Questionario

Pesca ai totani: periodo, profondità, totanara e regole

Il totano non è un calamaro di riva: vive in profondità e si pesca soprattutto di notte, dalla barca, su fondali di centinaia di metri. Ecco quando uscire, a che quota lavorare, come montare la totanara e cosa dice la legge sulle luci.

Un cefalopode che nuota nell'acqua blu del largo con il grande occhio in vista: il totano vive su fondali profondi e sale verso la superficie di notte.

Il totano si pesca di notte, dalla barca, su fondali profondi, da un centinaio di metri in giù, dove la piattaforma scende verso il largo. Si cala in verticale una totanara da profondità armata con una sarda o un pezzo di lardo, spesso con un mulinello elettrico, e la si recupera lenta e costante. Sul periodo le fonti divergono: c’è chi lo pesca d’estate, quando il mare è stabile, e chi d’inverno. Serve un mare calmo per molte ore, perché si sta al largo col buio.

Non è un calamaro: chi pesca da riva, dai moli o su pochi metri d’acqua prende quasi sempre calamari, che hanno la loro scheda sulla pesca al calamaro. Qui trovi il totano vero: come riconoscerlo, dove vive, quando e a che quota cercarlo, come montare la totanara e soprattutto la regola sulle luci, su cui in rete si legge di tutto. Dove le fonti non sono d’accordo, lo diciamo.

Totano o calamaro: come si riconoscono?

Il totano (Todarodes sagittatus) e il calamaro comune (Loligo vulgaris) si somigliano, ma si distinguono a colpo d’occhio dalle pinne.

Totano Calamaro
Pinne corte, triangolari, tutte in fondo alla sacca, a punta di freccia lunghe, a forma di rombo, lungo gran parte della sacca
Colore più rossiccio o arancio rosato con sfumature violacee
Dove vive animale d’altura: nel Mediterraneo vive soprattutto in profondità, raramente sopra i 100 metri sotto costa e sulla piattaforma, dalla superficie fino a qualche centinaio di metri
In cucina carne più soda carne bianca e tenera

Al mercato e nei dialetti il nome “totano” copre più specie della stessa famiglia: oltre a Todarodes sagittatus, per esempio Illex coindetii, più piccolo, che si prende soprattutto con lo strascico. Nel Mediterraneo vive anche un parente oceanico molto più grande, del genere Ommastrephes, con una sacca che può avvicinarsi al metro: le catture sono occasionali, e fanno notizia quando capitano.

Dove vive il totano e perché si pesca così al largo

Il totano è un animale d’altura. Lo studio più citato sul Mediterraneo occidentale, di Quetglas e colleghi (Scientia Marina, 1998), ha esaminato 346 totani presi dai pescherecci a strascico delle Baleari fino a 800 metri: nessuno sopra i 100 metri, la maggior parte tra i 400 e gli 800, e tutte le femmine mature oltre i 500 metri, dove probabilmente avviene la deposizione. I totani più grandi stavano più in profondità.

Secondo SeaLifeBase il totano ha di solito una sacca tra i 25 e i 35 cm, arriva al massimo intorno ai 75 cm e oltre i due chili, e vive fino a circa due anni. Da giovane mangia soprattutto pesci, da adulto soprattutto crostacei. In Norvegia si trova sulla costa e sui banchi tra 80 e 200 metri, e anche più vicino alla superficie; nel Mediterraneo, almeno nei dati dello strascico, resta più in basso. Chi lo pesca lo cerca più in alto di notte che di giorno: è lì che i totani salgono a cacciare.

Per chi pesca: si esce di notte; si cerca dove la scarpata arriva vicino alla costa; si lavora in verticale, cambiando quota.

In che periodo si pescano i totani?

Qui le fonti non sono d’accordo, e conviene dirlo subito.

  • Lo studio delle Baleari mette la riproduzione nella seconda metà dell’anno: maschi maturi soprattutto da luglio a ottobre, femmine da settembre a dicembre.
  • Una guida di pesca sul litorale laziale scrive che i totani si avvicinano alla costa nei mesi estivi; in Sicilia le uscite serali ai totani organizzate a Trappeto, vicino Palermo, si fanno da giugno a settembre, quando il mare è stabile e si può stare al largo di notte.
  • Nicola Menassi su Pescareonline scrive invece che i totani amano l’acqua piuttosto fredda, si avvicinano a riva d’inverno e in primavera non si trovano più; altri pescatori indicano da ottobre a marzo.
Mesi Cosa aspettarsi
Gennaio – marzo Per Menassi e altri i totani sono ancora vicini alla costa, ma queste fonti parlano soprattutto della pesca vicino a riva, e al largo le notti calme sono poche.
Aprile – maggio Le fonti non lo indicano come periodo buono; per Menassi in primavera i totani spariscono.
Giugno – settembre Mare più stabile e notti corte ma calme: è la stagione indicata dalla guida laziale e dalle uscite in Sicilia.
Ottobre – dicembre Stagione della riproduzione secondo i dati delle Baleari, e per chi pesca d’inverno l’inizio del periodo buono; ma il mare comincia a girare.

In pratica lo decide spesso il mare: da giugno a dicembre esci quando hai una notte calma, e chiedi a chi pesca nella tua zona.

Con che mare e che vento si va a totani?

Si sta fermi al largo, col buio, per ore: serve un mare calmo e un vento debole per tutta la notte, non solo all’uscita.

  • Vento. La barca va tenuta sulla verticale della lenza. Con vento forte la deriva è veloce, il filo va obliquo e su 200 metri di lenza perdi il contatto con la totanara. Un’ancora galleggiante rallenta la deriva, ma solo fino a un certo punto.
  • Onda. Su una barca piccola, ferma, di notte, l’onda corta è scomoda e pericolosa, e non senti la mangiata.
  • Corrente. Poca corrente aiuta a tenere la lenza a picco; con corrente forte servono piombi più pesanti, e la pesca diventa faticosa.
  • Luna. Non ci sono dati solidi sul totano. Se vuoi saperne di più leggi la nostra guida su luna e pesca.

CastSignal non ha un profilo per la pesca notturna al largo. Il profilo più vicino è barca, ma è pensato per una barca aperta o un gommone di 5–6 metri e per uscite di giorno: le ore buone vanno da un’ora prima dell’alba al tramonto, quindi la notte compare come fuori orario. Usa i suoi numeri come riferimento e leggi tu vento, raffiche e onda ora per ora per tutta la notte: vento al limite sopra i 10 nodi e fuori sopra i 13, raffiche al limite sopra i 15 e fuori sopra i 19, onda al limite sopra mezzo metro e fuori sopra 0,8 m. Un temporale previsto nelle 6 ore successive vuol dire non uscire. Nella pagina della tua zona trovi le previsioni ora per ora per oggi e domani fino alle 06. Trova la tua zona.

Di notte, al largo, la sicurezza viene prima di tutto: fanali di navigazione accesi, VHF, telefono carico in una busta stagna, giubbotto indossato, qualcuno a terra che sa dove sei e quando rientri. I natanti senza marcatura CE non vanno oltre le 6 miglia dalla costa, quelli marcati entro i limiti della loro categoria e comunque entro 12: se i fondali giusti sono più lontani, non è una pesca per la tua barca. Le dotazioni obbligatorie per ogni distanza sono nella pagina sulla pesca dalla barca.

Dove e a che profondità si pescano i totani dalla barca?

Si cercano dove il fondale scende in fretta: cigliate, canaloni e scarpate, dove il pesce foraggio si raduna e i totani salgono a cacciarlo. Sui fondali i numeri delle fonti cambiano molto:

Fonte Fondale di pesca
Guida di pesca sul litorale laziale (Theisolab) di notte tra i 150 e i 300 metri, di giorno intorno ai 500
Studio delle Baleari (strascico) totani più frequenti tra i 400 e gli 800 metri

La quota di lavoro non è per forza il fondo: di notte i totani salgono e possono stare a mezz’acqua. Parti dal fondo, poi risali a tratti di qualche metro, con soste. Quando arriva la prima mangiata, segna la quota: conta i metri dal contametri del mulinello o dai colori del trecciato, e torna lì. L’ecoscandaglio aiuta a trovare i banchi di foraggio e la scarpata; i totani a volte si vedono come piccoli segni sopra il fondo.

I totani di giorno

Si pescano anche di giorno, ma più in basso: sul litorale laziale intorno ai 500 metri, con piombi pesanti, mulinello elettrico e un meteo stabile per ore. Non è terreno per una barca aperta di 5–6 metri.

L’attrezzatura per i totani

Cosa Indicazioni
Canna robusta e corta, da bolentino o da traina; la guida laziale indica un’azione tra le 8 e le 20 libbre
Mulinello rotante di grande capacità, possibilmente elettrico sui fondali profondi
Lenza madre trecciato dalle 20–30 libbre in su (guida laziale), di più per i totani grossi: più sottile del nylon, sente meglio la mangiata e risente meno della corrente
Piombo il minimo che tiene la lenza a picco; va regolato sulla corrente della notte
Totanara da profondità, con esca naturale, vedi sotto
Guadino sì, anche col totano: si stacca facilmente all’ultimo metro

Il mulinello elettrico non è obbligatorio, ma su 200 metri di lenza fa la differenza: il totano si tiene solo con un recupero costante.

Il piombo giusto è quello che tiene la lenza in verticale: più pesante del necessario e perdi sensibilità sulla mangiata, troppo leggero e il filo va obliquo, con la totanara che lavora molto più su di quanto credi.

La totanara da profondità e la montatura

La totanara da totani è diversa dall’egi che si lancia da riva per seppie e calamari (lo spieghiamo nella pagina sull’eging). È un’asta, spesso in acciaio inox, con una o più corone di aghi alla base e un piombo per farla scendere. Le corone possono essere singole, doppie o triple, con 8, 12, 14 o 16 aghi. Molti la costruiscono da sé.

Esche. Sull’asta si lega un’esca naturale: una sarda, un pezzo di lardo di maiale, un piccolo sugarello. Il totano la abbraccia con i tentacoli e resta agganciato agli aghi. Si usano anche totanare artificiali senza esca, colorate o fosforescenti (sulle fosforescenti leggi più sotto la regola sulle luci); per molti pescatori l’esca naturale resta più efficace.

Montatura. La più semplice è la lenza madre in trecciato con la totanara in fondo, collegata con un moschettone robusto, senza altro. C’è chi aggiunge un tratto di nylon prima della totanara, per assorbire gli strappi, e chi mette più totanare sullo stesso trave, distanziate.

Quante totanare? L’art. 138 del regolamento della pesca limita le canne a tre ami e le correntine a sei, ma elenca a parte le “lenze per cefalopodi” e la “canna per cefalopodi” senza fissare un numero di totanare. È la nostra lettura del testo, non un parere ufficiale, la stessa che diamo per il calamaro: se vuoi essere sicuro chiedi alla Capitaneria, oppure resta a tre totanare. Per fare un confronto, ai professionisti il decreto del 2017 sulla totanara concede tre lenze al massimo, una totanara ciascuna.

Come si pesca il totano: calata, recupero e mangiata

  1. Ferma la barca sopra il fondale scelto, a motore spento, e lascia che scarrocci piano. Se va troppo veloce, cala l’ancora galleggiante.
  2. Cala la totanara fino al fondo, con la frizione chiusa e il filo controllato, poi recupera subito qualche metro.
  3. Lavora a quote diverse: brevi sollevamenti della canna e discese lente, risalendo a tratti. Non servono colpi violenti come con l’egi: la totanara deve muoversi poco e restare visibile.
  4. La mangiata è un peso, a volte una serie di strattoni leggeri. Non serve una ferrata forte: alza la canna con decisione e comincia a recuperare.
  5. Recupera lento e continuo, senza fermarti e senza scatti: il totano è agganciato per i tentacoli e, se la tensione cala, si stacca. È qui che il mulinello elettrico aiuta.
  6. All’ultimo metro guadina, e tienilo lontano da te: spruzza il nero.

Se per mezz’ora non succede nulla, cambia quota prima di cambiare posto.

Si possono usare le luci per pescare i totani?

Per chi pesca per sport, no. È il punto su cui molte guide sbagliano: diversi articoli e negozi consigliano lampade a bordo, luci al neon, LED intermittenti o strobo legati sulla totanara. Per un pescatore sportivo sono un rischio di multa.

  • L’art. 140, lettera f, del regolamento della pesca (DPR 1639/1968) vieta alla pesca sportiva l’uso di fonti luminose, con le sole eccezioni della torcia per la pesca subacquea e della lampada per la fiocina. La norma non parla solo delle luci “per attirare”: parla di fonti luminose in generale.
  • Il decreto ministeriale del 23 novembre 2017 sulla totanara (Gazzetta Ufficiale n. 298 del 22 dicembre 2017), che dice “è consentito l’impiego di fonti luminose”, riguarda solo i titolari di licenza di pesca professionale per lenze o attrezzi da posta. Non vale per chi pesca per sport.
  • Sulle totanare con LED o starlight la norma, che è del 1968, non dice nulla di specifico. Nel 2017 la Capitaneria di Genova, dopo alcune multe, ha ribadito che sono vietate tutte le fonti luminose capaci di attirare pesci e cefalopodi. Lo stesso dubbio vale per le totanare fosforescenti caricate con una torcia: chiedi alla Capitaneria della tua zona prima di usarle.
  • Restano accesi, ovviamente, i fanali di navigazione e la luce necessaria per vedere a bordo. Non puntarla in acqua.

Si pescano i totani da riva?

Raramente. Il totano, almeno nel Mediterraneo, sale poco sopra i 100 metri, quindi da un molo o da una scogliera si incontra quasi sempre il calamaro. Qualche totano si prende da riva di notte, dove la costa scende molto in fretta su fondali profondi, ma non c’è una stagione o una tecnica affidabile da consigliare, e non abbiamo trovato fonti serie che ne parlino. Da riva la pesca giusta è l’eging: trovi tutto nella pagina sull’eging e nelle schede sul calamaro e sulla seppia.

Le regole da sapere

  • Taglia minima: nessuna taglia. Il regolamento italiano della pesca (DPR 1639/1968, articoli 87–89) fissa misure minime per pesci, crostacei e molluschi bivalvi, ma non per i cefalopodi, e il regolamento europeo sulle taglie minime nel Mediterraneo (Reg. UE 2019/1241, allegato IX) non ha una misura per il totano. Rilascia comunque i totani piccoli.
  • Niente fonti luminose (art. 140, lettera f), come spiegato sopra.
  • Al massimo 5 kg al giorno a persona tra pesci, molluschi e crostacei, salvo un singolo pesce più pesante (art. 142). I totani contano nei 5 kg, e in una buona notte ci si arriva in fretta.
  • Al massimo 5 canne a persona (art. 140).
  • Lontano dai pescherecci: almeno 500 metri dalle barche della pesca professionale al lavoro (art. 139). Di notte, al largo, le lampare e i palangari si incontrano: tieni la distanza e guarda i loro fanali.
  • Niente vendita del pescato: la pesca sportiva è solo per sé.
  • Tesserino: per pescare in mare serve la comunicazione gratuita al Ministero, da rinnovare ogni anno; chi pesca dalla barca deve anche registrarsi su RecFishing, ma il totano non è tra le specie da dichiarare. Tutto nella guida al permesso di pesca in mare.

Gli errori da evitare

  • Cercare il totano dove c’è il calamaro. Su 20 metri d’acqua, sotto costa, prendi calamari. Il totano vuole fondali profondi.
  • Pescare sempre sul fondo. Di notte il totano sale: prova più quote e segna quella buona.
  • Recuperare a scatti o fermarsi. Il totano si stacca. Lento e continuo, fino al guadino.
  • Accendere una lampada o legare un LED alla totanara. Per chi pesca per sport è vietato, anche se lo consigliano in tanti.
  • Uscire con una previsione buona solo per le prime ore. Si sta al largo tutta la notte: guarda il vento fino all’alba.
  • Andare oltre i limiti della barca. Se i fondali giusti sono a più di 6 miglia e la tua barca non ha la marcatura CE, non ci vai.

Domande frequenti

In che periodo si pescano i totani?

Le fonti non sono d'accordo. Una guida di pesca sul litorale laziale e le uscite serali organizzate in Sicilia indicano l'estate, da giugno a settembre, quando il mare è stabile per uscire di notte. Altri pescatori parlano di inverno, quando i totani si avvicinano di più alla costa. Uno studio alle Baleari mette la riproduzione nella seconda metà dell'anno, con le femmine mature tra settembre e dicembre. In pratica: da giugno a dicembre, quando il mare permette di uscire di notte.

A che profondità si pescano i totani?

Su fondali profondi. Nel Mediterraneo il totano vive soprattutto tra i 400 e gli 800 metri e raramente sopra i 100, secondo uno studio alle Baleari. Di notte sale: una guida di pesca sul litorale laziale lo cerca di notte su fondali tra i 150 e i 300 metri e di giorno intorno ai 500. La quota giusta cambia di notte in notte: si trova provando, con l'aiuto dell'ecoscandaglio.

Che differenza c'è tra totano e calamaro?

Si riconoscono dalle pinne: nel calamaro sono lunghe, a rombo, e corrono per gran parte della sacca; nel totano sono corte e triangolari, tutte in fondo, a punta di freccia. Il totano è più rossiccio o arancio e ha la carne più soda. Soprattutto vive in profondità, mentre il calamaro sta sotto costa: chi pesca da riva o su pochi metri d'acqua prende quasi sempre calamari.

Si possono usare le luci per pescare i totani?

Per chi pesca per sport, no. Il regolamento della pesca (DPR 1639/1968, art. 140, lettera f) vieta alla pesca sportiva l'uso di fonti luminose, salvo la torcia del subacqueo e la lampada della fiocina. Il decreto ministeriale del 23 novembre 2017 che consente le luci con la totanara vale solo per i pescatori professionisti con licenza. Su totanare con LED o starlight la norma non dice nulla di specifico: nel dubbio chiedi alla Capitaneria della tua zona.

C'è una taglia minima per il totano?

No, nessuna taglia. Il regolamento italiano della pesca fissa misure minime per pesci, crostacei e molluschi bivalvi, ma non per i cefalopodi, e nemmeno il regolamento europeo sulle taglie minime nel Mediterraneo ha una misura per il totano. Valgono le regole generali della pesca sportiva: al massimo 5 kg di pescato al giorno a persona e nessuna vendita. I totani piccoli è buona regola rilasciarli.

Serve il mulinello elettrico per i totani?

Non sempre, ma aiuta molto. Su fondali di 150–300 metri, con un piombo e i totani sulla lenza, recuperare a mano o con un mulinello normale è faticoso e lento, e il totano si perde se il recupero non è costante. Per questo chi pesca in profondità usa spesso un mulinello rotante capiente, possibilmente elettrico, con il trecciato. Sui fondali meno profondi basta un buon mulinello rotante.

Si pescano i totani da riva?

Raramente. Il totano vive in profondità e, almeno nel Mediterraneo, sale poco sopra i 100 metri, quindi da un molo o da una scogliera si incontra di solito il calamaro. Qualche totano si prende da riva dove la costa scende in fretta su fondali molto profondi, di notte, ma non c'è una stagione o una tecnica affidabile da consigliare. Se peschi da riva, guarda la scheda sul calamaro.

Che esca si usa per i totani?

La totanara da profondità, cioè un'asta con una o più corone di aghi e un piombo, si arma di solito con un'esca naturale: una sarda, un pezzo di lardo o di cotenna di maiale, un piccolo sugarello. Il totano la abbraccia con i tentacoli e resta agganciato agli aghi. Si usano anche totanare artificiali senza esca, ma per molti pescatori l'esca naturale fa la differenza.