Questionario

Pesca alla ricciola: periodo, traina col vivo e jigging

La ricciola è il pesce delle secche: si cerca dalla barca con la traina col vivo e il vertical jigging, e da riva sulle mangianze. Ecco quando uscire, con che mare, cosa montare e cosa dice la legge, comprese le ricciole piccole.

Un grosso mulinello da traina montato su una canna, con la barca in corsa sul mare aperto e la scia bianca.

La ricciola si pesca dalla barca sulle secche, con la traina col vivo e il vertical jigging, e da riva sulle mangianze, a spinning o col pesce vivo. Le ricciole giovani arrivano sotto costa in autunno e in inverno, gli adulti in primavera e a inizio estate; per le ricciole grandi chi pesca le secche indica settembre–dicembre e giugno. Serve un mare che permetta di stare fermi sulla secca o di trainare piano: vento debole, onda bassa.

Dove le fonti non sono d’accordo, lo diciamo.

Ricciola o leccia: come si riconosce?

La ricciola (Seriola dumerili) è un carangide pelagico, parente del sugarello e della leccia, che vive in tutto il Mediterraneo. Secondo FishBase arriva a 190 cm e a 80 kg, vive fino a 15 anni e di solito sta tra i 18 e i 72 metri di profondità, su scogliere e secche che scendono verso il largo. Mangia soprattutto pesci, e anche cefalopodi.

Ricciola Leccia (Lichia amia)
Dorso grigio-azzurro, con riflessi rosati bruno o grigio-verdastro
Fianco una banda gialla lungo il fianco, più evidente nei giovani argentato, con la linea laterale molto sinuosa
Testa spesso una fascia scura obliqua dall’occhio alla nuca senza fascia

I nomi confondono: in diverse regioni anche la ricciola si chiama leccia, e la leccia stella (Trachinotus ovatus) è un’altra specie ancora. Le due righe più sicure sono la banda gialla e la fascia scura sulla testa della ricciola.

Quando si pesca la ricciola: il periodo mese per mese

La ricciola si riproduce in primavera e in estate, vicino alla costa. La scheda dell’ARPA Puglia racconta il ciclo dal punto di vista di chi pesca: in primavera e a inizio estate gli adulti maturi si avvicinano alla costa, mentre in autunno sotto costa arrivano i giovani, in banchi a volte molto grandi. Le schede FAO sulla piccola pesca del Cilento dicono lo stesso: la traina sotto costa prende in autunno e in inverno ricciole giovani, in genere fino a un chilo, mentre gli adulti stanno più in profondità e non abboccano alle esche finte trainate a galla.

Mesi Cosa aspettarsi
Gennaio – marzo Ultimi banchi di giovani sotto costa in alcune zone; sulle secche la stagione è povera e il mare spesso non permette di uscire.
Aprile – giugno Gli adulti si avvicinano alla costa per riprodursi. Per chi pesca le secche col vivo, giugno è uno dei mesi delle ricciole grandi.
Luglio – agosto Stagione di riproduzione. Sulle mangianze si vedono le prime ricciole giovani; sulle secche si pesca ma le fonti non lo indicano come il periodo migliore.
Settembre – dicembre I giovani nati in primavera arrivano sotto costa e crescono: da settembre–ottobre li prendono la traina leggera e lo spinning da riva. Sulle secche, per molti, è il periodo delle ricciole grandi.

Riccardo Fanelli, che pesca a traina col vivo e ne scrive su Alcustom, indica per le ricciole grandi da settembre a dicembre e giugno, e aggiunge che ogni zona ha i suoi periodi. È l’indicazione più onesta: segna le tue uscite.

Ricciole piccole: cosa sono e perché rilasciarle

Quasi tutto quello che si prende da riva e con la traina costiera sono ricciole giovani, nate in primavera, da qualche etto a un paio di chili: le “ricciolette” delle mangianze autunnali.

Nessuna di queste si è ancora riprodotta. Sulla taglia della prima riproduzione le fonti non coincidono, e l’intervallo è largo: da circa 60 cm a oltre un metro. L’ARPA Puglia la mette da circa 60 cm, 2,5 kg e due anni di età; FishBase intorno ai 90 cm (tra 80 e 127 secondo gli studi); uno studio sulle ricciole delle isole Pelagie (Marino e colleghi, Journal of Applied Ichthyology, 1995) trova la metà dei pesci maturi solo tra 109 e 113 cm di lunghezza standard, cioè senza la coda, verso i 3–4 anni. In ogni caso una ricciola da un chilo è lontanissima. Una taglia minima nazionale non c’è: rilasciarle è una scelta tua, e noi te la consigliamo.

Con che mare e che vento si pesca la ricciola?

La ricciola in sé non chiede un mare particolare: caccia con la corrente e con il pesce foraggio. È la tecnica che chiede il mare.

  • Traina col vivo. Si va molto piano, sotto i 2 nodi, seguendo la secca: con vento forte la barca non tiene la rotta e l’esca non sta alla quota giusta. Serve vento debole e mare poco mosso.
  • Vertical jigging. Bisogna stare sulla verticale della secca: con vento e corrente contrari il filo va obliquo. Una corrente moderata è un buon segno, perché muove il pesce foraggio; troppa ti costringe a jig più pesanti.
  • Da riva. Le ricciole giovani cacciano sulle mangianze, che si vedono meglio con il mare calmo. Dagli scogli, poi, l’onda è prima di tutto un problema di sicurezza.

CastSignal non ha un profilo per la traina né per lo shore jigging: per la ricciola usa questi due come riferimento.

  • Dalla barca, profilo barca. Pensato per una barca aperta o un gommone di 5–6 metri: le ore buone vanno da un’ora prima dell’alba al tramonto; il vento è al limite sopra i 10 nodi e fuori sopra i 13, le raffiche al limite sopra i 15 e fuori sopra i 19, l’onda al limite sopra mezzo metro e fuori sopra 0,8 m, il mare vivo al limite sopra 0,3 m e fuori sopra 0,4; con un temporale previsto nelle 6 ore successive la barca non esce. Sono limiti prudenti per una barca piccola.
  • Da riva, profilo spinning. Le ore buone vanno da un’ora prima dell’alba a due ore dopo il tramonto; vento al limite sopra i 12 nodi, onda al limite sopra 1,2 m e fuori sopra 1,5. Il profilo è tarato sulla spigola, che vuole il mare mosso: con onda sotto mezzo metro e sole alto segna l’ora “al limite”. Per la ricciola sulle mangianze è proprio quella la finestra possibile, quindi leggi l’onda ora per ora e non fermarti all’etichetta.

Nella pagina della tua zona trovi onda, vento, mare e corrente ora per ora per oggi e domani fino alle 06: scegli la tecnica barca per le secche, spinning per la riva. Le spiegazioni dei due profili sono nelle pagine sulla pesca dalla barca e sullo spinning in mare; per capire come cambia il mare col vento da terra o da mare leggi con che vento si pesca. Trova la tua zona.

Dove cercare le ricciole

  • Secche e cigliate che salgono da fondali profondi: sono il posto della ricciola adulta. Fanelli consiglia di cercare le ricciole anche fuori dalla secca, perché ci passano a orari precisi e non stanno sempre ferme sopra il cappello; in un commento, per una secca di 75 metri, indica di lavorare la fascia tra i 30 e i 50 metri.
  • Oggetti galleggianti: le ricciole giovani si raccolgono sotto tronchi, reti alla deriva e boe, come le lampughe.
  • Da riva: scogliere, punte e moli che scendono in fretta su acqua profonda, dove il pesce foraggio passa vicino.

Sulla secca l’ecoscandaglio aiuta a capire dove e a che quota sta il pesce foraggio.

Traina col vivo alla ricciola: esche, montatura e velocità

È la tecnica classica per le ricciole grandi. Un pesce o un calamaro vivo, trainato lentissimo vicino al fondo della secca con un piombo o un affondatore. Per le basi della traina, le velocità e i limiti sotto costa c’è la pagina sulla pesca a traina.

Le esche vive

  • Calamaro e seppia: il calamaro è tra le esche più apprezzate, quando lo trovi. Lo prendi con la totanara la sera prima o la mattina presto, come spiega la scheda sul calamaro.
  • Sugarello, boga, aguglia: si prendono sul posto con il bolentino o con i sabiki accorciati a tre ami. L’aguglia ha la sua scheda: pesca all’aguglia.
  • Esche più grosse per le ricciole grandi: Fanelli suggerisce lanzardi, tombarelli o grossi muggini, e scrive che il sugarello non è tra le migliori. Altri pescatori lo usano: qui le esperienze divergono.

L’esca va tenuta in una vasca con ricambio d’acqua e innescata senza ferirla. L’innesco più comune è a due ami: uno trainante che la tiene per la bocca o per il mantello e uno ferrante sul corpo, utile con la ricciola che attacca a metà corpo; i dettagli sono nella pagina sulla traina. Sugli ami a traina il DPR 1639/1968 non fissa un numero (art. 138); se usi la canna, per prudenza resta entro i tre ami e, nel dubbio, chiedi alla Capitaneria.

La montatura

Cosa Indicazioni
Canna da traina o da bolentino pesante, corta e potente
Mulinello rotante capiente, con frizione fluida e robusta
Lenza madre trecciato o nylon robusto; il trecciato scende meglio e senti il fondo
Terminale nylon o fluorocarbon non sotto lo 0,60 (Fanelli): la ricciola è potente e si rifugia tra le rocce
Piombo il minimo che porta l’esca alla quota giusta: su una secca di 75 metri Fanelli indica un piombo da 350–500 g, oppure più piombi frazionati da 100, 150 e 200 g
Affondatore in alternativa al piombo, per le andature lente; più acceleri, più l’esca sale

La velocità

Molto lenta, sotto i 2 nodi: le guide indicano tra 1 e 2 nodi per dentici e ricciole, e Fanelli consiglia di non scendere sotto 1,5 nodi. Controcorrente rallenta, a favore puoi accelerare. Se l’esca gira su se stessa vai troppo forte; se si infila tra gli scogli, troppo piano.

La mangiata e il combattimento

La ricciola spesso afferra l’esca a metà corpo e la gira solo dopo. Se ferri appena la canna si piega, rischi di strappargliela di bocca: aspetta che la mangiata sia evidente. Se invece la frizione parte con forza, ferra subito, perché il pesce spesso si è già agganciato da solo.

Il momento critico è la prima fuga verso il fondo, dove la ricciola cerca le rocce. Non forzarla con la frizione chiusa né col motore: allenta appena il freno e porta la barca sulla verticale del pesce. Sotto bordo serve il raffio o un guadino grande.

Vertical jigging alla ricciola

Si cala un metal jig pesante fino al fondo della secca e lo si fa risalire con colpi di canna e giri di mulinello. È la tecnica per la ricciola adulta quando non hai il vivo.

Un articolo di Obiettivo Pesca ripreso da Nautica Report nel 2012 dà i numeri dell’heavy jigging, quello per i grandi predatori:

  • Fondali da almeno 30 metri, a volte vicini o oltre i 100.
  • Jig da 100 a 300 g: servono almeno due canne, perché una sola non va bene sia con 80–100 g sia con 250–300.
  • Mulinello almeno taglia 8000–10000, trecciato da 50 o 65 libbre, con 7–8 metri di shock leader in nylon dello stesso carico, o in fluorocarbon, più rigido ma più resistente all’abrasione.
  • Uno o due assist hook sulla testa del jig, legati a un anello saldato.
  • Animazione: toccato il fondo, si parte subito con un primo colpo, poi un recupero irregolare, con accelerazioni e brevi stop. Per la ricciola l’autore preferisce i long jerk con jig lunghi: un’ampia pompata e due o tre giri di manovella.

Gli assist hook risolvono anche il problema delle regole: con due ami singoli sei nei tre ami per canna; aggiungere un’ancoretta in coda è un caso in cui la norma non dice se l’ancoretta conta come uno o tre ami (ne parliamo nella pagina sullo spinning in mare).

Sulle stesse secche, con lo stesso attrezzo, si prendono anche dentici: la scheda sulla pesca al dentice spiega cosa cambia.

Ricciola da riva: spinning, shore jigging e vivo

Da riva la ricciola che incontri è quasi sempre giovane, da qualche etto a pochi chili, e la trovi quando caccia vicino alla superficie: le mangianze, schiumate di pesce piccolo che salta inseguito dai predatori, spesso all’alba e al tramonto, a fine estate e in autunno.

  • Spinning. Popper, stickbait e minnow lunghi per la superficie, metal jig per la distanza. Recupero veloce: la ricciola insegue e attacca un’esca che scappa. Attrezzatura e recuperi sono nella pagina sullo spinning in mare.
  • Shore jigging. Metal jig lanciati lontano da scogliere e moli su acqua profonda, fatti scendere e recuperati a strappi: è il modo di cercare la ricciola anche quando non si vede in superficie. Lo spieghiamo nella pagina sullo shore jigging.
  • Col vivo. Un sugarello o un’aguglia vivi, lanciati da una scogliera profonda o tenuti sotto un galleggiante grande. È una pesca d’attesa, più lenta, che può portare anche il pesce più grosso.

Da riva conta dove salpi il pesce: da una scogliera alta una ricciola di qualche chilo non si solleva con la canna, serve un raffio col manico lungo o un compagno. E valgono le regole degli scogli: guarda il mare 20–30 minuti prima di scendere, non andare da solo, porta il giubbotto.

Le regole da sapere

  • Taglia minima: nessuna taglia specifica; vale il minimo generale di 7 cm per i pesci. La ricciola non è nell’elenco del regolamento italiano della pesca (DPR 1639/1968, art. 87), che vale anche per chi pesca per sport, né in quello del Mediterraneo del regolamento europeo (Reg. UE 2019/1241, allegato IX). Il minimo di legge è ben lontano dalla taglia di un pesce adulto: i giovani rilasciali.
  • Sardegna. La Regione ha competenza propria sulla pesca e un decreto con taglie regionali (D.A. Difesa dell’Ambiente n. 412 del 10 maggio 1995, modificato anche nel 2016 e ancora in vigore). La scheda dell’ARPA Puglia riporta che fissa per la ricciola una misura minima di 60 cm per la pesca e la vendita; la tabella del decreto non l’abbiamo potuta leggere. Se peschi in Sardegna, considerala valida e chiedi conferma alla Capitaneria o alla Regione. Anche aree marine protette e ordinanze locali possono avere misure proprie.
  • 5 kg al giorno, salvo un pesce singolo più pesante (art. 142). È il caso tipico della ricciola: una ricciola da 10 kg si può tenere, da sola. Ma se hai già 5 kg di altro pescato, la giornata è chiusa.
  • Niente nulla osta e niente RecFishing. La ricciola non ha le regole del tonno rosso. Sull’app RecFishing chi pesca dalla barca dichiara solo tonno rosso, pesce spada, lampuga e alalunga. Il tesserino serve sempre: tutto nella guida al permesso di pesca in mare.
  • Tre ami per canna, sei sulle correntine (art. 138), cinque canne a persona (art. 140). Vale anche per i sabiki con cui prendi le esche: accorciali. Per le lenze a traina il DPR non fissa un numero di ami: con la canna, per prudenza, resta entro i tre.
  • Niente fonti luminose (art. 140, lettera f): la norma vieta alla pesca sportiva “l’uso di fonti luminose”, anche per radunare le esche vive la sera.
  • Lontano dai pescherecci: almeno 500 metri dalle barche della pesca professionale al lavoro (art. 139).
  • Niente vendita del pescato: la pesca sportiva è solo per sé.
  • Aree marine protette: molte secche famose sono dentro un’area protetta, con zone dove la pesca è vietata e regole proprie su traina e attrezzi. Controlla prima di calare.
  • Subacquei: le secche sono anche i posti dei sub. Resta ad almeno 100 metri dal pallone segnasub.

Gli errori da evitare

  • Ferrare troppo presto col vivo. La ricciola prende l’esca di traverso: aspetta che la mangiata sia chiara.
  • Combattere con la frizione chiusa. Alla prima fuga verso il fondo il filo si rompe o si taglia sugli scogli.
  • Terminali sottili. Sotto lo 0,60 una ricciola grande sulla secca ha buone probabilità di romperti.
  • Tenere tutte le ricciole piccole. Sono pesci che non si sono ancora riprodotti: il chilo di ricciolette di oggi è la ricciola da dieci chili di domani.
  • Uscire sulle secche al largo col mare che sale. Su una barca piccola la secca è il posto dove il mare si alza per primo. Guarda il vento delle prossime ore, non solo quello di adesso.

Domande frequenti

Qual è il periodo migliore per pescare la ricciola?

Dipende da quale ricciola cerchi. Le schede FAO sulla piccola pesca del Cilento mettono in autunno e in inverno i banchi di ricciole giovani sotto costa, quelle che si prendono a traina leggera e da riva. Gli adulti, secondo l'ARPA Puglia, si avvicinano alla costa in primavera e a inizio estate, per riprodursi. Chi pesca le secche col vivo indica per le ricciole grandi soprattutto settembre–dicembre e giugno. Ogni zona però ha i suoi tempi: segna le uscite e verifica.

Qual è l'esca migliore per la traina col vivo alla ricciola?

Le più usate sono il calamaro, la seppia, il sugarello, l'aguglia e la boga, cioè le prede che la ricciola trova sulle secche. Per le ricciole grandi Riccardo Fanelli, che pesca a traina col vivo, suggerisce esche più grosse, come lanzardi, tombarelli o grossi muggini, e scrive che il sugarello non è tra le migliori. L'esca deve arrivare viva e vivace sul fondo: conta più come la tieni nella vasca e come la inneschi della specie che scegli.

A che velocità si traina col vivo per la ricciola?

Molto piano, sotto i 2 nodi: le guide indicano tra 1 e 2 nodi per dentici e ricciole, e Riccardo Fanelli consiglia di non scendere sotto 1,5. Controcorrente si rallenta, a favore di corrente si può accelerare. La velocità giusta è quella che tiene l'esca viva e vicino al fondo senza farla girare su se stessa.

C'è una taglia minima per la ricciola?

Nessuna taglia specifica: la ricciola non è nell'elenco del regolamento italiano della pesca (DPR 1639/1968, art. 87) né in quello europeo per il Mediterraneo, quindi vale il minimo generale di 7 cm per i pesci. In Sardegna, che ha regole proprie sulla pesca, l'ARPA Puglia riporta una misura minima regionale di 60 cm: se peschi lì, verifica. Le ricciole sotto il chilo sono giovani e non si sono ancora riprodotte: rilasciale.

Si può pescare la ricciola da riva?

Sì, soprattutto le ricciole giovani, da scogliere e moli che scendono su acqua profonda, quando cacciano il pesce piccolo vicino alla superficie. Si pesca a spinning con popper, stickbait e metal jig, oppure con un pesce vivo lanciato o tenuto sotto un galleggiante. Le ricciole grandi da riva sono rare e servono attrezzatura robusta e un posto dove poterle salpare. Sugli scogli valgono le regole di sicurezza: mai da soli e col mare calmo.

Come si distingue la ricciola dalla leccia?

La ricciola ha il dorso grigio-azzurro, una banda gialla lungo il fianco, più evidente nei giovani, e spesso una fascia scura obliqua che va dall'occhio alla nuca. La leccia (Lichia amia) ha il dorso bruno o grigio-verde, i fianchi argentati e una linea laterale molto sinuosa, che sulla ricciola non c'è. Attenzione ai nomi: in diverse zone d'Italia anche la ricciola si chiama leccia.

Serve un permesso speciale o RecFishing per la ricciola?

No. La ricciola non ha regole come quelle del tonno rosso: niente nulla osta della Capitaneria e niente quota. Sull'app europea RecFishing, chi pesca dalla barca deve dichiarare solo tonno rosso, pesce spada, lampuga e alalunga. Per pescare in mare serve comunque la comunicazione gratuita al Ministero, il tesserino, e valgono le regole generali: 5 kg al giorno salvo un singolo pesce più pesante e nessuna vendita.

Qual è l'orario migliore per la ricciola?

Dipende dalla tecnica. A traina, secondo Nautica.it, la ricciola si prende soprattutto nelle ore centrali; da riva le mangianze si vedono spesso all'alba e al tramonto. Chi la pesca col vivo, come Riccardo Fanelli, aggiunge che le ricciole passano sulla secca a orari ben precisi: conviene insistere per qualche ora sulla stessa zona e segnare a che ora arrivano le mangiate.