopra i 15 da mare, i 14 di traverso e i 18 da terra; l’onda è al limite sopra 1,2 metri e fuori sopra 1,5. Col mare sotto il mezzo metro, di notte e con vento e pioggia nei limiti, l’ora è buona: è la serata da mormore. Con lo stesso mare e il sole ancora alto, l’ora è al limite.
Una cosa da sapere: il profilo è tarato sul surfcasting, che regge più mare. Per la mormora con attrezzatura leggera, un’onda di 80 centimetri che il profilo segna buona è già tanta. Guarda prima l’altezza dell’onda e il vento di traverso, poi il colore dell’ora. Trova la tua zona.
Dove cercare le mormore
- Spiagge di sabbia con fondale che cambia: punte di sabbia, secche e canaloni. Surfcastingblog, in un articolo su come intercettare il branco a mare calmo, spiega che davanti a ogni punta di sabbia c’è una secca e subito oltre i canaloni paralleli alla riva, dove la corrente deposita vermi, crostacei e frammenti di conchiglie. Con due canne, una sulla punta per coprire il primo e il secondo canalone, l’altra sul lato dell’ansa vicina.
- Sabbia vicino alla posidonia, dove ci sono macchie scure sul fondo.
- Spiagge profonde, dove l’acqua alta arriva a tiro di lancio: lì la mormora si prende anche di giorno.
- Primo scalino sotto riva, di notte: con il mare piatto il branco può arrivare a pochi metri dalla battigia.
Una spiaggia dritta e uniforme per centinaia di metri, con il sole alto, di solito dà poco. Conta più la precisione del lancio sul punto giusto che la distanza.
Pesca alla mormora dalla spiaggia
La mormora si pesca a fondo, col beach ledgering o con il surfcasting leggero. Surfcastingblog consiglia una canna da 100 grammi, meglio se in tre pezzi, e tiene quella da 125 per la pesca sulla distanza; mulinello dal 4500 al 6000, nylon dello 0,18 in bobina con lo shock leader conico. È la stessa pesca leggera della pagina sulla pesca a fondo, dove trovi attrezzatura e montature generali; qui restiamo su ciò che serve alla mormora.
I piombi
Non esiste un piombo da mormora. Accardi indica col mare piatto il classico piombo a ogiva, da 50–80 grammi entro i 60 metri, fino a 100 grammi oltre. Surfcastingblog lega il diametro del trave al piombo: 0,30 con 75 grammi, 0,40 con 100, 0,50 da 125 in su. Parti leggero e sali solo se la distanza o il vento lo chiedono: un piombo da 50 grammi su una canna da 200 parte così veloce che rovina l’esca.
La montatura: il trave a bandiera
È la montatura che Surfcastingblog considera la migliore per la mormora, nel suo articolo su travi e terminali per la mormora:
| Pezzo | Misure |
|---|---|
| Trave | 120 cm, primo snodo a circa 2 cm dall’asola, secondo a circa 5 cm dal piombo |
| Braccioli | due, da 70 a 120 cm, base 100 cm; nylon morbido 0,18 (da 0,14 a 0,20) |
| Ami | a gambo lungo tipo Aberdeen, dal 14 al 10 |
La regola che rende la bandiera stabile: il bracciolo alto deve fermarsi circa un centimetro prima dello snodo sotto, così i due terminali non si toccano.
Accardi fa un passo in più e lega la lunghezza del trave a quella del bracciolo e al numero di ami:
| Mare | Bracciolo | Trave a 1–2 ami | Trave a 3 ami |
|---|---|---|---|
| Calmo | 100 cm | circa 115 cm | circa 220 cm |
| Calmo | 125 cm | circa 140 cm | circa 270 cm |
| Medio | 70 cm | circa 85 cm | circa 160 cm |
| Medio | 85 cm | circa 100 cm | circa 190 cm |
Con un solo amo funziona anche il minitrave, che lancia più lontano e lascia l’esca libera. Con il mare medio Accardi preferisce accorciare il bracciolo piuttosto che ingrossarlo: un nodo grosso sull’amo rovina la presentazione.
Braccioli lunghi o corti? La regola di Accardi: lunghi quando il pesce è diffidente e le mangiate non si concretizzano, più corti quando il branco mangia attivo. Se senti tocche e non agganci, probabilmente non sono mormore: allunga i braccioli e passa al bando.
Gli ami
Leggeri e a filo sottile. La mormora prende l’esca anche con i denti, e un amo pesante lo molla. Accardi usa sia ami a gambo corto sia, i suoi preferiti, a gambo lungo; la prova che propone è semplice: l’amo deve aprirsi facilmente con le mani. Surfcastingblog non va oltre il 10.
Le esche per la mormora
- Arenicola: l’esca principale, per tutte le fonti. Innescata fresca e pulita, con un ago sottile. Vive poco fuori dall’acqua: tienila al fresco, non al sole nel secchio.
- Coreano e americano: le alternative più comuni, catturanti ma poco selettive.
- Tremuligione, dove si trova.
- Cannolicchio e bibi: quando il mare comincia a muoversi, per prede di taglia più grossa; sono più selettivi.
- Granchio di sabbia: Accardi segnala quello chiaro con le zampe a paletta, molto efficace sulle spiagge del nord Sardegna.
Con l’acqua limpida l’innesco va tenuto piccolo e ordinato. Controlla l’esca almeno ogni dieci minuti: i granchi possono spolparla in tre-quattro minuti, e per limitare i danni Accardi aggiunge sul bracciolo un pop-up, il piccolo galleggiante che tiene l’esca un po’ sollevata.
La pesca a recupero
Quando il pesce c’è ma non prende l’esca ferma, Surfcastingblog suggerisce il recupero lento: dopo il lancio aspetta circa cinque minuti, poi una decina di giri lenti e costanti di mulinello, e fermati. Il piombo che striscia alza una nuvola di sabbia, la mormora la scambia per un altro pesce che fruga il fondo e si avvicina, trovando l’esca subito dietro. Accardi fa lo stesso per cercare il branco: lancio lungo e una decina di giri ogni tre-quattro minuti.
Pesca alla mormora dalla barca e con gli artificiali
Dalla barca la mormora capita a chi pesca a bolentino leggero su fondali di sabbia bassi, vicino alla costa, con gli stessi vermi e ami piccoli. Nelle fonti che abbiamo letto non compare come preda da cercare apposta dalla barca: la pesca alla mormora resta soprattutto una pesca da riva. Montature e regole del bolentino sono nella pagina sulla pesca dalla barca.
Con gli artificiali la mormora non si pesca, se non per caso: è un pesce che fruga il fondo in cerca di vermi, e le fonti che abbiamo letto parlano di esca naturale. Accardi, rispondendo a un lettore, considera valido anche il sabiki, la lenza con piccoli ami vestiti, anche se lui non lo usa: ricorda che ha più di tre ami e va accorciato.
Le regole da sapere
- Taglia minima: 20 centimetri di lunghezza totale. È la misura del regolamento europeo per il Mediterraneo (Reg. UE 2019/1241, allegato IX). Il regolamento italiano della pesca marittima (DPR 1639/1968, art. 87), che vale anche per chi pesca per sport, non ha una voce per la mormora: da quella parte vale solo il minimo generale di 7 centimetri dei pesci. Per non sbagliare rispetta i 20. Il pesce sotto misura va rimesso in mare.
- Misura etica. Accardi, nell’articolo sul rispetto del mare citato sopra, propone da giugno ad agosto di tenere solo le mormore da 27 centimetri in su: secondo i dati che riporta, verso i 22–26 centimetri la maggior parte è già diventata femmina, e una mormora più grande ha probabilmente già fatto almeno una stagione di riproduzione. La chiama misura minima etica. Non è una legge: è una scelta per non svuotare le spiagge.
- Tre ami per canna (DPR 1639/1968, art. 138): una bandiera a tre braccioli è già il massimo. Al massimo 5 canne a persona (art. 140).
- Al massimo 5 kg di pescato al giorno a persona, salvo un singolo pesce più pesante (art. 142), e niente vendita.
- Fonti luminose (art. 140, lettera f): la norma vieta “l’uso di fonti luminose”. La frontale per muoverti sì, una lampada puntata in acqua no. La luce chimica sulla vetta la usano quasi tutti, ma la norma non la distingue: se vuoi esserne sicuro chiedi alla Capitaneria.
- Ordinanze balneari. Per la mormora contano più che per ogni altro pesce, perché la si pesca d’estate sulle spiagge dei bagnanti. In molti Comuni, durante la stagione, la pesca dalle spiagge frequentate è vietata o limitata in certe ore: controlla l’ordinanza della tua zona.
- Comunicazione al Ministero: per pescare in mare serve la comunicazione annuale, gratuita. Come si fa è spiegato in permesso pesca in mare.
Gli errori da evitare
- Pescare pesante. Trave grosso, braccioli corti e ami del 4: col mare piatto la mormora vede tutto.
- Lanciare sempre al massimo. Conta di più mettere l’esca sul canalone giusto; di notte il branco può essere a pochi metri.
- Innescare grosso e sfilacciato. Un’arenicola ordinata su un amo piccolo rende più di un ciuffo di vermi.
- Lasciare l’esca ferma per mezz’ora. Controllala ogni dieci minuti e prova il recupero lento.
- Ingrossare il bracciolo per non aggrovigliare. Meglio accorciarlo.
- Uscire col vento di traverso. Con piombi leggeri passi la serata a sbrogliare.
- Tenere tutto quello che sale. Sotto i 20 centimetri si rilascia per legge; d’estate, sotto i 27, c’è chi rilascia per scelta.
