Questionario

Licenza di pesca tipo B: come si fa, regione per regione

Per pescare in un fiume, in un lago o in un canale pubblico serve di norma la licenza della Regione: quasi sempre è la ricevuta di una tassa pagata online. Ma ogni Regione ha il suo importo, la sua durata e le sue regole. Qui trovi la tabella, letta sulle fonti ufficiali il 17 ottobre 2026.

Un pescatore in piedi nell'acqua bassa di un fiume limpido, sulla riva di ciottoli, con le montagne sullo sfondo.

In breve. Nelle acque pubbliche d’acqua dolce (fiumi, laghi, canali) la licenza la decide la Regione, non lo Stato. Quasi sempre coincide con la ricevuta del versamento di una tassa di concessione regionale, da portare con un documento d’identità: costa tra 16 e 51 euro l’anno, a seconda della Regione, e si paga online. Non è un’unica regola: in Friuli Venezia Giulia, Trentino e Alto Adige il sistema è diverso, e per i turisti esistono permessi brevi. Importi e regole sono quelli letti sui siti ufficiali il 17 ottobre 2026: cambiano, controlla sempre la pagina della Regione prima di pagare.

Che cos’è la licenza di tipo A, B o C?

Le lettere vengono dalla tariffa nazionale delle tasse sulle concessioni regionali (D.Lgs. 22 giugno 1991, n. 230, titolo II, n. 18), che le Regioni richiamano nelle proprie leggi. La Valle d’Aosta le descrive così nella legge regionale 12/2010 (art. 1, testo in copia FAOLEX):

  • Tipo A: pesca professionale con tutti gli attrezzi.
  • Tipo B: pesca dilettantistica “con canna, con o senza mulinello, con uno o più ami e con bilancia di lato non superiore a metri 1,50”. È quella che serve a chi pesca per sport.
  • Tipo D: la stessa pesca per gli stranieri.

Il tipo C non ha un significato uniforme: la Calabria lo descrive come “canna senza mulinello”, come fanno Campania, Liguria e Molise; in Emilia-Romagna è una licenza di 30 giorni per chiunque, in Toscana di 15 giorni, in Sardegna è quella trimestrale dei non residenti. Le Regioni riassegnano le lettere, quindi non dare per scontato che “tipo B” significhi la stessa cosa ovunque. In Umbria la legge e il vademecum non usano nemmeno la lettera, e in Friuli Venezia Giulia, Trentino e Alto Adige il titolo ha un’altra struttura (vedi sotto).

La licenza di pesca vale in tutta Italia?

Quasi ovunque sì. Le leggi e le pagine regionali che abbiamo letto riconoscono le licenze rilasciate dalle altre Regioni: lo dicono Lombardia, Veneto, Piemonte, Emilia-Romagna, Toscana, Umbria, Abruzzo, Molise e Valle d’Aosta. Basilicata, Campania, Calabria e Sicilia scrivono che la propria licenza vale in tutta Italia e non dicono altro sulle altre. Il Lazio nella sua tabella degli importi mette “Euro 0,00” per chi ha già la licenza di un’altra Regione. Non abbiamo trovato accordi bilaterali tra Regioni: è ogni legge regionale che riconosce le altre.

Le eccezioni che contano in pratica:

  • Friuli Venezia Giulia: l’ETPI equipara solo le licenze ottenute “previo il superamento di un esame o la frequenza di un corso di formazione” (pagina del 13 aprile 2026). Una normale licenza B di Lombardia o Lazio non basta: si paga il canone giornaliero.
  • Sardegna: la licenza di un’altra Regione vale, ma bisogna fare la comunicazione online di esercizio.
  • Marche e Liguria: chi non è residente deve prendere il tesserino segna-catture (5 euro nelle Marche per le acque A e B, 10 euro in Liguria).
  • Trentino, Alto Adige, Valle d’Aosta: conta soprattutto il permesso dell’associazione o del Consorzio che gestisce l’acqua.
  • Le esenzioni non viaggiano. Piemonte, Toscana, Emilia-Romagna e Lombardia lo scrivono: l’esenzione per età o disabilità vale solo nella Regione che la prevede. L’unica che ha scritto il contrario è la Sardegna, che riconosce quelle delle altre Regioni.

Quanto costa la licenza di pesca, regione per regione?

Gli importi sono quelli della tassa di concessione per un pescatore sportivo adulto residente (tipo B o equivalente), letti sui siti ufficiali il 17 ottobre 2026. Tra parentesi la data della pagina quando c’è. Dove non abbiamo trovato un importo recente scriviamo “vedi il sito della Regione”.

Regione Costo e durata Fonte
Abruzzo 22,72 €, 1 anno L.R. 28/2017 art. 32
Alto Adige Licenza: bolli, 10 anni Provincia di Bolzano
Basilicata 35 €, 1 anno Avviso della Regione
Calabria Vedi il sito della Regione Regione Calabria
Campania 40 €, 1 anno Regione Campania
Emilia-Romagna 22,72 €, 1 anno Regione, 30/4/2026
Friuli V. G. Turista: 20 €, 1 giorno ETPI, 8/10/2026
Lazio 29,13 €, annuale Regione, 16/9/2026
Liguria 45,45 €, annuale Regione Liguria
Lombardia 23 €, 12 mesi Regione, 7/5/2026
Marche 25 €, 365 giorni Calendario 2026
Molise 51,30 €, al 31 gennaio Regione Molise
Piemonte 35 €, 365 giorni Regione Piemonte
Puglia 45 €, licenza 5 anni Regione Puglia
Sardegna Residenti 20 €, 5 anni Scheda residenti
Sicilia 22,72 €, ogni anno Regione Siciliana
Toscana 35 €, 1 anno Regione, 12/3/2026
Trentino Licenza: bolli, illimitata Provincia di Trento
Umbria 35 €, 1 anno Vademecum
Valle d’Aosta Ricevuta o permesso 16 €, annuale
Veneto Ricevuta (B) 34 €, 1 anno

Quando l’importo è somma di tassa e soprattassa lo abbiamo sommato (Piemonte 12 + 23, Veneto 24 + 10, Lazio 15,69 + 13,43, Sicilia 16,01 + 6,71). Tre punti incerti: Calabria, perché gli importi dei moduli regionali (25,92 euro per il tipo B, più commissioni e due marche da bollo da 16 euro) sono del 2023 e non abbiamo trovato un atto recente; Molise, la pagina regionale non ha data; Umbria, l’importo sta nel vademecum e non abbiamo letto l’atto che lo fissa.

Come si fa la licenza nella tua Regione?

Qui le note che il tabellone non può contenere. Le esenzioni sono riportate con le parole delle fonti.

  • Lombardia. Il tipo B è “esclusivamente la ricevuta di versamento” (23 euro). Esenti i residenti in Italia “di età inferiore a 18 anni o superiore a 65 anni” e, con la sola canna, le persone di cui all’art. 3 della legge 104/1992. Chi viene da un’altra Regione mostra la sua licenza o paga 23 euro. Per il 2027 la legge regionale aggiunge un contributo di 10 euro (L.R. 31/2008, art. 144 ter). Tutti i dettagli nella guida alla licenza di pesca in Lombardia.
  • Veneto. 34 euro (24 di tassa e 10 di soprattassa). Non pagano i residenti minori di 18 anni e gli “ultrasettantenni”. Il tipo B “costituisce licenza di pesca in tutto il territorio nazionale”. Tutti i dettagli, permessi per turisti compresi, nella guida alla licenza di pesca in Veneto.
  • Emilia-Romagna. Il tipo B è per i residenti; il tipo C (6,82 euro, 30 giorni) è per chiunque, italiano o straniero. Non pagano i minori di 12 anni accompagnati, i minori di 18 con attestato di un corso, chi ha “superato il 65° anno”, le persone di cui alla legge 104/1992. Tutti i dettagli nella guida alla licenza di pesca in Emilia-Romagna.
  • Toscana. B annuale a 35 euro, C di 15 giorni a 10 euro; i minori di 12 anni sono esentati. La pagina precisa che le esenzioni delle altre Regioni non sono riconosciute.
  • Piemonte. 35 euro. Esonerati i cittadini italiani minori di 14 anni e le persone di cui alla legge 104/1992, solo in Piemonte. La Provincia può rilasciare un permesso giornaliero valido nel suo territorio (Reg. 1/R/2012, art. 8): il prezzo non l’abbiamo trovato, chiedi alla Provincia.
  • Lazio. 29,13 euro (15,69 di tassa e 13,43 di soprattassa), 21,28 per i residenti nei comuni montani elencati. Esentati i residenti di 14-18 anni e oltre i 65 anni, e le persone di cui alla legge 104/1992; sotto i 14 anni si pesca con una canna accompagnati da un maggiorenne con licenza.
  • Umbria. Licenza di pesca sportiva: 35 euro annuali per i residenti, 15 euro per tre mesi per chi risiede all’estero. Gli italiani di altre Regioni usano la propria. Non servono ai minori di 14 anni e alle persone con legge 104/1992.
  • Sardegna. I residenti (e chi vive all’estero ed è nato in Sardegna) pagano 20 euro per cinque anni durante la comunicazione online; non pagano i minori di 18 anni, chi ha più di 70 anni, chi è esonerato dalla dichiarazione dei redditi per limite di reddito, le persone con disabilità certificata. I non residenti hanno la licenza C trimestrale da 15 euro, dalla scheda dei non residenti.
  • Marche. 25 euro l’anno, da pagare su mpay.regione.marche.it. La licenza è rilasciata ai residenti maggiorenni dopo un corso organizzato dalla Regione; la legge parla anche di una tassa di rilascio di 25 euro, che il calendario 2026 non cita: chiedi alla Regione.
  • Friuli Venezia Giulia. Non esiste la licenza B con tassa. Si ottiene la licenza FVG con un esame scritto (illimitata) e si paga il canone: 70 euro l’anno (18 euro a 14-17 anni). Il turista senza licenza paga il canone giornaliero di 20 euro, 16 euro se pratica solo no-kill, fino a 10 giorni più 6 no-kill all’anno. I minori di 14 anni e i disabili pescano accompagnati senza canone.
  • Trentino. La licenza (tipi A, B, D) si chiede alla Provincia: due marche da bollo da 16 euro, durata illimitata. Per chi viene da fuori basta il permesso d’ospite, fino a 30 giorni, venduto dalle associazioni: “non è richiesto il possesso di licenza e abilitazione”. Nel Lago di Garda, scrive la Provincia, si pesca senza licenza e abilitazione.
  • Alto Adige. Servono abilitazione (esame dai 14 anni), licenza e permesso del gestore. Gli ospiti con permesso giornaliero non fanno l’esame; lo straniero non residente in Italia prende la licenza D (dieci anni, due marche da bollo da 16 euro). Gli importi dei permessi li decidono i gestori.
  • Campania. B 40 euro, C 20 (canna senza mulinello), D 20 per gli stranieri non residenti, trimestrale. Esenti gli “ultrasettantenni” e i portatori di handicap. Durata: la pagina dice annuale, la L.R. 17/2013 art. 4 dice sei anni per A, B e C.
  • Puglia. Tesserino rilasciato dalla Regione: istanza in bollo, due foto, tassa di 45 euro, due marche da bollo da 16 euro. La licenza dura cinque anni con pagamento annuale (L.R. 42/2024 art. 5). Esenzioni non trovate.
  • Abruzzo. 22,72 euro (art. 32). Il corso per il tipo B e il tesserino risultano eliminati dal testo vigente dal 18 maggio 2023. Gratuito per minori, disabili e chi ha “superato il settantesimo anno”.

Le altre: Basilicata B 35, C 15 giorni 15, D 30 per stranieri, esenti gli over 65 (L.R. 5/2024). Liguria B 45,45 (22,72 dopo i 65 anni), C 26,34, D 17,04, e un tipo E temporaneo per le riserve turistiche, 5 euro al giorno. Valle d’Aosta B 16 euro (letto nel listino 2026). Molise C 22,55, D 14,60. Sicilia C 13,17, D 8,52; il libretto lo rilascia il Libero Consorzio o la Città metropolitana con costi propri. Calabria: vedi il sito della Regione.

Si può fare la licenza di pesca online?

Quasi sempre sì, perché la licenza è la ricevuta del pagamento. Dove si paga:

  • Lombardia: Portale dei Pagamenti regionale o app IO.
  • Veneto: mypay.regione.veneto.it o c/c postale.
  • Piemonte: servizio “Licenza di pesca” su Sistemapiemonte, con pagoPA.
  • Emilia-Romagna: portale SIAR o bollettino postale.
  • Toscana: portale IRIS, con pagoPA.
  • Lazio: Pagaonline, bollettino o bonifico.
  • Umbria: PagoUMBRIA.
  • Marche: mpay.regione.marche.it.
  • Campania: MyPay, codice tariffa 1114.
  • Sardegna: durante la comunicazione, con SPID, CNS o IDM regionale.
  • Friuli Venezia Giulia: app APPesca.FVG con SPID, CIE o CNS.
  • Liguria: portale dei pagamenti regionale, solo pagoPA.

Non è una procedura solo online in Puglia (istanza), Calabria (sportelli), Trentino e Alto Adige (domanda con bolli). La ricevuta, anche sul telefono, va tenuta con il documento d’identità.

Come si pesca da turista o da straniero?

  • Valle d’Aosta: permesso giornaliero (22 euro), settimanale (42) o quindicinale (60) del Consorzio, senza licenza (listino 2026).
  • Veneto: permesso temporaneo di 8 euro al giorno o 20 euro a settimana, anche per scopo turistico.
  • Emilia-Romagna: licenza C di 30 giorni a 6,82 euro. Toscana: C di 15 giorni a 10 euro.
  • Friuli Venezia Giulia: canone giornaliero da 20 euro. Trentino: permesso d’ospite.
  • Stranieri non residenti: quasi ovunque tipo D di tre mesi (13 euro in Veneto, 14 in Piemonte, 20 in Campania, 30 in Basilicata, 17,04 in Liguria). In Umbria chi risiede all’estero ha un trimestrale da 15 euro; nel Lazio la pesca è consentita per tre mesi dal pagamento.
  • Lombardia: non abbiamo trovato un permesso breve, per gli stranieri vale la stessa modalità dei lombardi (23 euro).

Cosa serve oltre alla licenza?

La licenza non basta quasi mai da sola:

  • Tesserino segna-catture per i salmonidi: Marche 5 euro, obbligatorio nelle acque A e B anche per i non residenti, da riconsegnare entro il 30 novembre. Umbria 5 euro nelle acque di categoria A. Emilia-Romagna: gratuito, cartaceo o con l’app; la legge regionale (L.R. 11/2012, art. 15) e il calendario 2026/27 lo chiedono a chi pesca i salmonidi e li trattiene (cinque trote al giorno); una pagina informativa della Regione usa una formula più morbida, ma vale la legge. Lazio: tesserino dagli uffici ADA, riconsegna entro il 30 novembre.
  • Permessi di riserve e zone in concessione. Molte acque sono gestite da associazioni o Consorzi (Valle d’Aosta, Trentino, Alto Adige, Veneto): il permesso si paga a parte.
  • Regolamenti e calendari. Periodi di divieto e misure minime li fissa la Regione, e a volte la Provincia o il bacino. Per il luccio c’è la tabella nella guida alla pesca al luccio.

Cosa si rischia a pescare senza licenza?

Una sanzione amministrativa, che dipende dalla Regione. Due esempi letti sul testo di legge: in Veneto chi pesca senza licenza di tipo B è soggetto a una sanzione da 70 a 350 euro (L.R. 19/1998, art. 33, comma 1, testo coordinato); in Umbria da 200 a 1.200 euro per la pesca sportiva senza licenza o con licenza scaduta (L.R. 15/2008, art. 46, testo). Gli importi possono essere stati rivalutati. Dimenticare la ricevuta è meno grave: in Piemonte la si può esibire entro dieci giorni dal controllo.

E nei laghetti e in mare?

Nei laghetti di pesca sportiva privati molte Regioni escludono la licenza: i casi letti sono nella guida a pescare nei laghetti. In mare non si paga nessuna licenza, ma serve il tesserino gratuito del Ministero: vedi il permesso di pesca in mare.

Dove andare dopo la licenza

Per i laghetti c’è l’elenco laghetti di pesca sportiva, con il filtro vicino a te e il meteo di oggi e domani, con un giudizio sulla giornata che misura la comodità e la sicurezza in riva, non l’attività dei pesci. In acque pubbliche CastSignal non ha previsioni per tecnica.

Domande frequenti

Quanto costa la licenza di pesca di tipo B?

Dipende dalla Regione. Nelle pagine ufficiali lette il 17 ottobre 2026 va da 16 euro in Valle d'Aosta a 51,30 euro in Molise: 23 in Lombardia, 34 in Veneto, 35 in Piemonte e in Toscana, 22,72 in Emilia-Romagna, 29,13 nel Lazio. In alcune Regioni il titolo ha un altro nome o un'altra struttura (Friuli Venezia Giulia, Trentino, Alto Adige): vedi la tabella.

Quanto dura la licenza di pesca?

Dove la licenza è la ricevuta del versamento dura di solito un anno dalla data di pagamento (Lombardia, Veneto, Emilia-Romagna, Toscana, Piemonte con 365 giorni). Le eccezioni sono molte: in Sardegna la tassa vale cinque anni per i residenti, in Molise la scadenza è il 31 gennaio, in Puglia la licenza dura cinque anni con versamento annuale, in Alto Adige la licenza dura dieci anni.

La licenza di pesca vale in tutta Italia?

Quasi ovunque le leggi regionali riconoscono le licenze rilasciate dalle altre Regioni, ma ci sono eccezioni pratiche: il Friuli Venezia Giulia riconosce solo quelle ottenute con esame o corso, la Sardegna chiede comunque una comunicazione online, le Marche chiedono ai non residenti il tesserino segna-catture nelle acque A e B. Le esenzioni di un'altra Regione di norma non valgono.

Posso fare la licenza di pesca online?

Sì, nella maggior parte delle Regioni la licenza è la ricevuta di un pagamento online (pagoPA o portale regionale). In Puglia, Calabria e nelle Province di Trento e Bolzano la procedura è diversa: istanza o domanda con marche da bollo.

Che differenza c'è tra licenza A, B e C?

Le lettere vengono dalla tariffa nazionale delle tasse regionali (D.Lgs. 230/1991). La A è per la pesca professionale. La B è la licenza sportiva con la canna. La C ha un significato diverso a seconda della Regione: canna senza mulinello in Calabria, Campania, Liguria e Molise, licenza di 30 giorni in Emilia-Romagna, di 15 giorni in Toscana, trimestrale per i non residenti in Sardegna. La D è per gli stranieri.

Un turista può pescare senza licenza?

Dipende dal posto. In Valle d'Aosta chi ha un permesso giornaliero, settimanale o quindicinale non ha bisogno della licenza; a Trento chi compra un permesso d'ospite non ha bisogno di licenza e abilitazione. Altrove serve un titolo breve: in Veneto il permesso costa 8 euro al giorno o 20 a settimana, in Emilia-Romagna la licenza C costa 6,82 euro per 30 giorni.

Chi è esente dal pagamento della licenza?

Cambia da Regione a Regione, età comprese: in Lombardia chi ha meno di 18 o più di 65 anni, in Veneto i minori di 18 e chi ha 70 anni o più, in Piemonte i minori di 14, nel Lazio chi ha più di 65 anni se residente. Le persone con disabilità (legge 104/1992, art. 3) sono esentate in molte Regioni. Le esenzioni valgono quasi sempre solo nella Regione che le prevede.

Che cos'è il tesserino segna-catture?

È un tesserino su cui si annotano le catture, spesso richiesto nelle acque a salmonidi. In Umbria costa 5 euro nelle acque di categoria A, nelle Marche 5 euro ed è obbligatorio nelle acque A e B, in Liguria è obbligatorio e ai non residenti costa 10 euro. In Emilia-Romagna è gratuito e c'è anche l'app. In Abruzzo l'obbligo risulta abrogato.

Cosa si rischia a pescare senza licenza?

Una sanzione amministrativa che dipende dalla Regione. Nei testi che abbiamo letto: da 70 a 350 euro in Veneto (L.R. 19/1998, art. 33) e da 200 a 1.200 euro in Umbria (L.R. 15/2008, art. 46). Non c'è una cifra nazionale.

Serve la licenza per pescare nei laghetti privati o in mare?

Nei laghetti di pesca sportiva molte Regioni la escludono: i casi letti sono nella guida ai laghetti. In mare non serve nessuna licenza ma il tesserino gratuito del Ministero, spiegato nella guida al permesso di pesca in mare.