Questionario

Licenza di pesca in Emilia-Romagna: costo e regole

In Emilia-Romagna la licenza è la ricevuta di una tassa regionale: 22,72 euro per un anno se sei residente, 6,82 euro per 30 giorni se vieni da fuori. Per le trote c'è in più un tesserino gratuito, e qui trovi cosa dicono la legge, il regolamento e il calendario 2026/27.

Le valli di Comacchio al tramonto, con i capanni da pesca su palafitte e i pali nell'acqua.

In breve. In Emilia-Romagna la licenza di pesca sportiva è la ricevuta del versamento di una tassa regionale, da mostrare con un documento d’identità. La tipo B costa 22,72 euro e dura 365 giorni (solo per i residenti). La tipo C costa 6,82 euro e dura 30 giorni (per chiunque). Si paga online o alle Poste. Per trattenere le trote serve anche il tesserino regionale, gratuito. Importi e regole sono quelli letti sulle pagine ufficiali della Regione il 17 ottobre 2026: prima di partire riguarda la pagina, perché cambiano.

Questa guida va a fondo su una sola Regione. Per il confronto con le altre c’è la tabella nazionale delle licenze di pesca nelle acque interne.

Quanto costa la licenza di pesca in Emilia-Romagna?

Le due licenze per chi pesca per sport sono queste, secondo la pagina della Regione sulla licenza B o C, aggiornata il 30 aprile 2026:

Licenza Per chi Durata Costo
Tipo B Residenti in Emilia-Romagna 365 giorni 22,72 €
Tipo C Italiani e stranieri 30 giorni 6,82 €

Entrambe valgono su tutto il territorio nazionale. La durata parte dal giorno del versamento, non dal primo gennaio. Se paghi il 20 ottobre, la B vale per i 365 giorni successivi. La legge regionale (L.R. 11/2012, art. 11, testo coordinato su Demetra) fissa l’onere della C al 30 per cento della tassa annuale della B: è per questo che 22,72 euro diventano 6,82.

Se hai già la licenza di un’altra Regione non devi pagare di nuovo: l’art. 14 della stessa legge dice che quella rilasciata nelle altre Regioni e nelle Province autonome di Trento e Bolzano vale anche qui. Se non ce l’hai e non sei residente, la strada è la tipo C.

Come si paga la licenza, e si può fare online?

Sì, si può fare online. La Regione indica due strade: il bollettino in PDF da pagare negli uffici postali, oppure il pagamento online dal link della sua pagina (se non funziona, la pagina consiglia di cambiare browser). Il versamento va sul conto corrente 116400 intestato a Regione Emilia-Romagna, Tasse concessioni regionali e altri tributi.

Sulla ricevuta devono comparire dati anagrafici, codice fiscale e causale. La ricevuta è la licenza: non arriva nessun tesserino plastificato. Tienine una copia sul telefono e porta un documento d’identità. Gli stranieri hanno bisogno del codice fiscale per il pagamento online. Per un versamento sbagliato la Regione prevede una richiesta di rimborso in carta semplice all’Area Tributi di Bologna.

Chi è esente dalla licenza?

L’elenco è nell’art. 14 della L.R. 11/2012, e la pagina della Regione lo ripete. La licenza non serve a:

  • chi cattura pesci per incarico della pubblica amministrazione o per studio e ricerca;
  • gli addetti agli impianti di piscicoltura, durante il lavoro e dentro l’impianto;
  • i minori di 12 anni, se accompagnati da un maggiorenne con licenza o esentato;
  • i minori di 18 anni con l’attestato di un corso di avvicinamento alla tutela della fauna ittica e alla pesca, organizzato dalle associazioni dei pescatori;
  • chi ha superato i 65 anni;
  • le persone con disabilità di cui all’art. 3 della legge 104/1992;
  • gli stranieri che partecipano a competizioni sportive;
  • chi pesca a pagamento o in spazi privati.

La Regione avverte che la validità di queste esenzioni fuori dall’Emilia-Romagna va verificata sul posto.

Serve il tesserino per pescare le trote?

Per trattenere le trote, sì. Per capire fin dove arriva l’obbligo conviene leggere le fonti una per una, perché non usano le stesse parole.

  • La legge (L.R. 11/2012, art. 15): i pescatori in regola con la tassa “che intendono esercitare la pesca di salmonidi devono munirsi del tesserino regionale di pesca controllata per la registrazione delle catture”.
  • Il regolamento (Reg. reg. 1/2018, art. 30, testo coordinato su Demetra): “che intendono esercitare la pesca ai salmonidi e trattenere il pescato, devono munirsi” del tesserino.
  • Il calendario 2026/27: la formula del regolamento, con tesserino cartaceo oppure app con accesso SPID.
  • La pagina della Regione sulla pesca sportiva (aggiornata il 27 agosto 2026): “per praticarla è obbligatoria la licenza di tipo B o C” e poi “è inoltre possibile munirsi di tesserini per la pesca controllata dei salmonidi”. È la formula più morbida, quella che può far pensare a un tesserino facoltativo. La pagina sulla licenza B o C, invece, del tesserino non parla affatto.

Nel punto che conta in pratica le fonti concordano: se vuoi portare a casa una trota, il tesserino ti serve e ogni cattura trattenuta va segnata. Non sono allineate sul caso di chi le trote le rilascia tutte: la legge non aggiunge “trattenere”, il regolamento sì, e la sanzione vale “quando previsto” (art. 25). Non abbiamo trovato una circolare che chiarisca il rilascio. Nel dubbio chiedi alla Regione o alla Provincia, oppure prendi il tesserino, che è gratuito.

Come si ottiene e come si compila il tesserino?

Secondo la pagina della Regione sui tesserini (aggiornata il 2 settembre 2025) il tesserino registra le trote che intendi trattenere, è gratuito ed è distribuito dai Comuni montani e collinari o dalle associazioni dei pescatori. Per sapere chi lo rilascia dove peschi, la Regione rimanda ai referenti territoriali.

In alternativa c’è l’app Tesserino Salmonidi ER, per chi è in regola con la licenza (o esentato) e non ha già il cartaceo di quella stagione. L’app è una scelta tua: se preferisci la carta, puoi sempre chiedere il cartaceo ai Comuni o alle associazioni al posto dell’app.

Le regole di compilazione sono nel regolamento (art. 30):

  • alla prima cattura del giorno scrivi il codice del sottobacino che trovi nella legenda; se cambi sottobacino nello stesso giorno ripeti la data e il nuovo codice;
  • per ogni salmonide barri subito la casella; se lo depositi, cerchi la casella;
  • niente cancellature, niente matita, solo penna indelebile;
  • il tesserino si restituisce quando ne chiedi uno nuovo; se lo perdi, ne ottieni un altro solo dopo la denuncia alla Pubblica Sicurezza.

Il limite è di cinque trote al giorno a pescatore (Reg. art. 26, c. 5).

Che differenza c’è tra acque A, B, C e D?

La Regione divide le acque in quattro zone, che decidono attrezzi, esche, orari e specie. La definizione è nell’art. 4 della L.R. 11/2012 e il calendario la ripete:

Zona Specie tipiche
A Specie delle acque interne; marine nelle acque salmastre; fiume Po
B Ciprinidi ed esocidi: tinca, carpa, luccio
C Ciprinidi: cavedano, barbo, lasca
D Salmonidi: trota

In pratica la B è l’acqua di carpa, tinca e luccio, la D quella delle trote. La zona del tuo tratto è nei calendari provinciali e nella carta interattiva della Regione. Cosa cambia per chi pesca, dal calendario 2026/27 e dal regolamento (artt. 13 e seguenti):

  • A e B: da una a tre canne con non più di tre ami ciascuna, entro 10 metri. Pastura fino a 5 chili nelle A, 4 nelle B.
  • C: una canna con amo singolo senza ardiglione (o schiacciato), oppure esche artificiali con al massimo due ami senza ardiglione. Pastura fino a 3 litri o 1 chilo, pellet vietato, niente pesca da barca.
  • D: una canna con amo singolo senza ardiglione (o schiacciato), esca naturale o artificiale. Vietate la pasturazione, la larva di mosca carnaria e le uova di salmone; niente pesca da barca.

Il limite di peso al giorno è di 5 chili in zona A, 4 in B e 2 nelle C e D, salmonidi compresi, superabile solo dall’ultimo pesce catturato. Fuori dalle A si pesca in orari che cambiano con le stagioni: d’estate dalle 4 alle 21, a dicembre dalle 7 alle 18. Nelle D la pesca è vietata, a tutte le specie, dalla prima domenica di ottobre all’ultima domenica di marzo. Nel 2026 la prima domenica di ottobre è stata il 4: da quel giorno i tratti di zona D sono chiusi fino a fine marzo 2027.

Per la carpa, tecnica e montature sono nelle guide Carpfishing e montature da carpfishing. In Emilia-Romagna il programma ittico prevede zone speciali dove la pesca notturna della carpa è ammessa solo con regole particolari e rilascio immediato.

Quali sono le zone di protezione e dove non si può pescare?

L’art. 10 della legge distingue quattro tipi di tutela, istituiti ogni anno col Programma ittico regionale:

  • zone di ripopolamento e frega, dove i pesci si riproducono;
  • zone di protezione integrale, tratti di pregio naturalistico;
  • zone di protezione delle specie ittiche, a tutela temporanea (il programma cita per esempio un divieto dal 1 dicembre al 31 marzo);
  • zone a regime speciale di pesca, dove la pesca è limitata o disciplinata, per esempio con rilascio obbligatorio o solo esche artificiali.

L’elenco cambia di provincia in provincia e sta nel programma ittico 2026/27 (DGR 429 del 23 marzo 2026, BUR n. 79 del 2 aprile 2026) e nei calendari provinciali. Qualche esempio dal programma: un tratto del Po nel Piacentino è a divieto permanente di pesca, il Trebbia ha tratti a rilascio obbligatorio, e per la trota ci sono zone “a trofeo” con da uno a cinque capi al giorno e misura minima da 22 a 35 centimetri. Con il 2026/27 diverse province hanno anticipato al 15 aprile il divieto sulla carpa in zone speciali.

C’è anche un divieto temporaneo recente: per la scarsità d’acqua, sul Taro la pesca è vietata fino al 31 dicembre 2026 dal punto di derivazione di Ramiola, a Medesano (Parma), fino alla foce, compresi i canali di bonifica alimentati con acqua prelevata in deroga.

Le aree di pesca regolamentata (art. 20) sono tratti di fiume dati in gestione ai Comuni, di solito a trote. La licenza serve comunque e in più c’è un permesso a pagamento del gestore: chiedi al Comune.

La sanzione è nell’art. 25: pescare senza autorizzazione nelle zone di ripopolamento e frega, di protezione integrale o di protezione delle specie costa da 100 a 600 euro, con sequestro di attrezzi e pescato.

Serve la licenza nei laghetti di pesca a pagamento?

No, negli impianti autorizzati. L’art. 19 della L.R. 11/2012 consente la gestione di impianti di pesca a pagamento solo in laghetti e specchi d’acqua “appositamente delimitati” dentro proprietà private, anche se comunicanti con acque pubbliche, e autorizzati dalla Regione. Al comma 3: “è consentita la pesca senza licenza”. Al comma 4: ai frequentatori non è concesso asportare prodotti vivi. La pagina della Regione conferma le due esenzioni: “per la pesca a pagamento” e “per la pesca in spazi privati”.

L’esenzione vale nell’impianto, non nel canale o nel fiume accanto. Costi, regolamenti dei gestori e attrezzatura di base sono in Pescare nei laghetti, e l’elenco di quelli censiti in regione è alla pagina laghetti in Emilia-Romagna.

Quali sono i periodi di divieto e le misure minime?

Per le specie che pesca più gente, il calendario regionale 2026/27 (in vigore dal 29 marzo 2026 al 28 marzo 2027, pagina dei calendari) riporta questi valori:

Specie Divieto Misura Capi al giorno
Luccio 1/1 - 30/3 70 cm 1
Carpa 15/5 - 30/6 30 cm senza limite
Tinca 15/5 - 31/7 30 cm 1
Persico reale 15/3 - 15/5 20 cm 5
Cavedano 1/5 - 30/6 16 cm senza limite
Barbo comune 1/5 - 30/6 25 cm senza limite
Trota fario vedi sotto 22 cm 5

Il divieto della trota fario va dalla prima domenica di ottobre all’ultima domenica di marzo. Per la carpa il calendario scrive “dal 15/04” per le province di Reggio Emilia, Modena, Ferrara, Ravenna, Forlì-Cesena e Rimini, e il programma ittico lo spiega con le zone speciali; per Parma vale per il solo torrente Enza. Il barbo comune, se preso in un corso d’acqua dentro un sito Rete Natura 2000, va comunque rilasciato subito.

“Senza limite” vuol dire che il calendario non fissa un numero per quella specie: resta il limite di peso della zona. Il pesce sotto misura si rilascia con cura, tagliando la lenza se la slamatura è pericolosa; per i salmonidi sotto i 22 centimetri il taglio è obbligatorio, salvo con le esche artificiali. Il calendario stesso si definisce “sintesi orientativa e non completa” della normativa: nel dubbio valgono legge, regolamento e calendari provinciali.

Per il luccio emiliano, tutto il resto (esche, terminale, rilascio, periodi in altre Regioni) è nella guida alla pesca al luccio: lì c’è già il periodo dal 1 gennaio al 30 marzo, i 70 centimetri e il capo unico.

Altre regole per le acque pubbliche:

  • sono vietate le esche di pesci vivi o morti (salvo il pesce non vivo porzionato) e la pasturazione con sangue (L.R. art. 12);
  • è vietato trasportare pesce dal tramonto all’alba;
  • tra due pescatori con la canna ci vogliono almeno 15 metri (Reg. art. 20);
  • alcune specie invasive, per esempio il pesce gatto comune e il gambero rosso della Louisiana, vanno trattenute: il calendario scrive che reimmetterle è un illecito penale;
  • l’anguilla è tra le specie a detenzione vietata.

Quanto si rischia a pescare senza licenza o senza tesserino?

Le sanzioni sono nell’art. 25 della L.R. 11/2012. Gli importi che ci interessano di più:

Violazione Sanzione
Pesca senza licenza 80 - 480 €
Pesca senza tesserino (quando previsto) 80 - 480 €
Zone di tutela, senza autorizzazione 100 - 600 €
Trasporto di pesce dal tramonto all’alba 200 - 1.200 €

Per le prime tre violazioni della tabella gli agenti sequestrano anche attrezzi e pescato. Esche di pesci vivi o morti e rifiuti abbandonati costano da 50 a 300 euro. Se la licenza ce l’hai ma non riesci a mostrarla al controllo, la sanzione è la stessa, ma se la porti all’ufficio entro quindici giorni si paga da 20 a 120 euro e gli attrezzi sequestrati vengono restituiti. Con una precedente sanzione sulla pesca, gli importi raddoppiano. Le sanzioni le applicano le Province e la Città metropolitana di Bologna.

Gli importi sono quelli del testo vigente letto il 17 ottobre 2026, modificato l’ultima volta il 28 luglio 2026: per un caso concreto chiedi alla Provincia.

E il meteo di CastSignal per la pesca nei fiumi emiliani?

CastSignal non ha previsioni per tecnica o per specie in acqua dolce, quindi non ti dice quando le trote o i lucci mangiano. Per ogni laghetto dell’elenco mostriamo il meteo di oggi e domani con un giudizio della giornata: misura la comodità e la sicurezza in riva (vento, pioggia, temperatura), non l’attività dei pesci. I fiumi, i canali e i laghi pubblici di cui parla questa guida non hanno una scheda.

Dove andare e cosa sapere prima

Paga la licenza (B se sei residente, C se vieni da fuori) o controlla di essere esente. Per le trote prendi il tesserino prima della gita e guarda il calendario della tua provincia, perché le zone speciali cambiano ogni anno. Se cerchi un posto dove la licenza non serve, scegli un impianto a pagamento dall’elenco dei laghetti, con il filtro “vicino a te”, e leggi prima il regolamento del gestore. Le licenze delle altre Regioni sono nella guida nazionale.

Domande frequenti

Quanto costa la licenza di pesca in Emilia-Romagna?

La tipo B, per i residenti in Emilia-Romagna, costa 22,72 euro e dura un anno (365 giorni dal versamento). La tipo C, per italiani e stranieri, costa 6,82 euro e dura 30 giorni. Importi della pagina della Regione aggiornata il 30 aprile 2026, letta il 17 ottobre 2026.

Si può fare la licenza di pesca online in Emilia-Romagna?

Sì. La Regione indica il pagamento online dal link della sua pagina oppure il bollettino sul conto corrente 116400, da pagare alle Poste. La licenza è la ricevuta del versamento, da tenere con un documento d'identità valido. Gli stranieri hanno bisogno del codice fiscale per pagare online.

Che cos'è la licenza di tipo C in Emilia-Romagna?

È la licenza di 30 giorni per chiunque, residente o no, italiano o straniero, e costa 6,82 euro. La legge regionale (art. 11) la fissa al 30 per cento della tassa della tipo B. Serve a chi pesca in vacanza o per poche uscite.

Serve il tesserino per pescare le trote in Emilia-Romagna?

Per trattenere le trote sì: la legge regionale (art. 15), il regolamento (art. 30) e il calendario 2026/27 dicono che chi pesca i salmonidi deve munirsi del tesserino regionale di pesca controllata. La pagina della Regione sulla pesca sportiva usa una formula più morbida (è inoltre possibile munirsi). Il tesserino è gratuito, cartaceo o con l'app Tesserino Salmonidi ER. Se vuoi pescare in zona D senza trattenere nulla, chiedi alla Regione o alla Provincia.

Dove si prende il tesserino delle trote?

Lo rilasciano i Comuni montani e collinari o le associazioni dei pescatori, secondo la pagina della Regione del 2 settembre 2025. In alternativa si scarica l'app Tesserino Salmonidi ER, che si attiva con l'accesso SPID. Per l'elenco di chi lo rilascia nella tua zona, la Regione rimanda ai referenti territoriali.

Quante trote si possono tenere al giorno in Emilia-Romagna?

Al massimo cinque a persona (Reg. 1/2018, art. 26), con misura minima di 22 centimetri nel calendario 2026/27, e ognuna va registrata subito sul tesserino. Il peso totale non può superare 2 chili nelle zone C e D, salmonidi compresi. Alcuni tratti hanno regole più strette: guarda il calendario della tua provincia.

Chi non deve pagare la licenza di pesca in Emilia-Romagna?

Secondo la L.R. 11/2012 (art. 14): i minori di 12 anni accompagnati da un maggiorenne con licenza o esente, i minori di 18 con l'attestato di un corso organizzato dalle associazioni dei pescatori, chi ha superato i 65 anni, le persone con disabilità della legge 104/1992 (art. 3), gli stranieri nelle gare sportive, chi pesca a pagamento o in spazi privati. La Regione avverte che fuori dall'Emilia-Romagna queste esenzioni vanno verificate.

La licenza di un'altra Regione vale in Emilia-Romagna?

Sì. L'art. 14 della L.R. 11/2012 dice che la licenza rilasciata nelle altre Regioni e nelle Province autonome di Trento e Bolzano vale anche in Emilia-Romagna. Le esenzioni, invece, la Regione dice di verificarle caso per caso.

Serve la licenza per pescare in un laghetto a pagamento?

No negli impianti di pesca a pagamento autorizzati: l'art. 19 della L.R. 11/2012 consente la pesca senza licenza, ma non di portare via il pesce vivo. Nelle acque pubbliche e nei laghi liberi la licenza serve. Costi e regole dei laghetti sono nella guida a Pescare nei laghetti.

Quanto si rischia a pescare senza licenza in Emilia-Romagna?

Una sanzione amministrativa da 80 a 480 euro, con sequestro degli attrezzi e del pescato (L.R. 11/2012, art. 25). Se la licenza ce l'hai ma non la mostri al controllo, la presenti all'ufficio entro quindici giorni e paghi da 20 a 120 euro.

Quando è vietato pescare il luccio in Emilia-Romagna?

Nel calendario 2026/27 il divieto di detenzione va dal 1 gennaio al 30 marzo, la misura minima è 70 centimetri e si può tenere un solo capo al giorno. Esche e attrezzatura sono nella guida dedicata.

Il meteo di CastSignal vale per la pesca nei fiumi emiliani?

No. In acqua dolce CastSignal non ha previsioni per tecnica o per specie, e i fiumi e i canali pubblici non hanno una scheda. Per ogni laghetto dell'elenco c'è il meteo di oggi e domani con un giudizio sulla giornata, che misura la comodità e la sicurezza in riva, non l'attività dei pesci.