Questionario

Pesca a traina: costiera, col vivo, velocità e assetto

La traina è la pesca con la barca in movimento che trascina un artificiale o un'esca viva. Qui trovi, specie per specie, a che velocità andare, quanta lenza filare, come affondare l'esca, come si fa la traina col vivo e con che mare uscire.

Le canne in poppa di una barca in movimento, con la scia bianca sul mare verde-azzurro e la costa sullo sfondo.

La traina è la pesca con la barca in movimento che trascina un artificiale o un’esca viva dietro di sé. Ci sono due modi diversi di farla. La traina costiera con gli artificiali, intorno ai 3–5 nodi, per palamite, serra, sgombri, sugarelli e spigole. La traina col vivo, sotto i 2 nodi, con un pesce o un calamaro vivi portati vicino al fondo, per dentici e ricciole. Si esce con mare calmo e poco vento, nelle ore giuste per la preda: alba e tramonto per il serra, luce piena e tardo pomeriggio per la palamita, ore centrali per la ricciola.

La pagina sulla pesca dalla barca spiega le basi, le dotazioni di sicurezza e la differenza tra bolentino, traina e scarroccio. Qui approfondiamo la traina: specie per specie, assetto, zavorre, esche vive, ferrata e regole proprie di chi traina.

Che velocità tenere a traina?

È la domanda che conta di più, e le fonti non sono del tutto d’accordo. Con gli artificiali si sta di solito tra 3 e 5 nodi: Nautica.it (2016) va da 2–3 nodi per sugarelli e occhiate a 4–5 per le palamite; Antonello Salvi, intervistato da Barche a Motore (2018), traina tra 3 e 7 nodi secondo l’esca. Una vecchia pagina di Nautica Report (2012) scrive 1–3 nodi per la costiera, ma nello stesso testo avverte che sotto i 2,5–3 nodi gli artificiali non lavorano più: con gli artificiali si sta nella parte alta. Con il vivo tutti vanno piano, sotto i 2 nodi: 1–2 per dentici e ricciole secondo Nautica.it, 1–1,5 per Saverio Rosa con la seppia viva.

Come trovare la tua:

  • Prova l’artificiale a fianco della barca prima di filarlo. Salvi lo tiene vicino alla barca e varia la velocità finché non trova il punto in cui comincia a girare o a uscire dall’acqua; poi traina appena sotto.
  • Gli affondatori idrodinamici lavorano male oltre i 3,5–4 nodi (Nautica Report).
  • La corrente cambia la velocità vera. Il GPS segna la velocità sul fondo, ma l’esca sente quella nell’acqua: con la corrente a favore l’esca va più piano di quanto dice lo strumento, contro va più forte. È fisica, non una regola delle fonti: se dopo una virata le mangiate arrivano sempre in un verso, tieni quel verso.

Che pesci si prendono a traina, e come?

Questa tabella riassume l’articolo di Nautica.it sui pesci della traina costiera (2016). Sono valori da cui partire, non regole.

Preda e periodo Velocità Lenze e metri da poppa Esca o artificiale
Sugarello, mesi caldi 2–3 nodi 2–3 lenze a circa 30 m piumette e cucchiaini di 3–5 cm
Sgombro, tarda primavera – estate circa 3 nodi 2 o più a 30–40 m, zavorra 100–300 g cucchiaini 3–5 cm, piumette 5–6 cm
Occhiata, stagioni calde 2–4 nodi 2–4 lenze a 25–40 m piumette bianche 2–4 cm
Palamita, primavera – autunno 4–5 nodi 3 lenze da 35 m in su piume 5–8 cm, pesci finti 9–14 cm
Leccia stella, estate – autunno 4 nodi 2–3 lenze a 30–40 m cucchiaini e piumette 4–5 cm
Serra, piena estate – fine autunno 3–4 nodi con artificiali, 2 con l’aguglia viva 2 lenze da 30 m in su piume di circa 10 cm, aguglia; cavetto indispensabile
Spigola, pieno inverno e primavera circa 4 nodi 2 laterali a 40–50 m pesci finti 5–14 cm
Dentice, primavera – autunno 4 con artificiali, 1–2 col vivo 2 lenze da 50 m in su, zavorra da 500 g in su pesci finti 13–18 cm, poi seppia e calamaro
Ricciola, estate inoltrata – autunno 4 con artificiali, 1–2 col vivo 2 lenze a 40–50 m e oltre piume, pesci finti 7–13 cm, aguglia, seppia, calamaro

Le ore, sempre secondo Nautica.it: serra alle prime luci e al tramonto; palamita con la luce già piena e nel tardo pomeriggio; sgombro e sugarello di buon mattino; dentice dal mattino avanzato al pieno pomeriggio; ricciola nelle ore centrali. Nautica Report aggiunge che con molte nuvole “difficilmente si faranno catture”: per loro il sole conta.

Le schede delle specie: serra, spigola, sgombro, aguglia, dentice, ricciola.

Come si dispongono le lenze?

Con più canne, ogni lenza deve avere il suo spazio. La regola di base: le lenze affondate vicine alla barca, quelle di superficie lontane.

Per le palamite Nautica.it usa tre lenze, filate lontano, da 35 metri in su; per spigola e dentice due lenze a 40–50 metri o più. Sotto costa, con una barca piccola e una persona sola, due lenze bastano, tre al massimo.

Qualche accorgimento:

  • Virate larghe. Con le lenze in acqua una virata stretta le incrocia, e le zavorre affondano nella curva. Nautica Report consiglia virate molto larghe e di non tagliare la rotta di un’altra barca a meno di 80–100 metri.
  • Percorsi a zig-zag lungo la batimetrica: esplori più profondità, e nelle curve le esche esterne accelerano e quelle interne rallentano, così provi più velocità in un solo passaggio.
  • Lenza marcata. Un filo a cambio colore, o segnato ogni 10 metri, ti dice sempre quanta lenza hai fuori.
  • L’ecoscandaglio dice dove passa il foraggio. Il segnale migliore resta in superficie: mangianze, gabbiani e berte.

Come si porta l’esca in profondità?

L’artificiale di superficie lavora nei primi 2 metri; i minnow con la paletta lunga scendono di più. Per andare più giù servono le zavorre. Sono tutte approssimazioni: la profondità reale cambia con velocità, diametro del filo, metri filati e artificiale.

  • Piombo guardiano. Un piombo su uno spezzone di filo più debole della lenza, calato a profondità nota: avvisa quando tocchi il fondo e, se si incaglia, si rompe lui. Per il dentice col vivo Obiettivo Pesca indica 250 g fino a 25–30 m di fondale, 350 g fino a 45–50 m, 500 g fino e oltre i 60 m. Saverio Rosa su Pescareonline, nell’articolo sulla traina al dentice (2011), usa 500 g su 25–40 metri a circa un nodo, con trecciato 0,28, e dà una forchetta da 300 a 750 g secondo fondale, corrente, velocità e filo. Con il trecciato, che fa meno attrito, basta meno piombo.
  • Zavorre in linea, da 100 a 300 grammi secondo Nautica.it, per sgombri e per le spigole quando il fondale supera i 4 metri.
  • Affondatore (downrigger). Una palla di piombo da 3–5 kg su un cavo, con uno sgancio che libera la lenza all’abboccata. Secondo Nautica Report, a 3 nodi una palla da 3 kg scende a circa 10 metri, una da 5 kg a circa 20, ma la corrente cambia molto questi valori. È pensata per le andature lente.
  • Monel. Un filo metallico di rame e nichel che affonda in modo regolare: a 3 nodi circa 1 metro ogni 10 metri di filo calato (Nautica Report), quindi circa 200 metri per arrivare a 20 metri. Chiede mulinelli e anelli adatti: è un’attrezzatura da specialisti, non da chi comincia.
  • Paravane e affondatori idrodinamici: piastre che scendono con la trazione, per pochi metri e a velocità moderate.

La traina col vivo: dentice, ricciola, serra e leccia

È una pesca lenta e paziente. Si innesca un’esca viva e la si porta a pochi metri dal fondo sulle secche, o in superficie per serra e lecce.

Le esche. Per il dentice e la ricciola: calamaro, il migliore ma non sempre disponibile, seppia, sugarello, aguglia, occhiata, boga. Per il serra: cefalo, aguglia, sugarello. Per la leccia: soprattutto cefalo. Le esche vive si pescano spesso la mattina stessa, a bolentino o con i sabiki, che vanno accorciati a tre ami (art. 138). Anche i pesci esca hanno le loro taglie minime da rispettare. Roberto Ripamonti, in un articolo del 2009 su Pescareonline, consiglia esche di almeno 30 cm per l’aguglia, 15 per sugarello e leccia stella, 20 per il cefalo: sono misure da pescatore per scegliere l’esca giusta, non misure di legge. L’anguilla non la consigliamo: è in pericolo critico.

L’innesco a due ami. Un amo trainante, che tiene l’esca per la bocca o, nel calamaro, all’apice del mantello, e un amo ferrante sul corpo o tra i tentacoli. Rosa infila l’amo trainante della seppia dal basso verso l’alto attraverso l’osso, così l’esca nuota bene anche dopo un’ora. L’esca non deve girare su se stessa: controllala ogni tanto. Il cefalo regge ore di traina, scrive Ripamonti, purché non si superino mai i 2 nodi.

Terminali e ami, dalle fonti citate:

Preda Terminale Ami Fonte
Serra cavetto termosaldabile da 30–40 lb, o fluorocarbon 0,70 per l’aguglia viva dall’1 al 2 Ripamonti
Leccia fluorocarbon 0,60 per sugarello e leccia stella dal 2 all’1/0, per il cefalo dall’1/0 al 6/0 Ripamonti
Dentice fluorocarbon 0,50, lungo circa 20 m, su trecciato 0,28 due ami, 4/0 e 6/0 Rosa
Ricciola nessuna misura nelle fonti lette: robusto, perché la ricciola cerca gli scogli 2/0–5/0 con l’aguglia Nautica.it

Per il serra la scelta tra cavetto e fluorocarbon grosso divide i pescatori: il cavetto tiene ai denti, il fluorocarbon spaventa meno il pesce, e Ripamonti sale allo 0,70 proprio per avere qualche possibilità anche col serra. Ne parliamo nella scheda del serra.

Come si ferra e come si combatte?

  • Con l’artificiale il pesce spesso si allama da solo: la canna si piega e la frizione canta. Non fermare la barca di colpo, rallenta e tieni la prua in moto, così la lenza resta tesa.
  • Con il vivo l’abboccata è spesso un peso o una partenza. Se la leccia attacca l’esca di testa, Ripamonti consiglia di adeguarsi aprendo la frizione o gestendo la canna a mano; poi una ferrata potente e profonda: decisa con trecciato e finale in nylon, molto decisa o raddoppiata con tutto nylon.
  • La frizione si regola prima di calare. Rosa la tiene sui 2–3 kg per dentici da 6–8 kg.
  • Recupera le altre lenze appena hai un pesce: se no si incrociano.
  • La ricciola cerca il fondo e gli scogli per rompere la lenza: nei primi secondi devi staccarla dal fondo. Il serra salta e si slama facilmente.
  • Guadino piuttosto che raffio, se vuoi la scelta di rilasciare.

Con che mare e che vento si va a traina?

CastSignal non ha un profilo dedicato alla traina. Si legge quello della barca, pensato per una barca aperta o un gommone di 5–6 metri. Nella pagina della tua zona scegli Barca:

Buone Al limite Fuori
Vento medio fino a 10 nodi 10–13 nodi oltre 13
Raffiche fino a 15 nodi 15–19 nodi oltre 19
Onda fino a 0,5 m 0,5–0,8 m oltre 0,8 m
Mare vivo fino a 0,3 m 0,3–0,4 m oltre 0,4 m
Pioggia moderata forte
Temporale nell’ora o nelle 6 dopo
Visibilità sotto 4 km sotto 2 km

Orario: da un’ora prima dell’alba al tramonto. Con un cabinato di 7 metri si regge circa 3 nodi e 0,3 metri in più. Come leggerlo per la traina:

  1. Il traverso pesa più che a bolentino. È buon senso di chi va per mare, non una soglia delle fonti: a traina segui la costa e spesso prendi il mare di fianco, la barca rolla e le esche cambiano velocità a ogni onda. Con l’onda al limite scegli un tratto di costa dove il mare ti arriva più di prua o di poppa, oppure resta in porto.
  2. La traina serale è fuori orario. Le ore del profilo finiscono al tramonto, ma il serra si traina anche dopo. Lo stato “fuori orario” non dice niente sul mare: guarda onda e vento della sera con gli stessi limiti, e ricorda fanali e dotazioni per la navigazione notturna.
  3. Il mare mosso non è il mare della barca piccola. Nautica Report scrive che per spigole e occhiate le condizioni migliori sono con il mare mosso e venti non meridionali. Noi teniamo la soglia a 0,8 metri per una barca di 5–6 metri: se vuoi quel mare, serve una barca che lo regga.
  4. La brezza del pomeriggio decide il rientro. D’estate il vento di mare cresce con il sole: programma il ritorno prima delle ore al limite.

Le guide sul vento e su quando andare a pescare spiegano come leggere le altre condizioni.

Le regole di chi traina

Le regole generali della barca sono nella pagina sulla pesca dalla barca. Quelle che toccano la traina:

  • Gli attrezzi e gli ami. Il regolamento elenca le lenze a traino di superficie e di fondo tra gli attrezzi della pesca sportiva (DPR 1639/1968, art. 138, lettera d) senza fissare un numero di ami, mentre per le canne (lettera c) dice non più di tre. Il DPR non chiarisce in quale voce rientri una canna usata a traina: per prudenza resta entro i tre ami per canna e, se ti serve di più, chiedi alla Capitaneria. Il limite di 5 canne a persona vale anche qui (art. 140).
  • Ancorette sui minnow. Non abbiamo trovato una norma nazionale che dica se un’ancoretta conta come uno o tre ami; nel dubbio chiedi alla Capitaneria.
  • Velocità sotto costa. Entro 500 metri dalla costa, dalle scogliere frangiflutti e dall’imboccatura dei porti si va al massimo a 8 nodi, nei porti e nelle rade con barche all’ancora a 3, salvo ordinanze locali (D.M. 146/2008, art. 91-bis, in vigore dal 21 ottobre 2024). La traina sta sotto, ma attenzione ai trasferimenti.
  • Bagnanti. D’estate, nella fascia dei bagnanti, di solito 200–300 metri dalle spiagge e 100–200 dalle coste alte, non si pesca e non si passa; la si attraversa solo nei corridoi di lancio, a non più di 3 nodi. Molte ordinanze, come quella di Terracina del 2025, chiedono anche di non superare i 10 nodi fino a 1 km dalla riva. Numeri, stagione e orari li fissa l’ordinanza di sicurezza balneare della tua Capitaneria. Le esche sono 30–50 metri dietro la poppa: misura la distanza da lì.
  • Sub. Dal galleggiante con la bandiera rossa a striscia bianca si sta ad almeno 100 metri (D.M. 146/2008, art. 91, ripreso dalla legge 70/2026). Il sub può essere fino a 50 metri dal suo segnale, e tu hai 50 metri di lenza a poppa: passa molto più largo.
  • Pescatori professionisti. Almeno 500 metri dalle unità al lavoro (DPR 1639/1968, art. 139): occhio alle boe delle reti, una lenza a traina si incaglia facilmente.
  • 5 kg al giorno a persona, salvo un singolo pesce più pesante, e niente vendita.
  • Taglie minime. Palamita 25 cm e alletterato 30 cm (DPR 1639/1968, art. 87); spigola 25 cm per il regolamento europeo, 20 nel DPR: rispetta i 25. Serra, ricciola e dentice non hanno una taglia specifica; vale il minimo generale di 7 cm per i pesci, ma i giovani vanno rilasciati. Per le altre specie guarda le schede.
  • RecFishing e tonno. Chi pesca dalla barca e ha più di 16 anni si registra su RecFishing e dichiara tonno rosso, pesce spada, lampuga e alalunga. Il tonno rosso si pesca, anche solo per rilasciarlo, solo con il nulla osta della Capitaneria: se abbocca a traina senza nulla osta va liberato. Tutto nella guida al permesso di pesca in mare e nella scheda del tonno.
  • Aree marine protette. Ognuna ha zone e regole proprie, e in alcune la traina è vietata o limitata. Controlla il regolamento dell’area prima di calare.

Gli errori da evitare

  • Trainare sempre alla stessa velocità. Cambia di mezzo nodo finché non trovi quella che funziona quel giorno.
  • Filare l’artificiale senza provarlo, o trainare il vivo troppo veloce: se gira su se stesso, nessuno lo attacca.
  • Terminale troppo corto con il vivo. Rosa ne usa 20 metri di fluorocarbon per il dentice.
  • Passare vicino ai sub o alle reti contando la distanza dalla prua: le esche sono decine di metri più indietro.
  • Restare fuori quando il vento gira. Il rientro col mare in prua, con le lenze ancora fuori, è il momento peggiore.

Domande frequenti

A che velocità si pesca a traina?

Dipende da esca e preda, e le fonti danno valori diversi. Con gli artificiali sotto costa si sta di solito tra i 3 e i 5 nodi, e c'è chi arriva a 7 con gli artificiali che lo reggono. Con l'esca viva si va molto più piano, sotto i 2 nodi: tra 1 e 2 per dentici e ricciole, intorno ai 2 per il serra con l'aguglia viva, perché l'esca deve nuotare e non essere trascinata. Ogni artificiale ha una velocità oltre la quale gira su se stesso: provalo a fianco della barca.

Quanta lenza si fila a traina?

Sotto costa con gli artificiali si filano di solito 30-40 metri da poppa per sugarelli, sgombri e occhiate, 40-50 metri e oltre per spigole, dentici e ricciole. Le lenze più affondate, con zavorra o affondatore, vanno più vicine alla barca, quelle di superficie più lontane, così non si incrociano nelle virate. Un filo a cambio colore o marcato ogni dieci metri ti fa sapere sempre quanta lenza è in acqua.

Che artificiali si usano nella traina costiera?

I più usati sono i minnow, cioè pesci finti con la paletta, le piume e piumette, i polpetti in silicone e i cucchiaini. Le misure seguono la preda e il pesce foraggio: secondo Nautica.it piumette di 2-5 centimetri per sugarelli e occhiate, piume di 5-8 e pesci finti di 9-14 per le palamite, pesci finti di 5-14 per la spigola e di 13-18 per il dentice. Ogni artificiale ha la sua velocità di lavoro: provalo a fianco della barca prima di filarlo.

Come si fa la traina col vivo?

Si innesca un pesce vivo, come un sugarello, un cefalo, un'aguglia, oppure un calamaro o una seppia, con due ami: uno trainante che lo tiene per la bocca o per il mantello e uno ferrante sul corpo. Lo si traina piano, tra 1 e 2 nodi, portato vicino al fondo da un piombo guardiano su uno spezzone di filo più debole, che se si incaglia si rompe per primo. È la tecnica classica per dentici e ricciole sulle secche, e per serra e lecce più vicino alla superficie.

Con che mare si può andare a traina?

Con una barca aperta o un gommone di 5-6 metri, CastSignal segna buone le ore con vento fino a 10 nodi e onda fino a mezzo metro, al limite fino a 13 nodi e 0,8 metri, e mette fuori le ore con raffiche sopra i 19 nodi o un temporale previsto nelle 6 ore dopo. Non c'è un profilo dedicato alla traina: si legge quello della barca. A traina si segue la costa e il mare preso di traverso fa rollare la barca, quindi con l'onda al limite conviene scegliere un percorso più comodo o restare in porto.

Quante canne si possono usare a traina?

Al massimo 5 canne a persona, come in tutta la pesca sportiva in mare (DPR 1639/1968, art. 140). Il regolamento nomina le lenze a traino di superficie e di fondo tra gli attrezzi consentiti, senza un numero di ami; per le canne invece dice tre ami, e non chiarisce in quale voce rientri una canna usata a traina. Per prudenza resta entro i tre ami per canna. Nella pratica, sotto costa due o tre lenze sono già tante per una persona sola: ogni lenza in più si può incrociare nelle virate e rallenta la reazione quando un pesce abbocca.

A che distanza dalla spiaggia si può trainare?

In stagione balneare, nella fascia dei bagnanti non si pesca e non si passa: di solito 200-300 metri dalle spiagge e 100-200 dalle coste alte, secondo l'ordinanza della tua Capitaneria, e la si attraversa solo nei corridoi a 3 nodi. Molte ordinanze chiedono anche di non superare i 10 nodi fino a 1 km dalla riva, e tutto l'anno entro 500 metri dalla costa si va al massimo a 8 nodi, salvo ordinanze locali. Dai segnali dei sub si sta ad almeno 100 metri. Le esche sono 30-50 metri dietro di te: misura le distanze da lì.

Se a traina abbocca un tonno rosso cosa devo fare?

Il tonno rosso si può pescare, anche solo per rilasciarlo, solo con il nulla osta della Capitaneria del porto base intestato alla barca, oltre al tesserino e alla registrazione su RecFishing. Senza nulla osta va liberato subito, possibilmente in acqua. Il trattenimento è legato a una quota che può chiudere prima del previsto: nel 2026 è stato chiuso dal 9 settembre. Lampuga e alalunga vanno dichiarate su RecFishing. I dettagli sono nella guida al permesso di pesca in mare.