Lo sgombro si pesca soprattutto dalla tarda primavera all’autunno, quando i branchi si avvicinano alla costa inseguendo il pesce foraggio. Dalla barca la pesca classica è con le piumette o il sabiki, a volte con un po’ di pastura di sarda; da moli e scogliere si pesca con il galleggiante e la striscia di sarda, a spinning leggero con piccoli metal jig, o con un sabiki accorciato. Con lui arriva spesso il lanzardo, che gli somiglia molto ma è un’altra specie. Una regola vale per tutti: massimo tre ami per canna, quindi i sabiki da sei o otto ami vanno accorciati.
Qui sotto trovi come riconoscerli, quando uscire, con che mare, dove cercarli e le regole da sapere. Dove le fonti non sono d’accordo, lo diciamo.
Sgombro e lanzardo: come si riconoscono
Nei nostri mari ci sono due specie dello stesso genere, che si pescano negli stessi posti e con le stesse esche:
- lo sgombro comune (Scomber scombrus), detto anche lacerto o macarello in alcune zone;
- il lanzardo (Scomber colias), detto anche sgombro occhione o sgombro cavallo. Nei libri meno recenti lo trovi come Scomber japonicus: oggi la popolazione dell’Atlantico e del Mediterraneo è considerata una specie a parte.
Il catalogo FAO degli scombridi (Collette e Nauen, 1983: lanzardo, sgombro) dà questi caratteri; l’occhio più grande del lanzardo lo segnalano le guide di riconoscimento:
| Sgombro comune | Lanzardo | |
|---|---|---|
| Ventre | argentato, senza macchie | segnato da macchie o linee scure spezzate |
| Righe sul dorso | oblique o quasi verticali, poco ondulate | oblique, a zig zag e ondulate |
| Occhio | normale | più grande (da qui “occhione”) |
| Vescica natatoria | assente | presente |
| Distanza tra le due pinne dorsali | ampia | più corta |
| Taglia (alla forca della coda) | comune fino a 30 cm, massimo 50 | comune fino a 30 cm, massimo 50 |
In mano il segno più rapido è il ventre: liscio e pulito nello sgombro, maculato nel lanzardo. Il fatto che lo sgombro non abbia la vescica natatoria, nota la FAO, gli permette di cambiare profondità molto in fretta: è il motivo per cui un branco che mangiava a galla può sparire sotto in un attimo.
Entrambi vivono in branchi formati da pesci della stessa taglia, mangiano plancton e, da adulti, pesciolini e piccoli calamari. Sulla riproduzione i dati sono pochi e non sempre d’accordo: per lo sgombro la FAO indica marzo–aprile nel Mediterraneo, mentre uno studio sull’Adriatico meridionale (Bottari e altri, 2004) lo conferma come specie che si riproduce d’inverno; per il lanzardo abbiamo trovato dati solo per la costa mediterranea del Marocco, da novembre a marzo. Per il Tirreno non abbiamo trovato studi.
Quando si pescano gli sgombri: il periodo mese per mese
Sul periodo le fonti non sono d’accordo, e dipende molto dalla zona. Alcune guide mettono il meglio per lo sgombro comune in primavera e all’inizio dell’estate, quando l’acqua sotto costa è ancora fresca (la FAO scrive che lo sgombro si avvicina alla costa in primavera, con acqua tra 11 e 14 gradi); altre indicano l’estate, con branchi più regolari vicino a riva. I lanzardi si trovano nelle mangianze dalla tarda primavera all’autunno.
| Mesi | Cosa aspettarsi |
|---|---|
| Marzo – aprile | Primi sgombri sotto costa in alcune zone, soprattutto dalla barca e più profondi. |
| Maggio – giugno | Per diverse guide il periodo migliore per lo sgombro comune. Branchi anche vicino a moli e scogliere. |
| Luglio – settembre | Si pesca ancora bene, con branchi più mobili. Le ore buone sono l’alba e il tramonto. Lanzardi nelle mangianze al largo. |
| Ottobre – novembre | Lanzardi e qualche sgombro finché l’acqua resta calda, soprattutto dalla barca. |
| Dicembre – febbraio | Lo sgombro scende in acqua profonda. Da riva si prende poco. |
Sull’orario le fonti concordano: alba e tramonto sono i momenti migliori, quando i branchi salgono a mangiare.
Con che mare e che vento si pescano gli sgombri?
Lo sgombro sta più in alto con il mare calmo e l’acqua limpida, e scende più a fondo con il mare mosso: lo scrive il biologo marino Marcello Guadagnino nella sua guida su come pescare gli sgombri. Con il mare calmo li vedi in superficie e li prendi con poco piombo; col mare formato devi cercarli più giù, e dalla riva spesso non arrivano.
- Mare. Calmo o poco mosso per tutte le tecniche. Con la barca piccola conta anche la sicurezza, non solo il pesce.
- Vento. Dalla barca il vento sposta la deriva e allarga la scia della pastura. Da riva fa pancia col filo del galleggiante e del sabiki. Ne parliamo in con che vento si pesca.
- Corrente. Leggera è un aiuto: porta la pastura e allunga la scia. Forte obbliga a piombi più pesanti e a pasturare a monte.
Per sapere se domani il mare è quello giusto guarda la previsione della tua zona: onda, vento con le raffiche, mare e marea ora per ora, per oggi e per domani fino alle 06.
- Dalla barca scegli la tecnica barca: oggi CastSignal segna le ore buone da un’ora prima dell’alba al tramonto, mette al limite il vento sopra i 10 nodi, le raffiche sopra i 15, l’onda sopra il mezzo metro e il mare vivo sopra i 30 centimetri, e considera fuori il vento sopra i 13 nodi, le raffiche sopra i 19, l’onda sopra gli 0,8 metri e un temporale previsto nelle 6 ore successive. Sono limiti prudenti per una barca aperta di 5–6 metri. Per la traina non c’è un profilo dedicato: usa quello della barca come riferimento.
- Dal molo col galleggiante scegli bolognese: ore buone da un’ora prima dell’alba a due ore dopo il tramonto, al limite con vento sopra gli 8 nodi e onda sopra i 40 centimetri, fuori con vento sopra i 13 nodi da mare o di traverso (14 da terra) e onda sopra i 70 centimetri.
- A spinning scegli spinning: stesso orario, vento al limite sopra i 12 nodi e onda al limite sopra 1,2 metri. Questo profilo mette al limite il mare piatto col sole alto, pensando a spigola e serra; per lo sgombro il mare calmo non è un difetto, quindi guarda soprattutto il vento.
Dove sono i branchi, invece, la previsione non lo dice: lo vedi dalle mangianze, dai gabbiani e, dalla barca, dall’ecoscandaglio. Trova la tua zona.
Dove cercare gli sgombri
- Testate dei moli e scogliere sull’acqua profonda. Da riva sono i posti migliori, perché lo sgombro raramente entra nell’acqua bassa.
- Imboccature dei porti. Dove passa il pesce foraggio. Prima di pescare leggi l’ordinanza della Capitaneria sul porto.
- Mangianze. Gabbiani che si tuffano, acqua che ribolle: spesso sotto ci sono sgombri, lanzardi, sugarelli, a volte palamite. Dalla barca ci si avvicina piano, senza passarci in mezzo col motore.
- Al largo dalla barca, dove l’ecoscandaglio mostra il branco a mezz’acqua.
Pesca allo sgombro dalla barca
Con le piumette e il sabiki
È la pesca più semplice e più diffusa. Il sabiki, o piumette, è un terminale con diversi braccioli corti, ognuno con un amo piccolo vestito di piuma, pelle di pesce o materiale riflettente, e un piombo in fondo.
| Cosa | Misure indicative |
|---|---|
| Canna | leggera, con vettino morbido |
| Mulinello | taglia 2000–4000 |
| Filo | trecciato sottile, intorno allo 0,13, con un piccolo moschettone per il sabiki |
| Sabiki | al massimo tre ami (vedi sotto), piumette bianche, rosse o perlate |
| Zavorra | un piombo scelto in base alla corrente, o un piccolo metal jig fino a 80 g |
Mulinello, filo e zavorra sono quelli indicati da Guadagnino nella sua guida, che consiglia canne da spinning leggero.
Il problema dei tanti ami. Molti sabiki in commercio hanno da 5 a 8 ami, ma il regolamento consente canne a non più di tre ami (DPR 1639/1968, art. 138). Le “correntine” fino a sei ami sono un attrezzo diverso dalla canna. Prima di usarlo, taglia il sabiki a tre braccioli, o compra quelli a tre ami.
Come si usa. Si cala fino alla quota del branco, che vedi sull’ecoscandaglio, o fino al fondo, e si fa lavorare il sabiki su e giù: c’è chi lo muove piano e regolare, chi a scatti irregolari della canna, come consiglia Guadagnino. Prova e guarda cosa funziona quel giorno. Quando senti la prima mangiata non tirare su subito: spesso un secondo e un terzo sgombro si attaccano agli altri ami. Con la barca in deriva tieni la lenza il più possibile in verticale.
Con la pastura: il light drifting
Dalla barca ferma o in deriva lenta si può pasturare con sarde tagliate a pezzi e calare nella scia un amo singolo con un pezzo di sarda, lasciato scendere con la corrente. È il light drifting, che Antonello Salvi spiega su Barche a Motore (cosa sai sul light drifting) per tonnetti, sgombri, lanzardi e sugarelli. I punti chiave: pastura continua, da rilanciare appena i pezzi spariscono dietro la barca; l’esca deve restare dentro la scia; piombi leggeri, di 5–10 grammi, perché l’esca non scenda più in fretta della pastura.
A traina leggera
Si traina lenti con piumette o minnow piccoli di 7–10 centimetri vicino alla superficie. Sulle velocità le fonti non danno un numero unico: di solito si sta intorno ai 3–4 nodi, qualcuno sale a 5. Prova e guarda come lavora l’esca. Come si organizza la traina, con distanze dalla costa e regole, lo trovi in pesca a traina; il resto dell’uscita in pesca dalla barca.
Pesca allo sgombro da riva
Con il galleggiante e la pastura
Dalla testata di un molo o da una scogliera sull’acqua profonda si pesca a bolognese. Le fonti che abbiamo letto non danno misure precise per lo sgombro: parti dalle misure che usi per la bolognese in mare, con un galleggiante che regga la striscia d’esca e la corrente e un amo adatto alla striscia. L’esca è una striscia di sarda; il fondale va regolato a qualche metro e cambiato finché non trovi la quota del branco. Una pastura di sarda tritata e pane, poca e spesso, tiene il branco vicino. Come regolare galleggiante e spallinata lo spieghiamo nella pagina sulla pesca a bolognese in mare.
Si può pasturare? Il regolamento nazionale non vieta la pastura, ma diverse aree marine protette sì, e anche le ordinanze dei porti possono porre limiti. Controlla le regole locali.
A spinning leggero
Sulle mangianze sotto costa lo sgombro attacca bene piccoli metal jig, ondulanti e cucchiaini, leggeri quanto basta per la canna, in argento, blu o bianco. Lancia oltre il branco e recupera veloce, con qualche jerk: lo sgombro insegue. Bastano una canna da spinning leggero, un mulinello di taglia media e un trecciato sottile con un finale in fluorocarbon. Come si sceglie l’attrezzatura lo trovi nello spinning in mare.
Con il sabiki lanciato
C’è chi lancia dal molo un sabiki accorciato a tre ami con un piombo o un piccolo jig in fondo, e lo recupera a scatti. Funziona quando il branco è vicino, ma con la corrente e la risacca le piumette si attorcigliano spesso: tieni la montatura corta e semplice.
Le esche per lo sgombro
- Sarda. La regina: in striscia sull’amo e tritata nella pastura.
- Acciuga, gamberetti, calamaro. Piccoli pezzi, quando la sarda non c’è.
- Piumette. Bianche, rosse, perlate o fosforescenti.
- Metal jig, ondulanti, cucchiaini. Argento e blu imitano il pesce foraggio.
- Minnow piccoli e polpetti di silicone, per la traina.
Lo sgombro come esca
Lo sgombro è anche una delle esche più usate dalla barca:
- Vivo, trainato lento per ricciole, dentici e serra. Si pesca con le piumette poco prima e si tiene in una vasca con acqua di ricambio.
- A pezzi o intero nel drifting e nel bolentino, anche per il tonno, che si pesca solo con il nulla osta e nei periodi consentiti.
- In filetti per la pesca a fondo dalla spiaggia, al serra e ai predatori.
Anche quando lo usi come esca vale la taglia minima: gli sgombretti sotto misura non si possono trattenere.
Le regole da sapere
- Taglia minima: rispetta i 18 centimetri. Il regolamento italiano della pesca marittima (DPR 1639/1968, art. 87), che vale anche per chi pesca per sport, dà 15 centimetri per tutto il genere Scomber, quindi anche per il lanzardo; il regolamento europeo (Reg. UE 2019/1241, allegato IX) ne dà 18. Quello europeo è scritto per la pesca professionale, ma la regola prudente è rispettare la misura più alta. La lunghezza si misura dalla punta del muso, a bocca chiusa, alla fine della coda.
- Al massimo 5 kg al giorno di pescato a persona, salvo un singolo pesce più pesante. Con lo sgombro, che arriva a decine quando c’è il branco, il limite si raggiunge in fretta.
- Al massimo 5 canne a persona, ciascuna con non più di tre ami: i sabiki vanno accorciati.
- Niente fonti luminose (art. 140): niente lampade per attirare i branchi di notte. La norma non distingue la luce per attirare dalle altre luci sulla lenza: se hai dubbi chiedi alla Capitaneria.
- Distanze: a non meno di 500 metri dalle barche dei pescatori professionali in attività (art. 139).
- Niente vendita del pescato.
- Tesserino: per pescare in mare serve la comunicazione gratuita al Ministero. Come si fa lo trovi in permesso pesca in mare.
Gli errori da evitare
- Usare il sabiki così come esce dalla confezione. Con sei o otto ami sei fuori regola. Accorcialo.
- Restare alla stessa quota. Il branco sale e scende in fretta. Se non mangiano, cambia profondità prima di cambiare esca.
- Smettere di pasturare. Il branco se ne va e non torna.
- Passare col motore in mezzo alla mangianza. Il branco si spezza e sparisce.
- Tenerne più di quanti ne mangi. Il limite è 5 kg, ma il pesce azzurro si rovina presto.
- Lasciare lo sgombro al sole. Mettilo subito in ghiaccio: lo sgombro tenuto al caldo può dare la sindrome sgombroide, un’intossicazione da istamina. Una volta formata, l’istamina non viene distrutta dalla cottura (Istituto Zooprofilattico di Teramo).
