Questionario

Pesca allo sgombro: periodo, montature, esche e sabiki

Sgombro e lanzardo arrivano in branchi, mangiano tutti insieme e spariscono: si pescano con le piumette dalla barca, con il galleggiante e la pastura dal molo o a spinning leggero sulle mangianze. Ecco come riconoscerli, quando uscire e come montare la canna.

Tavola naturalistica del 1808 di uno sgombro: dorso blu-verde con bande scure ondulate e ventre argenteo.

Lo sgombro si pesca soprattutto dalla tarda primavera all’autunno, quando i branchi si avvicinano alla costa inseguendo il pesce foraggio. Dalla barca la pesca classica è con le piumette o il sabiki, a volte con un po’ di pastura di sarda; da moli e scogliere si pesca con il galleggiante e la striscia di sarda, a spinning leggero con piccoli metal jig, o con un sabiki accorciato. Con lui arriva spesso il lanzardo, che gli somiglia molto ma è un’altra specie. Una regola vale per tutti: massimo tre ami per canna, quindi i sabiki da sei o otto ami vanno accorciati.

Qui sotto trovi come riconoscerli, quando uscire, con che mare, dove cercarli e le regole da sapere. Dove le fonti non sono d’accordo, lo diciamo.

Sgombro e lanzardo: come si riconoscono

Nei nostri mari ci sono due specie dello stesso genere, che si pescano negli stessi posti e con le stesse esche:

  • lo sgombro comune (Scomber scombrus), detto anche lacerto o macarello in alcune zone;
  • il lanzardo (Scomber colias), detto anche sgombro occhione o sgombro cavallo. Nei libri meno recenti lo trovi come Scomber japonicus: oggi la popolazione dell’Atlantico e del Mediterraneo è considerata una specie a parte.

Il catalogo FAO degli scombridi (Collette e Nauen, 1983: lanzardo, sgombro) dà questi caratteri; l’occhio più grande del lanzardo lo segnalano le guide di riconoscimento:

Sgombro comune Lanzardo
Ventre argentato, senza macchie segnato da macchie o linee scure spezzate
Righe sul dorso oblique o quasi verticali, poco ondulate oblique, a zig zag e ondulate
Occhio normale più grande (da qui “occhione”)
Vescica natatoria assente presente
Distanza tra le due pinne dorsali ampia più corta
Taglia (alla forca della coda) comune fino a 30 cm, massimo 50 comune fino a 30 cm, massimo 50

In mano il segno più rapido è il ventre: liscio e pulito nello sgombro, maculato nel lanzardo. Il fatto che lo sgombro non abbia la vescica natatoria, nota la FAO, gli permette di cambiare profondità molto in fretta: è il motivo per cui un branco che mangiava a galla può sparire sotto in un attimo.

Entrambi vivono in branchi formati da pesci della stessa taglia, mangiano plancton e, da adulti, pesciolini e piccoli calamari. Sulla riproduzione i dati sono pochi e non sempre d’accordo: per lo sgombro la FAO indica marzo–aprile nel Mediterraneo, mentre uno studio sull’Adriatico meridionale (Bottari e altri, 2004) lo conferma come specie che si riproduce d’inverno; per il lanzardo abbiamo trovato dati solo per la costa mediterranea del Marocco, da novembre a marzo. Per il Tirreno non abbiamo trovato studi.

Quando si pescano gli sgombri: il periodo mese per mese

Sul periodo le fonti non sono d’accordo, e dipende molto dalla zona. Alcune guide mettono il meglio per lo sgombro comune in primavera e all’inizio dell’estate, quando l’acqua sotto costa è ancora fresca (la FAO scrive che lo sgombro si avvicina alla costa in primavera, con acqua tra 11 e 14 gradi); altre indicano l’estate, con branchi più regolari vicino a riva. I lanzardi si trovano nelle mangianze dalla tarda primavera all’autunno.

Mesi Cosa aspettarsi
Marzo – aprile Primi sgombri sotto costa in alcune zone, soprattutto dalla barca e più profondi.
Maggio – giugno Per diverse guide il periodo migliore per lo sgombro comune. Branchi anche vicino a moli e scogliere.
Luglio – settembre Si pesca ancora bene, con branchi più mobili. Le ore buone sono l’alba e il tramonto. Lanzardi nelle mangianze al largo.
Ottobre – novembre Lanzardi e qualche sgombro finché l’acqua resta calda, soprattutto dalla barca.
Dicembre – febbraio Lo sgombro scende in acqua profonda. Da riva si prende poco.

Sull’orario le fonti concordano: alba e tramonto sono i momenti migliori, quando i branchi salgono a mangiare.

Con che mare e che vento si pescano gli sgombri?

Lo sgombro sta più in alto con il mare calmo e l’acqua limpida, e scende più a fondo con il mare mosso: lo scrive il biologo marino Marcello Guadagnino nella sua guida su come pescare gli sgombri. Con il mare calmo li vedi in superficie e li prendi con poco piombo; col mare formato devi cercarli più giù, e dalla riva spesso non arrivano.

  • Mare. Calmo o poco mosso per tutte le tecniche. Con la barca piccola conta anche la sicurezza, non solo il pesce.
  • Vento. Dalla barca il vento sposta la deriva e allarga la scia della pastura. Da riva fa pancia col filo del galleggiante e del sabiki. Ne parliamo in con che vento si pesca.
  • Corrente. Leggera è un aiuto: porta la pastura e allunga la scia. Forte obbliga a piombi più pesanti e a pasturare a monte.

Per sapere se domani il mare è quello giusto guarda la previsione della tua zona: onda, vento con le raffiche, mare e marea ora per ora, per oggi e per domani fino alle 06.

  • Dalla barca scegli la tecnica barca: oggi CastSignal segna le ore buone da un’ora prima dell’alba al tramonto, mette al limite il vento sopra i 10 nodi, le raffiche sopra i 15, l’onda sopra il mezzo metro e il mare vivo sopra i 30 centimetri, e considera fuori il vento sopra i 13 nodi, le raffiche sopra i 19, l’onda sopra gli 0,8 metri e un temporale previsto nelle 6 ore successive. Sono limiti prudenti per una barca aperta di 5–6 metri. Per la traina non c’è un profilo dedicato: usa quello della barca come riferimento.
  • Dal molo col galleggiante scegli bolognese: ore buone da un’ora prima dell’alba a due ore dopo il tramonto, al limite con vento sopra gli 8 nodi e onda sopra i 40 centimetri, fuori con vento sopra i 13 nodi da mare o di traverso (14 da terra) e onda sopra i 70 centimetri.
  • A spinning scegli spinning: stesso orario, vento al limite sopra i 12 nodi e onda al limite sopra 1,2 metri. Questo profilo mette al limite il mare piatto col sole alto, pensando a spigola e serra; per lo sgombro il mare calmo non è un difetto, quindi guarda soprattutto il vento.

Dove sono i branchi, invece, la previsione non lo dice: lo vedi dalle mangianze, dai gabbiani e, dalla barca, dall’ecoscandaglio. Trova la tua zona.

Dove cercare gli sgombri

  • Testate dei moli e scogliere sull’acqua profonda. Da riva sono i posti migliori, perché lo sgombro raramente entra nell’acqua bassa.
  • Imboccature dei porti. Dove passa il pesce foraggio. Prima di pescare leggi l’ordinanza della Capitaneria sul porto.
  • Mangianze. Gabbiani che si tuffano, acqua che ribolle: spesso sotto ci sono sgombri, lanzardi, sugarelli, a volte palamite. Dalla barca ci si avvicina piano, senza passarci in mezzo col motore.
  • Al largo dalla barca, dove l’ecoscandaglio mostra il branco a mezz’acqua.

Pesca allo sgombro dalla barca

Con le piumette e il sabiki

È la pesca più semplice e più diffusa. Il sabiki, o piumette, è un terminale con diversi braccioli corti, ognuno con un amo piccolo vestito di piuma, pelle di pesce o materiale riflettente, e un piombo in fondo.

Cosa Misure indicative
Canna leggera, con vettino morbido
Mulinello taglia 2000–4000
Filo trecciato sottile, intorno allo 0,13, con un piccolo moschettone per il sabiki
Sabiki al massimo tre ami (vedi sotto), piumette bianche, rosse o perlate
Zavorra un piombo scelto in base alla corrente, o un piccolo metal jig fino a 80 g

Mulinello, filo e zavorra sono quelli indicati da Guadagnino nella sua guida, che consiglia canne da spinning leggero.

Il problema dei tanti ami. Molti sabiki in commercio hanno da 5 a 8 ami, ma il regolamento consente canne a non più di tre ami (DPR 1639/1968, art. 138). Le “correntine” fino a sei ami sono un attrezzo diverso dalla canna. Prima di usarlo, taglia il sabiki a tre braccioli, o compra quelli a tre ami.

Come si usa. Si cala fino alla quota del branco, che vedi sull’ecoscandaglio, o fino al fondo, e si fa lavorare il sabiki su e giù: c’è chi lo muove piano e regolare, chi a scatti irregolari della canna, come consiglia Guadagnino. Prova e guarda cosa funziona quel giorno. Quando senti la prima mangiata non tirare su subito: spesso un secondo e un terzo sgombro si attaccano agli altri ami. Con la barca in deriva tieni la lenza il più possibile in verticale.

Con la pastura: il light drifting

Dalla barca ferma o in deriva lenta si può pasturare con sarde tagliate a pezzi e calare nella scia un amo singolo con un pezzo di sarda, lasciato scendere con la corrente. È il light drifting, che Antonello Salvi spiega su Barche a Motore (cosa sai sul light drifting) per tonnetti, sgombri, lanzardi e sugarelli. I punti chiave: pastura continua, da rilanciare appena i pezzi spariscono dietro la barca; l’esca deve restare dentro la scia; piombi leggeri, di 5–10 grammi, perché l’esca non scenda più in fretta della pastura.

A traina leggera

Si traina lenti con piumette o minnow piccoli di 7–10 centimetri vicino alla superficie. Sulle velocità le fonti non danno un numero unico: di solito si sta intorno ai 3–4 nodi, qualcuno sale a 5. Prova e guarda come lavora l’esca. Come si organizza la traina, con distanze dalla costa e regole, lo trovi in pesca a traina; il resto dell’uscita in pesca dalla barca.

Pesca allo sgombro da riva

Con il galleggiante e la pastura

Dalla testata di un molo o da una scogliera sull’acqua profonda si pesca a bolognese. Le fonti che abbiamo letto non danno misure precise per lo sgombro: parti dalle misure che usi per la bolognese in mare, con un galleggiante che regga la striscia d’esca e la corrente e un amo adatto alla striscia. L’esca è una striscia di sarda; il fondale va regolato a qualche metro e cambiato finché non trovi la quota del branco. Una pastura di sarda tritata e pane, poca e spesso, tiene il branco vicino. Come regolare galleggiante e spallinata lo spieghiamo nella pagina sulla pesca a bolognese in mare.

Si può pasturare? Il regolamento nazionale non vieta la pastura, ma diverse aree marine protette sì, e anche le ordinanze dei porti possono porre limiti. Controlla le regole locali.

A spinning leggero

Sulle mangianze sotto costa lo sgombro attacca bene piccoli metal jig, ondulanti e cucchiaini, leggeri quanto basta per la canna, in argento, blu o bianco. Lancia oltre il branco e recupera veloce, con qualche jerk: lo sgombro insegue. Bastano una canna da spinning leggero, un mulinello di taglia media e un trecciato sottile con un finale in fluorocarbon. Come si sceglie l’attrezzatura lo trovi nello spinning in mare.

Con il sabiki lanciato

C’è chi lancia dal molo un sabiki accorciato a tre ami con un piombo o un piccolo jig in fondo, e lo recupera a scatti. Funziona quando il branco è vicino, ma con la corrente e la risacca le piumette si attorcigliano spesso: tieni la montatura corta e semplice.

Le esche per lo sgombro

  • Sarda. La regina: in striscia sull’amo e tritata nella pastura.
  • Acciuga, gamberetti, calamaro. Piccoli pezzi, quando la sarda non c’è.
  • Piumette. Bianche, rosse, perlate o fosforescenti.
  • Metal jig, ondulanti, cucchiaini. Argento e blu imitano il pesce foraggio.
  • Minnow piccoli e polpetti di silicone, per la traina.

Lo sgombro come esca

Lo sgombro è anche una delle esche più usate dalla barca:

  • Vivo, trainato lento per ricciole, dentici e serra. Si pesca con le piumette poco prima e si tiene in una vasca con acqua di ricambio.
  • A pezzi o intero nel drifting e nel bolentino, anche per il tonno, che si pesca solo con il nulla osta e nei periodi consentiti.
  • In filetti per la pesca a fondo dalla spiaggia, al serra e ai predatori.

Anche quando lo usi come esca vale la taglia minima: gli sgombretti sotto misura non si possono trattenere.

Le regole da sapere

  • Taglia minima: rispetta i 18 centimetri. Il regolamento italiano della pesca marittima (DPR 1639/1968, art. 87), che vale anche per chi pesca per sport, dà 15 centimetri per tutto il genere Scomber, quindi anche per il lanzardo; il regolamento europeo (Reg. UE 2019/1241, allegato IX) ne dà 18. Quello europeo è scritto per la pesca professionale, ma la regola prudente è rispettare la misura più alta. La lunghezza si misura dalla punta del muso, a bocca chiusa, alla fine della coda.
  • Al massimo 5 kg al giorno di pescato a persona, salvo un singolo pesce più pesante. Con lo sgombro, che arriva a decine quando c’è il branco, il limite si raggiunge in fretta.
  • Al massimo 5 canne a persona, ciascuna con non più di tre ami: i sabiki vanno accorciati.
  • Niente fonti luminose (art. 140): niente lampade per attirare i branchi di notte. La norma non distingue la luce per attirare dalle altre luci sulla lenza: se hai dubbi chiedi alla Capitaneria.
  • Distanze: a non meno di 500 metri dalle barche dei pescatori professionali in attività (art. 139).
  • Niente vendita del pescato.
  • Tesserino: per pescare in mare serve la comunicazione gratuita al Ministero. Come si fa lo trovi in permesso pesca in mare.

Gli errori da evitare

  • Usare il sabiki così come esce dalla confezione. Con sei o otto ami sei fuori regola. Accorcialo.
  • Restare alla stessa quota. Il branco sale e scende in fretta. Se non mangiano, cambia profondità prima di cambiare esca.
  • Smettere di pasturare. Il branco se ne va e non torna.
  • Passare col motore in mezzo alla mangianza. Il branco si spezza e sparisce.
  • Tenerne più di quanti ne mangi. Il limite è 5 kg, ma il pesce azzurro si rovina presto.
  • Lasciare lo sgombro al sole. Mettilo subito in ghiaccio: lo sgombro tenuto al caldo può dare la sindrome sgombroide, un’intossicazione da istamina. Una volta formata, l’istamina non viene distrutta dalla cottura (Istituto Zooprofilattico di Teramo).

Domande frequenti

Che differenza c'è tra sgombro e lanzardo?

Sono due specie dello stesso genere. Lo sgombro comune (Scomber scombrus) ha le righe scure del dorso quasi verticali e il ventre argentato senza macchie, e non ha la vescica natatoria. Il lanzardo (Scomber colias), detto anche sgombro occhione o sgombro cavallo, ha l'occhio più grande, le righe del dorso più ondulate e il ventre segnato da macchie o linee scure spezzate, e ha la vescica natatoria. Le taglie sono simili: di solito fino a 30 centimetri, al massimo intorno ai 50.

In che periodo si pescano gli sgombri?

Le fonti non sono d'accordo sui mesi. Diverse guide indicano la primavera e l'inizio dell'estate come il momento migliore per lo sgombro comune, quando l'acqua sotto costa è ancora fresca; altre parlano dell'estate, con i branchi più regolari vicino alla costa all'alba e al tramonto. I lanzardi si trovano nelle mangianze dalla tarda primavera fino all'autunno. In pratica: da maggio a ottobre c'è quasi sempre qualcosa, ma i branchi vanno e vengono, e conviene chiedere a chi esce nel tuo porto.

Qual è la montatura per la pesca allo sgombro dalla barca?

La più usata è il sabiki, o piumette: un terminale con diversi braccioli corti, ciascuno con un amo piccolo vestito di piuma o materiale riflettente, e un piombo o un piccolo metal jig in fondo, scelto in base alla corrente e alla profondità. Si cala fino al branco e si muove su e giù. Attenzione: molti sabiki in commercio hanno da 5 a 8 ami, ma la legge consente al massimo tre ami per canna. Accorcialo a tre braccioli prima di usarlo.

Come si pescano gli sgombri da riva?

Da moli, scogliere e testate dei porti, dove arriva acqua profonda. I modi più usati sono tre: il galleggiante con una striscia di sarda e un po' di pastura di sarda tritata, lo spinning leggero con piccoli metal jig o ondulanti, e il sabiki accorciato a tre ami, lanciato con un piombo o un piccolo jig in fondo. Lo sgombro passa in branco: quando c'è si prende uno dopo l'altro, quando se ne va non resta nulla.

Qual è l'esca migliore per gli sgombri?

La sarda, in striscia o a pezzetti, è l'esca più usata, anche come pastura. Funzionano anche l'acciuga, i gamberetti e piccoli pezzi di calamaro. Tra gli artificiali le piumette bianche, rosse o perlate, i piccoli metal jig argentati o blu e i minnow piccoli per la traina. Lo sgombro è vorace ma spesso mangia delicato: con l'esca naturale serve un cimino sensibile per vedere la mangiata.

Qual è la taglia minima dello sgombro?

Rispetta i 18 centimetri. Il regolamento italiano della pesca marittima, il DPR 1639 del 1968, che vale anche per chi pesca per sport, fissa 15 centimetri per tutto il genere Scomber, quindi anche per il lanzardo. Il regolamento europeo sulle taglie minime nel Mediterraneo (Reg. UE 2019/1241) ne fissa 18, sempre per tutto il genere: è scritto per la pesca professionale, ma la regola prudente è rispettare la misura più alta. Gli sgombri più piccoli vanno rimessi in acqua subito, senza toccarli troppo.

Si possono pescare gli sgombri di notte con la lampada?

No, non con una lampada tua. Il regolamento della pesca marittima vieta ai pescatori sportivi l'uso di fonti luminose, con la sola eccezione della torcia per la pesca subacquea e della lampada per la fiocina. La norma non distingue tra una lampada per attirare il pesce e altre luci sulla lenza, quindi nel dubbio chiedi alla Capitaneria. Pescare vicino alle luci di un porto, che ci sono comunque, è un'altra cosa: lì valgono le ordinanze del porto.

Lo sgombro vivo è una buona esca?

Sì, è una delle esche vive più usate dalla barca. Lo sgombro vivo, o il lanzardo, si trainano lenti per ricciole, dentici e serra, e i pezzi di sgombro sono un'esca classica per il drifting. Si pescano con le piumette poco prima di usarli e si tengono in una vasca con acqua che si ricambia. Anche l'esca rientra nelle taglie: tieni solo sgombri da 18 centimetri in su e rimetti in acqua gli sgombretti.