Le esche naturali per la pesca in mare sono di quattro famiglie: vermi (coreano, americano, arenicola, muriddu, tremolina, verme di Rimini e il bibi, che è un sipunculide), molluschi (cannolicchio, cozza, seppia, calamaro), crostacei (granchio, paguro, gamberetto) e pesce (sarda). La scelta dipende da tre cose: il pesce che cerchi, il mare che trovi e i pesciolini che ci sono. Con mare calmo e acqua limpida vanno i vermi piccoli e morbidi, come l’arenicola; con mare mosso e in scaduta le esche che reggono, come bibi, americano, cannolicchio e seppia; con tanta minutaglia le esche dure, che i pesci piccoli non riescono a spolpare.
Qui trovi esca per esca cos’è, per quali pesci, come si innesca, quanto regge e come si conserva. Dove le fonti non sono d’accordo, lo diciamo. Le montature le trovi nelle pagine sul surfcasting e sulla pesca a fondo.
Le esche per la pesca in mare in una tabella
| Esca | Pesci | Mare o tecnica |
|---|---|---|
| Arenicola | mormora, orata | calmo |
| Coreano | quasi tutti | calmo, poco mosso |
| Americano | spigola, orata, sarago | mosso, scaduta |
| Bibi | orata, sarago | tutti, con minutaglia |
| Verme di Rimini | orata, sarago | acqua tiepida |
| Muriddu | sarago, mormora, orata | fondo, bolentino |
| Tremolina | cefalo, orata, mormora | foci e porti, pesca leggera |
| Cannolicchio | orata, sarago, spigola | mosso, scaduta |
| Cozza | sarago, orata | vicino agli scogli |
| Granchio, paguro | orata | calmo, autunno |
| Sarda | spigola, sarago, grongo | mosso, notte |
| Seppia, calamaro | spigola, orata | mareggiata |
| Gamberetto | spigola, sarago | bolognese, barca |
| Bigattino | sarago, cefalo | calmo, bolognese |
I vermi di mare: verme di Rimini, bibi, coreano, americano, arenicola, muriddu
Dei vermi che si comprano in Italia, una parte si raccoglie qui e una parte arriva dall’estero. Una rassegna dei biologi italiani sui vermi da esca (Gambi e colleghi, Polychaetes of commercial and applied interest in Italy, 1994) conta otto specie raccolte nelle nostre acque e indica coreano e americano tra quelli che arrivano dall’estero. È un lavoro di trent’anni fa e il mercato è cambiato, ma i nomi scientifici che diamo sotto vengono da lì, salvo dove diciamo altro.
Verme di Rimini
È il più grosso dei vermi da esca. Guide e negozi parlano di esemplari da 35–50 centimetri, grossi come un pollice, oppure da 70 a 120; per la rassegna del 1994 nelle nostre acque supera il metro. I tre metri che si leggono in giro sono la misura massima citata per la specie, non quella dei vermi che arrivano al negozio. È un verme del genere Eunice: la rassegna del 1994 lo chiama Eunice aphroditois, mentre uno studio del 2006 (Zanol e Bettoso, Journal of the Marine Biological Association of the UK) attribuisce i grossi Eunice dell’Adriatico e del Mediterraneo a un’altra specie, Eunice roussaei.
Dove si trova. Viene soprattutto dalla Puglia, dove lo chiamano vermara. Vive dentro un tubo a U sui fondali morbidi, tra i 10 e i 15 metri. Si raccoglie in natura, a mano dai sub o con un’asta lunga dalla barca, e arriva quando il mare lo permette: nei negozi quasi sempre su prenotazione.
Per quali pesci e come. È un’esca da sparidi: orate grosse, saraghi, mormore di taglia. Rende di più quando l’acqua si scalda. Si taglia dalla coda a tronchetti di qualche centimetro con forbici affilate, si infila con l’ago e si lega con qualche giro di filo elastico. Vicino alla testa ha mascelle robuste: meglio maneggiarlo con i guanti.
Quanto costa. Si vende a pezzo. Il 18 ottobre 2026 Laguna Blu Pesca lo dava a 30 euro e Bestpesca a 33, tutti e due esauriti; il listino di un Decathlon, senza data, a 18. Prezzi indicativi, che cambiano con taglia e stagione.
Conservazione. In una bacinella con sabbia e acqua di mare, cambiando l’acqua ogni giorno, al fresco e lontano dal sole: secondo le guide di pesca e i negozi dura da qualche settimana a oltre un mese, se non fa caldo.
Bibi
Il bibi è un sipunculide, Sipunculus nudus: un animale a forma di salsicciotto, senza anelli, che vive infossato nei fondali di sabbia. Per molto tempo i sipunculidi sono stati considerati un gruppo a parte; oggi il registro mondiale delle specie marine li mette tra gli anellidi. Nei negozi c’è quello d’importazione, piccolo, sui 7–12 centimetri, venduto in scatolette con la spugna umida, e il bibi veneziano, più grosso: 10–20 centimetri per alcuni negozi, fino a 25–35 per altre guide.
È un’esca dura. Regge il lancio, il mare mosso e i pesciolini, ed è per questo che si usa per le orate di taglia, i saraghi e le ombrine. Surfcastingblog lo mette tra le esche migliori d’inverno: intero per i pesci grossi, a pezzi per mormore e piccoli sparidi. Innesco: con l’ago da bibi, che ha un occhiello in fondo, si entra da un’estremità e si esce dall’altra lungo il canale interno, senza far uscire il liquido (su quale estremità le guide non sono d’accordo); poi si aggancia il terminale e si fa scorrere il bibi sul filo fino all’amo, dal 4 al 2 per l’orata.
Quanto dura. Sull’amo, più di qualunque verme. Da vivo vuole il fresco: Surfcastingblog indica circa 14 gradi, una guida di negozio tra 7 e 14, e le fonti parlano di qualche giorno, al massimo una decina, nella sua scatola. Se si affloscia, in una ciotola d’acqua di mare torna duro. Chi ne compra tanto lo pulisce, lo sala appena e lo congela: così dura mesi.
Coreano
È il verme più comune nei negozi e tra i meno cari. Il nome copre vermi di mare del genere Perinereis pescati o allevati in Asia: la rassegna del 1994 cita Perinereis vancaurica dalla Corea e P. aibuhitensis dal Sud-Est asiatico, venduti come “coreano” o “cinese”. Si legge che viene dalle risaie: è un verme marino, e la P. aibuhitensis in Cina si alleva anche in vasca, come riporta una valutazione del rischio del Maine del 2024. Oltre a quello comune, scuro, si vende il coreano rosso, più delicato.
Quando usare il coreano?
Con mare calmo o poco mosso, per mormore, orate, saraghi, e nella scaduta per le spigole, quando l’acqua è torbida. Prende quasi tutto, anche i pesci piccoli: con tanti pesciolini torna spolpato in pochi minuti. Con il mare formato si spezza più dell’americano. Va innescato con l’ago e legato con il filo elastico.
Conservazione. In frigo, nella sua scatola. Per Surfcastingblog, nella sua guida su come conservare le esche, il coreano comune è “indistruttibile o quasi” e dura anche 15 giorni, quello rosso di solito non più di una settimana. Roberto Accardi, nell’articolo su come conservare arenicola e coreano, lo tiene in una cantinetta da vino a 16 gradi e scrive che le scatole vendute con le alghe durano anche oltre un mese. In tutti i casi si tolgono i morti e, se il fondo si secca, si bagna con un po’ d’acqua di mare.
Americano
È Glycera dibranchiata, il bloodworm della costa atlantica degli Stati Uniti, venduto anche come “canadese”. Rosa, pieno di sangue, con una proboscide che morde. Lascia una scia d’odore che i surfcaster cercano con il mare mosso: Surfcastingblog lo consiglia per mormore, saraghi, spigole, ombrine e orate, intero su ami dal 6 al 2. Regge l’onda meglio del coreano.
Conservazione. In frigo nel cassetto della frutta: per Surfcastingblog l’ideale è intorno ai 10 gradi, ma regge anche 4–5. I vermi si mordono tra loro e quelli che sanguinano infettano gli altri: conviene sciacquarli uno per uno in acqua di mare, scartare quelli che perdono sangue e cambiare o lavare la sabbia.
Arenicola
Il nome viene dall’Arenicola marina, il verme di sabbia che si raccoglie sulle coste atlantiche, dall’Olanda all’Irlanda alla Spagna; tra le specie raccolte in Italia la rassegna del 1994 non la elenca.
È l’esca della mormora con il mare calmo, su questo Accardi e Surfcastingblog sono d’accordo, e cattura bene anche orate e saraghi, di tutte le taglie. Si innesca piccola e pulita, con un ago sottile, su ami piccoli: il 10 a gambo lungo per l’orata. Con il mare mosso non regge: si sfalda e il mare la porta via.
Conservazione. È la più delicata da tenere. Vuole 14–18 gradi: secondo Surfcastingblog il frigo, sotto i 10 gradi, la uccide, e va bene una cantina o una borsa frigo con il ghiaccio avvolto in un panno. La sabbia va tenuta umida d’acqua di mare ma senza pozze, controllando ogni giorno e togliendo i vermi morti. Accardi la tiene a 16 gradi, con l’acqua di mare accanto alle scatole per lavarla alla stessa temperatura ogni due o tre giorni, e la fa durare al massimo tre settimane. Le scatole troppo piene muoiono prima.
Muriddu
È Marphysa sanguinea, chiamato anche murone, bacone o verme sanguigno. La rassegna del 1994 lo indica come l’esca più pregiata tra quelle raccolte in Italia, soprattutto nella laguna di Venezia, con esemplari in commercio da 20–30 centimetri; se ne importa anche da Stati Uniti e Corea. È un’esca da saraghi, mormore, orate e spigole, a fondo dalla riva e dalla barca a bolentino.
È il più delicato di tutti e dura poco: da qualche giorno a una settimana. Sulla temperatura le fonti non coincidono: Surfcastingblog lo tiene come l’arenicola, a 14–18 gradi, mentre i negozi consigliano il freddo, intorno ai 10 gradi o anche meno. Va comprato per l’uscita e usato quella sera.
Tremolina
Qui il nome inganna, perché indica vermi diversi secondo la zona. A Venezia la tremolina è Hediste diversicolor, un verme di laguna di 10–12 centimetri, spesso confuso con altri vermi simili come il saltarello; ne arriva anche dalla Francia. Nel golfo di Napoli “tremolina” o “esca rossa” è un altro verme, Lumbrineris impatiens. È un’esca da pesca leggera vicino a foci, porti e lagune, a fondo a breve distanza o a bolognese: cefali, orate, mormore, spigole e i pesci piccoli dei porti. È troppo morbida per i lanci lunghi del surfcasting.
Molluschi, crostacei e pesce
Cannolicchio
Il cannolicchio (Solen, Ensis minor) è per Accardi l’esca principe del sarago, insieme alla seppia, ed è la più usata con mare mosso e in scaduta per orate, saraghi e spigole. Con il guscio è molto selettivo, senza cattura di più. Surfcastingblog lo innesca con due ami, uno in alto e uno in basso, chiudendo tutto con il filo elastico; il cannolicchio atlantico d’importazione va usato senza guscio. Si trova fresco o congelato, o si scava in spiaggia. Misura minima per la raccolta: 8 centimetri.
Cozza
La polpa di cozza si innesca piccola e si lega con l’elastico, perché è morbida e scappa dall’amo. Funziona dove le cozze ci sono davvero: scogliere, frangiflutti, moli, cozzaie. In mezzo alla sabbia, nota Surfcastingblog, l’orata diffidente la guarda con sospetto. Dalla scogliera a bolognese è l’esca naturale del sarago, e cozze schiacciate fanno una buona pastura.
Granchio e paguro
Il granchio è duro e selettivo: i pesciolini lo lasciano stare e le orate di taglia no. Si usa soprattutto in autunno, con il mare calmo. Il granchio vivo si innesca accorciando un po’ le chele e fissandolo all’amo con il filo elastico, senza forare il ventre: così resta vivo sul fondo anche più di un’ora. Si raccoglie in spiaggia e sugli scogli, ma non sempre se ne trova. Anche il paguro, tolto dalla conchiglia, si usa per l’orata.
Sarda
Fresca o congelata, intera, a pezzi o a filetti. Lascia una scia d’odore forte che si sente anche nell’acqua torbida: per spigole, saraghi, gronghi e serra, di notte e con il mare mosso, e dalla barca per bolentino, traina con esca morta e pastura. È morbida: senza il filo elastico al primo lancio resta in acqua.
Seppia e calamaro a strisce
Strisce sottili avvolte sull’amo, pezzi più grossi legati con l’elastico per i pesci grandi. Sono le esche delle mareggiate: reggono l’onda e i pesciolini, e d’inverno sono tra le preferite per spigole, gronghi e ombrine. Accardi, con il mare mosso, monta cannolicchio e una striscia di seppia insieme, un innesco duro che resiste.
Gamberetto
Vivo, è l’esca classica della spigola a bolognese di notte: si innesca dalla coda, nell’ultimo o penultimo anello, perché dalla testa muore subito. Congelato o sgusciato si usa a bolentino e per saraghi e occhiate dalla scogliera.
Bigattino in mare
La larva della mosca carnaria è l’esca più usata a bolognese in mare: saraghi, occhiate, cefali, boghe, anche spigole e orate. Singolo o a ciuffo di due o tre, su ami piccoli dal 12 al 18–20, e sfuso con la fionda come pastura. Alcune aree marine protette, come Porto Cesareo e Capo Caccia, lo vietano come esca e come richiamo.
Esche per surfcasting: quale con quale mare
L’esca giusta cambia più con il mare che con la stagione. Per questo, prima di comprarla, conviene guardare la previsione: l’arenicola comprata per la mormora non serve a molto se la sera monta il mare.
| Mare e acqua | Esche che rendono | Perché |
|---|---|---|
| Calmo, acqua limpida | arenicola, coreano, americano piccolo; bibi e granchio per l’orata | il pesce vede bene: innesco piccolo e pulito |
| Mosso, montata | americano, bibi, cannolicchio, seppia; il vivo per la spigola grossa | reggono l’onda; il coreano si spezza |
| Scaduta, acqua torbida | cannolicchio, bibi, americano, coreano, sarda, seppia | si fanno sentire; l’arenicola si sfalda |
| Tanti pesciolini | bibi, granchio, cannolicchio col guscio | i vermi morbidi tornano spolpati |
Con il mare calmo si pesca la sera e di notte, con terminali fini ed esche piccole: lo spieghiamo in surfcasting con mare calmo. Con il mare mosso contano l’odore e la tenuta, e il filo elastico diventa obbligatorio: vedi surfcasting con mare mosso. La scaduta, quando l’onda cala e l’acqua resta bianca, è il momento delle esche che si fanno sentire: come riconoscerla è in cos’è la scaduta di mare.
Onda, vento e mare lungo ora per ora, con le ore buone per tecnica, sono nella previsione della tua zona: guardala prima di passare dal negozio.
Le esche pesce per pesce
- Orata. Esche selettive per le grosse: bibi, cannolicchio, granchio; d’inverno seppia e cannolicchio insieme. Arenicola, coreano e americano prendono di più ma non scelgono.
- Sarago. Cannolicchio e seppia per Accardi, che lascia a casa i vermi perché portano ad ami piccoli e saraghetti; Surfcastingblog mette invece bibi, americano e coreano tra le migliori. Dalla scogliera cozza, gamberetto e bigattino.
- Mormora. Arenicola, per tutte le fonti; poi coreano e americano, e bibi e cannolicchio quando il mare si muove.
- Spigola. Il vivo per le grosse; americano, coreano e cannolicchio in scaduta, sarda e strisce di seppia di notte, gamberetto vivo a bolognese.
- Cefalo. Pane prima di tutto; poi bigattino, cozza e, a fondo vicino alle foci, coreano, arenicola e tremolina.
Raccogliere le esche: le regole
Granchi, cozze e cannolicchi si possono raccogliere da sé, ma con dei limiti.
- Attrezzi. Tra quelli consentiti a chi pesca per sport il regolamento della pesca marittima elenca anche i “rastrelli da usarsi a piedi” (DPR 1639/1968, art. 138, testo vigente letto il 18 ottobre 2026). Chi pesca in apnea, invece, non può raccogliere molluschi (art. 128-bis).
- Misure minime. Cannolicchio 8 centimetri, cozza 5 centimetri. Le trovi con le norme nella tabella delle misure minime in mare.
- Quantità. Il limite di 5 kg al giorno a persona vale per pesci, molluschi e crostacei insieme (art. 142): le esche raccolte contano.
- Ricci di mare. Solo a mano e in apnea, 50 al giorno, almeno 7 centimetri compresi gli aculei, mai a maggio e giugno; in Puglia la raccolta è vietata.
- Datteri di mare. Vietati su tutte le coste italiane, con qualsiasi attrezzo, e specie protetta: per prenderli si spacca la roccia.
- Anguilla. Non si usa come esca: nel 2026 la sua pesca sportiva è vietata in tutta Italia.
- Ordinanze e aree protette. Capitanerie, Regioni e aree marine protette possono vietare la raccolta in porti, scogliere e zone precise. Capo Caccia esclude anche le esche non mediterranee, come il coreano. Leggi le regole del posto prima di raccogliere o pasturare.
Una cosa che nessuna norma ti chiede ma che conta: il coreano e gli altri vermi d’importazione non si buttano in mare vivi a fine pesca. Già la rassegna del 1994 segnalava il rischio di portare specie estranee nelle nostre acque.
Gli errori da evitare
- Tenere l’arenicola in frigo. Sotto i 10 gradi muore: cantina o borsa frigo con il ghiaccio che non la tocca.
- Lasciare le esche al sole sulla spiaggia. Nel secchio d’acqua di mare al sole i vermi muoiono in poco tempo; ombra e fresco.
- Innescare grosso con il mare calmo. Un ciuffo di vermi sfilacciato rende meno di un’arenicola piccola e ordinata.
- Lanciare esche morbide senza elastico con l’onda. Sarda, cozza e coreano restano in acqua al primo lancio.
- Non guardare l’amo. Con mare calmo i granchi e i pesciolini ripuliscono l’esca in pochi minuti: controllala spesso.
- Comprare l’esca prima di guardare il mare. Se domani arriva la mareggiata, servono bibi e cannolicchio, non arenicola.
Le montature per ogni esca sono nelle pagine sul surfcasting, sulla pesca a bolognese in mare e sulla pesca a bolentino, che si fa con vermi, sarda, strisce di calamaro e gamberetti.
