Questionario

Licenza di pesca in Lombardia: costo, rinnovo e regole

In Lombardia la licenza di pesca in acqua dolce è la ricevuta di una tassa regionale da 23 euro, valida 12 mesi dal giorno del pagamento. Per il 2027 la legge regionale ha aggiunto un contributo di 10 euro, e da agosto 2026 le multe sono cambiate.

Il lago di Como con Villa del Balbianello sul promontorio e le montagne intorno.

In breve. Per pescare con la canna nelle acque pubbliche lombarde serve la licenza di tipo B: è la ricevuta del pagamento di 23 euro e dura 12 mesi dalla data del versamento. Non c’è una tessera da ritirare. Si paga online, si porta la ricevuta con un documento, e spesso serve anche un permesso locale. Qui trovi i passaggi, le esenzioni, le multe e le regole che cambiano da bacino a bacino. Per le altre Regioni c’è la tabella nazionale delle licenze: questa pagina scende nel dettaglio della Lombardia.

Le norme sono lette sui testi ufficiali il 17 ottobre 2026: la legge regionale 31/2008 nel testo che include le modifiche della legge regionale 22 del 7 agosto 2026, e il regolamento regionale 2/2018. La Regione ha pagine informative proprie, ma quella sulla licenza è del 7 maggio 2026 e non contiene ancora le novità di agosto.

Quali licenze di pesca esistono in Lombardia?

Due, e per chi pesca per sport conta solo la B. L’articolo 144 della legge regionale 31/2008 le descrive così:

Licenza Per chi Costo Durata
B Pesca sportiva 23 € 12 mesi
A Pesca professionale 45 € l’anno Tesserino di 10 anni

La licenza B coincide con la ricevuta di versamento della tassa regionale, che riporta i dati anagrafici del pescatore e la causale. La A è un tesserino per i professionisti: si ottiene con un corso e un esame della Regione, o della Provincia di Sondrio per il suo territorio, e va accompagnata dalla tassa annuale. In Lombardia la pesca professionale è ammessa solo nelle acque lacustri di tipo A.

Non esiste una licenza turistica, una per giovani o una a giornata: chi è in vacanza paga la stessa tassa, e vale la stessa ricevuta.

Quanto costa la licenza di pesca in Lombardia?

23 euro per 12 mesi dalla data di pagamento, secondo la pagina della Regione sulla licenza del 7 maggio 2026 e la pagina sulla tassa del 5 maggio 2026. Gli stessi 23 euro sono scritti nei prontuari dei bacini di pesca del 2026.

C’è una novità da conoscere. L’articolo 144 ter, aggiunto dalla legge regionale 22/2026 (in vigore dal 12 agosto 2026), dice: “per l’anno 2027, in via sperimentale, è istituito un contributo regionale integrativo pari a euro 10,00 a carico dei soggetti tenuti al versamento della tassa di concessione regionale”, da versare con le stesse modalità. Le pagine della Regione che abbiamo letto non lo riportano ancora, e non abbiamo trovato una circolare che spieghi da quale data si paga e come compare nel portale. Leggendo il testo, chi paga la tassa per il 2027 pagherà 10 euro in più, ma conviene guardare l’importo che propone il portale al momento del versamento.

Le notizie di stampa sull’importo di questo contributo non coincidono con il testo di legge. Vale il testo.

Come si paga la licenza passo per passo?

Il pagamento è solo online o con un avviso da pagare sul territorio. I prontuari dei bacini ricordano che dal 1° luglio 2020 la tassa si versa dal portale regionale. I passaggi, dalla pagina della Regione e dai prontuari 2026:

  1. Apri il Portale dei Pagamenti di Regione Lombardia e cerca “Licenza di pesca” (nell’elenco “scegli il tipo di pagamento”).
  2. Scegli il tipo B, la pesca dilettantistica.
  3. Inserisci cognome e nome, luogo e data di nascita, codice fiscale e indirizzo di residenza: devono essere quelli di chi userà la licenza.
  4. Indica l’email: arriva un messaggio con un link.
  5. Dal link paghi online, oppure stampi l’avviso e paghi in tabaccheria, allo sportello di una banca o delle Poste, in home banking con CBILL, o con un’app.
  6. In alternativa si paga con l’app IO.
  7. Scarichi la ricevuta dal portale con “Scarica Ricevuta e Quietanza”.

La ricevuta è la licenza. Dalla data di pagamento contano 12 mesi, quindi conviene salvarla sul telefono e stamparne una copia. Il pescatore deve avere con sé la ricevuta e un documento di identità.

Come si rinnova la licenza di pesca?

Non si rinnova nel senso di una pratica: dopo 12 mesi si paga di nuovo, e la nuova ricevuta vale altri 12 mesi dal nuovo pagamento. Le date non seguono l’anno solare. Chi paga il 20 marzo ha dodici mesi a partire da quel giorno, e vale la pena segnarsi la data.

La scadenza ha un costo preciso. Se peschi con una licenza B scaduta da meno di 30 giorni, la sanzione è di 100 euro (art. 147, comma 4). Oltre i 30 giorni sei nella pesca senza licenza.

Chi è esente dalla licenza?

L’articolo 144, comma 6, esonera:

  • i residenti in Italia con meno di 18 anni;
  • i residenti in Italia con più di 65 anni;
  • le persone indicate dall’articolo 3 della legge 104/1992.

Con una condizione che spesso si perde: devono pescare con la sola canna, con o senza mulinello, armata di uno o più ami. Chi usa bilancia, tirlindana o fiocina ha bisogno della licenza anche se rientra in una di queste categorie. La Regione lo scrive esplicitamente.

L’esenzione vale per chi pesca in Lombardia. Chi si sposta in un’altra Regione deve controllare la norma locale, perché le altre Regioni usano età diverse: in Veneto, per esempio, sono esonerati i minori di 18 anni e chi ne ha 70 o più, come si vede nella tabella nazionale. Sono esonerate dalla licenza anche le guide professionali di pesca iscritte ad associazioni nazionali, purché non peschino personalmente (art. 144, comma 6 bis).

Esenti dalla licenza non vuol dire esenti dalle regole: periodi di divieto, misure minime e permessi di zona valgono per tutti.

E per i minori?

Un minore residente in Italia con la canna non ha bisogno di licenza. Se invece pesca con un attrezzo diverso dalla canna, la licenza serve, e la sanzione per i minori di 18 anni è ridotta a metà nei minimi e nei massimi (art. 147, comma 2). Un minore non residente in Italia non rientra nell’esonero, perché la norma parla di residenti.

Come fa la licenza chi viene da un’altra Regione o dall’estero?

Gli italiani residenti in altre Regioni o Province autonome possono pescare in Lombardia in due modi: mostrando la licenza rilasciata dalla propria Regione, oppure pagando i 23 euro alla Regione Lombardia con la stessa procedura dei lombardi. Lo prevede anche l’articolo 144, comma 5: restano valide le licenze di altre Regioni e delle Province autonome di Trento e Bolzano.

Gli stranieri hanno la stessa licenza B alle stesse condizioni. Sul portale si può scegliere la lingua inglese, che non chiede il codice fiscale. Nel prontuario del Bacino 11 (2026) la Regione spiega come: nella prima schermata si spunta “sono sprovvisto di codice fiscale”; se si preferisce stampare l’avviso e pagare in banca o tabaccheria, nel campo del codice fiscale si scrive “ANONIMO”. Non risulta una licenza più breve o più economica per i turisti.

Che cosa serve oltre alla licenza?

La licenza dice che hai pagato la tassa. Quasi mai basta da sola.

Il permesso di zona

Nelle acque affidate in concessione o soggette a diritto esclusivo di pesca serve anche il permesso del concessionario o del titolare. Lo dicono i prontuari dei bacini (Oglio, Adda, Ticino, Po e altri, 2022 e 2026). Due esempi, con le cifre del 2026:

  • Lago Maggiore, da riva in acque FIPSAS (Bacino 5): licenza da 23 euro, tessera FIPSAS da 30 euro e contributo di gestione ridotto di Varese da 15 euro.
  • Acque a salmonidi della Provincia di Sondrio: licenza regionale più un permesso dell’Unione Pesca Sportiva della Provincia di Sondrio. Nella stagione 2026 il permesso giornaliero con catture costava 35 euro e quello stagionale adulti 150 euro, secondo il regolamento 2026, approvato dalla Provincia con la determina 83 del 22 gennaio 2026 e integrato con le quote dell’Unione Pesca Sportiva. I prezzi dei permessi li fissa l’Unione, non la Regione.

Il tesserino segna-catture

Oggi il tesserino dipende dal bacino. Il regolamento 2/2018 (art. 12, comma 1, lettera i) lascia ai provvedimenti di bacino la possibilità di introdurlo per alcune specie. Il quadro che risulta dai prontuari:

Bacino Tesserino Anno
5, Verbano Ceresio Lario Obbligatorio in concessione, non sul Maggiore 2026
10, Valle Camonica Introduzione sospesa dal 12/1/2026 2026
12, Mincio Non previsto 2024
13, Sondrio Sul permesso 2026

Nel Bacino 5 il tesserino non serve a chi compra il permesso giornaliero. Sul tesserino si annotano, quando i pesci vengono trattenuti, trote, temolo, salmerino, coregone, luccio, lucioperca, siluro e persico reale, prima di riprendere a pescare. Per gli altri bacini apri il prontuario del tuo bacino: la Regione li raccoglie nella pagina delle norme e dei prontuari.

Il libretto digitale, introdotto ma non ancora in uso

L’articolo 138 ter, aggiunto dalla legge regionale 22/2026, istituisce il libretto segna-catture digitale per le acque di tipo A e B. Per i dilettanti la compilazione va fatta dopo ogni cattura e prima di riprendere a pescare. La Giunta deve rilasciarlo e distribuirlo entro 180 giorni dall’entrata in vigore della legge, cioè, contando dal 12 agosto 2026, entro i primi giorni di febbraio 2027. Fino al 31 dicembre 2028 il libretto cartaceo e quello digitale sono equivalenti; dal 1° gennaio 2029 vale solo il digitale. Al 17 ottobre 2026 non abbiamo trovato né il libretto né le istruzioni: non c’è un’app da installare adesso.

Il taglio della pinna sul pesce trattenuto

Una regola recente e pratica, aggiunta dalla legge regionale 17/2026 all’articolo 139 (comma 7 bis): dopo la cattura e prima di riprendere la pesca, chi trattiene trota, luccio, coregone, persico reale, salmerino, temolo o siluro deve recidere il lobo inferiore della pinna caudale, per evitare la vendita illecita. Abbiamo letto la regola nel testo coordinato della legge 31/2008 e non nella legge 17/2026 stessa.

Acque di tipo A, B e C: che cosa cambia per chi pesca?

La legge divide le acque in tre tipi (art. 137), e il tipo decide le regole.

Tipo Acque Regole di base
A Grandi corpi idrici Anche pesca professionale
B Salmonicole Chiuse da ottobre a febbraio
C Ciprinicole Tutto l’anno, con i divieti di specie

Nelle acque di tipo B (regolamento 2/2018, art. 4) la pesca è vietata a ogni specie da un’ora dopo il tramonto della prima domenica di ottobre a un’ora prima dell’alba dell’ultima domenica di febbraio. Si pesca solo da un’ora prima dell’alba a un’ora dopo il tramonto, con una canna per pescatore armata con al massimo tre esche, senza pasturare e senza pescare dai ponti. Nelle acque A e C (art. 8) puoi usare fino a tre canne, con al massimo cinque ami per canna, su non più di dieci metri di sponda.

I bacini possono rendere le regole più restrittive. Per questo il prontuario del tuo bacino conta quanto il regolamento regionale. Per le misure e i periodi di una specie come il luccio, dove il regolamento regionale prevede un divieto dal 20 febbraio al 31 marzo, c’è la guida alla pesca al luccio.

Nei laghetti privati la licenza serve?

Dipende dall’autorizzazione. L’articolo 15 del regolamento 2/2018 chiama centri privati di pesca (CPP) i laghetti, le cave e gli specchi d’acqua privati autorizzati dalla Regione (durata dell’autorizzazione: cinque anni). Nei CPP si pesca senza licenza e in deroga a periodi, misure, orari e attrezzi, e il pesce pescato va sempre asportato morto. In un’acqua privata senza quella denominazione la deroga non si applica.

Non possiamo sapere quali laghetti abbiano l’autorizzazione: chiedilo al gestore. Costi, regole tipiche e licenza regione per regione sono nella guida a pescare nei laghetti, e l’elenco dei posti lombardi è nei laghetti della Lombardia.

Cosa si rischia a pescare senza licenza?

L’articolo 147 della legge regionale 31/2008, sostituito dalla legge 22/2026, prevede:

Caso Sanzione
Senza licenza B o ricevuta 150 - 600 €
Licenza scaduta da meno di 30 giorni 100 €
Ricevuta dimenticata 30 €

La terza riga vale se mostri la licenza all’ufficio competente entro otto giorni dalla richiesta. I minori pagano la metà. Sono importi in vigore dal 12 agosto 2026: chi trova cifre diverse sul web legge probabilmente il testo precedente.

La pagina della Regione sulla tassa aggiunge un punto che molti ignorano: a seguito del verbale, il pescatore senza ricevuta affronta due procedimenti. Uno è la sanzione amministrativa, l’altro il recupero della tassa non versata. Pagare la sanzione non copre la tassa, che si deve pagare comunque; l’avviso di accertamento somma tassa, una sanzione pari all’importo della tassa, spese e interessi. L’accertamento delle violazioni spetta alle Province, l’irrogazione alla Regione o alla Provincia di Sondrio.

Un’altra regola che costa cara: chi cattura una specie alloctona dannosa, per esempio il siluro, e la reimmette in acqua rischia da 400 a 1.500 euro (art. 147, lettera f); per le altre specie alloctone dannose da 100 a 800 euro. Il regolamento 2/2018 (art. 3, comma 8) dice che gli esemplari catturati non possono essere rimessi in acqua e vanno soppressi.

Il Garda e i grandi laghi hanno regole diverse?

Sì, perché hanno regolamenti propri, ma la licenza è la stessa.

  • Garda: sulla sponda lombarda serve la licenza B. Il regolamento è il regionale 4/2024, in vigore dall’8 ottobre 2024, con periodi, misure, limiti, orari e tesserino delle catture. Il lago ha tre regolamenti, uno per sponda: sono tutti nella guida alla pesca sul lago di Garda.
  • Lago Maggiore, Ceresio e fiume Tresa: la pesca è regolata dalla commissione italo-svizzera, e le norme sono riportate nel prontuario del Bacino 5 (2026). Il sito è cispp.org.
  • Lario, Iseo e altri laghi: ognuno sta in un bacino, con il suo prontuario sulla pagina della Regione.

Il meteo, prima di partire

CastSignal ha il meteo di oggi e di domani per ogni laghetto dell’elenco, con un giudizio della giornata: dice se in riva si sta comodi e sicuri, non quanto mangiano i pesci. Per i laghi e i fiumi pubblici non abbiamo previsioni per tecnica.

Cosa non abbiamo verificato

  • Il contributo di 10 euro del 2027: manca la prassi della Regione su date e importi nel portale.
  • Il libretto digitale: la delibera della Giunta non c’era al 17 ottobre.
  • I prontuari dei bacini hanno anni diversi (2022 per il Po, 2024 per il Mincio, 2025 per il Lambro, 2026 per gli altri): controlla quello più recente.
  • Per le acque di Sondrio e per ogni permesso di zona valgono gli importi e le date degli enti che li vendono.
  • Le regole cambiano durante l’anno: per un dubbio chiedi all’ufficio territoriale regionale (UTR) del tuo bacino.

Domande frequenti

Quanto costa la licenza di pesca in Lombardia?

La licenza B, quella dei pescatori sportivi, costa 23 euro di tassa regionale e dura 12 mesi dalla data di pagamento (pagina della Regione aggiornata il 7 maggio 2026). L'articolo 144 ter della legge regionale 31/2008, inserito nell'agosto 2026, prevede per il 2027 un contributo integrativo sperimentale di 10 euro a carico di chi paga la tassa.

Posso fare la licenza di pesca online?

Sì, anzi è il modo previsto. Si paga dal Portale dei Pagamenti di Regione Lombardia o con l'app IO, e la ricevuta del versamento è la licenza. Va tenuta con un documento d'identità.

Come si rinnova la licenza di pesca in Lombardia?

Non c'è un rinnovo: si paga di nuovo la tassa. La nuova ricevuta vale 12 mesi dalla data del nuovo pagamento. Pescare con la licenza scaduta da meno di 30 giorni costa 100 euro di sanzione, oltre 30 giorni si ricade nella pesca senza licenza.

Chi non deve pagare la licenza?

I residenti in Italia con meno di 18 anni o più di 65 anni e le persone indicate dall'articolo 3 della legge 104/1992, ma solo se pescano con la sola canna, con o senza mulinello, armata di ami. Con altri attrezzi la licenza serve. L'esenzione vale in Lombardia: fuori Regione si controlla la norma locale.

Un turista o uno straniero può pescare in Lombardia?

Sì, con la stessa licenza B da 23 euro. Gli italiani di altre Regioni possono mostrare la licenza della propria Regione. Gli stranieri pagano dallo stesso portale in lingua inglese, senza codice fiscale. Un permesso breve per i turisti non l'abbiamo trovato.

Serve il tesserino segna-catture?

Dipende dal bacino di pesca. Nel Bacino 5 (Verbano, Ceresio e Lario) è obbligatorio nelle acque in concessione, escluso il lago Maggiore. Nel Bacino 10 (Valle Camonica) l'introduzione è sospesa dal 12 gennaio 2026, nel Bacino 12 (Mincio) non è prevista. Il libretto digitale previsto dalla legge del 2026 non risultava ancora distribuito il 17 ottobre.

Cosa si rischia pescando senza licenza in Lombardia?

Da 150 a 600 euro di sanzione amministrativa (legge regionale 31/2008, art. 147, comma 1, lettera g), dimezzata per i minori di 18 anni. In più la Regione recupera la tassa non versata, con una sanzione calcolata sull'importo della tassa e gli interessi. Pagare la multa non copre la tassa.

Nei laghetti privati serve la licenza?

Nei centri privati di pesca autorizzati no: il regolamento regionale 2/2018, art. 15, la esclude, e il pesce pescato va sempre asportato morto. Negli altri specchi d'acqua privati senza quella denominazione la deroga non vale. Costi e regole dei gestori sono nella guida ai laghetti.

La licenza lombarda vale sul lago di Garda?

Sulla sponda lombarda sì, serve la licenza B. Sul Garda valgono però un regolamento a parte (regolamento regionale 4/2024) e regole diverse per sponda: sono nella guida al Garda. Sul lago Maggiore e sul Ceresio decide la commissione italo-svizzera.

Basta la licenza per pescare dove voglio?

No. Nelle acque in concessione o soggette a diritto esclusivo di pesca serve anche il permesso del concessionario. Nelle acque a salmonidi della Provincia di Sondrio si compra il permesso dell'Unione Pesca Sportiva. Contano poi i divieti e le misure del bacino in cui peschi.