Lo shore jigging è lo spinning da riva con il metal jig: un artificiale di metallo che vola lontano e scende in fretta, per pescare i predatori che cacciano oltre la portata di un minnow. Si fa da scogliere alte, dighe foranee e spiagge dove il fondale cala presto, con canne da 2,70–3 metri e jig di solito tra 20 e 80 grammi. Le prede sono soprattutto pelagiche: palamite, alletterati, serra, lampughe, ricciole, e su fondali misti dentici e barracuda. La stagione più ricca va da fine agosto all’autunno, con il mare calmo o poco mosso, all’alba e al tramonto.
CastSignal non ha un profilo dedicato allo shore jigging: le ore da guardare sono quelle dello spinning, e più sotto spieghiamo dove quel profilo ti serve e dove no.
Cos’è lo shore jigging e in cosa è diverso dallo spinning?
Il jig nasce per la pesca dalla barca in verticale. Lo shore jigging lo porta a riva: si lancia lontano, lo si lascia affondare e lo si fa risalire con colpi di canna, esplorando tutta la colonna d’acqua, dal fondo alla superficie. Lo spinning classico lavora invece nei primi metri, con minnow e artificiali di superficie.
Planetspin, nella prova di una canna da shore jigging scritta con Stefano De Angelis (2021), divide la tecnica per peso dell’esca:
| Categoria | Peso del jig |
|---|---|
| Ultralight | 5–10 g |
| Light | 10–20 g |
| Medium | 20–50 g |
| Heavy | 100–150 g |
Tra i 50 e i 100 grammi la tabella ha un buco, e le altre fonti mettono i confini altrove: Fishingmania, nell’articolo sul dentice (2017), parla di jig da 5–50 a 20–80 grammi, fino a 100, e considera ideali 35–40 grammi sulle canne leggere. Sotto i 20 grammi siamo già vicini al rockfishing e allo spinning leggero; la pesca più comune sta tra i 20 e gli 80 grammi.
Dove si fa shore jigging?
Serve acqua profonda a tiro di lancio. I posti classici:
- Scogliere alte e punte che scendono ripide su fondali di 15–30 metri o più.
- Dighe foranee e testate dei moli, dove passa il pesce foraggio e c’è corrente. Planetspin, nella guida al porto di Sapri (2026), indica jig da 15 a 40 grammi per l’esterno del porto e l’imboccatura, dove girano sugarelli, palamite e lampughe. Nei porti si pesca solo dove l’ordinanza della Capitaneria lo consente.
- Spiagge profonde, dove il fondale cala in fretta a pochi metri dalla battigia.
- Zone di corrente, come lo Stretto di Messina, con fondali che passano da 10 a 30 metri e in certi punti a 50.
- Boe e campi boe vicino a riva: sulle corde crescono alghe che attirano il pesce piccolo, e i predatori lo seguono. De Angelis lancia prima vicino alle boe, poi lontano, fino a 90–100 metri.
L’indizio più chiaro sono le mangianze: acqua che ribolle, pesciolini che saltano, gabbiani e berte che si tuffano.
Quando si pesca e con che mare?
Stagione e ore
| Preda | Quando, secondo le fonti |
|---|---|
| Palamita e alletterato | dalla primavera all’autunno; nello Stretto di Messina soprattutto nei mesi freddi |
| Lampuga | periodo caldo, soprattutto tra fine estate e autunno, ai passaggi del pesce foraggio |
| Serra | dalla piena estate all’autunno, all’alba e al tramonto |
| Ricciola e dentice | mesi caldi e autunno, su scogliere che scendono profonde |
| Barracuda | soprattutto d’estate, quando si avvicina alle punte; nello Stretto quasi tutto l’anno |
Le stagioni cambiano da costa a costa: prendile come punto di partenza. Fishingmania mette l’inizio della stagione buona a fine agosto. Le ore migliori per quasi tutti sono alba e tramonto; con le mangianze si pesca anche in pieno giorno.
Mare e vento
Nessuna fonte che abbiamo letto dà soglie in nodi o in metri per lo shore jigging. Il consenso è questo:
- Il mare deve lasciarti pescare vicino all’acqua. Da scogli e dighe si pesca con mare calmo o poco mosso. Con il mare formato si fa spinning nella schiuma, con altre esche e altre regole di prudenza.
- Con il mare calmo le mangianze si vedono. Palamite e lampughe cacciano in superficie, e l’acqua che ribolle si nota da lontano.
- Il vento di traverso è il peggiore: fa la pancia nel trecciato, il jig scende storto e non senti la caduta. De Angelis lancia nella direzione da cui arriva il vento e, quando rinforza nel pomeriggio, passa a un trecciato più sottile. Porta due bobine o due canne con fili diversi.
- La corrente conta: il jig deve arrivare al fondo prima di essere trascinato via. Con più corrente serve più peso.
Quale vento è da mare e quale da terra sulla tua costa lo spiega la guida con che vento si pesca.
Quali ore guardare su CastSignal?
CastSignal non ha un profilo per lo shore jigging. Il riferimento più vicino è lo spinning: nella pagina della tua zona scegli Spinning e vedi onda, vento con raffiche, mare e marea ora per ora, per oggi e domani fino alle 06.
Le soglie del profilo spinning, oggi provvisorie:
| Al limite | Fuori | |
|---|---|---|
| Vento | oltre 12 nodi | oltre 16 da mare, oltre 13 di traverso, oltre 16 da terra |
| Raffiche | oltre 16 nodi | oltre 22 nodi |
| Onda | oltre 1,2 m | oltre 1,5 m |
| Mare lungo che entra sulla costa | oltre 1 m | |
| Periodo (con onda oltre 0,8 m) | oltre 7 s | oltre 8 s |
| Mare che monta (con onda oltre 0,5 m) | sempre | |
| Mare piatto in piena luce, lontano da alba e tramonto | sempre | |
| Pioggia | moderata | forte |
| Temporale nell’ora o nelle due dopo | sempre |
Orario: da un’ora prima dell’alba a due ore dopo il tramonto.
Come usarle per lo shore jigging, con tre limiti:
- Il vento è tarato su artificiali da 10–40 grammi. Un jig da 40–80 grammi buca il vento meglio di un minnow, ma la pancia nel trecciato resta: sul vento le soglie sono un po’ prudenti per te, sul traverso no.
- Il mare piatto col sole alto è segnato al limite, perché nella schiuma la spigola si fa diffidente. Per lo shore jigging su acqua profonda quel mare è normale: lampughe e palamite cacciano anche in piena luce. In quelle ore leggi direttamente onda, vento e raffiche e non dare peso allo stato “al limite”.
- L’onda è prudente per la spiaggia, non per lo scoglio basso. Il profilo è unico per spiaggia e scogliera, e l’onda della previsione è quella significativa: le singole onde più grandi possono arrivare quasi al doppio. Su uno scoglio basso, anche un metro può essere troppo.
Le ore di notte piena cadono fuori orario: il profilo spinning non le giudica, perché non è pensato per stare sugli scogli col buio. Se cerchi il barracuda di notte, CastSignal non ti dice se quelle ore sono buone: guarda tu onda, vento e raffiche con gli stessi limiti, e sugli scogli col buio sii ancora più prudente.
Che attrezzatura serve?
Le misure sono indicative e vengono dalle fonti citate sotto, che non coincidono:
| Cosa | Misure indicative | Da chi |
|---|---|---|
| Canna | 2,70–3 m; potenza 15–60 o 20–80 g per la pesca più comune, fino a 100 g dove ci sono molti predatori grossi | Planetspin, Fishingmania |
| Mulinello | a bobina fissa, 4000–5000 con una canna da 15–60 g, almeno 6000 per la pesca più pesante | Planetspin, Fishingmania |
| Trecciato | da 0,16 a 0,23 mm circa, secondo vento, distanza e prede | De Angelis, Fishingmania (Stretto) |
| Terminale | fluorocarbon da 0,50 a 0,70 per il dentice; per il serra le guide partono da circa 0,35 | Fishingmania, scheda del serra |
Nel dettaglio:
- Fishingmania (2024) consiglia una canna da 2,70–3 metri, meglio la più lunga, con almeno 60 grammi di potenza e circa 100 dove ci sono molti predatori, mulinello almeno 6000 e trecciato di diametro generoso, a cambio colore per sapere quanta lenza è fuori.
- Nella prova di una canna da 3 metri e 15–60 grammi su Planetspin, scritta con De Angelis, con trecciato da 0,16 e mulinello 4000–5000 i lanci arrivano a 100–120 metri. Con poco vento De Angelis usa uno 0,18, quando rinforza passa a un trecciato più sottile.
- Nello Stretto di Messina Fishingmania (2022) usa canne da 2,40–3,05 metri da 20–80 grammi, mulinelli 5000 e trecciato 0,20–0,23, con jig da 40 a 80 grammi.
- Per il dentice da riva Fishingmania (2017) sale a trecciati da 30–50 libbre e fluorocarbon da 0,50 a 0,70.
I diametri dei trecciati non si confrontano bene tra una marca e l’altra: guarda anche il carico di rottura dichiarato. La frizione va regolata prima di lanciare: con jig pesanti e pesci veloci è lei che salva il filo. Porta un guadino lungo o un raffio telescopico: dagli scogli alti non si sbarca a mano.
Quali jig e quali ami?
La forma decide come scende il jig:
- Jig con il peso in coda: volano lontano e scendono dritti e veloci. Sono quelli per la distanza e la corrente.
- Jig asimmetrici, con la massa spostata da un lato, larghi e piatti: scendono a foglia morta, inclinandosi e ondeggiando. Roberto Accardi, nel suo articolo sull’effetto dead leaf, attribuisce a questa caduta circa due terzi delle allamate sui metal jig: è una stima sua, senza dati, ma dice quanto conta la caduta.
Colori: nello Stretto Fishingmania usa colori acidi col buio, rosa ai cambi di luce, naturali di giorno, e consiglia di non esagerare con le colorazioni vistose.
Ami. Il jig si arma con l’assist hook: uno o due ami su un breve filo legato all’anello in testa al jig. Molti jig in vendita hanno anche un’ancoretta in coda, che sui fondali di roccia si incaglia più dell’assist. Gli ami e gli anellini di serie vanno controllati: con pesci grossi tirati via dagli scogli servono ami che non si aprano.
Poi c’è la regola. Il regolamento consente canne con non più di tre ami (DPR 1639/1968, art. 138). Non abbiamo trovato una norma nazionale che dica se un’ancoretta conta come uno o come tre ami. Con un assist singolo o doppio in testa e niente ancoretta in coda il dubbio non si pone. Alcune aree marine protette decidono da sole: nel Sinis da riva una sola esca artificiale con una o due ancorette, alle Isole Ciclopi a spinning solo amo singolo. Nel dubbio chiedi alla Capitaneria.
Come si muove il jig?
Il recupero cambia con la profondità e con il pesce. Per tutti vale una cosa: la caduta. Dopo il lancio lascia scendere il jig con l’archetto aperto e il filo tra le dita. Se il filo si ferma prima del fondo o fa un piccolo scatto, chiudi e ferra.
Dente di sega. È il recupero base, spiegato da Roberto Accardi in come muovere un metal jig: jerkate cadenzate verso l’alto, e il jig sale a scatti come la lama di una sega. Tre ritmi:
- one pitch: una jerkata per ogni giro di manovella;
- half pitch: due jerkate corte per giro;
- two pitch: una jerkata ogni due giri, più ampia.
Si mescolano nello stesso recupero. A metà strada si può riaprire l’archetto e far ricadere il jig sul fondo. Per stancarti meno, appoggia il calcio della canna al fianco.
Stop and go. De Angelis, nell’articolo di Planetspin sullo shore jigging, fa 5–6 giri veloci, si ferma circa 10 secondi lasciando affondare il jig, poi riprende con una decina di giri.
Veloce e lineare. Sulle mangianze di palamite e lampughe spesso basta un recupero rapido appena sotto la superficie, con cambi di ritmo.
Lungo la parete. Per il dentice Fishingmania conta i secondi di caduta per far scendere il jig il più possibile, poi lo recupera risalendo in diagonale, con stop and go o con jerkate lunghe e potenti; lancia anche lungo la parete e parallelo allo scalino, per i dentici che cacciano a mezz’acqua.
Prima di cambiare jig, cambia profondità: conta i secondi di caduta e ogni volta parti più in alto o più in basso.
Cosa si prende?
- Palamita e alletterato: i tonnidi della costa, sulle mangianze. Taglie minime nel DPR 1639/1968 (art. 87): palamita 25 cm, alletterato 30 cm.
- Serra: denti taglienti, fluorocarbon grosso. Nessuna taglia specifica; vale il minimo generale di 7 cm per i pesci. Vedi la scheda del pesce serra.
- Lampuga: estate e autunno. Chi la pesca dalla barca deve dichiararla su RecFishing.
- Ricciola e dentice: le prede grosse delle scogliere profonde. Nessuna taglia specifica; vale il minimo generale di 7 cm per i pesci, ma i giovani vanno rilasciati. Schede: ricciola e dentice.
- Spigola e barracuda: con jig leggeri, dove c’è acqua bassa vicino al profondo. Spigola: 25 cm per il regolamento europeo, 20 nel DPR 1639/1968: rispetta i 25. Vedi la scheda della spigola.
- Sgombri e sugarelli: spesso arrivano per primi con jig piccoli. Vedi lo sgombro.
La sicurezza sugli scogli
Lo shore jigging si fa spesso da scogliere alte e dighe di massi. Valgono le regole dello spinning e del rockfishing:
- Mai da soli, e di’ a qualcuno dove vai e quando torni.
- Guarda il mare 20–30 minuti prima di scendere: le onde arrivano a serie.
- Giubbotto salvagente, anche autogonfiabile.
- Scarpe con suola scolpita o in feltro. I massi delle dighe con le alghe sono i più scivolosi.
- Nessuno alle spalle quando lanci. Un jig da 60 grammi lanciato con una canna da 3 metri fa male: guarda dietro prima di ogni lancio.
- Non scendere a prendere il jig incagliato sugli scogli bagnati. Rompi il filo e montane un altro.
- Al primo tuono via: le canne in carbonio conducono.
Se qualcuno cade in acqua non buttarti: lanciagli qualcosa che galleggi e chiama il 112 o il 1530 della Guardia Costiera.
Le regole da sapere
- Comunicazione gratuita al Ministero, da rinnovare ogni anno: tutto nella guida al permesso di pesca in mare.
- 5 kg di pescato al giorno a persona, salvo un singolo pesce più pesante, e niente vendita.
- Al massimo 5 canne a persona (DPR 1639/1968, art. 140).
- Tre ami per canna (art. 138), con il dubbio sulle ancorette spiegato sopra.
- Niente fonti luminose (art. 140, lettera f): la frontale serve per camminare, non va puntata in acqua. Le luci del porto non le accendi tu.
- Porti e dighe: solo dove l’ordinanza della Capitaneria lo consente.
- Aree marine protette: ognuna ha zone e regole proprie, controlla prima.
Gli errori da evitare
- Recuperare subito, senza far scendere il jig. Gran parte degli attacchi arriva in caduta.
- Pescare sempre alla stessa profondità. Conta i secondi e cambia.
- Jig troppo pesante per la canna. Lanci peggio e rischi di rompere la vetta.
- Lasciare l’ancoretta di serie su un jig da scogliera: si incaglia, apre sui pesci grossi e ti mette nel dubbio dei tre ami.
- Frizione troppo chiusa. Una palamita o una ricciola partono di colpo.
- Fidarsi solo della previsione. Le ore nei limiti dicono come dovrebbe essere il mare, non che quello scoglio è sicuro.
