Questionario

Licenza di pesca in Veneto: costo, permessi e regole

In Veneto la licenza per la pesca sportiva è la ricevuta di una tassa regionale da 34 euro, valida un anno. Chi viene da fuori può usare la licenza della sua Regione o un permesso da 8 euro al giorno o 20 a settimana. Costi, norme e limiti, letti sui testi ufficiali il 17 ottobre 2026.

L'Adige che attraversa Verona, con il ponte di pietra e il campanile, all'alba.

In Veneto la licenza di pesca sportiva è la ricevuta del versamento di una tassa regionale: 34 euro, valida fino alle ore 24 dello stesso giorno dell’anno dopo. Chi non è residente può pescare con la licenza della sua Regione, che qui vale, oppure con un permesso temporaneo da 8 euro al giorno o 20 euro a settimana. In più, in molte acque servono il tesserino delle catture o il permesso di chi gestisce il tratto. Importi e norme sono quelli letti sulle pagine della Regione e sul testo della legge il 17 ottobre 2026: possono cambiare, controlla prima di pagare.

Questa guida va a fondo su una sola Regione. Per confrontare gli importi e le regole delle altre c’è Licenza di pesca nelle acque interne; per i laghetti privati, Pescare nei laghetti.

Quanto costa la licenza di pesca in Veneto?

La pagina della Regione (Licenza di pesca sportiva, aggiornata al 29 aprile 2025) dà questi importi:

Titolo Costo Validità Per chi
Licenza tipo B 34 € 1 anno Residenti in Veneto
Licenza tipo D 13 € 3 mesi Stranieri residenti all’estero
Permesso giornaliero 8 € 1 giorno Turisti, italiani e stranieri
Permesso settimanale 20 € 1 settimana Turisti, italiani e stranieri

Il tipo B è definito dalla legge regionale 19/1998, articolo 9, comma 3: per i residenti in Veneto è “l’attestazione del versamento della tassa di concessione regionale” con i dati anagrafici del pescatore e la causale. La ricevuta va esibita, “anche su supporto informatico”, con un documento di identità, e vale dalla data del versamento fino alle ore 24 dello stesso giorno dell’anno successivo. Se paghi il 20 marzo, scade il 20 marzo dell’anno dopo, non il 31 dicembre.

Gli italiani residenti all’estero pagano come i residenti in Veneto (art. 11, comma 1). Gli stranieri residenti all’estero versano la tassa del tipo D, che dura tre mesi (art. 11, comma 2).

La tassa annuale, scrive l’articolo 9 al comma 8, “non è dovuta nel caso in cui non si eserciti la pesca”. Il versamento riguarda quindi chi pesca davvero in quell’anno.

Chi non deve pagare la licenza in Veneto?

Sono esenti dalla tassa, con un documento di identità valido, i residenti in Veneto minori di 18 anni e gli adulti che hanno compiuto 70 anni (art. 10, comma 2). Non sono tenute ad avere la licenza le persone di cui all’articolo 3 della legge 104/1992, “mediante idonea attestazione” (art. 9, comma 9, lettera d bis).

L’esenzione per età è scritta per i residenti. Un pescatore lombardo di 68 anni, esente nella sua Regione, non ha per questo un diritto in Veneto: nel testo non c’è una norma che estenda l’esenzione a chi vive altrove, e le pagine di altre Regioni che abbiamo letto precisano che le esenzioni valgono solo nel proprio territorio. Se rientri in questo caso, chiedi alla Regione prima di partire.

Come si paga la licenza di pesca in Veneto online?

Il pagamento si fa sul portale MyPay della Regione Veneto, con pagoPA, ed è la strada indicata dalla pagina regionale. La ricevuta diventa la licenza: non arriva nessun tesserino per posta e non c’è un documento da ritirare. Conviene salvarla sul telefono e portare anche il documento d’identità, perché la legge chiede entrambi.

La pagina della Regione elenca, per gli avvisi di pagamento, anche il circuito CBILL, le tabaccherie e gli sportelli bancari o postali che accettano pagoPA; per la licenza la via diretta resta il MyPay. Al momento di pagare controlla che la causale indichi la licenza di pesca, perché sulla ricevuta devono comparire “i dati anagrafici del pescatore nonché la causale del versamento” (art. 9, comma 3).

Un turista o un non residente come fa a pescare in Veneto?

Hai due strade. La prima è usare la licenza della tua Regione. La seconda è comprare un permesso temporaneo.

La licenza di un’altra Regione vale. L’articolo 9, comma 2, dice che “la licenza di pesca rilasciata nelle altre regioni e nelle province autonome di Trento e Bolzano ha validità sul territorio regionale del Veneto”. Il portale regionale aggiunge che se la tua Regione ha una tassa più bassa non devi pagare la differenza. Porta con te la ricevuta e il documento.

Il permesso temporaneo è previsto dall’articolo 11 bis della legge e dall’articolo 25 del regolamento regionale 3 gennaio 2023, n. 1. Costa 8 euro per una giornata o 20 euro per una settimana. Vale solo nelle acque interne e marittime interne del Veneto e “sostituisce temporaneamente” la licenza e il tesserino regionale della zona A, dove servono. Sul permesso compaiono il nome, i dati di nascita, le date di validità e il numero massimo di catture per ogni specie. Secondo il portale regionale, dopo il pagamento si ritira il permesso cartaceo presso gli uffici territoriali.

C’è una differenza tra i due testi. La legge dice che il permesso vale non più di quindici giorni; il regolamento, che la applica, lo limita a sette giorni e fissa solo i due importi. Quindi non esiste un permesso di quindici giorni: si compra il giorno o la settimana.

Il permesso non cambia le altre regole. Nelle acque date in concessione il permesso del concessionario si paga a parte, come spieghiamo più sotto.

Cosa serve oltre alla licenza?

La licenza è il minimo. In Veneto contano tre cose: la zona dell’acqua, il tesserino delle catture e le concessioni.

Zone A, B e C. La Carta ittica regionale, approvata con DGR 1747 del 30 dicembre 2022 insieme al regolamento 1/2023, classifica le acque in zona A (salmonicola), zona B (ciprinicola) e zona C (salmastra). Le mappe sono tra gli allegati della Carta ittica sul sito della Regione. Da lì dipendono attrezzi, orari e periodi.

Qualche esempio dal regolamento, letto nella versione modificata disponibile sul sito della Regione:

  • Zona A (art. 13): una sola canna con un amo a dardo singolo (esche artificiali con più ami solo se parte di un’unica esca), pesca vietata da un’ora dopo il tramonto a un’ora prima dell’alba, e dall’ultimo lunedì di settembre al primo sabato di marzo. Il martedì è giorno di chiusura, salvo che il concessionario scelga il venerdì.
  • Zona B (art. 14): fino a tre canne, o tre togne con non più di due ami ciascuna. Per il carpfishing fino a quattro canne con un solo amo e hair rig, e in quel caso non si può trattenere altro pesce. Per i dettagli sul carpfishing c’è la guida Carpfishing.
  • Tutte le acque (art. 12): vietata la pesca dai ponti aperti al traffico, a meno di 10 metri da dighe, scale di risalita e idrovore, e a meno di 30 metri dalle linee elettriche aeree con la canna in mano.

Sono esempi, non l’elenco completo, e il regolamento si aggiorna: per un’acqua precisa leggi il testo vigente. Periodi di divieto e misure minime per specie stanno nell’articolo 29 del regolamento; per il luccio, per esempio, nella guida alla pesca al luccio c’è la riga del Veneto.

Tesserino regionale delle catture. L’articolo 9, comma 4, della legge dice che nelle acque classificate salmonicole “è necessario essere muniti del tesserino regionale”, con validità annuale: va segnata in anticipo la giornata di uscita e poi le catture. Il regolamento (art. 13, comma 3) precisa cosa scrivere: inizio della giornata, provincia e nome del corso d’acqua, e subito dopo la cattura ogni salmonide e anguillide trattenuto. La Regione lo rilascia anche ai pescatori residenti in altre Regioni che lo chiedono. L’importo lo stabilisce la Giunta (comma 7): non l’abbiamo trovato, quindi chiedi al concessionario o agli uffici regionali.

Acque in concessione. Molti tratti sono gestiti da associazioni o federazioni che hanno ricevuto la concessione dalla Regione (bando DGR 796 del 27 giugno 2023, concessioni assegnate a dicembre 2023, escluse Belluno e Garda). Il portale regionale spiega che in queste acque serve un permesso del concessionario, giornaliero o annuale, in più della licenza. L’elenco dei gestori è sul portale della pesca sportiva, per provincia. Nelle acque in concessione di zona A, con l’autorizzazione della Giunta, la tessera del concessionario può sostituire il tesserino regionale (art. 9, comma 5).

Un esempio concreto, dalla raccolta delle norme della provincia di Verona aggiornata all’8 giugno 2026: per le acque di zona A in concessione all’Associazione pescatori della provincia di Verona serve la licenza e la tessera-permesso del concessionario, che può rilasciare permessi stagionali, giornalieri o per un periodo scelto da lei, con un massimo di catture e di uscite. Le regole del concessionario si sommano a quelle regionali.

Belluno. Per la provincia di Belluno, scrive la Regione, valgono anche delle “disposizioni integrative ed attuative” al regolamento. Se pesci nei laghi bellunesi, le cerchi sul sito della Provincia.

Serve la licenza nei laghetti privati in Veneto?

No. L’articolo 29, comma 1, della legge 19/1998 dice che la pesca sportiva e dilettantistica, “compresa quella a pagamento”, nei laghetti, cave e specchi d’acqua dentro proprietà private “non è soggetta” agli articoli 9, 10, 11, 13 e 14. In pratica, nei laghetti di pesca sportiva non servono né la ricevuta della tassa né i permessi temporanei. A regolare la giornata sono il listino e il regolamento del gestore.

Il gestore, però, ha bisogno di un’autorizzazione regionale (art. 29, comma 2, e art. 35 del regolamento). E c’è un limite che riguarda anche chi pesca: “dagli impianti non può essere prelevato alcun esemplare ancora in vita” (comma 4). Il pesce che si tiene va ucciso.

La deroga riguarda gli specchi d’acqua dentro proprietà private: per un’acqua pubblica vale la regola generale. Nel dubbio chiedi al gestore se l’impianto è autorizzato come tale. Costi, attrezzatura e regolamenti tipici dei laghetti sono in Pescare nei laghetti; l’elenco dei veneti è in laghetti del Veneto.

Cosa si rischia a pescare senza licenza in Veneto?

Le sanzioni sono nell’articolo 33 della legge 19/1998, nel testo coordinato più recente che abbiamo letto, aggiornato all’8 giugno 2026:

  • Senza licenza di tipo B, con i mezzi consentiti dalla licenza: sanzione amministrativa da 70 a 350 euro (comma 1).
  • Licenza valida ma non esibita: chi è in regola con i versamenti e non riesce a mostrare la licenza può sanare esibendo il versamento entro 5 giorni dalla contestazione (comma 1 ter).
  • Senza tesserino regionale o senza aver segnato la giornata di pesca sul tesserino, dove serve: da 40 a 200 euro (comma 2).
  • Altre violazioni della legge, dei regolamenti e dei provvedimenti: da 100 a 500 euro, con 20 euro in più per ogni capo in caso di cattura abusiva di timallidi, salmonidi ed esocidi, cioè anche del luccio (comma 3).

Per cattura abusiva la legge intende non rispettare misure minime, periodi e luoghi di divieto, o il numero di catture consentito, e anche non annotare le catture sul tesserino. Reintrodurre in acqua pesci autoctoni catturati nello stesso luogo e nella stessa giornata non è sanzionabile (comma 5 bis), fatto salvo quanto previsto dall’articolo 12, comma 7, della stessa legge. Gli importi sono quelli del testo; la sanzione effettiva la stabilisce chi accerta la violazione, con la procedura della legge 689/1981.

E sul lago di Garda veneto?

La sponda veronese del Garda è veneta e la licenza è la stessa: tassa regionale versata, oppure licenza di un’altra Regione. Cambia il regolamento: sul Garda veneto vale il regolamento regionale 9 agosto 2024, n. 2, che ha misure, periodi e divieti propri, compresi quelli su carpione e alborella. Lombardia e Trentino hanno testi diversi, e in Trentino sul lago non servono né licenza né permesso. Tutto questo, con le tabelle, è nella guida alla pesca sul lago di Garda, che qui non ripetiamo.

Dove andare dopo la licenza

Per i laghetti veneti c’è l’elenco laghetti del Veneto, con il filtro “vicino a te”. Per ogni laghetto CastSignal mostra il meteo di oggi e domani con un giudizio sulla giornata che misura la comodità e la sicurezza in riva, non l’attività dei pesci. In acque pubbliche non abbiamo previsioni per tecnica: ci sono la licenza, la zona e il calendario da controllare, e queste cose vengono prima del meteo.

Domande frequenti

Quanto costa la licenza di pesca in Veneto?

La licenza di tipo B costa 34 euro, secondo la pagina della Regione Veneto aggiornata al 29 aprile 2025. È la ricevuta di una tassa di concessione regionale e vale fino alle ore 24 dello stesso giorno dell'anno dopo. Il tipo D per gli stranieri residenti all'estero costa 13 euro e dura tre mesi.

Come si paga la licenza di pesca in Veneto online?

Sul portale MyPay della Regione Veneto, con pagoPA. La ricevuta è la licenza: va mostrata, anche sul telefono, insieme a un documento d'identità. La legge parla di 'supporto informatico'.

Un turista può pescare in Veneto senza licenza?

Sì, con un permesso temporaneo a pagamento: 8 euro per una giornata o 20 euro per una settimana, per italiani e stranieri (art. 11 bis della L.R. 19/1998 e art. 25 del regolamento regionale 1/2023). Dopo il pagamento il permesso cartaceo si ritira presso gli uffici territoriali indicati dal portale regionale. In alternativa vale la licenza della propria Regione.

La licenza di un'altra Regione vale in Veneto?

Sì. L'articolo 9, comma 2, della L.R. 19/1998 dice che la licenza rilasciata nelle altre Regioni e nelle Province autonome di Trento e Bolzano ha validità in Veneto. Secondo il portale regionale, se la tua Regione fa pagare meno non devi versare la differenza.

Chi non paga la licenza in Veneto?

I residenti in Veneto sotto i 18 anni e quelli che hanno compiuto 70 anni, con un documento valido (art. 10, comma 2). Le persone di cui all'articolo 3 della legge 104/1992 non devono avere la licenza, con un'attestazione (art. 9, comma 9, lettera d bis). L'esenzione di una Regione non vale in un'altra: se hai 70 anni e vivi altrove, chiedi alla Regione.

Serve altro oltre alla licenza?

Spesso sì. Nelle acque di zona A, quelle a salmonidi, serve il tesserino regionale delle catture, oppure la tessera del concessionario che lo sostituisce. Nelle acque date in concessione ad associazioni serve anche il permesso del concessionario, a pagamento. In tutte le acque valgono il regolamento regionale e, per Belluno, le disposizioni integrative della Provincia.

Serve la licenza nei laghetti di pesca sportiva privati?

No. L'articolo 29 della L.R. 19/1998 dice che la pesca nei laghetti, cave e specchi d'acqua dentro proprietà private, anche a pagamento, non è soggetta agli articoli sulla licenza. Valgono le regole del gestore, che deve avere un'autorizzazione regionale. Dagli impianti non si può portare via pesce vivo.

Quanto si rischia a pescare senza licenza in Veneto?

Una sanzione amministrativa da 70 a 350 euro (art. 33, comma 1, L.R. 19/1998). Chi ha la licenza valida ma non la mostra può sanare esibendo il versamento entro 5 giorni dalla contestazione. Senza tesserino regionale, dove serve, la sanzione va da 40 a 200 euro.

Quanto dura il permesso temporaneo di pesca?

La legge dice al massimo quindici giorni (art. 11 bis), ma il regolamento regionale lo fissa a non più di sette giorni e prevede solo due importi: 8 euro per un giorno e 20 euro per una settimana. Vale la regola più stretta, cioè il giorno o la settimana.

La licenza veneta vale sul lago di Garda?

Sulla sponda veneta sì: serve la licenza regionale con la tassa versata, e una licenza di un'altra Regione vale. Sulla sponda veneta il Garda ha un regolamento proprio, il 2/2024. Nel lato lombardo e in quello trentino le regole sono diverse, sono nella guida al Garda.

CastSignal ha previsioni per la pesca in Veneto?

Per i laghetti dell'elenco sì: meteo di oggi e domani con un giudizio sulla giornata, che misura la comodità e la sicurezza in riva, non l'attività dei pesci. In acque pubbliche CastSignal non ha previsioni per tecnica o per specie.