Il siluro (Silurus glanis) è una specie introdotta dall’uomo: il primo esemplare fu avvistato nell’Adda nel 1956, scrive Il Post. Può superare i due metri: quello preso nel Po a Revere nel giugno 2023 misurava 285 centimetri. Si pesca a fondo con esche naturali e a spinning con artificiali grossi. Prima delle esche conta però la norma: in Lombardia e in Umbria non si rimette in acqua, mentre in Toscana nei testi che abbiamo letto un divieto di rilascio non c’è. Le regole cambiano da una Regione all’altra e a volte da una provincia all’altra.
Questa guida parla di acque pubbliche. Nei laghetti privati valgono le regole del gestore: vedi Pescare nei laghetti. Per la licenza c’è la guida alla licenza di pesca nelle acque interne. Le norme qui sotto le abbiamo lette sul testo ufficiale il 17 ottobre 2026. Se la tua Regione manca, o il tratto è in un parco o in una riserva, chiedi alla Regione, alla Provincia o al gestore.
Si può rilasciare il siluro dopo la cattura?
Dipende dalla Regione. Dove la norma è scritta, la risposta è no: il siluro non si rimette in acqua e in alcuni casi va soppresso. Le guide di settore dicono spesso che in Italia il rilascio è vietato ovunque: è una semplificazione. Il siluro non è nell’elenco europeo delle specie invasive, perché in alcuni Stati dell’Est è autoctono, come ricorda la mozione del Consiglio regionale toscano del 26 marzo 2025. Senza una norma nazionale decide ogni Regione.
| Regione | Cosa dice | Norma |
|---|---|---|
| Lombardia | Va soppresso, non rimesso in acqua | Reg. 2/2018, art. 3 c. 8 |
| Emilia-Romagna | Vietato rimetterlo in acqua | Reg. 1/2018, art. 6 c. 6 |
| Veneto | Vietato reimmettere le alloctone | L.R. 19/1998, art. 12 c. 7 |
| Toscana | Vietato trasportarlo vivo | L.R. 7/2005, art. 18 bis |
| Piemonte | Dipende dalla provincia | Reg. 1/R 2012, artt. 15-16 |
| Umbria | Vietati rilascio e trasporto vivo | Vademecum 2025 |
Cosa c’è dietro ogni riga:
- Lombardia. Il regolamento regionale esclude le specie alloctone dannose dai limiti di cattura e dice che gli esemplari “non possono essere di nuovo immessi nei corsi d’acqua e devono essere soppressi”. Non nomina il siluro, ma il Prontuario 2024 del bacino del Sebino (Iseo ed Endine) lo elenca tra queste specie. La legge regionale 31/2008 (art. 147) punisce chi lo rimette in acqua con una sanzione da 400 a 1.500 euro e, alla recidiva, con la sospensione della licenza fino a sei mesi. Chi lo trattiene deve tagliare il lobo inferiore della pinna caudale (art. 139 c. 7 bis).
- Emilia-Romagna. Il regolamento vieta di immettere e reimmettere le specie alloctone, e il siluro non è tra le autoctone. Un obbligo di sopprimerlo c’è nelle “zone sperimentali per la pesca degli alloctoni” dei calendari 2026/2027 di Ravenna e Parma. Lì si pesca fino alle 24, con tre canne ad amo singolo, e le alloctone vanno “immediatamente soppresse ed asportate”.
- Veneto. La legge regionale 19/1998 vieta di immettere e reimmettere dopo la cattura ogni esemplare di specie alloctona e rimanda al regolamento per eventuali deroghe. Una deroga per il siluro non l’abbiamo trovata. Sul Garda lombardo e veneto il limite dei 5 chili non conta il siluro: ne parliamo nella guida al lago di Garda.
- Toscana. La legge regionale 7/2005 vieta di trasferire da un luogo a un altro pesce vivo catturato (art. 18 bis c. 7, sanzione da 400 a 2.400 euro più 40-240 euro a capo). Il regolamento 6/R/2018 non fissa per il siluro misura, periodo di divieto o limite, e non lo mette nell’Allegato A. Un divieto di rilascio o un obbligo di soppressione non l’abbiamo trovato scritto. La mozione del 2025 chiede alla Giunta di valutare modifiche: è un indirizzo, non una norma.
- Piemonte. Il regolamento 1/R del 2012 mette il siluro nell’Allegato C, le specie pescabili nelle acque ciprinicole senza limiti di periodo, misura e quantità nei corpi idrici indicati dalle province. Dove le province indicano un corpo idrico da eradicare, l’alloctona catturata va soppressa subito (art. 16 c. 3). Il testo è del 2012.
- Umbria. Il Vademecum del pescatore (edizione 2025) vieta “la reimmissione nei corpi idrici ed il trasporto in vivo” del siluro, e lo ripete per i campi gara.
Dove si pesca il siluro?
Nei grandi fiumi di pianura e nei laghi. Secondo la scheda del Canton Ticino sulle specie alloctone invasive si è diffuso soprattutto nel Po e nell’Adige. Compaiono nei testi letti anche l’Arno, nel tratto da Ponte Buriano alla diga della Penna, i laghi d’Iseo e d’Endine, il Tevere umbro e il Garda.
In un fiume cercalo dove la corrente rallenta: buche e scalini del fondale, ostacoli sommersi, pennelli, piloni dei ponti e il tratto sotto gli sbarramenti, come indicano il Gruppo Siluro Italia e il negozio Piscor. È un predatore attivo soprattutto di notte. Le guide danno la stagione da marzo a novembre e il club indica che sopra i 10 gradi di acqua mangia di più. In inverno, secondo Piscor, resta sul fondo anche con acqua intorno ai 7 gradi nel Po.
Qual è la migliore esca per il siluro?
Non ce n’è una sola. Le fonti di settore che abbiamo letto concordano su queste:
- Pesce morto, intero o a tranci, di una specie abbondante nella zona (Piscor).
- Calamaro, intero o a strisce (Piscor, Gruppo Siluro Italia).
- Grappolo di lombrichi (Gruppo Siluro Italia, Pesca e Sport Gema).
- Artificiali a spinning: shad, grub, cucchiaini ondulanti, minnow e crankbait. Pesca e Sport Gema indica da 7 a 25 centimetri, Pesca Fishing Shop minnow e crankbait da 9 a 24 e ondulanti da 30 a 90 grammi. Il colore conta poco, dice il club, perché il siluro vede male.
- Pellet. Li citano le schede dei negozi come attrattore, ma una fonte indipendente che ne misuri l’efficacia sul siluro non l’abbiamo trovata. Le pasture hanno poi tetti e divieti propri, vedi sotto.
Il pesce vivo (carassio, breme, barbo) è citato da più guide, ma è la parte più regolata:
- Toscana: vietato usare vertebrati vivi come esca (L.R. 7/2005, art. 18 bis c. 2 lett. j).
- Veneto: vietato nelle acque di zona A e B, salvo il Po e il Canal Bianco in provincia di Rovigo (Reg. 1/2023, art. 8 c. 1).
- Provincia di Perugia: vietato anche il pesce morto, con eccezione del Tevere a valle di Marsciano, dove sono ammesse scardola, rovella, alborella, carassio e pseudorasbora. Il pesce vivo avanzato non si rimette in acqua.
- Lombardia ed Emilia-Romagna: i regolamenti regionali non lo vietano. Sul Sebino il Prontuario ammette di notte, nelle acque di tipo C, lombrico, pesce vivo o morto e boiles.
- Piemonte: vietato nelle acque salmonicole, non nominato per le ciprinicole nel testo del 2012.
La scheda ticinese indica nelle esche vive una via di diffusione, deliberata o accidentale, delle nuove specie.
L’anguilla non va usata: le guide la citano come esca storica, ma nel 2026 la pesca sportiva all’anguilla è vietata in tutta Italia (DM 4 marzo 2026), e in Veneto come esca lo è sempre (Reg. 1/2023, art. 8 c. 8).
Pasture. Il sangue come esca o pastura è vietato in Lombardia (L.R. 31/2008, art. 146), Toscana (art. 18 bis c. 2 lett. g), Veneto e Piemonte, che vietano anche la pastura con interiora e con prodotti artificiali. In Emilia-Romagna nel Po il tetto è di 7 chili di pastura solida, boiles o pellet, compresi gli inneschi, e nelle acque di zona B di 4 chili; il Veneto 4 chili, 15 nel Po. Se un pellet sia un prodotto artificiale per i testi veneto e piemontese non è scritto.
Come si pesca il siluro a fondo?
È la tecnica più antica, secondo Pesca Facile. Si lancia l’esca in una buca o ai bordi della corrente e si aspetta l’abboccata. Essendo attivo di notte, si pesca spesso la sera e la notte, ma solo dove è lecito.
La montatura classica è semplice: piombo scorrevole, perlina salvanodo, girella da 100-200 libbre e un terminale di kevlar o nylon da 0,75-1 millimetro, con un amo adatto all’esca. Piscor indica ami da 2/0 per i lombrichi fino a 10/0 per pesci grossi, e ancorette da 1/0 a 4/0. Il Gruppo Siluro Italia descrive la variante pop-up, con un galleggiante sommerso che solleva l’esca dal fondo. I piombi vanno da 100 a 300 grammi, secondo la corrente.
Quante canne e quanti ami puoi usare dipende dalla Regione. Nelle acque ciprinicole la Toscana ammette fino a tre canne entro 10 metri con due ami ciascuna; l’Emilia-Romagna da una a tre canne con non più di tre ami; il Veneto, in zona B, tre canne con due ami, e un cavetto di almeno 20 centimetri e 0,5 millimetri con il pesce morto o gli artificiali oltre i 14 centimetri armati con ami a più dardi; il Piemonte due canne entro tre metri. Sul lago d’Iseo di notte tre canne, solo da riva a piede asciutto. Per le sessioni lunghe di notte vedi anche il carpfishing.
Come si pesca il siluro a spinning, anche in Arno?
Si lanciano artificiali grossi lungo le sponde, intorno ai piloni e sotto gli sbarramenti. Il Gruppo Siluro Italia consiglia alba, tramonto e cambi di luce. Un altro autore, su Pesca Channel, suggerisce di far saltellare l’esca sul fondo, alternando strappi veloci a pause lunghe, e di mantenere il contatto per ferrare. Sostituisci ancorette e anellini di serie con componenti molto più robusti. Per le tecniche comuni con il luccio vedi la guida al luccio, ma per il siluro tutto va ingrandito.
In Arno. Il regolamento toscano consente nelle acque a ciprinidi gli artificiali con uno o più ami, anche multipli, e la pesca con la canna al siluro senza limiti d’orario fuori dalle acque a salmonidi (art. 5 c. 4 lett. b). Nei tratti dell’elenco delle zone di frega, la Regione consente di pescare il siluro anche nel periodo di divieto (dal 2 maggio all’ultimo sabato di giugno nell’aretino, al terzo sabato di giugno nel fiorentino), in base al decreto 5502/2018. I mezzi ammessi sono solo due: artificiali lunghi almeno 13 centimetri, oppure esche naturali con ami con apertura di almeno 3 centimetri. La tabella dei tratti va da Capolona e Arezzo a Firenze. La pagina è del 3 giugno 2020: chiedi alla Regione se l’elenco è ancora valido.
Che cos’è il clonk e dove si può usare?
Il clonk è un legno sagomato con una semisfera che si batte sull’acqua dalla barca, per imitare il rumore di un siluro che caccia a galla. Secondo l’articolo di Mirko Piccioli sul sito del Gruppo Siluro Italia (senza data, materiali del 2012) si pesca in deriva, con la barca di traverso alla riva e il motore spento, su fondali di almeno 3-3,5 metri e con acqua da 14 gradi in su. L’esca resta a mezz’acqua e si segue sull’ecoscandaglio. Secondo lo stesso autore, negli anni Novanta sul Po l’abuso del richiamo ha reso diffidenti i siluri più grossi.
Lo stesso vale per il vertical, con un pesce morto manovrato sotto la barca. Servono una barca e, di solito, l’ecoscandaglio:
- il Veneto vieta l’ecoscandaglio nelle acque interne di zona A, B e C (L.R. 19/1998, art. 12 c. 5, testo coordinato aggiornato al 2018);
- il Piemonte lo vieta durante la pesca da natante (Reg. 1/R, art. 16 c. 4);
- la Toscana ammette la pesca da natante solo nei corpi idrici indicati dal piano regionale (art. 4 c. 2), e l’Emilia-Romagna solo dove la prevede il Programma ittico (art. 13 c. 2).
Il clonk non è una tecnica per tutti i fiumi: in Arno chiedi alla Regione prima di uscire in barca.
Che attrezzatura serve per il siluro?
Più robusta di quella da luccio. Le cifre sono ordini di grandezza da club, riviste e negozi, e le fonti non concordano tra loro.
- Spinning: canna da 2,4 a 3 metri con lancio da 80-100 fino a 150 grammi (Gruppo Siluro Italia, Pesca Fishing Shop, Pesca e Sport Gema). Mulinello a frizione anteriore, taglia 4500-8000. Trecciato da 40-50 libbre secondo Pesca Fishing Shop, da 65-80 secondo il club. Il club consiglia un terminale lungo almeno 1,5 metri.
- Fondo: canne più lunghe, da 4-5 metri con lancio non inferiore a 300 grammi per Piscor, 5 metri per Pesca Facile. Mulinello capiente, con almeno 200 metri di trecciato (Piscor) e carico di rottura che le fonti danno tra 50 e 70 chili.
- Clonk dalla barca: canna corta, da 2 a 2,4 metri e 250 grammi, trecciato da 80-100 libbre, piombo scorrevole da 150-300 grammi. Girelle e moschettoni, per tutte le tecniche, da 100-200 libbre.
Come si combatte e si maneggia un siluro grande?
Pesca Fishing Shop descrive un combattimento con spunto lento e potenza esplosiva, con il pesce che preme sul fondo e si muove “a forma di 8”. In corrente e tra gli ostacoli recuperarlo è faticoso: serve una frizione fluida e un mulinello robusto.
Il siluro ha una bocca ampia armata di denti, come ricorda la mozione toscana. Una guida di negozio consiglia i guanti e di afferrare il pesce per la mascella inferiore. Pinze labiali e raffio possono essere vietati: a Ravenna lo sono per le specie autoctone, ma sono ammessi per le alloctone “per consentire ai pescatori di salpare in sicurezza grossi esemplari” di siluro, e il Prontuario del Sebino ammette il raffio nel fiume Oglio sublacuale e in altre acque di tipo C per recuperare il siluro già allamato. Dove non hai una norma così, usa il guadino solo come mezzo ausiliario.
Dalla barca il giubbotto salvagente è “indispensabile”, scrive il club.
Che cosa si fa dopo la cattura?
Si segue la norma della Regione dove si pesca:
- Dove il rilascio è vietato, il siluro si trattiene e, in Lombardia, si sopprime.
- Non si trasporta vivo in Umbria e in Toscana.
- Non si abbandona. Pesci, parti di pesci e rifiuti non si lasciano in riva: lo vietano la L.R. 31/2008 lombarda (art. 146), il regolamento veneto (art. 12 c. 2), la legge toscana (art. 18 bis c. 3) e il regolamento piemontese (art. 16 c. 1). Portalo con te: un elenco di centri di raccolta, per esempio dei parchi fluviali che gestiscono il contenimento, non l’abbiamo trovato.
- Non si vende. In Toscana il commercio dei pesci catturati con la pesca dilettantistica è vietato (art. 18 c. 3 bis).
Mangiarlo. Uno studio sulla rivista Chemosphere, del 2013, ha misurato i PCB in 54 siluri del Po prelevati tra il 2006 e il 2009: il 33% superava il limite europeo di 125 nanogrammi per grammo, con differenze significative tra i quattro siti. La scheda ticinese aggiunge l’accumulo di metalli pesanti. Avvisi ufficiali per un singolo tratto non ne abbiamo trovati: chiedi al servizio veterinario della ASL.
In acqua dolce CastSignal non ha previsioni per specie o tecnica. Per i laghetti dell’elenco mostra il meteo di oggi e domani con un giudizio sulla giornata, che misura comodità e sicurezza in riva, non l’attività dei pesci.
